I COMUNI SUL DECRETO PNRR

Anci: nell’ultimo miglio direttive univoche. “No al silenzio-assenso d’ufficio, la richiesta dai privati”

La memoria alla commissione Bilancio della Camera: “Fondamentale che i soggetti attuatori dispongano di informazioni chiare e complete, supporto e risposte tempestive”. I comuni attendono  anche “un format unico per l’attestazione del raggiungimento del target da parte del soggetto attuatore, che sia adottato da tutti i Ministeri titolari degli investimenti”.

11 Mar 2026 di Giorgio Santilli

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Anci: nell’ultimo miglio direttive univoche. “No al silenzio-assenso d’ufficio, la richiesta dai privati”

Gaetano Manfredi, Presidente ANCI

L’Associazione nazionale dei comuni italiani (ANCI) ha trasmesso alla commissione Bilancio della Camera una memoria che ha il duplice obiettivo di presentare le proposte emendative al decreto legge PNRR ma anche, più in generale, di spiegare come la pensino i comuni sull’ultimo miglio del PNRR, sulle possibili criticità e sugli strumenti con cui si potranno affrontare. Proprio a questa lettura più generale della fase finale del PNRR è dedicata la premessa della memoria, subito dopo aver ribadito nell’incipit che “le informazioni a nostra disposizione confermano l’andamento complessivamente positivo degli investimenti che vedono Comuni e Città Metropolitane quali soggetti attuatori”. ANCI conferma anche “la valutazione positiva su metodo e governance del PNRR, ritenendone utile l’estensione ai programmi di investimento futuri al livello nazionale ed europeo”.

Il format unico per l’attestazione del raggiungimento dei target

Poi il tono si fa meno celebrativo e propone risposte alle preoccupazioni che non mancano. Tre strumenti, in particolare, vengono richiesti per fronteggiarle. Il primo è di ordine generale. “In questi mesi conclusivi – scrive ANCI – è fondamentale che i soggetti attuatori dispongano di informazioni chiare e complete, supporto e risposte tempestive”. A questa raccomandazione fanno seguito due richieste di strumenti specifici: “ANCI attende la comunicazione da parte del governo che chiarisca come per tutti i progetti la scadenza per la fine dei lavori sia il 30 giugno 2026, e che il target si intende raggiunto a fronte della produzione del certificato di fine dei lavori e non già del collaudo, che sarà realizzato successivamente”; al contempo, “si attende in tempi rapidi la diramazione da parte della Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio di un format unico per l’attestazione del raggiungimento del target da parte del soggetto attuatore, che sia adottato da tutti i Ministeri titolari degli investimenti”.

A completare questa parte iniziale una richiesta che resta piuttosto criptica. “Fermo restando l’obiettivo del raggiungimento dei target PNRR per il quale tutte le Amministrazioni coinvolte stanno lavorando – dice la memoria – si ritiene che rispetto a
casi fisiologici di rallentamenti (nella maggior parte dei casi non di responsabilità dei soggetti attuatori) i progetti con iter di attuazione soddisfacente debbano essere portati a conclusione”.

Misure di proroga per il personale e per i contratti con professionisti

Ci sono poi una serie di proposte emendative al decreto legge. Si parte dalla sterilizzazione della spesa per i segretari comunali, norma molto apprezzata, che di vorrebbe però estendere dai comuni sotto i 3mila abitanti ai  comuni sotto i 5mila abitanti. ANCI propone poi di estendere anche a Comuni e Città metropolitane quanto già previsto per le amministrazioni centrali titolari di misure PNRR consentendo la proroga al 31 dicembre 2026 di tutti gli incarichi dirigenziali e non, attribuiti da Comuni e Città metropolitane a valere su risorse PNRR. In particolare i comuni chiedono le risorse e la proroga, fino alla conclusione dei progetti, dei contratti stipulati con professionisti o personale a tempo determinato per il supporto all’attuazione del PNRR.

Richiesta di proroga per i programmi della politica di coesione 2014-2020

Il pacchetto ANCI si estende anche a proroghe che con il PNRR non hanno a che vedere ma che sono motivate dai ritardi provocati su altri fronti dall’impegno profuso nell’attuazione del PNRR. Si tratta in particolare della richiesta di proroga dal 31 dicembre 2026 al 31 dicembre 2027 per il completamento degli interventi finanziati dai programmi operativi complementari relativi alla programmazione 2014-2020 della politica di coesione. Questo consentirebbe “di completare interventi di carattere fortemente strategico, alcuni già aggiudicati e/o in corso di esecuzione ma il cui cronoprogramma mette a rischio la conclusione entro il 31 dicembre 2026”.

La parte forse più interessante della memoria è quella relativa al tema sempre caldo dei regimi amministrativi e, in particolare, sulla conferenza dei servizi e sul silenzio-assenso.

Sulla modifica della disciplina in materia di conferenze di servizi, resa strutturale nella modalità semplificata accelerata, ANCI condivide l’intervento ma evidenzia alcuni “punti di attenzione”: In particolare per gli interventi nel settore delle infrastrutture di comunicazione elettronica, si propone che il dimezzamento dei termini per la conferenza non valga per termini pari o inferiori ai trenta giorni.

No al silenzio assenso attestato d’ufficio dal comune

Particolarmente significativo – e anche espressione di preoccupazione – l’intervento richiesto sulla disciplina del silenzio assenso e della relativa attestazione. “Nel caso di procedimenti non telematizzati – afferma l’ANCI – si ritiene necessario prevedere che ove l’attestazione non sia automaticamente rilasciata dal sistema, l’amministrazione è tenuta a rilasciare su richiesta del privato l’attestazione; la previsione di una attestazione “d’ufficio” da parte della PA dell’avvenuta formazione del silenzio assenso infatti appare del tutto irrealistica oltreché foriera di criticità applicative e relativo contenzioso”. ANCI evidenzia infine “la necessità di meglio chiarire i casi in cui non si forma il silenzio assenso”.

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