DAI TERRITORI

Autonomia, la Puglia fa ricorso. Decaro: “Divario incolmabile”

Si riaccende la polemica dopo le pre-intese del governo con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Altre news locali del giorno: investimenti per 53 milioni sulla Ascoli mare, i fondi Pnrr dell’Abruzzo a rischio e la procedura di phase-out dal carbone per Civitavecchia.

21 Lug 2026

Condividi:

Si riaccende la polemica dopo le pre-intese del governo con Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto. Ieri, il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro ha spiegato che “faremo sicuramente ricorso alla Corte costituzionale’, lo farà “la Puglia, ma spero che lo faccia anche la Campania e che lo faranno le altre regioni del Sud”. “I dati che ho citato sono i dati degli uffici tecnici del Parlamento che hanno fatto l’istruttoria alle pre-intese e che io ho riportato all’attenzione dell’opinione pubblica”, ha proseguito riferendosi a quanto egli stesso ha segnalato nei giorni scorsi in interviste e dichiarazioni sull’argomento. Le pre-intese all’Autonomia differenziata, “uscita dalla porta e che rischia di rientrare dalla finestra” ha proseguito il governatore pugliese, rischiano di creare “un divario difficilmente colmabile nel futuro” soprattutto “nell’ambito sanitario”.

A livello politico, ha detto Decaro, in Puglia “non ho avuto riscontro da parte dell’altra parte politica”, che c’è stato invece “da parte delle altre regioni del Sud”. Alcune delle regioni del Sud, ha spiegato il governatore, non hanno aderito all’appello “perché hanno lo stesso colore politico” dell’Esecutivo. “Io da sindaco – ha proseguito Decaro – anche con governi dello stesso colore politico, quando avevo qualcosa da dire a tutela dei miei cittadini, l’ho sempre fatto”. “In questo momento non voglio fare polemiche col Governo”, ha aggiunto, spiegando però di voler sollevare “un problema che rischia di creare ulteriore divario tra Regioni del Sud e del Nord”. A spaventare è in particolare il tema della Sanità. “Non si possono paragonare i livelli Lea con i cosiddetti Lep, perché i Lea individuano solo categorie di prestazioni da offrire al cittadino, mentre i Lep sono prestazioni standard minime” con un servizio “che viene offerto e che deve essere uguale, indipendentemente dal luogo in cui uno nasce o sceglie di andare a vivere”. Con le pre-intese, ha detto Decaro, verrà data alla regioni più ricche la possibilità di “gestire in autonomia i contratti per i medici, i target per i livelli di spesa per le cliniche private, rendendo più attrattiva la sanità del nord rispetto alla sanità del sud”.

“Preannuncio che il governo intende procedere alla predisposizione di un singolo disegno di legge per ogni Regione corredandolo di due distinti allegati contenenti gli schemi di intesa a materia salute e coordinamento finanza pubblica e alle materie non lep”, ha detto il ministro degli Affari Regionali Roberto Calderoli intervenendo in Aula alla Camera al termine della discussione generale sulle pre-intese per l’Autonomia. “Sulla sanità di serie A e B – ha sottolineato – e qualcuno cita il Gimbe ma quello che ha fotografato è lo stato dell’arte di oggi: la situazione delle liste d’attese della mobilità sanitaria possono essere colpa dell’autonomia differenza che ancora non c’è? O può essere uno strumento di miglioramento? E’ la soluzione di tutti i problemi? Non lo so ma iniziamo a provare”. “Penalizza il sud? Non so se qualcuno ha verificato che ho iniziato a interloquire con la Calabria e l’Abruzzo”. In conclusione, Calderoli ha citato alcuni dati ad esempio quello per “spese di illuminazione e riscaldamento che per il Veneto è di 0,6 euro pro capite e in Campania 14,6: magari andando a risparmiare qualcosa si riesce a risparmiare qualcosa da reinvestire nei servizi, ha concluso.

Le reazioni si sono susseguite oggi. “Io sono veramente stupito di questa reazione, da Decaro me lo aspetto perché forse la sua appartenenza politica lo deve indurre ad utilizzare questo sistema per cercare di creare un po’ di consenso”, ha commentato il governatore lombardo Attilio Fontana a margine di un protocollo per la valorizzazione della città di Milano in occasione del Ces. “Mi stupisco – ha proseguito – perché nella vita di tutti i giorni noi ci rendiamo conto del valore dell’autonomia, che però non comporta svantaggi ad altri ma comporta, laddove la si applica in modo corretto, vantaggi ai territori”. Per Attilio Fontana “qualora tutti aderissero a questa proposta di riforma ci sarebbero opportunità per tutti i territori per migliorare la loro realtà Invece vogliono farci una battaglia politica, purtroppo questo è uno dei difetti del nostro Paese, dove non si pensa mai al bene collettivo ma – ha concluso – si pensa soltanto al bene partigiano della propria parte”. “Fa strano sentire queste dichiarazioni, ma d’altra parte il centrosinistra ha cercato di ostacolare la legge quadro sull’autonomia in tutti i modi”, ha detto in un’intervista a Telenuovo il presidente del Veneto Alberto Stefani. Infine,  in una nota il senatore e portavoce di Forza Italia in Puglia, Dario Damiani ha scritto che “il ricorso annunciato da Antonio Decaro contro le pre-intese sull’autonomia differenziata è pura propaganda. Una strumentalizzazione che, non a caso, non ha trovato l’accoglienza sperata da parte dalle altre regioni del Sud”.

Ascoli mare, 53 milioni di investimenti

Un fronte infrastrutturale caldo è, invece, quello della Ascoli mare. L’assessore regionale alle infrastrutture, Francesco Baldelli, a margine della seduta del Consiglio regionale ha parlato di “due buone notizie per il piceno”. Quella dei 53 milioni di investimenti per la Ascoli mare e gli “oltre 21 milioni di euro” per la ferrovia che da Ascoli porta fino a Porto d’Ascoli. “Per ciò che riguarda la superstrada i primi lavori termineranno entro luglio. Sono stati ripristinati gli asfalti drenanti lungo la superstrada per 18 milioni di euro, sono stati messi in sicurezza alcuni cavalcavia che erano danneggiati e sono stati installati nuovi new jersey anti sfondamento, brevettati da Anas, più resistenti, per un investimento di circa 20 milioni di euro. Sulla ferrovia invece si riprestineranno i binari e verranno posti nuovi sistemi di sicurezza di allertamento”.

Rischio fondi Pnrr per l’Abruzzo

Fronte Pnrr in Abruzzo. “L’Abruzzo rischia di perdere milioni di Pnrr. Incapacità amministrativa? Fallimento politico di destra! Dal 2022 il Movimento 5 Stelle ha presentato in Parlamento decine di proposte per rafforzare gli uffici di Regioni e Comuni, perché era evidente che senza personale e competenze sarebbe stato impossibile gestire il Pnrr. Tutte bocciate. Oggi arrivano i risultati: fondi a rischio, ospedali e infrastrutture che non vedranno mai la luce. La destra di Meloni e Marsilio ha preferito gli slogan al potenziamento della macchina amministrativa. Ha lasciato gli enti locali soli e oggi il conto rischiano di pagarlo i cittadini. Il Pnrr era un’opportunità storica. Perdere anche un solo euro destinato a sanità, infrastrutture e sviluppo è una sconfitta per tutti. E le responsabilità politiche sono chiare. Il disegno diabolico delle destre per l’Italia!”. Così, in una nota social la deputata Cinque stelle Daniela Torto.

Luciano D’Amico, Pd: “Alcuni interventi non sono stati completati nei tempi previsti, vedi Pescara, Montesilvano, Tagliacozzo e Pescina, con il risultato di perdere risorse preziose, mentre altre strutture, come nel caso di San Valentino, sono state inaugurate senza che a quei tagli del nastro corrispondesse una reale ed effettiva operatività dei servizi annunciati”. Sul caso di San Valentino, riporta oggi Il Centro, il consigliere Pd Antonio Blasioli ha presentato un’interpellanza.

Civitavecchia, consiglio congiunto sul phase out

Chiudiamo con un aggiornamento sul phase out a Civitavecchia. Come si legge su Civonline, per il 31 luglio, alle 16, è stato convocato un consiglio comunale congiunto che vedrà riunite le amministrazioni di Civitavecchia, Tarquinia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Monte Romano. La convocazione, firmata dal presidente del consiglio comunale di Civitavecchia Marco Di Gennaro e trasmessa ai sindaci e ai presidenti delle assemblee dei Comuni coinvolti, rappresenta un nuovo tentativo di fare sintesi sulle ricadute del phase out Enel e sulle iniziative da mettere in campo.

M.Gia.

Argomenti

Argomenti

Accedi