L’Italia del lavoro si restringe

21 Lug 2026 di Enrico Campanelli

La piena occupazione può rallentare il declino, ma non cancellare la demografia. Il modello DEMOSI mette in evidenza un cambiamento destinato a modificare il modo in cui si discute del lavoro in Italia. Nei prossimi trent’anni il Paese potrà aumentare il tasso di occupazione e, nello stesso tempo, perdere milioni di occupati in valore assoluto. Il motivo non è una contraddizione statistica, la popolazione potenzialmente attiva diventa progressivamente più piccola. Nello scenario demografico mediano, la popolazione italiana tra 20 e 64 anni passa da 34,37 milioni nel 2025 a 27,54 milioni nel 2054. La riduzione è del 19,9 per cento, pari a 6,84 milioni di persone. Le generazioni numerose nate nel secondo dopoguerra escono dal mercato del lavoro e vengono sostituite da coorti molto meno consistenti. Di conseguenza, anche un sistema produttivo capace di creare occupazione può incontrare una difficoltà nuova, non soltanto trovare le competenze adeguate, ma trovare un numero sufficiente di persone.

CRESME DAILY

Non solo calo dei residenti, dal 2035 scende il numero di famiglie: è l’atto finale dell’inverno demografico

27 Feb 2026 di Enrico Campanelli

Nel 2034 il picco del numero di famiglie a 27,5 milioni, spinto ancora dalla frammentazione dei nuclei familiari. Poi sia nello scenario basso che in quello medio, l’inversione di tendenza. La consistenza media dei nuclei continuerà a scendere fino al 2054 quando sarà di 1.99 persone (erano 3,28 nel 1974 e 2,21 nel 2024). Si ridurrà la domanda abitativa, ma non il disagio abitativo.

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