GLI EMENDAMENTI "SEGNALATI" ALLA MANOVRA

La spinta per coprire il caro materiali, la nuova versione del condono Fdi, l’Anas fuori dalle Fs

Due emendamenti per gli extracosti: quello di Forza Italia (Rosso-Gasparri) con proroga al 2026 e stanziamento di 300 milioni; quello della leghista Minasi riprende le proposte MIT (nella foto Matteo Salvini) con la copertura non dello Stato, ma della stazione appaltante che vi fa fronte anche riprogrammando i lavori non appaltati. La stessa senatrice firma il trasferimento della spa stradale al Mef.

21 Nov 2025 di Giorgio Santilli

Condividi:
La spinta per coprire il caro materiali, la nuova versione del condono Fdi, l’Anas fuori dalle Fs

MATTEO SALVINI VICEPRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E MINISTRO DEI TRASPORTI POLITICO LEGA

La maggioranza non trova ancora un accordo definitivo sulla legge di bilancio, come scrive Maria Cristina Carlini nella Giornata di oggi titolata proprio sul vertice che si è svolto ieri, ma mette sul tavolo tutti gli emendamenti che potrebbero modificare il testo approvato dal Consiglio dei ministri 35 giorni fa. Sono i cosiddetti “segnalati” che continuano il loro cammino in Parlamento mentre tutti gli altri vengono ritirati. Un certo numero di quelli presentati dai partiti della maggioranza sono quelli che saranno approvati e sono anche quelli oggetto della discussione interna alla compagine governativa. Abbiamo scelto i tre temi che al momento stanno più a cuore a Diario DIAC.

La copertura degli extracosti: due strade

Nella maggioranza cresce la consapevolezza che la copertura degli extracosti per i rincari dei materiali è una questione molto seria che può mettere a rischio molti cantieri (anche del Pnrr) e molte imprese. Avevano dato segnali in questa direzione il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, e la sua capa dell’ufficio legislativo, Elena Griglio, nel recente convegno organizzato dall’Ance “Obiettivo futuro”. D’altra parte il ministro lo aveva già detto anche in Parlamento, rispondendo a una interrogazione di Erica Mazzetti (Forza Italia), che stava cercando l’accordo con il Mef sulla copertura delle annualità 2024 e 2025 e per una proroga 2026. Mentre sul 2024-2025 occorre comunque trovare competenza e cassa per “rimborsare” alle imprese quanto hanno anticipato per non fermare i cantieri, sul 2026 sono emerse due posizioni. Se il Mef mette a disposizione dei fondi, si continua come è stato finora con il rifinanziamento del fondo statale; come subordinata, se non si trovassero immediatamente le risorse, la proroga sarebbe possibile con una formula che ha espresso Griglio: a coprire gli extracosti devono essere le stesse appaltanti. Gli emendamenti presentati dalla maggioranza riflettono esattamente queste due posizioni. L’emendamento di Forza Italia, a firma Rosso-Gasparri,  prevede una copertura “statale” per 300 milioni (200 a valere sul 2026, 100 milioni come trascinamento sul 2027). L’emendamento leghista (prima firmataria Tilde Minasi) sceglie invece la strada suggerita da Griglio, di una proroga a costo zero per lo Stato. In queste caso le stazioni appaltanti possono recuperare le risorse dagli accantonamenti per imprevisti, dalle somme derivanti da ribassi d’asta, dalle somme residue disponibili dopo la conclusione di altri interventi, dalla rimodulazione della programmazione triennale o dell’elenco annuale dei lavori. Rinviando quindi opere programmate ma non ancora appaltate.

L’uscita dell’Anas dalle Fs: trasferimento gratuito al Mef, il cda resta in carica

Il trasferimento dell’Anas al Mef avverrà – secondo l’emendamento leghista con prima firmataria Tilde Minasi – a titolo gratuito, previa deliberazione del consiglio di amministrazione della holding di Fs, in concomitanza con l’approvazione del bilancio 2025 del gruppo ferroviario. Operazione davvero straordinaria che cambia tutto per non cambiare nulla: nessuna tassa o imposta sarà pagata, restano in vita accordi, convenzioni e ogni altra pattuizione sottoscritti, sono confermati i rapporti giuridici sorti prima della data di entrata in vigore della disposizione, continua ad applicarsi il contratto di programma, resta in carica anche il consiglio di amministrazione fino alla scadenza. L’unica cosa che cambia, nel senso di un chiarimento risolutivo, è la norma che consente ora  l’affidamento, sulla base di apposite convenzioni, di “compiti di assistenza e supporto, compreso lo svolgimento di attività di committenza ausiliaria, per la progettazione e realizzazione di interventi su strade esterne alla rete di competenza di Anas Spa”.

Il condono riproposto da FdI

L’emendamento 117.0.18 primo firmatario Gelmetti continua a tenere banco nelle discussioni della maggioranza. Del poker presentato da Fratelli d’Italia è quello rimasto più stabile ed è una sanatoria in senso stretto di opere abusive. La norma proposta prevede che siano suscettibili di sanatoria opere pertinenziali quali portici o tettoie realizzati in assenza o in difformità dal titolo abilitativo edilizio, le opere accessorie quali balconi o logge realizzate in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio, opere di ristrutturazione edilizia (compresa demolizione e ricostruzione) realizzate in assenza o difformità del titolo abilitativo edilizio che non abbiano comportato incrementi di superficie e volumetria complessiva dell’edificio di riferimento al titolo abilitativo edilizio, opere di risanamento e restauro conservativo e  opere di manutenzione straordinaria  che siano state realizzate in assenza o difformità dal titolo abilitativo edilizio.

Ci sono altri tre emendamenti in tema di condono, ma potranno essere valutati solo dopo che sarà terminato il giro di riformulazioni richieste dal governo o dal relatore in ossequio agli accordi di maggioranza.

Argomenti

Argomenti

Accedi