Infortuni: i numeri dietro la strage
Rimane preoccupante il quadro degli infortuni nel settore registrato dall’INAIL. Tenendo in considerazione gli ultimi cinque anni, si evidenzia un picco nella ripresa post-covid e successivamente una sostanziale stabilità in tutti in comparti analizzati. La riduzione degli infortuni nel settore delle costruzioni, più marcata tra il 2023 e il 2024, non è tra l’altro confermata dai primi dati rilasciati dall’istituto per il 2025 dove si registra un nuovo incremento.
Si riscontra lo stesso andamento analizzando il dato sugli infortuni mortali, in cui si evidenzia un incremento costante negli anni del settore del legno.

Da notare come circa il 30% degli infortuni nelle costruzioni sia collegato alle attività di installazioni di impianti, spesso condotta in subappalto di ditte edili.
In linea con la composizione settoriale del settore, specie tra la componente operaia, gli infortuni riguardano quasi esclusivamente gli uomini, con una incidenza femminile stabile tra il 2% e il 3% nel periodo considerato. In lieve crescita la quota di infortuni occorsi a donne nel legno (dall’8% nel 2020 al 9% nel 2024) e nel lapideo (dal 2% al 4%).
Il confronto tra anni evidenzia un lieve trend di crescita nell’incidenza degli infortuni occorsi nel tragitto casa-lavoro (“in itinere”), che mantengono comunque un peso ridotto rispetto al trend post pandemico registrato in altri settori. Complessivamente, gli incidenti in itinere passano dall’8% dell’anno pandemico, al 9% nel 2021 per toccare l’11% del 2024, con una incidenza più alta nel legno e nel lapideo (13% nel 2024). Si registra, invece, un trend di incremento tra il 2020 e il 2024 per gli infortuni che colpiscono i cittadini nati all’estero, dal 24% al 32%. L’incremento è trasversale ai settori, con incidenze pari nel 2024 al 34% nel cemento, al 32% nelle costruzioni, al 29% nel legno e al 24% nel lapideo. Il dato, certamente da attenzionare, va letto comunque anche alla luce della crescita dell’occupazione dei lavoratori stranieri.
Tenendo in considerazione l’ultimo anno della rilevazione, le denunce di infortuni nel nostro settore riguardano, nella maggior parte dei casi, i lavoratori dipendenti (76%), con percentuale analoga nelle costruzioni e nel legno, e punte dell’84% nel lapideo e del 90% nel cemento. Seguono i lavoratori autonomi (16%), in particolare nelle costruzioni (17%). Meno frequenti le denunce di infortuni di apprendisti (5%), somministrati (2%) e parasubordinati (0,1%), sebbene gli infortuni tra i somministrati risultino particolarmente concentrati nel legno (8%) e nel cemento (7%), dove stanno emergendo fenomeni di abuso dell’istituto.
Il diritto all’indennizzo INAIL è riconosciuto per il 77% delle domande riferite al 2024, con una incidenza del 76% nelle costruzioni e percentuali leggermente più alte negli altri settori fino all’81% del cemento.
La restante parte si divide essenzialmente tra le domande rifiutate e quelle che non danno diritto a indennizzo perché ricadenti nella franchigia, categoria che include anche le comunicazioni di infortunio effettuate a soli fini statistici per lavoratori non assicurati all’INAIL.

La prima causa degli infortuni in edilizia rimane lo schiacciamento, principalmente per caduta dall’alto, mentre nel legno è il contatto con materiale tagliente, appuntito, duro o abrasivo, rischi riducibili o eliminabili a partire dalla corretta attuazione degli obblighi di sicurezza esistenti.
In merito alla gravità degli infortuni, il dato, dopo il picco negativo del 2021, registra una riduzione dei casi che comportano menomazioni permanenti dal 28% al 24% nelle costruzioni e dal 22% al 17% nel legno.
La disaggregazione delle tipologie di indennizzo per fasce di età suggerisce una maggiore pericolosità degli infortuni per le fasce di età più avanzate. Se la rendita temporanea copre la maggior parte dei casi, l’incidenza delle prestazioni in capitale e delle rendite permanenti per menomazioni risulta prossima al 3% dei casi tra le classi più giovani per crescere gradualmente con l’età fino a toccare il 20% nelle costruzioni e il 15% nel legno tra gli over 60.
Purtroppo, complessivamente, il quadro non indica un cambiamento nelle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori per alcuni motivi sostanziali. Primo fra tutti il trend decisamente altalenante dei numeri rilevati; la timida riduzione registrata negli ultimi anni è già smentita dalla rilevazione INAIL degli incidenti sul lavoro nei primi 6 mesi del 2025. Il numero delle persone morte non è degno di un paese civile. Se anche un solo ‘operaicidio’ è inaccettabile, il nostro paese conta ancora più di 1.200 morti sul lavoro l’anno, di cui 250 nei nostri settori. Una strage infinita.
Nota:
I focus su infortuni e malattie professionali sono il risultato di una rielaborazione FILLEA sulle banche dati INAIL. Stante la non corrispondenza dei comparti contrattuali con i codici ATECO, si è reso necessario procedere ad alcuni adattamenti, privilegiando comunque esigenze di comparazione con le rilevazioni dell’istituto.
In particolare l’elaborazione ha isolato i settori ATECO F (F – Costruzioni), e i settori ATECO prossimi a quelli degli altri comparti contrattuali della FILLEA, quali: C 235 Produzione di cemento, calce, gesso e C236 Fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, cemento e gesso per cemento, calce e gesso; B – Estrazioni di minerali e C 237 Taglio, modellatura e finitura di pietre per il lapideo; C 16 Industria del legno e C 31 Fabbricazione di Mobili per il legno. Per alcune elaborazioni il dato è disponibile per i soli settori delle costruzioni e del legno.

Federazione Italiana dei Lavoratori del Legno, Edilizia e Affini
La FILLEA – Federazione Italiana dei Lavoratori del Legno, Edilizia e Affini – è la categoria della CGIL che organizza – e ne difende i diritti collettivi ed individuali – le lavoratrici ed i lavoratori dei vari comparti che compongono il vasto settore delle “costruzioni”: edilizia, cemento, laterizi, lapidei, legno-arredo, comprese alcune produzioni di nicchia, piccole come numero di addetti ma note ed apprezzate in tutto il mondo per la straordinaria qualità del prodotto, tra cui ricordiamo gli interni in legno della nautica e dei camper, la produzione del sughero, il restauro, il cotto toscano. E’ stata fondata il 15 agosto 1886 a Genova la Federazione Muraria. E’ la data d’inizio di un percorso complesso e affascinante, fatto di lotte e conquiste, che arriva fino ai giorni nostri.
La FILLEA è il più grande sindacato italiano delle costruzioni, fa parte della Federazione europea e mondiale dei lavoratori edili e del legno (FETBB e BWI), collabora con associazioni italiane ed internazionali sui temi della difesa dei diritti e della salute dei lavoratori, della lotta per la legalità e contro sfruttamento ed il caporalato, per il giusto inquadramento e per maggiore formazione e professionalità, in particolare nel settore dell’edilizia, contro gli infortuni sul lavoro e per salari più giusti, contro ogni forma di precariato e discriminazione. È tra i soci fondatori di uno dei più antichi e importanti sistemi mutualistici di tutela delle lavoratrici e lavoratori, molti dei quali dipendenti di piccole e piccolissime aziende: le Casse Edili, le Scuole Edili e i Comitati Territoriali per la salute e sicurezza (CPT).