OGGI IL PIANO CASA EUROPEO

Von der Leyen svela i fondi Ue. Riforme, Construction Services Act, piattaforma unica e finanza in agenda

Le risorse arriveranno in prevalenza dalla revisione di medio-termine dei programmi attuali di coesione e da quelli 2028-34, dal prossimo quadro finanziario, da un incremento di fondi BEI. Un pacchetto di misure (compresa la riforma degli aiuti di Stato) per inaugurare una politica di sostegno agli Stati membri. Nel 2026 il Construction Services Act.

16 Dic 2025 di Giorgio Santilli

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Von der Leyen svela i fondi Ue. Riforme, Construction Services Act, piattaforma unica e finanza in agenda

URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA

E’ il giorno del piano casa europeo. Come anticipato ieri da Diario DIAC (si veda qui l’articolo), servono 153 miliardi di euro l’anno per costruire 650mila abitazioni aggiuntive al milione e 600mila che vengono realizzate correntemente. Nello schema di piano, la commissione conferma che la politica abitativa resta prerogativa degli Stati membri ma promette uno sforzo senza precedenti per supportare gli Stati e il mercato verso il raggiungimento dell’obiettivo: in altri termini, “l’Europa deve guidare una trasformazione dell’abitare che unisca accessibilità, sostenibilità e qualità” nella consapevolezza generalizzata che l’attuale emergenza non è una “crisi abitativa” ma una “crisi sociale” da cui l’Europa può riportare, oltre che la sofferenza di milioni di persone, una forte perdita di competitività del sistema economico.

Spetterà oggi alla presidente della commissione, Ursula von der Leyen, affiancata dal commissario danese Dan Jorgensen, che è il “padre” del piano, spiegare che quota di quei 153 miliardi l’Unione europea è pronta ad accollarsi. Le risorse dell’Unione arriveranno dalla revisione di medio-termine dei programmi attuali per le politiche di coesione e da quote crescenti all’interno dei programmi 2028-2034, dal quadro finanziario attuale e da quello futuro, dall’incremento dei finanziamenti BEI che già hanno registrato una crescita del 40%.

Lo sforzo senza precedenti si materializza in un pacchetto molto ampio di misure e in un’agenda che scandisce i tempi dell’azione europea. Agli Stati membri si chiedono riforme per la sempllificazione in chiave anti-burocratica e si promette un analogo sforzo nella normativa europea entro il 2027. Addirittura si pensa a una riforma della disciplina degli aiuti di stato per favorire investimenti pan-euopei che pure dovrebbero essere incentivati da una piattaforma unica degli investimenti che contribuisca in maniera decisiva a superare la frammentazione che oggi produce molti piccoli mercati locali e poche iniziative tipiche di un mercato unico.

Particolarmente rilevante il pressing sull’industria delle costruzioni cui si chiede un grande salto di produttività con la finalità di ridurre tempi e costi, soprattutto attraverso la digitalizzazione e la produzione industriale off site. E’ in arrivo la Strategia europea per la costruzione di abitazioni che nel 2026 porterà al Construction Services Act.

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