LA GIORNATA
Carburanti: verso una nuova proroga degli sconti, niente misure ‘mirate’
- Riforma elettorale: ok dal Senato, ora torna alla Camera. Scontro con le opposizioni
- Bankitalia, a luglio debito in calo a 3.205,8 miliardi
- Wef, la transizione green prosegue con slancio “per motivazioni economiche”
IN SINTESI
La crisi internazionale, con le guerre e le speculazioni, continua a infiammare i prezzi dei carburanti e ad alimentare l’allarme per le bollette energetiche del prossimo inverno. Il gasolio ‘self’ in autostrada ha sfondato quota 2,3 euro al litro, arrivando a 2,313 euro, mentre la benzina è salita oltre i 2,2 euro, a 2,212 euro, alla vigilia del Consiglio dei ministri che dovrà nuovamente decidere gli interventi contro il caro-carburanti.
Il governo è ancora al lavoro sulle misure selettive annunciate per sostenere i consumatori maggiormente in difficoltà, ma il provvedimento potrebbe non essere pronto per il Cdm previsto oggi. In quest’ottica viene presa in considerazione anche l’ipotesi di una nuova proroga del taglio alle accise sul gasolio, in scadenza giovedì 17 settembre. Per gli sconti si valuta un prolungamento di una settimana, mentre altre ipotesi circolate nelle ultime ore parlano di 7-10 giorni.
Venerdì scorso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni si era detta “ottimista” sull’approvazione entro questa settimana di “un provvedimento più targettizzato verso i consumatori e i fruitori che hanno maggiormente bisogno”, definendolo un intervento “facile, immediato per i cittadini, che non crei confusione”. All’interno della maggioranza, però, c’è chi si sbilancia sull’arrivo del provvedimento già domani in Cdm e chi invece prospetta una nuova proroga del taglio delle accise. Entità, ampiezza e durata del nuovo sconto sono ancora al centro dei calcoli al ministero dell’Economia. L’eventuale proroga, ragionano fonti di centrodestra, servirebbe anche a prendere tempo in attesa del 22 settembre, quando l’Istat fornirà i dati aggiornati sui conti pubblici e sul deficit e Pil del 2025. I numeri saranno decisivi per capire se il rapporto deficit/Pil potrà scendere sotto il 3%, aprendo la strada all’uscita dell’Italia dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi.
Uno scenario che, sul fronte dell’energia, consentirebbe al governo di avere nuovi spazi di manovra, attivando la maggiore flessibilità di deficit prevista per il settore. Sulla base dei dati del 22 settembre, si potranno quindi valutare meglio anche i margini finanziari per la nuova fase di aiuti contro il caro-energia prevista a metà marzo, intervento che finora ha richiesto un impegno di spesa di circa 3 miliardi di euro. La nuova proroga appare sempre più probabile anche alla luce dell’aggravarsi delle previsioni sui prezzi, mentre faticano a prendere forma gli aiuti mirati annunciati a più riprese dalla premier.
Sul fronte europeo, Meloni ha sottolineato che il continuo aumento dei prezzi dell’energia non è un problema circoscritto all’Italia e richiede “azioni mirate e immediate a livello europeo, a sostegno delle imprese e dei cittadini europei”. Lo ha detto in un colloquio con il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, condividendo la sua proposta di porre la competitività al primo punto dell’agenda del prossimo Consiglio europeo.
Sempre il 22 settembre scatterà inoltre il ‘bonus colonnine’: i consumatori potranno presentare la domanda per ottenere il contributo del ministero delle Imprese e del Made in Italy per l’installazione di infrastrutture di ricarica elettrica a uso privato. La misura prevede una dotazione complessiva di 68 milioni di euro fino al 2030. Il contributo copre l’80% delle spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera delle colonnine, fino a un massimo di 1.500 euro per ciascuna persona fisica richiedente. Il limite sale a 8.000 euro per gli interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali.
Riforma elettorale: ok dal Senato, ora torna alla Camera. Scontro con le opposizioni
L’Aula del Senato ha approvato la riforma della legge elettorale con 113 voti a favore, 71 contrari e 2 astenuti. Il testo, arrivato dalla Camera, è stato modificato da Palazzo Madama e torna, dunque, in terza lettura a Montecitorio.- Al Senato cartelli delle opposizioni poco prima dell’approvazione della legge elettorale. I senatori hanno protestato mostrando cartelli gialli e rossi con la scritta “No alla legge truffa”, subito dopo la dichiarazione di voto di Fratelli d’Italia. La riforma elettorale approvata al Senato introduce un sistema proporzionale con un premio di maggioranza fisso: 70 seggi alla Camera e 35 al Senato alla lista o coalizione più votata, ma solo se supera il 42% in entrambe le Camere. In caso contrario, si applica il proporzionale puro. Il meccanismo di scelta degli eletti combina un capolista bloccato e le preferenze: ogni lista presenta sette candidati e gli elettori possono esprimere fino a tre preferenze con alternanza di genere. Tra le altre novità figurano l’indicazione del candidato premier e del programma da parte delle liste o coalizioni, un tetto ai seggi ottenibili con il premio, il mantenimento delle soglie del Rosatellum (10% per le coalizioni e 3% per le liste), nuove regole per la raccolta delle firme e una semplificazione delle circoscrizioni estere. La riforma introduce inoltre il voto fuorisede per chi vive temporaneamente lontano dal proprio Comune, estendendolo anche ai caregiver che assistono familiari ricoverati in un’altra regione. Il testo, approvato a Palazzo Madama, passa ora all’esame della Camera dei deputati.
Cremlino a Salvini: gas russo all’Italia se ne avremo ancora e ci converrà
La Russia potrà tornare ad esportare in futuro gas verso l’Europa occidentale “se queste forniture saranno vantaggiose, innanzitutto, e se sarà possibile riservare i volumi di gas necessari, poiché molti volumi sono già stati dirottati verso destinazioni alternative”. Lo ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, citato da Interfax, rispondendo al ministro dei Trasporti e vice premier Matteo Salvini, che ieri aveva affermato che l’Italia potrà “assolutamente” tornare a importare gas russo dopo la fine del conflitto ucraino. “Si tratta di una questione commerciale”, ha sottolineato Peskov. “Se queste due condizioni si verificheranno, allora è del tutto possibile discuterne”, ha aggiunto.
Bankitalia, a luglio debito in calo a 3.205,8 miliardi
A luglio il debito delle Amministrazioni pubbliche è diminuito di 1,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.205,8 miliardi. Lo rende noto la Banca d’Italia nella pubblicazione statistica ‘Finanza Pubblica’. Il decremento riflette l’avanzo di cassa (16,1 miliardi), parzialmente compensato sia dall’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (14,0 miliardi, a 75,7) sia dall’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (0,5 miliardi). La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 16,6 per cento (dal 16,7 del mese precedente). A giugno (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti è aumentata al 36,1% e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è aumentata al 14,6% (dal 35,9 e dal 14,5 per cento, rispettivamente). Inoltre, a luglio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 73,5 miliardi, in aumento del 7,5 per cento (5,2 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025 anche per effetto del versamento una-tantum di un’imposta sostitutiva per l’affrancamento di alcune riserve indisponibili delle banche. Lo rende noto la Banca d’Italia nella pubblicazione statistica ‘Finanza pubblica: fabbisogno e debito’. Nei primi sette mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 334,4 miliardi, in aumento del 2,7 per cento (8,8 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Istat, a luglio export rallenta, +0,3% mese, +4,7% anno
A luglio rallentano le esportazioni sia su base mensile sia su base annua. L’Istat stima una crescita congiunturale modesta delle esportazioni (+0,3%, +1,6% a giugno) e una diminuzione delle importazioni (-1,2%). Su base annua l’export cresce del 4,7% in valore (+9,8% a giugno) e si riduce dell’1,7% in volume (+5,1% a giugno). Il lieve incremento congiunturale dell’export è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area extra Ue (+6,9%) e di un calo verso l’area Ue (-5,6%); la crescita tendenziale in valore è più sostenuta dai mercati extra Ue (+6,6%) che di quelli Ue (+2,7%).
Per famiglie italiane crescita ricchezza più bassa di Eurozona, salgono diseguaglianze
Le famiglie italiane hanno aumentato la loro ricchezza negli ultimi 10 anni ma la crescita è stata la più bassa dell’eurozona e si è fermata a un +22% contro una media dell’area di +60% e una punta del +87% della Germania. Non solo, le diseguaglianze, nello stesso periodo, sono salite polarizzando la ricchezza verso l’alto. E’ quanto si legge nella ricerca dell’Osservatorio della Fondazione Fiba di First Cisl sulla ricchezza delle famiglie. Dal 2015 al 2025 il nostro paese, sottolinea il rapporto “registra l’incremento minore nell’eurozona, maturato in larga parte dal 2020. A incidere è il livello del tasso di risparmio, nettamente inferiore alla media dell’area dell’euro”. In particolare, dal 2015 la crescita totale dell’Italia, pari a 2.107 miliardi, è stata determinata per il 45% circa (937 miliardi) da azioni non quotate e da altri titoli di capitale (+102,7%) detenuti per la quasi totalità (98,3%) dallee famiglie più abbienti. È stata anche una crescita a due velocità, nettamente più marcata nel secondo quinquennio: dal 2020 al 2025 l’aumento della ricchezza è stato di 1.829,6 miliardi, contro i soli 277,4 miliardi del periodo dal 2015 al 2020. Oltretutto “il 5% delle famiglie detiene oltre il 50% della ricchezza netta complessiva, mentre il 50% meno abbiente ne possiede appena il 7,3%. Nel 2015 le famiglie italiane disponevano mediamente di 366.790 euro, più delle famiglie tedesche (263.390) e spagnole (291.480) e anche delle francesi (330.980). Nel 2025 il valore italiano sale a 452.300 euro, sempre al di sopra di Spagna (436.900) e Francia (441.080), ma al di sotto della Germania (480.390). La ricchezza delle famiglie italiane è sempre più concentrata nelle mani della fascia più abbiente della popolazione. Nel 2010 il 10% più ricco deteneva il 52% della ricchezza netta complessiva; al 31 dicembre 2025 la quota è salita al 60,6%. Ancora più marcata la crescita della concentrazione al vertice: il 5% più ricco è passato dal 39,9% della ricchezza nel 2010 al 50,2% nel 2025. In quindici anni la sua quota è quindi aumentata di oltre 10 punti percentuali.
Wef, la transizione green prosegue con slancio ‘per motivazioni economiche’
La transizione globale verso la sostenibilità prosegue con slancio, trainata da una solida motivazione economica, nonostante le tensioni geopolitiche.
Lo si legge nel il primo rapporto “Chief Sustainability Officers Outlook” del Forum economico mondiale, in cui il 63% dei chief sustainability officers (Cso) intervistati prevede che i progressi in ambito sostenibile rimarranno stabili o accelereranno nei prossimi 12 mesi, mentre il 73% ritiene che l’intelligenza artificiale (Ai) possa accelerare significativamente la transizione. Tuttavia, il 77% segnala che l’alta intensità energetica e di risorse dell’Ai rappresenti il suo impatto negativo più rilevante. L’85% dei Cso si aspetta che l’adattamento climatico diventi una priorità globale nei prossimi tre anni, anche se il 62% indica l’incertezza nei calcoli costi-benefici come il principale ostacolo agli investimenti. Il rapporto sottolinea una “divergenza verde”: alcuni settori e regioni avanzano rapidamente, mentre altri restano indietro a causa di incertezze normative o resistenze interne. Il green economy globale, oggi valutato oltre 5.000 miliardi di dollari annui, è in crescita e potrebbe superare i 7.000 miliardi entro il 2030. Sebastian Buckup, managing director del Wef, spiega che “la transizione non è più una questione di ambizione, ma di esecuzione”.
Superbonus: Enea, ultimato il 98,2% dei lavori per 122,6 miliardi
Il 98,2% dei lavori conclusi per un totale degli investimenti per opere ammesse a detrazione di 122,688 miliardi. I dati dell’Enea sull’utilizzo del Superbonus 110%, aggiornati al 31 luglio 2026, mostrano l’andamento degli interventi di efficientamento energetico sul patrimonio edilizio nazionale.Gli edifici coinvolti sono 502.338 con un onere sulle casse dello Stato di 131,55 miliardi. Quasi la meta’ dei lavori (48,7%) ha interessato edifici unifamiliari con 244.566 interventi per 27,487 miliardi. Seguono i condomini con 141.050 lavori (28,1%) per 84,119 miliardi e le unita’ immobiliari funzionalmente indipendenti con 116.767 opere (23,2%) per 11,060 miliardi. L’investimento medio per i condomini e’ di 613.364 euro, per gli edifici unifamiliari di 117.195 euro e per le unita’ immobiliari funzionalmente indipendenti di 98.205 euro.
Casa: Ferrante (Mit) incontra Commissario Squitieri, confronto su prospettive del Piano e recupero patrimonio esistente
“Il Piano Casa rappresenta una sfida strategica per aumentare l’offerta abitativa, sostenere le famiglie e favorire la rigenerazione del patrimonio esistente. Oggi (ieri ndr) ho incontrato al MIT il Commissario straordinario per il Piano Casa, Felice Squitieri, per un confronto sulle prospettive del Piano e sulle diverse possibilità di intervento che consentono di rispondere in maniera efficace alla domanda abitativa”. A riferirlo è stato il Sottosegretario al Mit con delega alle opere incompiute, Tullio Ferrante di Forza Italia, al termine dell’incontro con il Commissario straordinario per il Piano Casa, Felice Squitieri.
“Nel corso dell’incontro – aggiunge – abbiamo affrontato anche il tema delle opere incompiute. Si tratta di un patrimonio che presenta concrete opportunità di recupero o rifunzionalizzazione. Per questo negli scorsi anni ho voluto promuovere la norma ‘Sblocca incompiute’, che consente di destinare nuove risorse ai Comuni per demolire o completare le opere, e ho provveduto ad istituzionalizzare il relativo Tavolo tecnico presso il Mit. Il confronto avviato con il Commissario Squitieri potrà consentire di promuovere la ricognizione degli immobili pubblici e mettere a sistema le diverse misure e gli strumenti disponibili nell’ambito del Piano Casa. L’obiettivo comune è individuare tutte le soluzioni utili ad ampliare l’offerta abitativa, evitare nuovo consumo di suolo e – conclude Ferrante – restituire funzione e valore al patrimonio pubblico esistente”.
Pnrr, Gruppo Fs, investimenti pari a 25 miliardi di euro
“Il Gruppo Fs sta realizzando circa 25 miliardi di euro di investimenti con fondi Pnrr. Sono opere che riguardano l’intero sistema del trasporto ferroviario: dall’infrastruttura ferroviaria al rinnovamento e al potenziamento della flotta, fino agli interventi finalizzati a rendere il sistema sempre più intermodale”. Lo ha detto Andrea Esposito, responsabile quality & industrial performance del Gruppo Fs, intervenuto ieri a un convegno sulla mobilità a Milano.
“Rfi, in qualità di gestore dell’infrastruttura ferroviaria nazionale, nel 2019-2020 realizzava circa 4 miliardi di euro di investimenti all’anno. Con l’accelerazione determinata dal Pnrr, dal 2024 siamo stabilmente sopra i 10 miliardi – aggiunge – Nel 2025 abbiamo registrato 11,3 miliardi di euro di investimenti nel settore ferroviario e nel 2026 prevediamo di arrivare a circa 12 miliardi: un volume di investimenti che, in un solo anno, è paragonabile a quello che in passato veniva realizzato nell’arco di sei anni”. Questo si riflette, osserva Esposito, anche sul numero dei cantieri: “Stiamo realizzando quotidianamente circa 1.300 cantieri, un numero che, rispetto a cinque anni fa, è cresciuto di circa il 30%. Questo ci sta permettendo di raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr, che comprendono sia la realizzazione di nuove opere sia la trasformazione e il potenziamento dell’infrastruttura esistente – conclude -, attraverso interventi tecnologici in grado di migliorarne la flessibilità e la capacità”.
Fs Logistix ordina otto locomotive Eurolight Dual a Stadler
Mercitalia Shunting & Terminal, società di FS Logistix, acquista otto locomotive bimodali EUROLIGHT Dual di Stadler con l’obiettivo di migliorare l’efficienza, la flessibilità e la sostenibilità dei servizi sulla rete nazionale. L’ordine consolida ulteriormente il successo di una famiglia di locomotive sviluppata specificamente per il mercato italiano e rappresenta un nuovo passo nella strategia di FS Logistix per il rinnovo dei propri asset. La EUROLIGHT Dual è stata sviluppata specificamente per rispondere alle caratteristiche della rete ferroviaria italiana. Combinando la trazione elettrica a 3 kV in corrente continua con un motore diesel Stage V, la locomotiva consente di operarensenza interruzioni sia sulle linee elettrificate sia su quelle non elettrificate. Caratterizzata
da prestazioni elevate, peso contenuto e un ridotto carico assiale di appena 20 tonnellate, è adatta a circolare sulle linee principali e secondarie dell’intero territorio italiano. La locomotiva Bo’Bo’ sviluppa una potenza massima di 3 MW in modalità elettrica e uno sforzo di trazione allo spunto di 330 kN. Integra inoltre i sistemi di sicurezza ETCS B3R2, SCMT e SSC, garantendo la piena compatibilità con la rete nazionale. Oltre alla versatilità operativa, la configurazione bimodale contribuisce a rendere il trasporto più sostenibile. La locomotiva può viaggiare in modalità elettrica ovunque sia disponibile la linea aerea di alimentazione, riducendo il consumo di carburante, le emissioni e il rumore. La frenatura rigenerativa migliora ulteriormente l’efficienza energetica, reimmettendo l’energia nella linea elettrica. FS Logistix, società del Gruppo FS attiva nel settore della logistica, sta portando avanti un ampio programma di trasformazione, finalizzato allo sviluppo di un sistema logistico europeo sempre più integrato, sostenibile e orientato alle esigenze dei clienti. Le otto locomotive EUROLIGHT Dual rientrano in questo più ampio piano di investimenti e contribuiranno a migliorare l’efficienza operativa, l’affidabilità dei servizi e le prestazioni ambientali.
“Siamo lieti che FS Logistix e Mercitalia Shunting & Terminal abbiano scelto la EUROLIGHT Dual per le proprie attività”, ha dichiarato Iñigo Parra, Executive Vice President della Divisione Spagna di Stadler. “La locomotiva è stata progettata per rispondere alle specifiche esigenze del mercato italiano, riunendo in un’unica piattaforma flessibilità, efficienza e sostenibilità. Questo nuovo ordine dimostra il valore che la tecnologia bimodale può offrire agli operatori di trasporto che intendono massimizzare le prestazioni operative, riducendo al tempo stesso la propria impronta ambientale”.
“Rinnovare la nostra flotta significa investire nel futuro del trasporto ferroviario e rafforzarne il ruolo all’interno di un sistema logistico più competitivo e sostenibile”, ha dichiarato Sabrina De Filippis, Amministratore Delegato di FS Logistix. “L’acquisizione di otto locomotive EUROLIGHT Dual rientra in un programma complessivo di investimenti del valore di circa un miliardo di euro e ci consentirà di ampliare la disponibilità di mezzi moderni, efficienti e flessibili sulla rete italiana. Attraverso questi investimenti puntiamo a ridurre l’impronta ambientale delle attività logistiche e a rendere il trasporto ferroviario e intermodale alternative sempre più competitive rispetto alla strada”. “La tecnologia bimodale permetterà di utilizzare la stessa locomotiva sulle linee elettrificate e nei tratti privi di catenaria, evitando cambi di mezzo e semplificando le attività operative. Potremo così migliorare la continuità, l’efficienza e l’affidabilità dei servizi, riducendone al tempo stesso l’impatto ambientale”, ha aggiunto Livio Ravera, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Mercitalia Shunting &Terminal. Mercitalia Shunting &Terminal è un punto di riferimento in Italia nella gestione delle manovre ferroviarie in porti, terminal e stazioni. Grazie a una rete capillare di servizi e a una flotta di oltre 200 locomotori di proprietà, offre anche soluzioni di noleggio per rispondere alle esigenze del mercato e supportare le attività delle società del Gruppo FS. Stadler, FS Logistix (attraverso la controllata Mercitalia Shunting & Terminal) e Trenitalia presenteranno congiuntamente la nuova locomotiva EUROLIGHT Dual a InnoTrans 2026. L’evento si terrà il 22 settembre alle ore 11:00 presso lo stand Stadler, Padiglione 2.2, Stand 230.
Saipem: completata la cessione delle attività di Shallow Water Drilling in Arabia Saudita
Saipem comunica di aver perfezionato la cessione dell’intera partecipazione detenuta in Saudi Arabian Saipem Limited ad ADES Saudi Limited Company, società indirettamente controllata da ADES Holding Company, operatore internazionale attivo a livello globale nei servizi di perforazione offshore e onshore. L’operazione, annunciata lo scorso 24 giugno, è stata perfezionata dopo aver ottenuto le autorizzazioni regolamentari applicabili e a seguito del soddisfacimento delle consuete condizioni sospensive. Con il completamento dell’operazione, Saipem prosegue nell’attuazione della propria strategia di focalizzazione del portafoglio drilling offshore nei segmenti delle acque profonde e harsh-environment, caratterizzati da maggiore complessità e valore aggiunto. Saudi Arabian Saipem Limited opera nel segmento della perforazione offshore in acque poco profonde e dispone di una flotta composta da tre jack-up di proprietà (Perro Negro 7, Perro Negro 8 e Perro Negro 10) e due jack-up operati in leasing (Perro Negro 11 e Perro Negro 13). Contestualmente al perfezionamento dell’operazione, Saipem e ADES hanno anche sottoscritto un contratto di bareboat charter che consentirà a Saipem di continuare ad utilizzare il jack-up Perro Negro 10 nelle attività attualmente in corso in Messico, assicurando la piena continuità operativa e il rispetto degli impegni contrattuali assunti nei confronti dei propri clienti.
Tim: Labriola, nuova fase non cancella ciò che siamo. Focus su competenze
L’ingresso in una nuova fase, una volta conclusa l’opas di Poste su Tim “non cancella cio’ che Tim e’. Al contrario, mette ancora piu’ al centro cio’ che abbiamo costruito: le nostre competenze tecnologiche, le infrastrutture, la capacita’ commerciale, la relazione con milioni di clienti e, soprattutto, la qualita’ delle nostre persone. E voglio sottolineare un punto che considero fondamentale: in questo progetto le persone e le competenze di Tim sono e saranno centrali”. E’ uno dei messaggi chiave di Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim ai dipendenti. “Perche’ le tecnologie si possono acquistare, gli asset si possono integrare, ma competenza, esperienza e capacita’ di esecuzione si costruiscono nel tempo. Ed e’ questo uno dei patrimoni piu’ importanti che portiamo nella nuova fase. Dal 21 al 25 settembre saranno riaperti i termini dell’offerta. Successivamente iniziera’ il percorso di integrazione e avremo modo di aggiornarvi, con la stessa trasparenza con cui abbiamo affrontato insieme tutti i passaggi degli ultimi anni. Nel frattempo, dobbiamo continuare a fare quello che sappiamo fare: lavorare sui risultati, sui clienti e sulla qualita’ dei nostri servizi. Abbiamo dimostrato che anche le trasformazioni piu’ difficili possono diventare opportunita’ quando esistono una direzione chiara, il coraggio di decidere e la capacita’ di fare accadere le cose. Quattro anni fa dovevamo rimettere Tim nelle condizioni di avere un futuro. Oggi – sottolinea – quel futuro possiamo contribuire a costruirlo da una posizione completamente diversa”.
Leonardo: con Mafa e Beltcon contratto per automazione bagagli aeroporto Medina
Leonardo ha ottenuto, insieme a Mafa e Beltcon, un contratto per l’automazione del sistema di movimentazione bagagli per l’ampliamento del Terminal 2 dell’aeroporto internazionale ‘Prince Mohammed bin Abdulaziz’ di Medina, in Arabia Saudita. Lo annuncia una nota del gruppo. Mafa e’ un’azienda di ingegneria e automazione saudita, mentre Beltcon e’ un’azienda tedesca specializzata in sistemi di movimentazione bagagli aeroportuali e di movimentazione dei materiali. Per la commessa Leonardo fornira’ la sua smistatrice MBHS e il Sort Allocation Computer. L’inizio dei lavori di installazione e’ in programma per gennaio 2027, mentre la messa in servizio dell’impianto e’ prevista per aprile 2027.
Sparkle: Seabone festeggia 30 anni di connessioni globali
Sparkle, primo operatore di servizi internazionali in Italia e fra i primi nel mondo, celebra il 30° anniversario di Seabone, la sua dorsale globale di transito IP che fornisce accesso a Internet ad alta velocità a ISP, hyperscaler e content provider in tutto il mondo. In trent’anni, la rete è cresciuta in modo esponenziale, accompagnando la rivoluzione digitale e mantenendo il mondo connesso. Realizzata nel settembre 1996 – quando i modem analogici iniziavano appena a portare Internet nelle case – Seabone (AS 6762) ha avviato i primi collegamenti a 45 Mbps tra Milano, Palermo, Miami e Montreal. Da allora, è cresciuta in termini di copertura, capacità e prestazioni, diventando la settima rete Internet Tier-1 a livello globale e la principale dorsale IP nel Mediterraneo, in Africa, in Medio Oriente e in America Latina. Oggi Seabone si basa su una rete proprietaria in fibra ottica completamente ridondata di 600.000 km che si estende in Europa, Africa, Americhe e Asia, offrendo connettività resiliente e a bassa latenza a oltre 600 clienti in 126 PoP e Telehouse nel mondo, con accesso diretto ai principali Over The Top (OTT), Content Delivery Network (CDN) ed ecosistemi cloud a livello globale. La rete è gestita da un Global Network Operations Center dedicato – attivo tutti i giorni 24 ore su 24 – che garantisce il monitoraggio continuo delle prestazioni, la gestione rapida dei guasti e l’assistenza specializzata ai clienti.
Nel corso della sua storia, Seabone ha saputo anticipare l’evoluzione del traffico Internet e delle applicazioni digitali, dalle prime connessioni dial-up ai servizi odierni basati sul cloud, allo streaming video, ai videogiochi, alle applicazioni di intelligenza artificiale e ad altri servizi ad alta intensità di banda. Oggi Seabone supporta interfacce di accesso fino a 400 Gbps su tutta la propria rete edge, consentendo ai clienti di scalare la connettività in linea con le crescenti esigenze dell’economia digitale. Nell’ambito della sua continua evoluzione, Seabone ha introdotto inoltre la nuova opzione “Fast Delivery”, disponibile nei principali hub globali. Il modello di provisioning consente l’attivazione del servizio in 24 ore, accelerando in modo significativo i tempi di consegna tradizionali e offrendo una maggiore flessibilità in caso di esigenze urgenti di connettività. I clienti beneficiano inoltre di un portafoglio completo di servizi IP, tra cui DDoS Protection per proteggere le reti dagli attacchi informatici e il Virtual NAP, che consente l’accesso ai principali Internet Exchange Point (IXP) senza la necessità di investire in infrastrutture proprietarie.
“Quando Seabone è nata trent’anni fa, Internet era ancora agli albori. Da allora, ha continuato a evolversi per accompagnare e anticipare la trasformazione del panorama digitale, ampliando la copertura, migliorando le prestazioni e introducendo nuove funzionalità per rispondere alle esigenze dei clienti. Oggi, Seabone è una delle reti Internet Tier-1 più importanti a livello globale, e collega aziende ed ecosistemi digitali in tutto il mondo. Siamo orgogliosi del percorso che abbiamo intrapreso insieme ai nostri clienti e partner e guardiamo al futuro con l’ambizione di continuare a innovare e plasmare la connettività di domani”, ha dichiarato Enrico Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle. Per festeggiare questo traguardo, Sparkle ha lanciato una campagna di comunicazione sulla stampa internazionale, sui canali digitali e sui social media, affiancata da attività promozionali dedicate ai nuovi clienti interessati ad adottare Seabone per migliorare l’esperienza di navigazione dei propri utenti. Clicca qui per saperne di più.
Elesa: presenta nuova Gigafactory a Monza, investimento da 34 mln
Elesa, attiva nella produzione di componenti standard per macchine e attrezzature industriali rafforza la propria capacita’ produttiva con la nuova Gigafactory, il polo nato dall’ampliamento dell’Headquarter di Monza. Sostenuta da un investimento di 34 milioni di euro, la nuova struttura si estende su un’area di circa 10.000 mq dedicati alla produzione e circa 3.000 mq occupati dagli uffici. Progettata da Starching, la Gigafactory integra sistemi di automazione avanzata, tecnologie digitali per la gestione dei processi e soluzioni di Industria 4.0 con un modello organizzativo che integra produzione, logistica, energia e servizi in un unico ecosistema industriale. Sul piano energetico, la struttura e’ dotata di un impianto fotovoltaico con una produzione attesa di circa 740.000 kWh all’anno, che contribuira’ a migliorare l’efficienza dello stabilimento. La Gigafactory “contribuisce a rafforzare la nostra competitivita’ sui mercati internazionali – ha dichiarato Carlo Bertani, ad di Elesa – In questo progetto convivono innovazione tecnologica, sostenibilita’ e attenzione alle persone, elementi che da sempre guidano il nostro modo di fare impresa”.
Digital Realty fa il suo ingresso in Turchia con una nuova partnership strategica
Digital Realty, la più grande piattaforma al mondo di data center cloud-neutral e carrier-neutral, e Rönesans Infrastructure, una delle maggiori società di investimento in Turchia e tra i primi 50 appaltatori internazionali nella classifica ENR International Contractors List, hanno annunciato oggi la costituzione di una joint venture (JV) strategica per lo sviluppo e la gestione di data center di nuova generazione in tutta la Turchia. L’operazione estende la piattaforma PlatformDIGITAL® al mercato turco, accelerando lo sviluppo dell’economia digitale del Paese e rispondendo alla forte domanda di servizi cloud, intelligenza artificiale, connettività e infrastrutture IT per le imprese. Situata al crocevia tra Europa, Medio Oriente e Asia, la Turchia si conferma uno snodo strategico per il traffico internet internazionale e i flussi di dati regionali. L’ampia base demografica, unita a un’economia digitale in forte espansione e alla spinta verso il cloud e l’intelligenza artificiale, rende il Paese un mercato ad alto potenziale per cloud provider, grandi gruppi industriali, operatori di rete e piattaforme di contenuti. Più in generale, questa iniziativa consolida la presenza di Digital Realty nella regione, rafforzando un corridoio tecnologico ad altissima connettività che unisce il Sud-Est europeo, il Mediterraneo orientale e i mercati asiatici. Il primo investimento sviluppato dalla joint venture sorgerà ad Ankara: un campus tecnologico di ultima generazione progettato per erogare oltre 22 Megawatt (MW) di potenza IT in modalità carrier-neutral. Essendo già state completate le procedure autoritative, l’acquisizione dei terreni e l’allacciamento alla rete elettrica, i lavori di cantiere sono ufficialmente avviati. La prima struttura, la cui apertura è prevista per il 2028, si candida a diventare uno dei principali hub di infrastruttura digitale della Turchia, assicurando a imprese, pubblica amministrazione e provider di servizi connessioni ad altissima velocità e connettività a bassa latenza. Oltre alla capitale, la joint venture pianifica l’espansione a Istanbul con la realizzazione di un secondo data center nel principale hub finanziario, commerciale e di rete del Paese. L’asse strategico Ankara-Istanbul darà vita a un’infrastruttura digitale resiliente e ad altissima connettività, capace di servire sia la clientela locale sia i grandi player internazionali, accompagnando il percorso di trasformazione digitale dell’economia turca.
Aeroporti europei, T&E: “Piani di espansione incompatibili con gli obiettivi climatici”
I progetti di espansione di 20 dei maggiori scali europei sono incompatibili con gli obiettivi climatici nazionali e con i limiti di emissione imposti dal riscaldamento globale. Ecco cosa emerge da una nuova ricerca di Transport & Environment (T&E), la principale organizzazione europea in materia di decarbonizzazione dei trasporti. Con l’ampliamento degli scali il budget di carbonio superato da 2 a 3 volte. Secondo lo studio, gli ampliamenti di 20 aeroporti in dieci Paesi europei – Regno Unito, Irlanda Francia, Germania, Olanda, Belgio, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera – porteranno ciascuno di questi scali a superare da due a tre volte il proprio budget di emissioni di carbonio compatibile con l’obiettivo di contenere l’aumento delle temperature medie globali entro 1,7 °C. Infatti, sulla base degli attuali piani di crescita, il settore dell’aviazione europeo esaurirà quest’anno il budget di emissioni di carbonio residuo previsto per l’obiettivo di 1,5 °C; ed esaurirà quello per l’obiettivo di 1,7 °C entro il 2033.
I SAF non bastano per restare nel carbon budget. Nelle grandi città europee, tra cui Londra, Parigi, Madrid, Lisbona, Dublino, Francoforte e Bruxelles, sono in corso, o sono stati annunciati, importanti progetti di ampliamento aeroportuale. Compagnie aeree e aeroporti assicurano ai governi di poter intensificare i flussi e trasportare un maggior numero di passeggeri pur rispettando gli obiettivi climatici europei, con la promessa che carburanti più puliti e aeromobili più efficienti consentiranno di ridurre le emissioni in misura sufficiente. Tuttavia, l’analisi di T&E dimostra che ogni aeroporto supererà il proprio carbon budget, anche tenendo conto dell’adozione di carburanti sostenibili per l’aviazione (SAF) e di aeromobili più efficienti. “I governi possono prendere scelte per non esasperare il cambiamento climatico» «L’aumento del volume di traffico aereo che si avrà costruendo nuove piste e ampliando i terminal annullerà qualsiasi beneficio derivante da carburanti più puliti o motori più efficienti», ha affermato Andrea Boraschi, direttore dell’ufficio italiano di T&E. «Dopo il caldo torrido, gli incendi e la siccità di quest’estate, i governi si trovano di fronte a una scelta netta: possono aggravare la situazione, approvando espansioni aeroportuali dannose per il clima, oppure agire con decisione e fermarle subito”.
I maggiori sforamenti dei budget di emissioni residue, negli attuali piani di espansione aeroportuale, si registrano a Lisbona e Porto (Portogallo), con uno sforamento di 2,8 volte il budget, seguiti da Dublino (Irlanda) con un fattore di 2,6 volte. Cifre vertiginose, basti pensare che gli aeroporti di Lisbona e Porto, che insieme rappresentano circa l’80% delle emissioni del settore del trasporto aereo portoghese, dovrebbero al contrario ridurre le emissioni del 12% ogni anno, d’ora in poi, per rimanere entro i limiti climatici nazionali. Tra i dieci paesi analizzati, il Portogallo è quello che registra il maggiore aumento delle emissioni aeroportuali rispetto alla propria economia: i 18 milioni di tonnellate di CO₂ in più, derivanti dal nuovo aeroporto di Lisbona, attualmente in costruzione, equivalgono alle emissioni dell’intera economia portoghese in un semestre. Le emissioni del settore aereo in Spagna stanno crescendo più rapidamente che in qualsiasi altro grande Paese europeo. Ciononostante, il Paese sta cercando di ampliare contemporaneamente 12 dei suoi aeroporti più trafficati, tra cui Madrid, Barcellona, Palma e Malaga. Questi quattro aeroporti rappresentavano i due terzi (66%) delle emissioni in partenza dalla Spagna nel 2025. Il loro ampliamento aggiungerà 35 Mt di CO₂, pari alle emissioni annuali del Portogallo. La sola espansione di Madrid aggiungerà 23 Mt di emissioni di CO₂ nell’arco di 25 anni, superando il totale delle emissioni del settore del trasporto aereo spagnolo nel 2025.
Rischio di violazione degli obblighi climatici per i Paesi che favoriscono piani di espansione. Se gli stati nazionali vogliono rimanere entro i propri limiti climati, gli aeroporti europei non possono espandersi come attualmente previsto, Poiché questi limiti sono funzione di un bilancio emissivo nazionale condiviso con altri settori, ogni tonnellata aggiuntiva di emissioni generata da un aeroporto oltre la propria quota richiede sforzi supplementari da parte di industria, agricoltura o residenziale. Esiste inoltre un rischio giuridico crescente, poiché i governi che approvano l’espansione degli aeroporti potrebbero andare incontro ad azioni legali per aver violato i propri obblighi climatici.
Un recente studio condotto da T&E e dalla New Economics Foundation ha rilevato che, nella maggior parte dell’Europa occidentale, le ragioni economiche a favore dell’espansione degli aeroporti non sono più fondate. Nel frattempo, le esenzioni fiscali concesse al settore del trasporto aereo ne stanno accelerando la crescita: carburante non tassato, biglietti esenti da IVA e voli che sono coperti solo marginalmente dai mercati europei delle emissioni di carbonio.nI governi non hanno bisogno di inventare nuovi quadri normativi per affrontare queste sfide. Gli esempi del Regno Unito e della Francia dimostrano che bilanci emissivi nazionali e roadmap di decarbonizzazione, per il settore aereo, sono possibili; i Paesi Bassi, altresì, hanno definito limiti emissivi vincolanti a livello dei singoli aeroporti.
T&E raccomanda tre azioni: i governi dovrebbero bloccare o rifiutare gli ampliamenti aeroportuali, laddove superino i carbon budget, e fissare per ogni aeroporto bilanci climatici compatibili con l’Accordo di Parigi; i responsabili politici dovrebbero porre fine alle esenzioni fiscali nel settore del trasporto aereo, e gestire responsabilmente la domanda: tassando adeguatamente il carburante per aerei, applicando l’IVA ai biglietti e includendo tutti i voli internazionali nel sistema ETS; e allineando la capacità degli slot aeroportuali ai limiti emissivi previsti, nonché limitando i voli più inquinanti con scarso valore sociale; i governi dovrebbero reindirizzare i fondi pubblici, compresi quelli provenienti dalla Banca europea per gli investimenti e dagli aiuti di Stato, sottraendoli all’aumento della capacità aeroportuale e destinandoli ad alternative di mobilità pulite.
Aeroporti: sito Firenze2035.it informa passo passo sul progetto della nuova pista
È online Firenze2035.it (https://www.firenze2035.it/), il nuovo sito informativo realizzato da Toscana Aeroporti per far conoscere a cittadini, enti, istituzioni, categorie produttive e a tutti gli stakeholder coinvolti il progetto di sviluppo dell’aeroporto di Firenze. Il sito nasce per offrire uno strumento di informazione accessibile, chiaro e trasparente per comprendere le caratteristiche della nuova infrastruttura e seguirne l’evoluzione nel tempo. Firenze2035.it presenta in maniera didascalica i principali interventi previsti dal progetto: dalla nuova pista al terminal aeroportuale, fino alle cosiddette opere di sistema e accessorie necessarie al miglioramento delle funzionalità dello scalo. Attenzione particolare è dedicata anche al rapporto tra il nuovo aeroporto e il territorio, con un focus sull’integrazione dello scalo all’interno del Parco della Piana. Il portale approfondisce inoltre gli impatti ambientali, economici e sociali del progetto sul territorio e mette a disposizione di cittadini e stakeholder la documentazione tecnica relativa al Masterplan e all’iter autorizzativo, favorendo così una conoscenza diretta e puntuale dei contenuti del progetto. Una sezione specifica è dedicata all’iter procedurale, che il progetto sta affrontando nella sua fase conclusiva. Dopo il Dibattito Pubblico ed i passaggi relativi alla procedura ambientale Via-Vas e gli atti adottati dalle competenti autorità, il percorso autorizzativo è entrato nella sua fase finale. Il sito sarà costantemente aggiornato per consentire di seguire l’avanzamento dell’iter e le principali tappe del progetto. Gli aggiornamenti sul progetto saranno disponibili anche attraverso le pagine social Ig e Fb che accompagneranno il portale con contenuti e approfondimenti per raccontare in modo semplice e diretto il Masterplan nelle sue componenti.
IA e imprese: una su 5 la adotta, ma la spinta è a due velocità. Nell’industria l’uso raddoppia al 13,6%
L’Intelligenza Artificiale conquista sempre di più il sistema produttivo italiano, avvicinandosi alla soglia di adozione di una impresa su cinque. Tra il 2024 e il 2025, la quota di aziende che dichiara di utilizzare soluzioni di IA è passata dal 13,1% al 19,5%, mettendo a segno un balzo di oltre 6 punti percentuali. A fotografare l’evoluzione è l’analisi di Unioncamere effettuata in collaborazione con Dintec, basata sulle oltre 20.000 rilevazioni realizzate negli ultimi due anni con il SELFI4.0, lo strumento di assessment dei Punti Impresa Digitale (PID) delle Camere di commercio. I dati evidenziano un consolidamento dell’utilizzo della tecnologia, pur mostrando un ritmo di adozione diverso tra i settori e fortemente condizionato dalla maturità digitale e dalle capacità organizzative delle imprese. “L’intelligenza artificiale in Italia è in una fase di prima applicazione nelle aziende”, commenta il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli. “Per questo vanno accompagnate, soprattutto le imprese più piccole. Il sistema camerale ha messo a disposizione incentivi economici e voucher, strumenti operativi come i laboratori per sperimentare l’IA e specifici percorsi di formazione. Inoltre, sono state attivate una serie di collaborazioni, come quella con l’Istituto italiano di intelligenza artificiale (AI4I), per realizzare una rete ampia di consulenze specialistiche adeguate”.
Se i Servizi si confermano il comparto trainante (utilizza questa tecnologia il 25,9% delle imprese, in aumento dal 19,1% del 2024), la sorpresa dell’ultimo anno arriva dal manifatturiero e dalle filiere tradizionali. L’Industria, infatti, registra l’incremento più marcato in termini assoluti, più che raddoppiando l’adozione dal 6,2% del 2024 al 13,60% del 2025 (+7,4 punti percentuali). Al suo interno, le Filiere del Made in Italy (Moda, Automotive, Arredo, Agroalimentare) fanno passi da gigante. Se nel 2023 utilizzava l’IA appena il 3% delle imprese, la quota è salita al 6,3% nel 2024 fino a toccare l’11% nel 2025, quasi quadruplicando il dato iniziale nell’arco di un triennio. Ciò dimostra come anche nei settori più maturi stia crescendo la consapevolezza del potenziale dell’IA come strumento di supporto all’innovazione, all’efficientamento dei processi e al rafforzamento della competitività. Aumenta anche la quota di imprese che hanno adottato la IA nel Commercio, che sale al 13% (+4,2 pp) e nell’agricoltura (dal 5,2% all’8,1%).
L’integrazione dell’IA sembra premiare le realtà già proiettate all’innovazione digitale. Le imprese che adottano l’intelligenza artificiale, infatti, hanno una maturità digitale superiore alle altre (su una scala da 0 a 4, il punteggio medio di maturità digitale delle imprese che adottano l’IA è di 2,81, contro il 2,17 di chi non la usa). C’è poi una correlazione tra l’uso dell’IA e la capacità di gestione delle attività di progettazione, ricerca e sviluppo (R&S): tra le imprese che usano l’IA, il 39,3% gestisce la R&S in modalità completamente automatizzata e integrata tra le funzioni aziendali (contro il 24,1% di chi non usa l’IA). Altro fattore di spinta all’utilizzo di questa tecnologia è l’internazionalizzazione. Le imprese che esportano mostrano un tasso di adozione dell’IA dell’11,9%, contro il 7,1% di quelle attive unicamente sul mercato interno.