Anas, non passa l’accentramento dei poteri commissariali a Gemme. Ancora un altolà a Salvini (che ci prova da 18 mesi)
Era atteso nel CdM di ieri il decreto che prevede la nomina di un super commissario all’Anas. Mossa voluta da Salvini e osteggiata da FdI. Ma quello del titolare del Mit non è un fulmine a ciel sereno e si inscrive nel solco tracciato di un piano di razionalizzazione avviato un anno e mezzo fa con il Dl 89/2024.

MATTEO SALVINI MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLE INFRASTRUTTURE
Nella conferenza stampa di inizio anno la premier Giorgia Meloni ha citato l’Anas come esempio positivo e virtuoso del cambio di passo del governo per accelerare gli investimenti infrastrutturali, parlando di un incremento record del 300% negli ultimi tre anni. Ma solo pochi giorni dopo, la società delle strade diventa un nuovo focolaio di tensione nella maggioranza. Il nuovo casus belli è il forcing – o comunque visto come tale- del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, per nominare un supercommissario all’Anas, nella persona dell’amministratore delegato, Claudio Andrea Gemme, al quale verrebbero accentrati poteri e funzioni in capo agli attuali commissari straordinari nominati negli ultimi anni per accelerare la realizzazione delle opere. Il provvedimento in materia di disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari di governo era attesa nel Consiglio dei ministri di ieri pomeriggio ma la decisione sarebbe poi saltata per l’opposizione di Fratelli d’Italia: troppo potere nelle mani di un solo manager, considerato vicino alla Lega, che si troverebbe a gestire la ragguardevole quota di circa 30 miliardi di investimenti. L’impianto dell’operazione prevede, infatti, la nomina di un commissario unico per tutte le opere commissariate, con l’eventuale supporto nella gestione di sub-commissari sul territorio. Ma, appunto, il nodo è ora tutto politico. Tanto più che una nomina di tale portata sarebbe un assaggio e un preludio della tornata che il Governo, a stretto giro, dovrà affrontare, con tutti gli equilibri del caso, con il rinnovo dei consigli di amministrazione delle più importanti partecipate statali la prossima primavera.
Quello del ministro Salvini può sembrare un blitz d’inizio anno e può cogliere di sorpresa. Ma, a ben guardare, per lui, non è certo un tema nuovo. Tutt’altro: è un tema che gli sta molto a cuore se già un anno e mezzo fa era già intervenuto su questo fronte. Nel giugno del 2024, il governo approvò il decreto legge Infrastrutture (89/2024)– di cui Diac Diario ha dato conto – che all’articolo 3 prevedeva un piano di razionalizzazione delle funzioni, dei compiti e del numero dei commissari “al fine di garantire maggiore efficienza sia nella realizzazione delle opere che delle risorse”. La norma consentiva, tuttavia, di lasciare inalterata la spesa, limitandosi a disporre che non vi fosse spesa aggiuntiva. Inoltre il ministro delle Infrastrutture poteva proporre e il presidente del Consiglio decretare la revoca dei commissari e la nomina di nuovi commissari al loro posto. Era prevista anche la spesa di 500mila euro l’anno per istituire e mantenere in piedi un Osservatorio con cui coordinare e mettere sotto osservazione (“monitorare”) l’azione dei commissari.
Il decreto fissava poi degli step successivi. Con un decreto del Presidente del Consiglio, previsto entro il 31 ottobre 2025, su proposta del Mit, sentito il Ministero dell’Economia e delle Finanze, avrebbe dovuto essere adottato un piano di razionalizzazione volto a semplificare i compiti e le funzioni dei commissari attualmente in carica. Il piano prevedeva la riduzione del numero dei commissari, l’eventuale attribuzione di lotti aggiuntivi di opere a commissari già nominati e la possibilità di revoca o sostituzione dei commissari sulla base dei risultati ottenuti e del carico di lavoro. Tutte le operazioni dovranno avvenire senza generare nuovi costi a carico dello Stato. In una seconda fase, entro il 31 dicembre 2025, sarebbero state individuate le opere prioritarie, comprese quelle connesse ai progetti del decreto legislativo n. 101/2023, per le quali sarà necessaria la nomina di nuovi commissari. Questi, recita il decreto, saranno scelti tra i dirigenti di RFI e ANAS con comprovata esperienza e non percepiranno compensi aggiuntivi. Potranno inoltre subentrare nelle funzioni di commissari già in carica, utilizzando le strutture e le risorse delle proprie società o delle amministrazioni pubbliche coinvolte.
Si può dire, quindi, che molto era già scritto, anche se rimasto in stand by. Un passo concreto è stato compiuto il 2 luglio scorso quando Salvini ha insediato al Mit l’Osservatorio sui Commissariamenti infrastrutturali con il compito di monitorare e coordinare l’attività dei Commissari Straordinari di Governo per la realizzazione delle opere e degli interventi infrastrutturali strategici e prioritari, già individuati dal decreto “Sblocca Cantieri” e da altre specifiche disposizioni di legge. Al momento dell’insediamento ricadevano nella competenza dell’Osservatorio ben 135 opere, delle quali 115 ex art. 4 del decreto “Sblocca cantieri”, altre 12 che discendono da ulteriori disposizioni normative e riepilogate nell’allegato 1 allo stesso decreto, e 8 opere individuate nell’allegato 1 al D.lgs. 101/2023 che riguardano reti transeuropee di trasporti TEN-T.
Appare chiaro che questa operazione di inizio anno si inscrive in un solco già tracciato anche se nel caso specifico, non si parlerebbe di commissari di Rfi ma solo di Anas. E, comunque, quella che si prefigura se passa la linea salviniana, per Anas sarebbe una razionalizzazione molto radicale, come attesta la lunga lista di commissari Anas attualmente operativi. Il tutto mentre si attende l’apertura del cantiere di un’altra cruciale operazione societaria: lo scorporo di Anas dal perimetro del gruppo Fs. La norma non è entrata nella legge di bilancio 2026. Ma la direzione di marcia è questa.
Questo è lo status quo dell’affidamento delle opere commissariate. L’amministratore delegato di Anas, in qualità di commissario, segue già due interventi di rilevanza nazionale: la SS 36 del Lago di Como e dello Spluga e l’ammodernamento dell’Autostrada A2 del Mediterraneo nel tratto Cosenza–Altilia. Gli interventi lungo la rete Anas affidati ai Commissari straordinari riguardano un insieme articolato di infrastrutture stradali strategiche, distribuite sull’intero territorio nazionale e caratterizzate da elevata complessità progettuale e realizzativa. Tra le opere commissariate figura la SS 21 – Variante di Demonte, affidata al commissario Luca Bernardini, mentre Francesco Caporaso è responsabile della SS 182 Trasversale delle Serre, infrastruttura chiave per il collegamento trasversale della Calabria. Il commissario Aldo Castellari segue gli interventi lungo la SS 45 di Val Trebbia, con particolare riferimento alla realizzazione del ponte sul fiume Trebbia in località Lenzino, che comprende sia un ponte provvisorio sia il ponte definitivo. A Matteo Castiglioni sono stati affidati diversi interventi, tra cui la SS 27 – Variante di Etroubles e Saint-Oyen, la variante alla SS 1 Aurelia bis e la realizzazione del ponte “Corleone”. Un ampio pacchetto di opere in Sicilia è seguito da Raffaele Celia, che coordina gli interventi sulla SS 640 Strada degli Scrittori, sui lotti 7 e 8 delle SS 626 e SS 117, il completamento della tangenziale di Gela, l’ammodernamento della SS 284 nel tratto Adrano–Paternò e la variante del tratto Trapani–Mazara del Vallo. La SS 675 Umbro-Laziale è affidata alla commissaria Ilaria Maria Coppa, mentre Angelo Gemelli è responsabile della SS 28 – Tangenziale di Mondovì.
E, ancora, Il commissario Antonio Marasco è incaricato degli interventi sulla SS 17 dell’Appennino Abruzzese e Appulo Sannitico. Vincenzo Marzi coordina un sistema integrato di opere che interessa la SS 647 Fondovalle del Biferno, la SS 16 Adriatica, la SS 89 Garganica e la SS 275 Maglie–Santa Maria di Leuca. A Nicola Montesano sono affidati gli interventi sulla SS 369 Appulo Fortorina, sulla SS 212 della Val Fortore e sulla SS 268 del Vesuvio, nel tratto compreso tra il km 0+000 e il km 7+750. Il commissario Eutimio Mucilli segue numerosi interventi distribuiti tra Nord e Centro Italia, tra cui la SS 42 Variante Est di Edolo – Lotto II, il collegamento Magenta–Vigevano (SS 11/494), il Nodo di Casalecchio di Reno – Stralcio Sud (SS 64), il collegamento tra gli svincoli Prato Est e Prato Ovest, il sistema tangenziale di Lucca (SS 12), la variante dalla A14 alla SS 16, la SS 372 Caianello–Benevento e il raccordo autostradale A4 – Val Trompia.
Gli interventi sulla SS 20 del Colle di Tenda e sulla SS 38 dello Stelvio – Variante di Tirano sono affidati a Nicola Prisco, mentre Fulvio Maria Soccodato è commissario per la SS 4 Salaria. La SS 16 – nuovo collegamento con il porto di Ancona è seguita da Paolo Testaguzza, la SS 106 Jonica da Luigi Mupo, mentre la commissaria Anna Maria Angela Nosari è responsabile dell’asse E78 Grosseto–Fano, infrastruttura strategica di collegamento tra Tirreno e Adriatico.