INFRASTRUTTURE STRATEGICHE

Cavi sottomarini, dalla Commissione Ue 347 milioni per tredici progetti al 2040. Italia nella lista delle aree urgenti, via al primo bando per i moduli di riparazione

06 Feb 2026 di Mauro Giansante

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Cavi sottomarini, dalla Commissione Ue 347 milioni per tredici progetti al 2040. Italia nella lista delle aree urgenti, via al primo bando per i moduli di riparazione

Per capire davvero quanto sono delicate le relazioni internazionali in un periodo storico come quello attuale pieno di tensioni regionali basta guardare sott’acqua. E’ di qualche giorno fa la notizia dell’aumento di misure di sicurezza attorno al gasdotto Tap, in Puglia. Mentre a livello europeo, ieri la Commissione ha aggiornato il suo piano per il monitoraggio dei cavi sottomarini, responsabili del flusso pressoché integrale del traffico internet mondiale. Sul tavolo, ecco 347 milioni da utilizzare per tredici progetti corrispondenti ad altrettante aree urgenti. Orizzonte temporale: 2040.

Il piano è già (ri)partito (avviato a febbraio 2024) ieri con un bando da 20 milioni per finanziare moduli adattabili che verranno installati nei porti o nei cantieri navali per la riparazione dei cavi sottomarini. Mentre in termini di misure strategiche e tecniche, il pacchetto punta a dare priorità a operazioni, mezzi e uomini made in Ue. A ottobre scorso, d’altronde, nella valutazione dei rischi erano emersi sette scenari principali di minaccia: dai sabotaggi agli eventi naturali, passando per le interruzioni elettriche e i danni umani accidentali. Cui aggiungere i pericoli strategici quali quello russo, cinese e nel Mar Rosso.

Come spiegano da Burxelles, con questo bando si tratta della prima fase di un’iniziativa più ampia prevista per tutti i principali bacini marittimi dell’Unione europea, compresi il Baltico, il Mediterraneo e l’Atlantico. Questo progetto pilota si concentrerà sul Mar Baltico a causa dell’aumento delle interruzioni dei cavi sottomarini negli ultimi anni, suggerendo che queste infrastrutture critiche potrebbero essere soggette ad atti ostili. Gli inviti a presentare proposte saranno aperti solo agli enti pubblici con un mandato di “risposta di emergenza”, come quelli attivi nella protezione civile, nelle agenzie nazionali di risposta alle emergenze, nelle guardie costiere e nelle marine militari.

Tornando alle tredici aree, quella che include l’Italia è la 7a e rientra nel gruppone di quelle più urgenti da trattare nello stage 1. A riguardo, la stima dei costi per nuovi cavi è di 1287 milioni. L’obiettivo, si legge nel documento, è creare rotte alternative tra Europa ed Asia rispetto al Mar Rosso. E l’Italia, connettendosi con Albania, Montenegro, nell’area adriatica potrebbe garantire vantaggi strategici, soprattutto perché entrambi i Paesi sono candidati all’adesione all’Ue, rilanciando questa parte di Mediterraneo.

 

Il piano complessivo, insomma, prevede un totale di 533 milioni a progetti di cavi sottomarini, di cui 186 milioni assegnati a 25 progetti. Al 2027, si prevede di arrivare a un ammontare complessivo di un miliardo di finanziamenti. “L’Ue continua a dimostrare che siamo in grado di rispondere rapidamente alle crescenti minacce in un contesto geopolitico instabile. Ora abbiamo un approccio comune concordato con gli Stati membri per quanto riguarda i rischi per la sicurezza cui devono far fronte i cavi sottomarini e misure per attenuare tali rischi e le aree che richiedono un rafforzamento in via prioritaria”. L’obiettivo è “contrastare le minacce e investire in queste infrastrutture critiche, fondamentali per la nostra sovranità tecnologica e la resilienza delle nostre società connesse”, ha commentato la vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, Henna Virkkunen.

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