IL REPORT ANAC AGGIORNATO AL 31 DICEMBRE 2025
Stretta alla qualificazione delle stazioni appaltanti, ma nei lavori si sente meno. Per ogni SA ci sono 2,4 PA convenzionate a CC
L’apertura del secondo biennio a luglio 2025 cancella 245 SA già qualificate nelle forniture e servizi (ora sono 3.045). Il settore dei lavori registra 2.858 SA grazie anche alla “clausola di salvaguardia” che ne salva il 21,5% per un anno.

GIUSEPPE BUSIA PRESIDENTE ANAC
Arrivano i primi numeri dell’ANAC sugli effetti del passaggio, a giugno 2025, fra il primo e il secondo biennio della qualificazione delle stazioni appaltanti. Da questi primi numeri – contenuti nel Report al 31 dicembre 2025 che sarà pubblicato questa mattina sul sito dell’Autorità – si capisce che il sistema viaggia con una sostanziale continuità, ma che una stretta c’è comunque stata. Più nel settore delle forniture e servizi che in quello dei lavori, dove ha agito una “clausola di salvaguardia” che ha salvato i precedenti livelli di qualificazione (per un solo anno) al 21,5% delle stazioni appaltanti qualificate nel 2023-2025. Un lavoro specifico dell’Autorità – che ha messo a confronto i dati del primo e del secondo biennio delle solo amministrazioni che hanno presentato domanda per entrambi i periodi – ci dicono che l’apertura del secondo biennio ha cancellato 245 stazioni appaltanti già qualificate nelle forniture e servizi: parliamo di un 8% di ex qualificati che è stato spazzato via.
Il dato saliente del lungo e virtuoso processo di qualificazione resta, però, sempre lo stesso ormai da molti mesi: per ogni stazione appaltante qualificata, ci sono 2,4 amministrazioni pubbliche che si convenzionano con centrali di committenza. Questo rapporto vale sia per i lavori che per il settore delle forniture e dei servizi. Nei lavori le stazioni appaltanti qualificate sono 2.858 contro 6.849 amministrazioni convenzionate. Nelle forniture e servizi, le stazioni appaltanti sono 3.045 mentre le PA convenzionate con le CC sono 7.216. In tutte le stazioni appaltanti qualificate sono “solo” 3.680 e non le 30mila di cui si favoleggiava fino a qualche anno fa: di quelle certificate oggi il 17,3% (635) fa solo lavori, il 22,3% (822) fa solo forniture e servizi, il 60,4% (2.223) fa sia lavori che fornitre/servizi.
Sono ancora troppe? Può darsi. Certo i livelli di qualificazione hanno inciso molto poco, se è vero che l’83% delle stazioni qualificate per i lavori e il 78% di quelle per forniture e servizi hanno il livello massimo.
Diario DIAC continua però a sostenere da mesi che in quel rapporto 1:2,4 ci sia il successo della qualificazione voluta dal legislatore e perseguita con tenacia soprattutto dal presidente dell’ANAC, Giuseppe Busìa. Non è del tutto chiaro se nei numeri del Report ANAC aggiornato al 31 dicembre 2025 ci siano sovrapposizioni fra SA qualificate e PA convenzionate (cioè se alcune PA abbiano ottenuto la qualificazione per alcuni appalti di una certa tipologia e dimensione, ma non per altre e per queste fanno ricorso a CC). Dà comunque la dimensione del fenomeno se diciamo che solo il 30% dei soggetti pubblici qui menzionati ottiene il “bollino” della stazione appaltante mentre il 70% si fa fare gli appalti da soggetti più grandi. La frammentazione estrema del sistema degli appalti è un male in via di superamento.
La conferma viene dall’altra faccia della medaglia, la crescita del peso delle centrali di committenza e il rafforzamento di quelle maggiori. Nei lavori le centrali di committenza sono 412, ma il 30% (pari a 124) con oltre 12 convenzioni, ha il 77% dei soggetti convenzionati. Nelle forniture e servizi le CC sono 388 ma il 34% (132) con oltre 12 convenzioni ha l’80% dei soggetti convenzionati.
Un’occhiata veloce al PPP. Nei lavori sono autorizzate a svolgere progettazioni e affidamenti di concessioni in PPP 1.278 SA su 2.858, pari al 45%. Nelle forniture e servizi, 1.258 su 3.045, pari al 41%.
Infine, l’altra novità del 2025, la qualificazione per la fase esecutiva, partita all’inizio dello scorso anno. Bisogna subito chiarire che le stazioni appaltanti qualificate per le fasi di progettazione e affidamento sono automaticamente autorizzate anche per la fase esecutiva. Questa nuova qualificazione riguarda dunque solo le amministrazioni che non fossero qualificate per progettazione e affidamento oppure le stazioni appaltanti che volessero svolgere la fase esecutiva per opere di dimensioni maggiori di quelle che sono autorizzate a “seguire” nella fase di progettazione e affidamento. Nei lavori hanno acquisito la qualificazione per la fase esecutiva 2.330 stazioni appaltanti, ma solo 326 (14%) hanno un accesso incondizionato alla qualificazione. Tutte le altre hanno dovuto assumere impegni sulla formazione (31,9%), sulla comunicazione delle schede (6,4%) o su formazione e comunicazione schede (47,7%). Nelle forntiture e servizi le stazioni appaltanti qualificate per la fase esecutiva sono 2.413 di cui 346 (il 14,3%) senza condizioni, le altre con condizioni e percentuali del tutto vicine a quelle dei lavori.
Bisogna capire meglio chi siano questi soggetti, se siano per esempio piccoli comuni, perché la loro numerosità – questa sì – è sorprendente e rischia di far rientrare dalla finestra la frammentazione appena uscita dalla porta.