OGGI IL CDM

Dl Fiscale con ‘scudo’ per condomini ma ancora niente Piano Casa. Meloni: bene 7 mld Coesione per alloggi calmierati ed energia. Resa dei conti Fi, si dimette Gasparri

Si riunisce oggi il primo Consiglio dei ministri dopo la pesante sconfitta al referendum e il terremoto che ha provocato nella maggioranza. Il Governo prova a ripartire concentrandosi sull’agenda economica. E’ data per scontata l’approvazione del Dl Fiscale che, tra le varie misure come il rinvio della tassa sui pacchi, prevede il rinvio della tassa sui pacchi. Spicca l’assenza del Piano Casa da 950 milioni per l’edilizia popolare atteso da settimane ma rinviato a causa dell’emergenza aperta dalla guerra nel Golfo. Meloni si consola, intanto, con i 7 miliardi dei fondi di Coesione riprogrammati su priorità come casa, energia e competitività.

27 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini

Condividi:
Dl Fiscale con ‘scudo’ per condomini ma ancora niente Piano Casa. Meloni: bene 7 mld Coesione per alloggi calmierati ed energia. Resa dei conti Fi, si dimette Gasparri

GIORGIA MELONI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

 

 

 

Dopo la batosta referendaria, riparte con il Dl Fiscale l’agenda economica del Governo. Il via libera del  Consiglio dei ministri è atteso per oggi pomeriggio nella prima riunione dopo la tornata elettorale del 22 e 23 marzo. Gli oltre 14 milioni di no pesano come un macigno e non è difficile immaginare il clima pesante che si respirerà a Palazzo Chigi alla luce della resa dei conti, voluta dalla premier Giorgia Meloni – descritta come “furiosa” come non lo era mai stata – che si è consumata nella compagine governativa con le dimissioni prima del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro, e della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio, Giusy Bartolozzi, e poi della ministra del Turismo Daniela Santanché. Nondimeno,  lo sciame sismico del referendum porta ad altre rese dei conti all’interno dei partiti della maggioranza. A finire nel caos è Forza Italia. Ieri, si è dimesso il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, dopo che 14 senatori azzurri sui 20 complessivi del gruppo ( tra questi i ministri Paolo Zangrillo ed Elisabetta Casellati), hanno chiesto in una lettera il passo indietro in nome dell’unità del partito. Al posto di Gasparri, l’assemblea dei senatori di Fi, ieri pomeriggio, ha nominato Stefania Craxi.

E’ in queste turbolenze che il Governo prova, dunque, a rimettersi in carreggiata puntando a rilanciare, nell’ultimo miglio della legislatura, la propria azione almeno sul versante economico in attesa di affrontare il versante divenuto ora ancora più impervio della riforma della legge elettorale. Ma il menu del Consiglio dei ministri di oggi, a meno di sorprese dell’ultima ora, non presenta grandi sorprese e colpi d’ala.  Sicuramente approda il Dl fiscale mentre lo stesso viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, aveva escluso nuovi interventi sui carburanti. All’interno del decreto dovrebbe trovare spazio, come aveva annunciato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, uno slittamento al 30 giugno della tassa da 2 euro, introdotta dall’ultima legge di Bilancio, sui piccoli pacchi di provenienza extra Ue. Così come è previsto l’intervento sulla rottamazione quater, voluto dalla Lega, con l’obiettivo di riaprire i termini per chi non ha pagato entro il 30 novembre 2025. E’ poi attesa la norma Salva condomini, pensata per liberare i proprietari degli immobili dalle responsabilità incolpevoli legate alle irregolarità nell’utilizzo della maxi agevolazione del Superbonus. In sostanza, chi ha ne ha usufruito ma si è trovato a fare i conti con irregolarità non imputabili alla propria volontà,  come errori tecnici, amministrativi o burocratici, potrà versare una quota d’imposta – calcolata in proporzione al beneficio percepito in modo non regolare – e considerare il proprio debito fiscale definitivamente sanato. Spazio poi all’estensione dell’iperammortamento con lo stop del vincolo di provenienza Ue dei beni agevolabili (la cosiddetta clausola ‘made in Ue’) per rispondere alle richieste delle imprese.

Scomparso, invece, dai radar l’intervento sul Piano Casa da 950 milioni per il recupero fino a 50-60 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica, annunciato come imminente dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ormai un mese fa ma poi derubricato rispetto alle nuove emergenze scaturite con la guerra nel Golfo. Rimane sempre il dubbio che anche le risorse siano state ‘congelate’ per essere dirottate su misure contro il caro energia. Dubbi e timori che prendono ora corpo in una denuncia contenuta in un’interrogazione presentata ieri dalla vicepresidente del gruppo del Pd alla Camera,Valentina Ghio. “A Genova il Governo ha tagliato circa 13 milioni già destinati alla ristrutturazione di circa 600 alloggi popolari oggi inutilizzabili, mentre a livello nazionale si parla di circa 970 milioni fermi. Dalle notizie emerse e dalle segnalazioni dei sindacati degli inquilini risulta che risorse fondamentali per il recupero degli alloggi pubblici siano state bloccate o riallocate, il Governo chiarisca dove sono state riallocate e se è vero che il sostegno alla Casa sia stato dirottato in spese legate alla guerra”.

Eppure, proprio il Piano Casa è stato presentato e annunciato dal Governo come delle grandi priorità. Piano che dovrebbe partire con i primi 950 milioni per l’edilizia residenziale per poi ampliarsi con le misure destinate all’edilizia sociale. Ma dal titolare del dossier, il  ministro Salvini, dopo gli annunci al Question Time, non sono arrivate più indicazioni e aggiornamenti. Un fatto nuovo da segnalare, su questo fronte della casa, comunque, c’è ed è la riprogrammazione di oltre 7 miliardi dei propri fondi di Coesione 2021-2027 verso nuove priorità strategiche della Ue:  competitività,  alloggi, acqua, transizione green e difesa. Risorse “reali e concrete” che saranno “immediatamente disponibili a sostegno delle nostre priorità”, ha assicurato il vicepresidente Ue, Raffaele Fitto, nel presentare i risultati della revisione intermedia della principale politica di finanziamento dei territori. Una decisione accolta con soddisfazione da Meloni. “L’Italia ha chiesto e ottenuto in Europa, nell’ambito della revisione di medio termine della politica di coesione, un risultato molto significativo: la riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro, che saranno destinati alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico.L’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di maggiore flessibilità e semplificazione per garantire un utilizzo più efficace e concreto delle risorse europee. Obiettivo portato avanti dalla riforma delle politiche di coesione promossa dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. Questo Governo continuerà a lavorare, come ha fatto fin dall’inizio, per mettere a terra le risorse europee e utilizzarle al meglio per sostenere lo sviluppo e la crescita della Nazione”.

Argomenti

Argomenti

Accedi