IL BILANCIO 2025
Cdp: impegnato risorse per 29,5 mld e sostenuto investimenti per 73,6 mld per la crescita. Avanti su housing e infrastrutture
Il 2025 ha coinciso con il primo anno del nuovo piano strategico di Cassa Depositi e Prestiti e, per questo, l’approvazione del bilancio dello scorso esercizio, che si è chiuso con un utile record di 3,4 miliardi, un patrimonio netto in crescita del 6% a 32 miliardi e la proposta di dividendo di 2,2 miliardi di euro, è stata l’occasione anche per tracciare un primo consuntivo delle strategie messe in campo per il triennio 2025-2027. I principali numeri parlano di risorse impegnate per circa 29,5 miliardi di euro, concentrate su focus ad alto impatto per il Paese, con interventi definiti sulla base delle quattro priorità fissate e, cioè, competitività del Paese, coesione sociale e territoriale, sicurezza economica e Just Transition. L’operatività del gruppo ha consentito di sostenere investimenti per complessivi 73,6 miliardi, anche grazie all’attrazione di capitali addizionali, con un effetto leva di 2,5 volte le risorse impegnate. Lo stock di crediti a sostegno di imprese, Pubblica Amministrazione, infrastrutture e cooperazione internazionale, a fine 2025, è pari a 127 miliardi di euro, in aumento dell’1% se confrontato con l’esercizio precedente. Come hanno sottolineato i vertici di Cdp, il presidente Giovanni Gorno Tempini e l’amministratore delegato Dario Scannapieco, illustrando i risultati del gruppo, il primo anno del piano ha visto il rafforzamento del ruolo dell’istituto per il tessuto imprenditoriale italiano con il lancio della nuova operatività di finanziamento diretto verso le imprese di minori dimensioni e il roadshow avviato sui territori con Confindustria, il potenziamento del supporto alle Pa, tramite i servizi di advisory e gestione dei fondi pubblici, oltreché la firma dell’accordo con il ministero dell’Università e Ricerca per la gestione delle risorse del Pnrr, l’ampliamento della raccolta con il secondo Green Bond di Cdp, il terzo Yankee Bond e le emissioni retail.
Più nel dettaglio, per le imprese e istituzioni finanziarie Cdp ha impegnato risorse per 18,3 miliardi e sostenuto 31,8 miliardi di investimenti. I finanziamenti diretti a medie e grandi imprese sono stati circa 200 con un aumento del 40% rispetto al 2024. Il supporto indiretto a Pmi e Midcap mediante il canale bancario ammonta a 6,5 miliardi. Sul versante infrastrutture, oltre a consolidare l’operatività a sostegno degli interventi, Cdp ha ampliato anche le modalità di intervento adottando un approccio proattivo nella strutturazione di operazioni complesse, con particolare focus sui settori chiave. Le risorse impegnate sono pari a 3,6 miliardi e gli investimenti sostenuti pari a 12,6 miliardi. Cdp, come ha spiegato Scannapieco, ha voluto assumere un ruolo guida e “non essere solo a rimorchio delle banche”. Le operazioni dirette in ambito infrastrutturale sono state oltre 70 e 2 miliardi di risorse sono state impegnate in finanziamenti long maturity. Cdp ha anche avviato l’attività di origination e sviluppo di Ppp. Un focus particolare si è concentrato sul settore idrico e sulla transizione energetica con due finanziamenti per lo sviluppo di progetti di energia rinnovabile: 118 milioni a Ef Solars e 46 milioni a Whysol, per lo sviluppo di impianti solari di accumulo in particolare nel Sud Italia. L’ad di Cdp ha confermato l’impegno anche sul fronte ferroviario – “siamo grandi finanziatori” – anche se, rispondendo a una domanda, ha tenuto a precisare che “ad oggi non c’è nessuno dossier sul tavolo” per un ingresso nell’eventuale newco delle Fs per lo sviluppo degli investimenti.
Altro importante capitolo è quello del supporto alla Pubblica Amministrazione alla quale Cdp ha destinato 4,3 miliardi di risorse con 23,2 miliardi di investimenti. I finanziamenti agli enti locali sono stati pari a circa 2 miliardi di euro, con un aumento del 17% rispetto al 2024; circa 1,2 miliardi le risorse assegnate ai beneficiari in esecuzione dei mandati gestiti da Cdp per conto della Pa. Più volte poi Scannapieco ha sottolineato la centralità strategica per la Cassa dell’attività di advisory con servizi a 20 amministrazioni centrali su misure Pnrr e la sigla di 19 nuovi accordi o rinnovi di protocolli nell’ambito di InvestEu Advisory Hub. Un’attività, quella svolta da Cdp su questo versante, che ha consentito “un’accelerazione e miglioramento della spesa”. Ed è in questo solco che l’istituto intende proseguire anche dopo il Pnrr anche perchè “con la fine del Pnrr non è che finisce il mondo”, ha detto Scannapieco. E, pertanto, rimarrà sempre necessario un supporto nella programmazione degli investimenti pubblici.
Il 2025 ha registrato l’impegno di Cassa Depositi per l’equity con risorse pari a 1,4 miliardi e 2,9 miliardi di investimenti sostenuti. Il gruppo ha lanciato un programma di investimenti diretti in settori strategici e rafforzato il sostegno nelle partecipate. Spicca, tra tutte, la fusione per incorporazione di Subsea7 in Saipem, partecipata da Cdp Equity con l’obiettivo di creaere un leader globale nel settore engineering & construction offshore.
Tema centrale nella strategia di Cdp è quello dell’emergenza abitativa che, come ha rilevato Scannapieco, ha ormai una dimensione prioritaria a livello europeo. In questo settore, Cdp riveste un ruolo di “un player primario” e giocherà un ruolo nel Piano Casa annunciato dal Governo. “E’ un qualcosa su cui stiamo già lavorando e nuovi fondi verranno lanciati anche molto a breve”, ha spiegato. Per il real asset sono state impegnate 0,4 miliardi e sostenuti investimenti per 0,8 miliardi. Da registrare il primo investimento deliberato dal Fna, Fondo Nazionale dell’Abitare, il nuovo fondo dei fondi per l’affordable housing. Circa 70 milioni sono le risorse sottoscritte dal Fnas, Fondo Nazionale dell’abitare sociale, in fondi dedicati ad iniziative di student e senior housing. Inoltre, sono state avviati attività e i primi progetti nel nuovo segmento del service housing per favorire l’accesso alla casa ai lavoratori, come nel caso di progetti pilota in Friuli. Sono poi proseguiti i lavori per la valorizzazione di immobili ex pubblici in ottica di rigenerazione urbana. Last but not least, il settore della cooperazione dove, sempre nel 2025, sono stati impegnate risorse per 1,5 miliardi e sostenuti investimenti per 2,4 miliardi. Cdp ha accelerato l’operatività nei Paesi partner anche grazie all’attivazione di strumenti con focus Africa e alla crescita delle attività di origination, promozione e partnership puntando al rafforzamento del Piano Mattei. In uno scenario incerto e complesso, “il Gruppo Cdp conferma il proprio ruolo a sostegno del Paese”, ha assicurato Scannapieco. E lo farà rafforzando la propria azione sulle direttrici strategiche del piano triennale. “Vogliamo intervenire anticipatamente per sostenere la crescita, vogliamo cercare di colmare quei gap che l’economia e la finanza italiana hanno rispetto agli altri Paesi”.
“Il 2025 è stato un anno simbolico per CDP che ha celebrato il 175° anniversario della propria istituzione oltre che i 150 anni dei libretti postali. Da allora, e anche nell’anno appena trascorso, il Gruppo CDP ha continuato a svolgere per il Paese il proprio ruolo di Banca di sviluppo, in un contesto globale complesso, segnato da una profonda trasformazione dell’economia internazionale caratterizzata da un forte dinamismo tecnologico, da una crescente frammentazione geopolitica e da una rilevante volatilità dei mercati”, ha dichiarato Gorno Tempini. “Lavorando, sulla base di un nuovo Piano Strategico, con responsabilità e visione, CDP ha confermato il proprio ruolo come investitore istituzionale di lungo periodo. Accanto alle attività industriali e finanziarie, il Gruppo ha continuato poi a sostenere lo sviluppo a livello sociale, culturale e ambientale del Paese anche attraverso le attività di Fondazione CDP con interventi mirati su istruzione, patrimonio artistico e ricerca. Tutti questi risultati sono il frutto del lavoro delle nostre persone, del rafforzamento della cultura aziendale e della fiducia costante dei nostri azionisti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e le Fondazioni di origine bancaria”.