Cresme Daily
I grandi mercati nazionali europei in affanno: un triennio di crescita debole per le costruzioni
L’Italia del lavoro si restringe
La piena occupazione può rallentare il declino, ma non cancellare la demografia. Il modello DEMOSI mette in evidenza un cambiamento destinato a modificare il modo in cui si discute del lavoro in Italia. Nei prossimi trent’anni il Paese potrà aumentare il tasso di occupazione e, nello stesso tempo, perdere milioni di occupati in valore assoluto. Il motivo non è una contraddizione statistica, la popolazione potenzialmente attiva diventa progressivamente più piccola. Nello scenario demografico mediano, la popolazione italiana tra 20 e 64 anni passa da 34,37 milioni nel 2025 a 27,54 milioni nel 2054. La riduzione è del 19,9 per cento, pari a 6,84 milioni di persone. Le generazioni numerose nate nel secondo dopoguerra escono dal mercato del lavoro e vengono sostituite da coorti molto meno consistenti. Di conseguenza, anche un sistema produttivo capace di creare occupazione può incontrare una difficoltà nuova, non soltanto trovare le competenze adeguate, ma trovare un numero sufficiente di persone.
Ricostruzione, popolazione e futuro del Cratere Sismico del Centro Italia
Cratere sismico 2016: la ripresa demografica passa dalle migrazioni interne
Costruzioni e occupazione: il pilastro della ripresa italiana post-pandemica
Roma, fuga verso la cintura metropolitana: così cambia l’equilibrio demografico
Costruzioni e fabbisogno professionale: domanda più ampia al sud, ma nel nord-est le maggiori difficoltà di reperimento. Il potenziale inespresso della manodopera straniera
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Il lavoro che manca: demografia, piena occupazione e scenari del mercato del lavoro in Italia
Non solo calo dei residenti, dal 2035 scende il numero di famiglie: è l’atto finale dell’inverno demografico
Nel 2034 il picco del numero di famiglie a 27,5 milioni, spinto ancora dalla frammentazione dei nuclei familiari. Poi sia nello scenario basso che in quello medio, l’inversione di tendenza. La consistenza media dei nuclei continuerà a scendere fino al 2054 quando sarà di 1.99 persone (erano 3,28 nel 1974 e 2,21 nel 2024). Si ridurrà la domanda abitativa, ma non il disagio abitativo.