DAI TERRITORI

Bergamo riapre il sottopasso, flop cantieri. Trieste, ex Maddalena cresce

A Bergamo ha riaperto il sottopasso pedonale della stazione tra piazzale Marconi e via Gavazzeni ma sul resto dei cantieri, dal raddoppio verso Ponte San Pietro al treno per Orio, restano forti incertezze. A Trieste il progetto di riqualificazione dell’ex Maddalena si amplia con l’acquisizione di un’altra palazzina in via Molino a Vento, accanto all’ex pizzeria già in demolizione. Il piano di Edilimpianti e Schiavone costruzioni sale così a 63 alloggi in due edifici. Tutte le news locali.

16 Apr 2026 di Diac Territori

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Nella rassegna di oggi tornano alcuni dossier già seguiti nelle scorse edizioni. A Senigallia (AN) riemerge la lunga battaglia sul ponte Garibaldi, con il rischio che il contenzioso si sposti al Tar Lazio e allunghi ancora i tempi su un’opera contestata da anni. A Trento si aggiornano due partite già aperte: da un lato il no del Comune alla Valdastico con uscita ad Acquaviva, dall’altro il nuovo polo ospedaliero, che dopo il via libera definitivo del Consiglio di Stato entra in una fase più concreta. Accanto a questi temi trovano spazio il caso dell’ostello di via Mannelli a Firenze, i ritardi del nodo ferroviario di Bergamo, il piano di interventi a Padenghe sul Garda (BS), la gestione del post-frana a Niscemi, la nuova rotatoria di Mestre (VE), l’espansione del progetto ex Maddalena a Trieste e l’appello per completare il restauro della Cittadella di Ancona.

Senigallia, lo scontro sul ponte Garibaldi finisce al Tar Lazio

La battaglia sul nuovo ponte Garibaldi di Senigallia (AN) rischia di spostarsi dal Tar Marche al Tar Lazio dopo l’eccezione sollevata dall’Avvocatura dello Stato sull’incompatibilità territoriale del contenzioso. Se i giudici accoglieranno la tesi, i tempi per una decisione definitiva si allungheranno ancora, lasciando la città in un limbo che dura da anni. Italia Nostra, con il presidente Marco Lion, continua a contestare il progetto attuale sul fronte del franco idraulico, del Pai e delle autorizzazioni paesaggistiche. Il coordinamento delle associazioni annuncia che, se l’opera non verrà fermata, andrà avanti fino al Consiglio di Stato.

Firenze, sull’ostello Mannelli decide il Tar

Il caso dell’ex sede della Mobilità di via Mannelli a Firenze si riapre dopo la conferma di A&O Hotels che la struttura ha destinazione turistico-ricettiva e non da studentato. La trasformazione, spiegano da Palazzo Vecchio, sarebbe stata resa possibile da una pronuncia del Tar ottenuta dalla società dopo che il Comune aveva segnalato la necessità di una variante urbanistica da approvare in Consiglio comunale. La consigliera comunale di Firenze democratica Cecilia Del Re ha contestato proprio l’assenza di un passaggio politico su un immobile di oltre 4.500 metri quadri. Intanto la struttura risulta anche in vendita come ostello a reddito con contratto ventennale.

Trento, il Comune ribadisce il no alla Valdastico

Il Comune di Trento conferma la sua contrarietà alla Valdastico e all’uscita dell’A31 all’Acquaviva, sia nel merito sia nel metodo. L’assessora comunale all’Urbanistica Monica Baggia ricorda che l’amministrazione guidata dal sindaco Franco Ianeselli non è mai stata coinvolta formalmente, nonostante l’opera ricada sul territorio cittadino. Baggia contesta l’assenza di progetti, dati aggiornati, studi sui flussi di traffico e verifiche sulle interferenze con opere già previste, a partire dal bypass ferroviario. La linea resta quindi quella già votata in Consiglio comunale: no a un’infrastruttura autostradale considerata incompatibile con la visione di mobilità del capoluogo.

Trento, Ati Project presenta il nuovo polo ospedaliero

Dopo il via libera definitivo del Consiglio di Stato, Ati Project ha pubblicato sul proprio sito la visione del nuovo Polo ospedaliero e universitario del Trentino in via al Desert. Il progetto prevede un complesso da circa 250 mila metri quadrati, articolato in tre edifici principali interconnessi, con circa 850 posti letto che potrebbero salire a mille usando tutte le stanze doppie. La società capofila descrive il polo come cerniera tra natura e urbanità, nodo centrale tra città, Fersina e Adige, oltre che hub sanitario, accademico e tecnologico. Nei prossimi mesi la Provincia autonoma di Trento punta a pubblicare il bando per la progettazione esecutiva, con inaugurazione fissata al 2033.

Bergamo, sottopasso riaperto ma i grandi cantieri restano in ritardo

A Bergamo ha riaperto il sottopasso pedonale della stazione tra piazzale Marconi e via Gavazzeni, primo tassello concreto del futuro nodo ferroviario cittadino. Ma sul resto dei cantieri, dal raddoppio verso Ponte San Pietro al treno per Orio, restano forti incertezze: Rfi rinvia a metà maggio un aggiornamento sui nuovi tempi di conclusione. Le opere, per oltre 700 milioni di euro, sono ferme a un avanzamento economico stimato tra il 20 e il 25 per cento e supereranno certamente la scadenza originaria di fine 2026. La sindaca di Bergamo Elena Carnevali ha parlato apertamente di ritardi, mentre Rfi assicura che le maestranze sono aumentate di oltre il 50 per cento.

Padenghe sul Garda, 1,7 milioni per centro storico e servizi

Il Comune di Padenghe sul Garda (BS) ha presentato un piano di interventi da oltre 1,7 milioni di euro per riqualificare il centro storico, rafforzare i servizi turistici e migliorare il patrimonio pubblico. Tra le opere principali c’è il nuovo collegamento tra il parcheggio Filza e via Barbieri, trasformato in passeggiata panoramica con acciaio corten, illuminazione e un monolite espositivo affacciato sul canale Vaso Rì. Sono previsti anche due nuovi parcheggi, uno in località Rocchetta per 65 moto e uno in via San Rocco da 60 posti auto. Completano il programma l’efficientamento energetico della biblioteca civica Alda Merini e il restauro conservativo di Palazzo Barbieri, sede comunale.

Niscemi, dai crolli di gennaio ai primi interventi

A Niscemi la frana del 25 gennaio ha riaperto una ferita che in città esiste dal 1997, quando il quartiere Sante Croci fu già devastato da un grande smottamento. L’ultimo evento ha costretto circa 1.600 persone a lasciare casa, con una zona rossa poi ridotta e un numero di sfollati ancora vicino a quota 700. Il governo ha dichiarato lo stato di emergenza il 26 gennaio, nominando commissario straordinario il capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano e stanziando 150 milioni di euro. La Regione Siciliana ha aggiunto 5 milioni in due tranche, mentre sono partiti ristori, contributi per l’autonoma sistemazione e i primi lavori sulle strade più danneggiate.

Mestre, via ai lavori per la rotatoria Bissuola-Vespucci

Dalla prossima settimana inizieranno a Mestre (VE) i lavori per la nuova rotatoria tra via Bissuola e via Vespucci, destinata a eliminare il semaforo su un asse percorso da circa 320 mila veicoli al giorno. L’assessora ai Lavori pubblici e alla Mobilità del Comune di Venezia Francesca Zaccariotto spiega che l’intervento, atteso da tempo, punta a fluidificare il traffico e migliorare la sicurezza delle svolte e degli attraversamenti. La rotatoria sarà inizialmente tracciata con new jersey e avrà forma allungata, con successive sistemazioni definitive di arredi, illuminazione e pavimentazioni. Intanto il Comune ha già avviato anche uno studio preliminare per una seconda rotatoria all’incrocio con via Ca’ Rossa e via Fradeletto.

Trieste, il progetto ex Maddalena cresce ancora

A Trieste il progetto di riqualificazione dell’ex Maddalena si amplia con l’acquisizione di un’altra palazzina in via Molino a Vento, accanto all’ex pizzeria già in demolizione. Il piano di Edilimpianti e Schiavone costruzioni sale così a 63 alloggi in due edifici, con un investimento complessivo di 17 milioni di euro e completamento previsto entro la fine del 2027. Il primo condominio, da 48 appartamenti, è già in costruzione e dovrebbe essere consegnato a giugno 2027, con circa il 40 per cento delle unità già vendute. Il secondo blocco, da 15 appartamenti, richiederà prima la demolizione del civico 158 e completerà un intervento che punta anche a restituire decoro all’intero rione.

Ancona, appello per finire il restauro della Cittadella

Storici, studiosi e tecnici hanno inviato una lettera aperta alla Regione Marche e al Comune di Ancona per chiedere il completamento del restauro delle mura della Cittadella, interrotto all’80 per cento per esaurimento dei fondi. L’intervento, finanziato con 3 milioni di euro, si è fermato proprio prima dell’ultimo lato della fortezza, quello più visibile dal Parco del Cardeto. I firmatari chiedono che si trovino nuove risorse in vista di Ancona Capitale italiana della Cultura 2028, definendo la Cittadella uno dei simboli della città e uno dei più importanti esempi di cittadella bastionata in Italia. L’appello è rivolto al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, all’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli e al sindaco di Ancona Daniele Silvetti.

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