Ancona, ciclabile al porto: servono fondi. Litoranea verde a Monopoli
Il primo lotto (stazione–Mole) risulta già condiviso a grandi linee con l’Autorità di sistema portuale, che sta verificando le interferenze con i traffici. Il secondo lotto (Mole–Muse) resta critico. Approvato il progetto definitivo della “strada Parco Capitolo”, un asse litoraneo di circa 1,8 chilometri. Extra-time per l’elettrodotto nella Bassa bergamasca e altre notizie.
IN SINTESI
Ad Ancona l’assessore alla Mobilità del Comune di Ancona Giovanni Zinni ha confermato che la ciclabile di via Marconi verrà spostata in area portuale, con un tracciato dalla stazione ferroviaria allo Scalo Vittorio Emanuele passando per stazione marittima e Mole Vanvitelliana. Il primo lotto (stazione–Mole) risulta già condiviso a grandi linee con l’Autorità di sistema portuale, che sta verificando le interferenze con i traffici. Il secondo lotto (Mole–Muse) resta critico perché passa in area doganale e sarà discusso il 2 dicembre con Autorità portuale e Rete ferroviaria italiana. Chiarito lo scenario, il Comune presenterà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti una richiesta di rimodulazione per salvare almeno il primo lotto entro la scadenza dei fondi nel 2026.
Monopoli, approvato il progetto della “strada Parco Capitolo”: 1,8 km di litoranea verde
A Monopoli (Bari) il Comune ha approvato il progetto definitivo della “strada Parco Capitolo”, un asse litoraneo di circa 1,8 chilometri tra la provinciale 212 Frangisto Mare e strada Schiuma pensato come giardino ciclopedonale integrato nel paesaggio costiero. L’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Monopoli Cristian Iaia ha ricordato che l’appalto integrato, affidato al consorzio stabile Build e finanziato con 7,08 milioni di euro, privilegia mobilità dolce e sicurezza, con otto accessi pubblici al mare intitolati ai venti, tre aree di sosta e un nuovo parco urbano dotato di piazzetta, fontana, area fitness, giochi, zona cani e orto didattico. Il piano prevede cinque rotatorie sulla viabilità retrostante per alleggerire il traffico sulla litoranea e quattro parcheggi per complessivi 652 posti auto. Tutti i materiali dovranno essere eco-sostenibili, in linea con la tutela delle dune residue e dei siti di nidificazione di tartarughe e fratino.
Trento, il Comune studia un tram-treno tra Mattarello e Mezzolombardo
Il Comune di Trento sta valutando un sistema tram-treno tra Mezzolombardo (Trento) e Mattarello, sfruttando la nuova normativa nazionale che consente convogli capaci di usare sia binari ferroviari sia tranviari. L’assessore alla Mobilità sostenibile del Comune di Trento Michele Brugnara e il dirigente comunale Giuliano Franzoi indicano come modello l’esperienza di Innsbruck, puntando su frequenze di 15 minuti e fermate collegate ai futuri poli sportivo, sanitario e universitario. La soluzione viene vista come alternativa graduale e meno costosa rispetto a tramvia urbana e solo prolungamento della Trento–Malè, entrambe stimate intorno ai 300 milioni di euro. L’amministrazione punta a definire la progettazione complessiva entro fine consiliatura, dopo un confronto con la Provincia autonoma di Trento.
Bassa bergamasca, il maxi elettrodotto Cassano–Chiari chiede tempi supplementari
Per l’elettrodotto ad alta tensione Cassano d’Adda–Chiari che attraversa la Bassa bergamasca, Terna ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica di prorogare la Valutazione d’impatto ambientale in scadenza il 29 dicembre 2025. L’opera da 60 milioni di euro, che alza la tensione da 220 a 380 kV su 35 chilometri, ha finora completato 38 tralicci su 72 e messo in tensione 22,5 chilometri di cavi su 37. Nei documenti inviati al ministero, Terna ha attribuito i ritardi alle lunghe procedure autorizzative post Covid, alle difficoltà di approvvigionamento dei materiali dopo la guerra in Ucraina e alla complessa negoziazione con i gestori di Brebemi e Alta velocità. Senza l’aggiornamento della Via, il cronoprogramma della riqualificazione della linea in Lombardia rischierebbe ulteriori slittamenti.
Grugliasco, città universitaria in arrivo: revisione del piano regolatore per case e servizi
Grugliasco (Torino) si prepara all’arrivo, dall’autunno 2026, di circa 10mila tra studenti e ricercatori nella nuova Città della Scienza e dell’Ambiente, con il Consiglio comunale che ha avviato la revisione anticipata del piano regolatore. Il sindaco di Grugliasco Emanuele Gaito e l’assessore alla Governance territoriale del Comune di Grugliasco Luciano Lopedote puntano a calmierare gli affitti con edilizia convenzionata su aree comunali e rigenerazione di capannoni dismessi vicino al campus, come l’ex convento delle Missionarie della Consolata e l’ex Barbero. L’amministrazione chiede anche un coordinamento con Torino per tariffe di trasporto più omogenee e per valorizzare la nuova fermata della linea SFM5. L’obiettivo è trasformare aree artigianali, cascine e parchi in luoghi di socialità e servizi pensati per i futuri residenti e la comunità universitaria.
San Donà di Piave, campanile del duomo in restauro: viabilità modificata per una gru da 80 metri
A San Donà di Piave (Venezia) è iniziato il cantiere di sei mesi per il restauro del campanile del duomo, che prevede manutenzione delle sei campane, consolidamento antisismico della torre e interventi sulla statua dell’angelo. L’assessore ai Lavori pubblici del Comune di San Donà di Piave Luigi Trevisiol ha annunciato l’arrivo di una gru da 80 metri per calare le campane, con chiusure temporanee al traffico in piazza Rizzo, piazza Duomo e via del Campanile per due giorni. Le campane verranno inviate alla fonderia Capanni di Reggio Emilia per la revisione, mentre la rimozione dell’angelo, alto sei metri, è prevista a inizio 2026 dopo un sopralluogo della Soprintendenza. In città intanto cresce l’interesse per la testa superstite dell’angelo colpito da un fulmine nel 1966, che molti cittadini vorrebbero esposta stabilmente.
Genova, dopo lo stop allo Skymetro il comitato della Valbisagno chiede partecipazione sul nuovo progetto
Il comitato “Opposizione Skymetro – Valbisagno sostenibile” ha sollecitato la giunta della sindaca di Genova Silvia Salis ad aprire un vero percorso partecipativo sulle alternative allo Skymetro dopo l’affidamento al Politecnico di Milano dello studio sulla mobilità in Valbisagno. Gli attivisti lamentano di non essere ancora stati coinvolti, a tre settimane dall’incarico formale, e temono un nuovo progetto “calato dall’alto”, annunciando assemblee autoconvocate in caso di mancato confronto. Chiedono incontri pubblici in cui comparare proposte e soluzioni, a partire dal tram, già presentato come alternativa negli anni scorsi. L’assessore alla Mobilità del Comune di Genova Emilio Robotti ha garantito che nessuna decisione verrà presa prima del confronto con Municipi e cittadini e che il Politecnico è ancora nella fase di raccolta dati.
Milano, al Portello il nuovo centro Rai traina parchi, piazze e ciclabile sospesa verso CityLife
A Milano la giunta ha approvato lo schema di convenzione con Fondazione Fiera Milano per il nuovo Centro di produzione Rai nell’area tra via Gattamelata e via Colleoni, destinato ad accorpare le sedi di corso Sempione e via Mecenate. Il progetto, del valore complessivo superiore ai 200 milioni di euro, comprende un edificio di circa 63mila metri quadrati per studi e redazioni Rai, un hotel NH di 21 piani firmato AMdL Circle–Michele De Lucchi e opere pubbliche a scomputo per circa 2,2 milioni. La vicesindaca e assessora alla Rigenerazione urbana del Comune di Milano Anna Scavuzzo ha indicato tra le opere la riqualificazione di piazza Gramsci, con nuova area giochi e pagoda restaurata, e l’intervento su piazza Gino Valle con più verde e un raccordo ciclopedonale sopraelevato verso viale Scarampo e il parco di CityLife. Nel quadrante, già trasformato dal parco del Portello e dai nuovi edifici, restano in agenda la nuova sede della polizia locale e un concorso internazionale per il futuro verde del cavalcavia Monte Ceneri–Serra.
Campania, condono del 2003 mai chiuso: 20mila pratiche sospese e nuovo emendamento in bilancio
In Campania il condono edilizio del 2003 torna al centro del confronto politico dopo un emendamento del centrodestra alla legge di bilancio che propone di riaprire i termini della sanatoria regionale. La legge nazionale del 2003, varata dal governo Berlusconi, non è mai stata applicata pienamente in Campania dopo che la Regione approvò nel 2004 una norma autonoma successivamente bocciata dalla Corte costituzionale, lasciando in sospeso circa 20mila istanze in 84 comuni, 8.741 solo a Napoli, oltre alle richieste legate ai condoni del 1985 e 1994. Nel tempo vari tentativi normativi, compresa una legge regionale per acquisire al patrimonio comunale le case abusive “di necessità”, sono stati dichiarati incostituzionali dalla Consulta che ha riaffermato la competenza esclusiva statale e la demolizione come regola. Il nuovo emendamento riapre lo scontro tra chi invoca legalità e tutela di aree fragili come la cintura vesuviana, dove si contano 2.500 ordinanze di abbattimento in trent’anni, e chi chiede una soluzione per le migliaia di famiglie che attendono da decenni una definizione delle proprie posizioni dopo aver pagato oblazioni e oneri.
(a cura di Francesco Stati)