Bareggio rilancia sull’ex Cartiera: concorso da 1,8 milioni per il nuovo centro polivalente
IN SINTESI
Parte la sfida progettuale per ridisegnare il futuro dell’ex Cartiera di Bareggio. Il Comune milanese ha aperto un concorso in due fasi per realizzare un nuovo centro polivalente destinato ad attività culturali, ricreative e sociali, con un investimento stimato di 1,8 milioni di euro. Un intervento che punta a trasformare un’area dismessa da anni in una nuova centralità urbana.
Il sindaco Linda Colombo ha sottolineato che “l’obiettivo è restituire dopo oltre mezzo secolo l’area ex cartiera alla cittadinanza”, trasformandola in “spazi di incontro e di socialità”. Il nuovo centro polivalente, destinato ad attività culturali e ricreative (auditorium/teatro, “caffè letterario”, spazio flessibile per la lettura, spazi dedicati al coworking…), dovrà rispettare “i più elevati standard sull’accessibilità” e contribuire a valorizzare l’intero ambito urbano. L’auspicio, conclude, è “un’ampia partecipazione” al concorso per poter valutare più proposte progettuali.
Rigenerazione urbana e spazi flessibili

Il progetto si inserisce in un più ampio piano di riqualificazione dell’area, situata nel cuore del centro abitato, e mira a creare uno spazio contemporaneo capace di adattarsi a funzioni diverse. Il futuro edificio ospiterà ambienti multifunzionali come auditorium o teatro, aree per la lettura, spazi di coworking e un caffè letterario, con una forte attenzione alla flessibilità e alla possibilità di riconfigurare gli ambienti nel tempo.
L’obiettivo è quello di coniugare qualità architettonica e integrazione con il contesto esistente, recuperando l’identità del luogo ma introducendo soluzioni innovative. Centrale anche il tema della sostenibilità: il progetto dovrà garantire elevati standard di efficienza energetica e comfort interno, con attenzione a luce, acustica e qualità dell’aria, secondo i principi dell’architettura bioclimatica e del “design for all”.
Concorso in due fasi e premi per 68mila euro

La procedura concorsuale, aperta e anonima, si svolgerà interamente online e prevede una prima fase ideativa, con scadenza fissata all’11 maggio 2026, al termine della quale saranno selezionate cinque proposte. I finalisti accederanno alla seconda fase, in cui verrà individuato il progetto vincitore con livello di fattibilità tecnica ed economica.
Il montepremi complessivo supera i 68mila euro, con 49mila euro destinati al primo classificato. Il vincitore potrà poi essere incaricato delle successive fasi progettuali, subordinatamente al reperimento delle risorse.
Con questa iniziativa, Bareggio punta a rilanciare un’area strategica attraverso un progetto capace di unire innovazione, sostenibilità e funzione sociale, trasformando un vuoto urbano in un nuovo punto di riferimento per la comunità.
Da simbolo industriale a cuore della rigenerazione urbana

L’ex Cartiera di Bareggio non è stata solo un’area dismessa, ma un luogo profondamente radicato nella memoria collettiva del paese. Situata nel cuore del centro abitato, tra via Madonna Pellegrina e via IV Novembre, a pochi passi da piazza Cavour, ha rappresentato da sempre un simbolo riconoscibile, anche grazie all’edificio a torre e al caratteristico “caminone” che ha dominato lo skyline locale.
Per generazioni, questo complesso ha raccontato la trasformazione economica e sociale del territorio: dall’anima agricola alla nascente cultura industriale. Qui sorgeva infatti un’antica filanda, che attirava lavoratrici anche dai paesi vicini, diventando uno dei primi motori produttivi legati alla lavorazione della seta.
Dopo la chiusura nel 1965, l’area è rimasta a lungo in stato di abbandono, segnata da degrado e incuria, mentre negli anni si sono susseguiti dibattiti e ipotesi sul suo futuro. lo scorso giugno, dopo che anche la Soprintendenza ha certificato che il comparto non aveva valore storico-culturale e che quindi non sussistevano vincoli di alcun tipo, sono partiti i lavori di demolizione. Oggi, quel passato torna al centro del progetto di rigenerazione, con l’obiettivo di restituire alla comunità uno spazio carico di storia e identità.