LA SEGNALAZIONE: FORTI DUBBI DI LEGITTIMITA'

“Fermate Fs su Pizzarotti”: Ance scrive a governo e Ue. “Distorto l’in house, svolta dirigistica anti-mercato”

Brancaccio alza il tiro, contestati cinque profili: violazione dei principi di efficienza, economicità, proporzionalità e concorrenza; violazione del codice appalti; aggravio di rischi patrimoniali a carico dell’erario; restrizione della concorrenza ferroviaria; erogazione di aiuti di Stato contro le regole Ue. Fs pesa per il 25% sul mercato infrastrutturale. Verso il rinvio il termine del 5 dicembre per l’offerta vincolante.

02 Dic 2025 di Giorgio Santilli

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“Fermate Fs su Pizzarotti”: Ance scrive a governo e Ue. “Distorto l’in house, svolta dirigistica anti-mercato”

FEDERICA BRANCACCIO, PRESIDENTE ANCE

Federica Brancaccio alza il tiro sulla proposta di acquisizione del ramo ferroviario di Pizzarotti da parte delle Fs e firma una segnalazione alla commissione Ue e al governo italiano in cui chiede di fermare l’operazione o almeno di rinviarla in modo da consentire un esame approfondito dei profili critici. Non è ancora un ricorso formale, ma la presidente dei costruttori solleva “dubbi di legittimità” dell’operazione e spende otto pagine per circostanziare i cinque profili che Ance ritiene fortemente critici:

  1. violazione dei principi e delle norme specifiche (articolo 7, comma 2) del codice degli appalti, “applicabile pacificamente anche ai soggetti operanti nei settori speciali, in virtù dell’espresso richiamo operato a tali disposizioni dall’art. 141 del medesimo codice”;
  2. violazione dei generali principi di proporzionalità, efficienza, economicità e promozione della concorrenza;
  3.  “aggravio del rischio patrimoniale assunto a carico del pubblico Erario derivante dalla commistione dei ruoli di committente ed esecutore dei contratti inseriti nel perimetro del ramo d’azienda”;
  4. restrizione della concorrenza anche nel settore ferroviario per effetto di un’integrazione verticale ad effetti strutturali, suscettibile di alterare in modo permanente il naturale sviluppo delle dinamiche
    competitive, così rafforzando la posizione dell’incumbent;
  5. erogazione di un aiuto di Stato al di fuori delle ipotesi normativamente previste.

Il bersaglio della presidente dell’Ance è anzitutto l’in house proposto da Fs o, meglio, la “torsione delle finalità tipiche dell’in-house providing, che perde il suo carattere di modulo organizzativo scelto per il suo più favorevole rapporto costi-benefici ed assume i connotati di strumento per imprimere una svolta dirigistica al mercato”.

Altro punto della segnalazione che viene ripetuto in diversi passaggi e viene considerato, almeno potenzialmente, come un’azione capace di determinare le violazioni individuate è il fatto che Fs sia l’unico dei soggetti che avevano mostrato manifestazione di interesse a dirsi disponibile a presentare offerta alle condizioni di prezzo molto elevate imposte a base d’asta (180 milioni). “La circostanza che l’unica offerta relativa all’intero ramo di azienda provenga dal gruppo Fs – argomenta Brancaccio – induce a dubitare della compatibilità dell’importo richiesto con le condizioni sostenibili per un investitore privato e, quindi, con il rispetto delle disposizioni in materia di aiuti di Stato”.

La distosione del mercato degli appalti pubblici in materia infrastrutturale indotta dall’operazione sarebbe aggravata dal fatto che il committente Fs rappresenta, negli ultimi cinque anni, una quota altissima, calcolata nel 25%, delle procedure  di appalto relative a opere civili indette da stazioni appaltanti pubbliche.

Infine la segnalazione denuncia l’intreccio innaturale che si verrebbe a creare fra Fs-committente e Fs-appaltatore nei contratti di lavori in cui Pizzarotti oggi è presente in proprio o in consorzio con altre imprese. “La concentrazione di ruoli (propri del committente e dell’esecutore) e connesse responsabilità (civili nei rapporti tra le due parti e di natura amministrativo-contabile verso la Corte dei conti) – scrive Brancaccio – non sembra trovare alcun prevedibile bilanciamento nelle economie interne alle imprese facenti parti del gruppo Fs, in quanto le prestazioni fornite dall’impresa di Ferrovie che acquisti il Ramo sono definite in contratti già in corso di esecuzione, aggiudicati a consorzi formati anche da altri operatori economici privati”.

Ance conta ora anzitutto sul rinvio del termine del 5 dicembre per la presentazione dell’offerta vincolante che, qualora venisse presentata, costituirebbe un passo decisivo verso la conclusione dell’operazione. Già nei giorni scorsi si era ipotizzato un possibile rinvio su cui la decisione finale spetta al Tribunale di Bologna che ha autorizzato l’asta indetta da Pizzarotti (società in composizione negoziata): il rinvio sarebbe motivato proprio dal fatto che quella di Fs è rimasta l’unica offerta in gara dopo che anche Saipem avrebbe rinunciato a presentare domanda per l’intero perimetro aziendale messo in vendita (l’offerta non vincolante presentata dal gruppo era relativa solo a una parte del perimetro societario e delle commesse).

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