L'EMERGENZA CARO PREZZI

Rincari energia e materie, allarme rosso delle imprese edili. Ciucci: “Servono misure straordinarie, il settore delle costruzioni rischia la deflagrazione. Impatto sulle opere del Pnrr”. E mancano ancora i 2 miliardi del decreto Aiuti

16 Apr 2026 di Maria Cristina Carlini

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Rincari energia e materie, allarme rosso delle imprese edili. Ciucci: “Servono misure straordinarie, il settore delle costruzioni rischia la deflagrazione. Impatto sulle opere del Pnrr”. E mancano ancora i 2 miliardi del decreto Aiuti

Antonio Ciucci, presidente ANCE Roma

Due crisi energetiche che si sovrappongono, quella più ‘vecchia’ che nasce con la guerra in Ucraina e quella più recente innescata a fine febbraio dalla guerra nel Golfo, rischiano di far saltare il banco nel settore della costruzioni in un frangente cruciale di chiusura dei cantieri del Pnrr. Sale l’allarme delle imprese edili alle prese con uno scenario che, ogni giorno che passa, diventa sempre più fosco. E per questo diventano sempre più serrati e incalzanti gli appelli ad agire, a mettere in campo “misure straordinarie” per fronteggiare la gravità della situazione. Martedì a scendere in campo era stata la presidente di Ance, Federica Brancaccio, la quale, appoggiando la richiesta avanzata dal ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, ha sollecitato un intervento immediato a livello europeo per affrontare questa emergenza senza precedenti. E la gravità della situazione, la stessa Brancaccio, l’ha sottolineata ieri, aprendo i lavori del convegno per la presentazione del nuovo Piano per l’Italia per prevenire, adattare e mettere in sicurezza le città e i territori. Alla voce della presidente dell’Ance, si è poi unita quella di Antonio Ciucci, presidente di Ance Roma Acer.

L’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime scatenato dalla guerra di Israele e USA all’Iran “si rifletterà su tutti i prodotti delle costruzioni e dovremo affrontare una crisi come quella della guerra in Ucraina, che poi ha portato, di fatto, al famoso decreto legge Aiuti di cui però stiamo ancora aspettando circa 2 miliardi”, ha rimarcato Ciucci, parlando con la stampa al termine dei lavori del convegno. “Ora la sovrapposizione di queste due emergenze potrebbe essere deflagrante per il nostro settore e purtroppo per i lavori del PNRR che sono in fase conclusiva. Questo è il pericolo”, ha avvertito. “Abbiamo chiesto misure straordinarie per alleviare la problematica, quali la sospensione delle lavorazioni più immediatamente colpite dal caro materiali, ad esempio il bitume per le pavimentazioni stradali, e delle misure finanziarie come quella della sospensione del recupero dell’anticipazione. Questo sperando naturalmente che il conflitto si risolva nelle prossime settimane, e che non ci sia quella ricaduta sull’energia e quindi su tutti i prezzi. Viceversa dovremmo trovare delle misure straordinarie come furono trovate per la crisi ucraina.

Con il governo “abbiamo aperto un’interlocuzione. La nostra presidente – ha sottolineato – ha già manifestato l’appoggio sullo sblocco del Patto di Stabilità. È evidente che delle misure straordinarie dovranno essere chieste anche all’Europa. Il dialogo col governo è sempre costante. È evidente che sappiamo tutti che ci muoviamo in una situazione economica del nostro Paese completamente differente da quella del 2022. Uscivamo dalla pandemia, c’erano risorse europee, per questo che chiediamo anche all’Europa, in primis il nostro governo chiede di sbloccare il Patto di Stabilità perché permetterebbe delle risorse supplementari”. Quello che “dobbiamo scongiurare è il riflesso sull’aumento del costo dell’energia. Perché sapete che purtroppo il nostro costo dell’energia è legato intimamente al costo del gas”, ha spiegato Ciucci.  “Se il gas aumenta, l’energia aumenta di pari passo, in maniera molto superiore a quello che succede in tutta Europa. Noi partiamo già da un costo dell’energia altissimo e ci sono i cantieri energivori, le materie, tutto quello che noi trasformiamo e consumiamo, in primis l’acciaio”.

Gli associati Ance e Acer, ha riferito  Ciucci, già manifestano difficoltà “sull’aumento dei prodotti petroliferi, in primis il bitume e chiedono la sospensione delle lavorazioni, quelle delle manutenzioni stradali. Il bitume è aumentato in pochissimo tempo di oltre il 60%, è evidente che oggi quelle lavorazioni sono già insostenibili, ma il nostro timore è che dopo queste ce ne saranno tante altre: il cemento, l’acciaio, le plastiche, tutto ciò che consuma energia e che viene poi trasformato in Italia”. Insomma, “è una tempesta perfetta dalla quale in qualche modo dobbiamo uscire. Queste prime misure ci servono per dare fiato alle imprese, però poi dobbiamo osservare quello che succede e semmai pensare a misure straordinarie come fu quella per l’Ucraina”.

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