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Bonifiche, il 46% dei Comuni coinvolto nei procedimenti ma solo in tre casi su dieci serve un intervento. Iter riavviati grazie al Pnrr

15 Gen 2026 di M.Gia.

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L’Italia è un Paese fondato sulle bonifiche. Anzi, sui procedimenti di bonifica. Secondo gli ultimi dati Ispra, aggiornati a inizio 2024, sono interessati 3.619 Comuni, il 46% del totale. E la durata di queste operazioni non supera i quattro anni per la metà dei casi, mentre solo nel 25% dei casi sono necessari almeno otto anni. Sette procedimenti su dieci, però, non prosegue con interventi veri e propri, anche solo di messa in sicurezza.

Infatti, ogni anno vengono attivati sul territorio nazionale in media 1.190 nuovi procedimenti di bonifica. Alla data delle rilevazioni, su 3.243 procedimenti ben 2.601 hanno un intervento in corso e 642 sono con lavori terminati ma non ancora certificati. A livello regionale, il 28% dei procedimenti in fase di intervento/bonifica si trova in Lombardia, il 12% in Piemonte, l’11% in Toscana. Quanto ai siti orfani, cioè quelli trascurati dai procedimenti, ne sono stati censiti 484 di cui 225 finanziati e 55 con procedimento concluso al 1° gennaio 2024. Come ricorda il rapporto, si tratta prevalentemente di siti “storici”, per i quali la macchina dell’Amministrazione pubblica si è attivata recentemente stanziando finanziamenti collegati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Venendo alle dimensioni delle aree analizzate, il 70% ha meno di 10mila metri quadri di estensione e il 30% è addirittura sotto i 1.000 mq; nel 18% dei casi la superfice è maggiore di 20 ettari.

Tanti numeri, insomma, che restituiscono un quadro composito che parte da alcune elaborazioni di carattere generale effettuate sui 16.365 procedimenti in corso e i 22.191 conclusi censiti in Mosaico focalizzandosi, poi, sull’analisi di un subset più significativo dal punto di vista ambientale: i 17.406 procedimenti che hanno superato l’approvazione del piano di caratterizzazione.

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