PRESENTATO IL PIANO CASA EUROPEO
Nuove risorse con il Qfp. Norme su affitti brevi e alleanza con enti locali dal 2026, legge omnibus dal ’27
“Non possiamo starcene con le mani in mano laddove i nostri cittadini vengono esclusi dal mercato degli alloggi nei posti in cui sono nati o dove vogliono costruire la propria vita”, ha detto ieri il commissario alla casa Dan Jorgensen (in foto con la commissaria all’ambiente Jessika Roswall). Offerta, investimenti, sostegno e riforme sono i quattro pilastri.

I commissari Ue Dan Jorgensen (Energia, Casa) e Jessika Roswall (Ambiente, economia circolare, resilienza idrica)
Habemus. Il piano casa europeo per favorire un’edilizia abitativa a prezzi accessibili è stato presentato ieri a Strasburgo. Come anticipato lunedì su questo giornale, serviranno circa 650mila alloggi all’anno da aggiungere all’attuale livello di offerta di nuove costruzioni (circa 1,6 milioni all’anno), per una spesa supplementare di 153 miliardi ogni dodici mesi. Sono quattro i pilastri dettagliati dal commissario alla casa insieme alla collega con delega all’ambiente, Jessika Roswall. Aumentare l’offerta, mobilitare gli investimenti, fornire sostegno immediato e promuovere le riforme, sostenere i più colpiti. Ecco perché, nella strategia europea, il piano va di pari passo con la revisione delle norme in materia di aiuti di Stato per i servizi di interesse generale, approvata ieri per sostenere meglio l’edilizia abitativa a prezzi accessibili. Gli altri due punti presentati sempre ieri riguardano il piano per la costruzione di alloggi e una comunicazione e una proposta di raccomandazione del Consiglio sul nuovo Bauhaus europeo. Guardando al prossimo biennio, poi, già dal 2026 arriveranno le norme sugli affitti brevi ed entrerà in vigore un’alleanza con gli enti locali. E verrà presentato anche un pacchetto energetico per i cittadini volto a ridurre ulteriormente le bollette energetiche, garantire una transizione giusta, eliminare la povertà energetica e responsabilizzare i cittadini e le comunità.
Sempre il prossimo anno, si terrà anche il primo vertice Ue sull’edilizia abitativa. Nel terzo trimestre, inoltre, arriverà una legge sui servizi di costruzione per garantire che le imprese e i professionisti possano fornire servizi di costruzione senza soluzione di continuità oltre i confini nazionali, senza abbassare gli standard sociali. L’obiettivo è quello di creare una domanda stabile di prodotti da costruzione a basse emissioni di carbonio (compresi quelli a base biologica) e di metodi innovativi, come le nuove soluzioni di edilizia modulare, spesso prodotti dalle Pmi. La Commissione pubblicherà anche linee guida sulla costruzione modulare e fuori sede. Inoltre, la bozza di comunicazione fa riferimento al processo di acquis del regolamento sui prodotti da costruzione, lo sforzo collaborativo della Commissione, degli Stati membri, delle parti interessate e delle organizzazioni di normazione per sostenere lo sviluppo delle richieste di standardizzazione. Entro il 2033, poi, verranno aggiornati tutti gli standard armonizzati sviluppati negli ultimi 25 anni e estesa la copertura a tutte le famiglie di prodotti pertinenti.
A proposito, sempre per il pacchetto europeo dedicato alla casa, oggi verrà approvata una comunicazione sull’Industrial accelerator act dedicato all’edilizia. Che introdurrà requisiti per gli appalti pubblici di prodotti a basse emissioni di carbonio, come acciaio, cemento e alcuni tipi di plastica, creando domanda per i prodotti “Made in Europe”. Anche se, al momento, l’approvazione dell’Industrial accelerator act da parte del Collegio dei commissari è prevista a fine gennaio.
Tra due anni, invece, la Commissione europea presenterà un pacchetto di semplificazione (omnibus) in materia di alloggi. E collaborerà con le autorità nazionali, regionali e locali per snellire norme e procedure per ampliare l’offerta.

Capitolo investimenti. La Commissione ha finora mobilitato investimenti per 43 miliardi di euro. Il piano casa guarda tanto al Qfp (quadro finanziario pluriennale) attuale che al prossimo. Ma il dibattito è in corso. “Non possiamo permetterci una situazione in cui i fondi del prossimo Quadro finanziario pluriennale (Qfp) inizino a fluire solo nel 2029 o nel 2030”, ha dichiarato il commissario europeo al Bilancio, Piotr Serafin, durante il dibattito al Consiglio Ue Affari generali. “Per questo dovremmo fare collettivamente tutto ciò che è in nostro potere per avere il nuovo bilancio dell’Ue pronto in tempo e raggiungere un accordo entro la fine del 2026 per consentire di concludere il lavoro sui testi legislativi nel 2027”, ha aggiunto.
Tornando alla roadmap, nascerà una nuova piattaforma paneuropea in collaborazione con la Bei, ma anche le banche di promozione nazionali e regionali e altre istituzioni finanziarie internazionali. E sosterrà la collaborazione tra autorità pubbliche e investitori privati per mettere in comune le risorse e aumentare gli investimenti nell’offerta di alloggi in tutta l’Ue.
Quanto alla revisione degli aiuti di Stato, ha dettagliato la Commissione, “era necessaria perché le attuali norme non sono sufficienti per consentire agli Stati membri di affrontare efficacemente i problemi di accessibilità degli alloggi, nel contesto dell’attuale crisi immobiliare in Europa”. E “sebbene le norme precedenti consentissero un sostegno flessibile all’edilizia sociale senza necessità di notifica, tale sostegno era destinato principalmente alle famiglie svantaggiate. Tuttavia, un numero crescente di cittadini – non solo i più vulnerabili, ma anche le famiglie a reddito medio-basso – incontra difficoltà crescenti nell’accedere ad alloggi di qualità a prezzi accessibili”.
Affitti brevi. La riforma arriverà nel quarto trimestre del prossimo anno insieme ad una legge sull’edilizia popolare volta ad aiutare le autorità pubbliche a individuare le aree con problemi abitativi e con misure per proteggere e promuovere l’accessibilità degli alloggi in queste aree. Il futuro quadro, definito chiaro e basato sui dati, “consentirà agli Stati membri, alle città e alle regioni di bilanciare i vantaggi degli affitti a breve termine con i potenziali effetti negativi sui mercati immobiliari e sulle comunità”. Per la Ue, “gli alloggi a breve termine prenotati tramite piattaforme online offrono numerosi vantaggi: maggiore scelta, reddito extra per gli host, incentivo a investire in ristrutturazioni e impulso al turismo, ai redditi e all’occupazione. Tuttavia, la loro rapida crescita, pari a quasi il 93% tra il 2018 e il 2024, ha trasformato quelli che erano servizi occasionali tra privati in un’attività commerciale significativa, che in alcune zone potrebbe aver limitato l’offerta di alloggi a prezzi accessibili per i residenti locali. Nelle destinazioni molto popolari possono rappresentare fino al 20% del patrimonio immobiliare”. Di qui, la necessità di mettervi mano per eliminare le storture.
“Non possiamo starcene con le mani in mano laddove i nostri cittadini vengono esclusi dal mercato degli alloggi nei posti in cui sono nati o dove vogliono costruire la propria vita. Quindi, l’anno prossimo presenteremo una nuova proposta legislativa sugli affitti brevi”, ha ribadito Jorgensen alla plenaria parlamentare. Spiegando che la proposta “non sarà un divieto, ma aiuterà a definire le zone sottoposte a stress abitativo. Le autorità locali potranno promuovere alloggi accessibili nelle città e nelle regioni, e sarà possibile adottare misure proporzionate per affrontare l’impatto negativo degli affitti brevi”.
Quanto all’alleanza con gli enti locali, verrà istituita nel terzo trimestre 2026 con l’obiettivo di facilitare la cooperazione in materia di edilizia abitativa con e tra gli Stati membri e i diversi livelli di governo, compresi le città e le regioni, i principali soggetti interessati nel settore dell’edilizia abitativa, il Parlamento europeo, il Comitato europeo delle regioni e il Comitato economico e sociale europeo. L’Alleanza avrà l’obiettivo anche di condividere conoscenze e buone pratiche tra Stati membri, regioni e città attraverso un nuovo programma di apprendimento reciproco sulla governance multilivello in materia di alloggi.
Cosa ci sarà, invece, nel pacchetto omnibus del 2027? Il pacchetto includerà una mappatura completa della legislazione e delle iniziative dell’Ue che hanno un impatto sull’offerta e sull’accessibilità degli alloggi, individuando le opportunità di ridurre gli oneri amministrativi superflui, in particolare per le Pmi, accelerare i processi di autorizzazione e ristrutturazione e migliorare l’efficienza dei costi, nel rispetto degli obiettivi politici più ampi. Il pacchetto includerà un sostegno agli Stati membri nell’attuazione efficace delle norme dell’Ue. Infine, nell’ambito del Nuovo Bauhaus europeo, la Commissione promuoverà la ricerca, svilupperà e amplierà soluzioni edilizie innovative.
Per l’associazione dei costruttori, Ance, il piano casa europeo è una giusta risposta all’emergenza abitativa. ““I 4 pilastri individuati rispondono alle proposte da noi avanzate: un approccio multilivello che riguarda riforme, strumenti finanziari, leva fiscale e semplificazione dei processi”, ha affermato la presidente Federica Brancaccio. “Speriamo ora che tutto questo si trasformi presto in soluzioni concrete per i cittadini”.
Il Piano casa Ue: 10 azioni per costruire 650mila abitazioni aggiuntive l’anno (costo 153 miliardi)