LA GIORNATA

“Affinità elettive” tra Ue e Canada. Trump minaccia: dazi molto pesanti

  • Pnrr, Foti: tutti i 156 obiettivi della decima rata sono stati raggiunti
  • Cdp, dal cda via libera a operazioni per oltre 1,6 miliardi di euro
  • Immobili: Istat, +1,7% i prezzi delle case nel secondo trimestre, rallentano a +4% su anno

18 Set 2026 di Maria Cristina Carlini

Condividi:

IN SINTESI

Nuove scosse e tensioni geopolitiche attraversano l’asse transatlantico. L’ipotesi di un riavvicinamento strategico ed economico tra l’Unione Europea e il Canada ha scatenato la dura reazione del presidente Usa Donald Trump, che è tornato a minacciare pesanti ritorsioni commerciali nei confronti dei 27 Paesi membri. Appena sceso dall’Air Force One in North Carolina — dove si è recato per partecipare a un evento elettorale a Gastonia a sostegno di Michael Watley, candidato repubblicano al Senato in corsa in una serrata competizione per le midterm contro il democratico Roy Cooper (in vantaggio nei sondaggi con il 50,2% contro il 42,4%) —, Donald Trump ha attaccato con decisione l’iniziativa europea. Commentando la proposta illustrata dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, di accogliere il Canada come primo “membro associato” dell’Ue, il tycoon ha dichiarato: “Lo trovo ridicolo. Applicherei dazi molto pesanti sui prodotti provenienti dall’Europa. Se lo facessero non farebbero altro che peggiorare la situazione. Se dovessero farlo, e se dovessi ritenerlo un atto ostile, applicherò dazi molto pesanti o interromperò i rapporti commerciali con l’Europa”.

Non si è fatta attendere la risposta delle istituzioni comunitarie. Un portavoce della Commissione Ue ha replicato direttamente alle parole dell’ex presidente statunitense, chiarendo la natura dell’iniziativa: “Come la presidente von der Leyen ha chiarito ieri, la proposta del potenziamento della partnership con il Canada non è contro qualcuno, ma per la nostra comune forza”.  Contemporaneamente, parlando alla Plenaria del Parlamento europeo, il premier canadese Mark Carney ha difeso con forza il legame strategico e valoriale tra le due sponde dell’Atlantico, richiamando la cultura europea e il concetto goethiano di intesa profonda: “Nei suoi scritti Goethe prese in prestito un termine dai chimici del suo tempo: l’affinità elettiva, ovvero quella tendenza di elementi diversi a combinarsi grazie alla loro attrazione intrinseca. Il Canada e l’Europa non sono legati da vincoli geografici, siamo legati da un’affinità elettiva, scelta, rinnovata e, proprio per questo, ancora più forte. Canada ed Europa insieme sono più forti”.

Proseguendo nel suo discorso dinanzi all’Eurocamera, Carney ha tracciato un quadro lucido e preoccupato dello scenario globale contemporaneo, segnato dall’instabilità geopolitica, dalle pressioni economiche e dall’impiego di leve finanziarie e tecnologiche a scopi coercitivi: “Oggi le nostre società sono scosse da nuove tempeste, dai drammatici cambiamenti climatici, all’utilizzo del commercio come arma, all’erosione delle istituzioni democratiche. L’integrazione economica è ormai utilizzata come un’arma e i dazi come uno strumento di pressione. I meccanismi finanziari sono usati come strumenti di coercizione. Le piattaforme tecnologiche aspirano alla sovranità, a divulgare la disinformazione”. In un passaggio centrale, il premier canadese ha ribadito la necessità di far fronte comune contro queste minacce globali: “Questa combinazione rappresenta una tempesta violenta: un singolo albero potrà essere abbattuto, ma non una foresta. La nostra sovranità è la nostra capacità di vivere come vogliamo. È la nostra resilienza”.

Eurostat, inflazione di agosto rivista al ribasso al 3,2%

L’inflazione annuale dell’Eurozona ad agosto e’ accelerata rispetto al 2,9% di luglio ma Eurostat ha rivisto al ribasso, al 3,2% dal 3,3%, la stima preliminare. Su base mensile il tasso di inflazione e’ cresciuto dello 0,4 per cento, come da stima preliminare. Nell’Ue, secondo i dati finali pubblicati da Eurostat, il tasso di inflazione si attesta a +3,2% su anno e a +0,4% su mese.

Pnrr, Foti: tutti i 156 obiettivi della decima rata sono stati raggiunti

“Oggi abbiamo la decima rata” del Pnrr “per cui erano 156 gli obiettivi da raggiungere. Spiace per i tanti che hanno gufato in questi anni, dicendo che avremmo bucato tutti gli obiettivi. Colgo l’occasione per dire che il 23 settembre abbiamo convocato la cabina di regia del Pnrr, per certificare che i 156 obiettivi della decima rata sono stati raggiunti”. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei e il Pnrr Tommaso Foti, in video collegamento ieri con il ‘Festival dell’Italia che innova’. “Quindi il 30 di settembre manderemo alla Commissione europea la lettera per chiedere la liquidazione della decima rata – ha aggiunto Foti -, pari a 28,4 miliardi di euro. Che porteranno quindi l’incassato in Italia a 194,4 miliardi di euro”. “Una parte significativa, 122,6 miliardi, sono a debito – ha detto ancora il ministro -, 71,8 miliardi sono a fondo perduto. Ma per quanto riguarda l’Italia, è una partita di giro, perché noi siamo contribuenti netti in Europa”

Cdp, dal cda via libera a operazioni per oltre 1,6 miliardi di euro

Via libera dal consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) a operazioni e iniziative per un valore complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro a sostegno del tessuto produttivo italiano e delle infrastrutture strategiche. Lo rende noto Cdp precisando che la proposta è stata fatta dall’amministratore delegato e direttore generale Dario Scannapieco. Il cda, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, ha inoltre approvato l’adeguamento formale dello Statuto di Cdp a recenti aggiornamenti normativi apportati al Codice civile. Nel dettaglio, spiega la nota, il consiglio ha destinato nuove risorse per facilitare l’accesso al credito delle imprese, venendo incontro alle esigenze di liquidità di Pmi e Mid-Cap italiane, in complementarità con il sistema finanziario. Le delibere risultano coerenti con le linee guida del Piano strategico 2025-2027 di Cdp che mirano a sostenere in via indiretta i piani di crescita delle filiere produttive, con un’attenzione specifica alle realtà più piccole. Sono stati inoltre approvati nuovi investimenti a favore dell’ecosistema delle imprese italiane capaci di generare impatti positivi a livello sociale e ambientale. A ciò si aggiungono ulteriori interventi di operatività diretta a vantaggio delle aziende di maggiori dimensioni. Nel corso della seduta sono state anche approvate iniziative a supporto di opere infrastrutturali di interesse generale, conclude la nota

Torino-Lione, tunnel di base: superata la soglia del 30% di scavo

All’imbocco francese del tunnel di base del Moncenisio, a Saint-Julien-Montdenis, prosegue lo scavo in metodo tradizionale (martellone e esplosivo) e l’80% dei lavori del cantiere operativo 8 è stato completato. Parallelamente, prende forma il tunnel definitivo, con la progressiva realizzazione del rivestimento di entrambe le canne. Ad oggi, su questo tratto è già stato realizzato oltre il 20% del rivestimento definitivo. A Saint-Martin-la-Porte (CO7), la talpa che scava la canna nord del tunnel ha raggiunto una zona geologicamente complessa lungo il suo percorso di 9 km. Questa configurazione, già incontrata durante lo scavo della canna sud, comporta fasi particolarmente delicate, che richiedono controlli rafforzati, adeguamenti tecnici della macchina e specifiche operazioni di manutenzione. Di conseguenza, il ritmo di avanzamento alterna fasi di scavo e fermi tecnici, la cui durata può prolungarsi in funzione delle condizioni incontrate. Parallelamente, proseguono i lavori in metodo tradizionale nelle altre sezioni ancora da scavare. Lo stesso avviene sul CO6, a La Praz, dove il raggruppamento di imprese sta preparando l’arrivo delle due ulteriori talpe già collaudate in stabilimento. Ad Avrieux, uno dei quattro pozzi di ventilazione è già in servizio, mentre l’ultimo è in fase di completamento, con i lavori di sostegno e rivestimento in corso.

Sul CO5, a Villarodin-Bourget/Modane, prosegue l’assemblaggio della prima delle due frese che attraverseranno il confine. La sua messa in servizio è prevista per questo inverno. A Saint-Jean-de-Maurienne, sul CO9, i lavori di interconnessione entrano in una fase decisiva. Nell’ambito del collegamento tra i nuovi binari e quelli della linea esistente, SNCF Réseau realizza interventi continuativi dall’11 settembre sera al 9 ottobre sera. Questa fase richiede una interruzione totale della circolazione ferroviaria nel periodo interessato. Sul versante italiano, nel CO3/4, sono in corso i lavori di ripristino del cantiere di Chiomonte a seguito dei danneggiamenti subiti durante l’estate. Proseguono inoltre le attività propedeutiche all’avvio dello scavo della galleria Maddalena 2, attraverso la quale scenderà successivamente la sesta TBM, che sarà posizionata sull’asse di scavo del tunnel di base in direzione di Susa.

Immobili: Istat, +1,7% i prezzi delle case nel secondo trimestre, rallentano a +4% su anno

Nel secondo trimestre 2026, l’indice dei prezzi delle abitazioni (Ipab), acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento, aumenta dell’1,7% rispetto al trimestre precedente e del 4% nei confronti dello stesso periodo del 2025 (era +5,1% nel primo trimestre 2026). E’ quanto emerge dalle rilevazioni diffuse dall’Istat, sulla base delle stime preliminari, specificando che ‘il rallentamento della dinamica tendenziale riflette quello registrato sia per i prezzi delle abitazioni nuove sia per quelli delle abitazioni gia’ esistenti. Rispetto al dato nazionale, la crescita tendenziale dei prezzi delle abitazioni e’ piu’ marcata nel Centro (+5,1%) e nel Nord-Est (+4,2%) e piu’ contenuta, pur restando su valori positivi, nelle altre ripartizioni’. Nel dettaglio, nel secondo trimestre, sono in crescita su base tendenziale sia i prezzi delle abitazioni nuove (+5%) sia quelli delle abitazioni gia’ esistenti (+3,7%). La dinamica di entrambe le componenti, tuttavia, mostra un rallentamento rispetto al trimestre precedente (rispettivamente da +6,7% e da +4,6%).

Anche su base congiunturale, l’aumento dell’Ipab (+1,7%) risente della crescita dei prezzi sia delle abitazioni nuove (+2,7%) sia di quelle gia’ esistenti (+1,5%). Questi andamenti si registrano in un contesto di sostanziale stabilita’ dei volumi di compravendita: +0,1% la variazione tendenziale registrata nel secondo trimestre 2026 dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate per il settore residenziale (da +4,4% del trimestre precedente). La variazione media per il 2026 dell’indice Ipab acquisita nel secondo trimestre dell’anno e’ pari a +3,8% (+3,8% per le abitazioni nuove e +3,6% per quelle gia’ esistenti).

Nel dettaglio,, nel secondo trimestre dell’anno i prezzi delle abitazioni sono in crescita, sia su base congiunturale sia su base annua, in tutte le ripartizioni. In particolare, la crescita tendenziale piu’ marcata si registra nel Centro (+5,1%), in lievissima riduzione rispetto al +5,2% del trimestre precedente. Nelle altre ripartizioni, la crescita risulta piu’ moderata e in sensibile rallentamento: +4,2% nel Nord-Est (da +6,3%), +3,9% nel Nord-Ovest (da +5,0%) e +2,6% nel Sud e Isole (da +3,7%). Su base congiunturale, la crescita accelera ovunque risultando piu’ sostenuta nel Nord-Ovest (da +0,4% a +1,9%) e nel Nord-Est (da +1,2% a +1,8%). Nel Centro l’aumento si attesta a +1,6% (da +1,5%), mentre nel Sud e Isole a +1,0% (da +0,9%). Su base tendenziale, i prezzi delle abitazioni registrano aumenti in tutte le citta’ per le quali viene diffuso l’Ipab. A Torino si registra un incremento su base annua dell’8,5% (in forte accelerazione rispetto al +3,8% del trimestre precedente); seguono Roma, dove si evidenzia un rialzo tendenziale del 6,4% (da +5,5% del primo trimestre) e Milano, che segna una crescita pari a +2,4% (in netto rallentamento da +7,1% del trimestre precedente).

Mef, Consip e Upi rafforzano la collaborazione per gli acquisti pubblici delle Province. Firmato accordo per efficienza e razionalizzazione della spesa

Il ministero dell’Economia e delle Finanze, Consip e l’Unione delle Province d’Italia  hanno sottoscritto un accordo di collaborazione finalizzato a rafforzare il dialogo con le Province, approfondirne i fabbisogni e promuovere l’utilizzo degli strumenti del Programma di razionalizzazione degli acquisti della Pubblica Amministrazione in modo sempre più coerente con le esigenze dei territori.nL’accordo, firmato dal direttore generale della Direzione per la razionalizzazione della gestione degli immobili, degli acquisti, della logistica e degli affari generali del MEF, dall’amministratore delegato e direttore generale di Consip e dal presidente di UPI, prevede di sviluppare analisi e approfondimenti sui fabbisogni delle Province, realizzare iniziative congiunte di formazione e informazione rivolte a funzionari e amministratori locali, rafforzare le competenze nel settore del procurement pubblico, favorire l’utilizzo degli strumenti di acquisto a supporto degli investimenti delle Province, anche finanziati con risorse nazionali ed europee.

L’intesa valorizza il ruolo delle Province nello sviluppo dei territori e conferma l’impegno del Programma di razionalizzazione degli acquisti della PA, realizzato da Consip per conto del MEF, a mettere a disposizione delle amministrazioni strumenti sempre più efficaci e aderenti ai fabbisogni degli enti, contribuendo a sostenere la realizzazione di investimenti finanziati con risorse nazionali ed europee

Federmeccanica, ‘l’industria resta fragile, debolezza nel secondo trimestre’

“La produzione industriale resta fragile e i segnali di ripresa risultano ancora discontinui: il tono più vigoroso di inizio trimestre si è poi ridimensionato fino alla frenata di giugno”. E’ il segnale che arriva da Federmeccanica in occasione della presentazione dei risultati dell’indagine congiunturale sull’industria metalmeccanica e meccatronica italiana. “La debolezza della nostra industria – indica – emerge chiaramente dagli ultimi dati: nel secondo trimestre la produzione è aumentata leggermente, sia in termini congiunturali (+0,4%) sia in termini tendenziali (+0,5%)”. Il sondaggio su un campione di imprese indica “attese all’insegna di un peggioramento”, con la previsione per i prossimi mesi di “un calo dell’attività produttiva e un ridimensionamento dell’occupazione”. “Il 23% delle imprese intervistate ha attivato procedure per crisi o ristrutturazione aziendale”. L’export di settore  “cresce dell’8,3% su base annua, trainato in misura maggiore dai mercati extracomunitari (+9,9%) rispetto all’UE (+6,9%). Francia (+11%), Germania (+5,2%) e Spagna (+3,5%). Da segnalare gli ulteriori cali verso Cina (-4,1%) e India (-10,2%). Sul fronte del lavoro, “se tra gennaio-giugno 2026 le ore autorizzate di Cig sono diminuite del 22,1%, rispetto all’analogo periodo del 2025, le richieste di Cigs hanno invece superato quelle di Cigo”. L’indagine approfondisce con un focus l’impatto del conflitto in Medio Oriente: “Il 79% delle aziende segnala un incremento dei costi derivanti dal conflitto. A fronte di questi rincari il 48% delle aziende ha potuto aumentare i prezzi di vendita in misura trascurabile o ridotta, mentre solo il 25% è riuscita ad aumentarli in misura più significativa” Un focus anche sulle nuove opportunità di business: “Negli ultimi 12-18 mesi, oltre un terzo delle imprese partecipanti all’indagine ha avviato nuove produzioni in specifiche filiere, soprattutto nell’automotive (12% dei casi), seguito da difesa e sicurezza (9%) e da navalmeccanica/cantieristica e aerospazio, entrambe al 7%”.

“La nostra industria è in pericolo e con essa lo è il futuro del Paese. I segnali della nostra indagine diventano tanti indizi che fanno una prova e anche qualcosa di più. Potrebbe essere già una sentenza”, avverte la vicepresidente di Federmeccanica, con delega all’Ufficio Studi, Alessia Miotto, presentando l’indagine conginturale di Federmeccanica sull’industria del settore “Il nostro appello è rivolto al governo dell’Europa e del Nostro Paese”, sottolinea: “Dobbiamo unire le forze per proteggere l’industria in generale e la metalmeccanica meccatronica in particolare”.
“Le guerre – afferma- producono effetti devastanti, la crisi di altri Paesi a noi collegati si riflette sulle nostre filiere, le complessità della transizione continuano a pesare su settori strategici. Ci sono alcune luci che vengono da comparti come quello della navalmeccanica ma c’è il rischio che poi si navighi in un mondo manifatturiero sommerso dalle grandissime criticità. Non possiamo permettercelo”. “Ai tanti problemi che provengono dai diversi angoli del mondo facendoci trovare tra due e più fuochi  si aggiungono focolai interni che possono consumare ulteriormente la nostra capacità industriale” e “il caso ex Ilva è emblematico”. Per Miotto,  “nulla è ancora perduto e si può salvaguardare questo fondamentale asset italiano per poi rilanciarlo. Per far questo, per non essere ancor più dipendenti dall’estero, bisogna trovare il modo per sviluppare un circuito virtuoso, il ciclo integrato con anche l’area a caldo”.

Feneal Uil: serve una politica industriale per governare la transizione

“Le crisi che si stanno sviluppando nei diversi comparti industriali non sono episodi isolati. Sono il segnale di una difficoltà strutturale del nostro sistema produttivo, che da troppo tempo non riesce a recuperare produttività e competitività. È una condizione che rischia di lasciare sempre meno da distribuire tra imprese e lavoratori, con conseguenze dirette sull’occupazione, sui salari e sulla qualità dello sviluppo”. Lo dichiara il segretario generale FenealUIL Mauro Franzolini, sottolineando la necessità di tornare a mettere l’industria al centro delle politiche economiche del Paese. “L’Italia è una grande manifattura europea e deve continuare a esserlo. Rinunciare alla vocazione industriale del nostro Paese significa rinunciare a una parte fondamentale della nostra capacità di creare ricchezza, occupazione e sviluppo. Per questo – prosegue il Segretario – abbiamo bisogno di una nuova politica industriale, che non può prescindere da una vera politica energetica. La disponibilità di energia a costi competitivi e prevedibili è una condizione essenziale per la tenuta e lo sviluppo dell’industria italiana. Allo stesso tempo dobbiamo accelerare lo sviluppo delle fonti energetiche alternative e affrontare con serietà il tema della transizione energetica e climatica. Senza una strategia sulla produzione e sull’approvvigionamento energetico, non può esserci una strategia industriale”. Un altro punto su cui si sofferma il segretario riguarda le regole della transizione e il rapporto con la concorrenza internazionale. “Non siamo contrari alla transizione ecologica, tutt’altro. Ma non possiamo chiedere alle imprese europee di sostenere costi e vincoli ambientali sempre più stringenti mentre prodotti realizzati in Paesi extraeuropei, sottoposti a regole differenti, entrano nel mercato unico senza essere soggetti agli stessi requisiti. Questo produrrebbe un effetto paradossale: spostare le produzioni fuori dall’Europa senza ridurre le emissioni globali e, contemporaneamente, indebolire la nostra base industriale È un problema che riguarda comparti come il cemento, i laterizi, il legno e l’edilizia, ma anche il settore lapideo, il calcestruzzo e i materiali da costruzione.” “Se vogliamo davvero accompagnare la transizione climatica, dobbiamo garantire condizioni di concorrenza omogenee. I prodotti che entrano nel mercato europeo devono rispondere a standard ambientali comparabili a quelli richiesti alle produzioni europee. Altrimenti rischiamo di pagare un prezzo altissimo in termini di deindustrializzazione e occupazione, senza ottenere benefici equivalenti sul piano ambientale. Come sindacato – conclude il Segretario – abbiamo il dovere di avanzare proposte concrete e di portarle al confronto con il Governo e con le istituzioni europee. La produttività non si recupera chiedendo semplicemente più sacrifici ai lavoratori: si recupera investendo in innovazione, energia, formazione, infrastrutture e qualità del lavoro. E soprattutto si recupera tornando ad avere una politica industriale”.

Caro energia, Mbs: prezzi  in calo nel medio periodo ma maggiori rischi dalle tensioni geopolitiche. Usa sempre più dominanti nel mercato globale

In un mercato energetico europeo segnato da continue tensioni, la transizione energetica si intreccia con la ricerca di un nuovo equilibrio, coerente con i mutati assetti geopolitici. Secondo le conclusioni presentate da MBS Consulting, società del Gruppo Cerved, durante l’Energy Leaders Summit di ieri, nel medio periodo resta plausibile una progressiva riduzione dei prezzi energetici, sostenuta dall’allentamento delle tensioni sul mercato del GNL e dall’ulteriore sviluppo di rinnovabili, sistemi di accumulo e reti. Al tempo stesso, aumentano i rischi di un’evoluzione meno favorevole. Tra i principali fattori di incertezza rientrano il perdurare dell’interruzione dell’offerta proveniente dal Qatar, il possibile protrarsi della chiusura dello Stretto di Hormuz – che rappresenterebbe il segnale di una tensione geopolitica più ampia – e la crescente dipendenza dal GNL statunitense, esposta al rischio di costi in aumento. A questi elementi si aggiungono i maggiori oneri logistici via pipeline legati al nuovo assetto dei flussi energetici, che tendono a penalizzare strutturalmente l’Italia nella competizione internazionale.

La crescita delle rinnovabili è destinata a proseguire, se supportata da politiche coerenti, e rappresenta oggi una leva concreta per rafforzare l’indipendenza energetica, contenere i prezzi e ridurre i differenziali tra aree geografiche. Resta centrale la capacità di costruire catene di approvvigionamento affidabili per le nuove tecnologie, in grado di sostenere il percorso di riduzione dei costi osservato negli ultimi anni, ma non necessariamente destinato a proseguire con la stessa intensità. In Italia, i meccanismi di incentivazione introdotti negli ultimi anni (FER-X, FER-Z e MACSE) stanno supportando la crescita delle energie alternative e dei sistemi di accumulo, ma, in base alle simulazioni, il target PNIEC di una quota del 63,4% di elettricità rinnovabile entro il 2030 verrebbe raggiunto solo tra il 2032 e il 2036. Per centrarlo, al 2030 sarebbero necessari circa 21 GW di capacità solare aggiuntiva rispetto a quella prevedibile nello scenario tendenziale. Tuttavia, se l’Italia disponesse oggi della capacità rinnovabile installata al 2024, l’energia sarebbe più cara di circa 1,6 €/MWh, cifra che raddoppierebbe nei prossimi anni e che aumenterebbe con il prezzo del gas. In questo contesto, la normalizzazione dei prezzi energetici si sta rivelando più lenta rispetto alle attese di inizio estate, condizionata dall’accresciuta importanza del GNL, dalla maggiore centralità degli Stati Uniti nell’offerta globale e dal persistere delle tensioni geopolitiche. Inoltre, la crescita della capacità di rigassificazione tedesca e lo sviluppo di nuove rotte nei Balcani riducono il ruolo dell’Italia come hub mediterraneo, mantenendo strutturalmente positivo, al netto degli interventi normativi previsti, lo spread PSV-TTF (prezzo del gas italiano/europeo). Imprese e operatori sono dunque destinati a confrontarsi sempre più con un sistema energetico in cui prezzi e competitività dipendono da sicurezza degli approvvigionamenti e capacità di investimento. Durante il convegno, anche Cerved Rating Agency ha illustrato uno studio sul settore Energy, dedicato al comparto della vendita di energia elettrica e gas a utenti finali in Italia.

La crisi di Hormuz e le conseguenti tensioni internazionali hanno determinato un rialzo dei prezzi del GNL molto più marcato rispetto a quello degli altri combustibili, mentre il mercato statunitense del gas non ne ha risentito e ha mantenuto quotazioni dell’Henry Hub generalmente inferiori a 10 €/MWh per gran parte del 2026. Il prezzo del petrolio rimane un driver rilevante, ma nei periodi di maggior tensione si osserva un disaccoppiamento tra le quotazioni del GNL e quelle del Brent. Il fenomeno, già osservato durante la crisi energetica del 2022, si sta ripresentando in questi giorni.

Gli impianti statunitensi potrebbero rappresentare oltre la metà dell’intera offerta globale di GNL entro la fine del 2030, e potrebbero sfiorare i due terzi in caso di indisponibilità di altre fonti di approvvigionamento, aumentando la dipendenza europea dal Nordamerica e rendendo gli USA determinanti nella formazione dei prezzi energetici internazionali. Ciò contribuisce a rendere lo scenario di prezzi elevati più probabile. Tale scenario è caratterizzato da una domanda globale più sostenuta, minore competizione tra aree geografiche, rischio geopolitico elevato, aumento dei costi statunitensi, necessità di nuovi investimenti produttivi e infrastrutturali. L’analisi di MBS evidenzia come il perdurare dell’interruzione dell’offerta proveniente dal Qatar difficilmente porterà il mercato a raggiungere una situazione di abbondanza prima del 2028. In questo contesto, il prezzo del GNL nel Mediterraneo rimarrebbe stabilmente superiore ai livelli precedenti alla crisi energetica del 2021. Nonostante lo sviluppo delle rinnovabili, il principale fattore che determinerà il livello dei prezzi elettrici nei prossimi anni rimarrà il costo del gas. Le simulazioni indicano che la maggior parte della riduzione futura del PUN deriva proprio dalla prevista diminuzione del prezzo del combustibile fossile. Le energie rinnovabili contribuiscono certamente a contenere i prezzi, ma l’effetto rimane minore. Le differenze zonali saranno importanti nei prossimi anni, ma i rinforzi di rete previsti contengono ampiamente il fenomeno.

Biometano, agricoltura e industria insieme per la decarbonizzazione: i Bpa aprono una nuova fase

Si è svolto ieri presso la sede di Assolombarda, l’evento organizzato dal Consorzio Italiano Biogas dedicato ai Biomethane Purchase Agreements (BPA), gli accordi di compravendita di biometano tra produttori e consumatori industriali. Al centro del confronto il ruolo del biometano nella decarbonizzazione dell’industria e la possibilità, attraverso accordi di lungo periodo, di rafforzare il rapporto tra produzione agricola e domanda industriale.
“Il biometano rappresenta una risorsa strategica per la decarbonizzazione, la sicurezza e l’autonomia energetica nazionale, temi ancora più centrali nell’attuale fase di forti tensioni internazionali. Può inoltre contribuire alla decarbonizzazione dei settori energivori con emissioni difficili da abbattere, creando al contempo nuove opportunità per le imprese agricole”, così Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica in un videomessaggio. “Gli accordi di fornitura di lungo periodo rappresentano uno strumento concreto per dare stabilità agli investimenti e creare valore condiviso tra agricoltura e industria. Per affrontare le sfide della transizione è fondamentale rafforzare il dialogo lungo tutta la filiera e procedere insieme nell’individuazione di soluzioni efficaci. Stiamo lavorando – conclude il Ministro – al nuovo decreto per il passaggio dal biogas al biometano e, in questo percorso, stiamo valutando anche gli obiettivi di sviluppo e gli eventuali margini di adeguamento, fermo restando l’obiettivo di raggiungere e superare i 5,5 miliardi di metri cubi al 2030”.
La filiera italiana è oggi in una fase di forte sviluppo, sostenuta dagli investimenti attivati dal DM 2018 e dal DM 2022, quest’ultimo nell’ambito del PNRR. Una crescita che apre nuove opportunità anche sul mercato, dove i BPA possono rappresentare uno strumento per dare maggiore stabilità alla valorizzazione del biometano prodotto dalle aziende agricole e, al contempo, offrire all’industria una fornitura rinnovabile funzionale ai propri obiettivi di decarbonizzazione. Grazie all’azione del CIB sono stati conclusi 60 accordi, per un totale di 180 milioni di Smc di biometano all’anno. La domanda industriale coinvolta è diversificata: il 46% dei volumi, pari a 82 milioni di Smc/anno, è destinato al settore dell’acciaio; seguono carta (25 milioni, 14%), ceramica (20 milioni, 11%), cemento e laterizi (19 milioni, 11%), chimica (18 milioni, 10%), alimentare (13 milioni, 7%) e plastica (3 milioni, 2%).

“Oggi nel raccontare l’importanza degli accordi di compravendita di biometano abbiamo potuto far emergere come mettere in relazione la produzione di biometano delle aziende agricole con la domanda dell’industria significhi creare le condizioni per valorizzare una risorsa rinnovabile nazionale e, allo stesso tempo, accompagnare i settori produttivi nel percorso di decarbonizzazione”, così Piero Gattoni, presidente del Consorzio Italiano Biogas. “E, soprattutto, favorire lo scambio e la contaminazione tra know how diversi derivanti da filiere di eccellenza nazionale. L’avvicinamento ha consentito di far dialogare più fluidamente interlocutori: industriali interessata a utilizzare biometano e una filiera agricola pronta a investire. Per consolidare questo percorso – spiega Gattoni – è ora fondamentale dare continuità e stabilità al quadro normativo, così da favorire nuovi accordi di lungo periodo e sostenere lo sviluppo della filiera, contribuendo alla competitività e alla sicurezza energetica del Paese”.
In questo percorso, un passaggio centrale è rappresentato dall’articolo 5-bis del DL Agricoltura, che ha riconosciuto la possibilità di stipulare accordi di compravendita anche di lungo periodo, creando le condizioni per un rapporto più diretto tra produttori e consumatori. “Il biometano rappresenta oggi l’unico vettore energetico decarbonizzato concretamente disponibile per le cartiere italiane. Nell’ultimo anno abbiamo registrato una crescita significativa sia della produzione sia dell’utilizzo di biometano da parte del nostro settore, con numerose cartiere che hanno sottoscritto contratti di fornitura, avviando un percorso progressivo verso gli obiettivi europei di decarbonizzazione”, spiega Lorenzo Poli, presidente di Assocarta. “Chiediamo al Governo che l’incentivazione della filiera del biometano includa necessariamente la destinazione all’industria gasivora e energy intensive e alla filiera del biometano di guardare all’industria l’unica in grado di valorizzare in maniera efficiente i gas verdi e a quella della carta, in particolare che è parte integrante della bioeconomia”, conclude Poli. “Abbiamo trovato lo schema introdotto dall’articolo 5-bis del Dl agricoltura un’opportunità per il mercato del biometano e ci auguriamo che i prossimi provvedimenti continuino a favorire il percorso di decarbonizzazione attraverso la contrattualizzazione di accordi diretti tra mondo agricolo e mondo industriale”, così Amedeo Rosatelli Progetto Green Metals di Confindustria Brescia e Umberto Mario Pavesi, Energy Director Gruppo Arvedi.

Perché questa nuova fase possa consolidarsi, emerge però la necessità di stabilità e certezza normativa, condizioni indispensabili per favorire la contrattazione di lungo periodo e sbloccare nuovi investimenti privati. Guardando al futuro, il settore attende inoltre il nuovo quadro di sostegno al biometano, che potrà accompagnare la prossima fase di sviluppo della filiera e valorizzare ulteriormente il potenziale degli impianti agricoli. L’evento ha evidenziato così come i BPA possano rappresentare un punto di incontro concreto tra agricoltura e industria, mettendo in relazione decarbonizzazione, competitività e sicurezza energetica del Paese.

Sea: Brunini, 600 mln di investimenti al 2029 per Malpensa

“Nel piano 2025-2029 abbiamo inserito un raddoppio degli investimenti annuali. In questo piano investiremo mediamente il doppio rispetto a quanto fatto ai 10 anni precedenti. Complessivamente parliamo di 800 milioni per Sea, di cui 600 milioni solo per Malpensa; di questi 50 milioni dedicati alla tecnologia. Il focus sara’ in parte sulla creazione di nuove infrastrutture e di nuovi spazi ma anche un vero e proprio ringiovanimento dell’aeroporto’. Lo ha affermato l’ad di Sea, Armando Brunini, intervenendo alla presentazione della ricerca condotta da Socialcom che definisce l’aeroporto di Malpensa come porta di accesso a Milano e alla Lombardia. ‘Il nostro obiettivo principale’, ha aggiunto, ‘e’ connettere e su questo noi siamo moderatamente soddisfatti con oltre 200 voli diretti, oltre 80 Paesi collegati e il 40% del traffico e’ fuori dall’Europa’. Tra i progetti piu’ importanti c’e’ T1Xl, il nuovo intervento di ampliamento e di riqualificazione del Terminal 1 di Malpensa con un investimento di 100 milioni di euro. Il progetto prevede l’ampliamento verso nord del Terminal 1, con la realizzazione di circa 15mila metri quadrati di nuovi spazi e la riqualificazione di oltre 28mila metri quadrati di aree esistenti. Sara’ inoltre rafforzata l’offerta commerciale con una superficie complessiva di circa 38mila metri quadrati dedicata a negozi, servizi e ristorazione. I lavori, iniziati nel 2025, si svilupperanno nell’arco di circa tre anni. Nell’estate del 2027 e’ prevista l’apertura degli ampliamenti delle aree per il controllo dei passaporti in arrivo e della sala riconsegna bagagli, del nuovo controllo passaporti in partenza e di parte della galleria commerciale. Il completamento dell’intervento e’ previsto nel 2028.

Aspesi lancia un forum permanente per la rigenerazione urbana

Nei prossimi anni sarà decisivo per il futuro del Paese accelerare la rigenerazione urbana delle maggiori città italiane, recuperando ex-aree produttive abbandonate e destinandole a nuovi utilizzi abitativi o produttivi moderni ed ecologici, con conseguente risparmio di suolo. In quest’ottica ASPESI – Unione Immobiliare ha deciso di promuovere un Forum permanente per la rigenerazione urbana focalizzato su questi temi, aperto a istituzioni e associazioni sia appartenenti al settore che esterne, ma comunque interessate ad analizzare e risolvere le problematiche giuridiche, tecnico-progettuali-urbanistiche, economico-finanziarie e sociali legate alla rigenerazione urbana. Il Forum permanente avrà l’obiettivo di intervenire sulle condizioni tecnico-normative per migliorarle, guidando poi l’attivazione operativa di iniziative private, o in partnership pubblico-privato, di riqualificazione territoriale e immobiliare.

Queste sono alcune anticipazioni di ASPESI – Unione Immobiliare che quest’anno partecipa al 34°Forum di Scenari Immobiliari in programma il 18 e 19 settembre a Rapallo, nella sezione “MIGLIORA ITALIA”: imprese, aziende e prodotti innovativi, con focus su realtà imprenditoriali e progetti che costituiscono elemento di interesse per il Paese, per gli investitori istituzionali, per il mercato e che fanno sperare in un’Italia migliore. Il Forum permanente dovrà posizionarsi con riunioni periodiche su tre prospettive essenziali: crescita sostenibile e affidabile delle città (con vision dello sviluppo delle specifiche aree metropolitane e analisi e soluzione delle relative criticità normative, urbanistico-progettuali, ambientali e tecniche), urban pact (un patto strategico tra decisori pubblici e rappresentanze di operatori privati, con promozione anche di iniziative in ppp), emergenza abitativa (con promozione e coordinamento di iniziative di riqualificazione e conversione immobiliare, volte a fronteggiare l’emergenza abitativa del ceto medio nelle metropoli dove questa si manifesta) .

“La rigenerazione urbana promossa dall’imprenditoria privata è indispensabile, perché le iniziative pubbliche che coinvolgono infrastrutture e nuovi edifici pubblici -come ospedali, università, musei ecc.- sono necessarie ma non sufficienti”, ha dichiarato Federico Filippo Oriana, Presidente-CEO di ASPESI- “Tuttavia le realizzazioni immobiliari in regime di rigenerazione urbana sono più costose di quelle sul greenfield, a causa dei costi di demolizione e delle bonifiche e questo gap va in qualche modo compensato se non si vuole correre il rischio di incappare in un blocco delle iniziative, in particolare quelle dirette all’emergenza abitativa. Anche questa legislatura, però, – ha concluso Oriana – non riuscirà a varare una legge nazionale di incentivazione della rigenerazione urbana, per cui gli imprenditori immobiliari sono chiamati a muoversi da soli per una esigenza pubblica come la rigenerazione urbana, senza poter contare sul sostegno finanziario pubblico. E anche se accettano la sfida, necessitano almeno di un quadro normativo certo e di processi autorizzativi moderni ed efficienti. In quest’ottica la nostra iniziativa vuole coalizzare forze per fornirglieli”.

L’ASPESI – Unione Immobiliare è l’associazione nazionale che rappresenta le società che realizzano le operazioni immobiliari private, associando anche la connessa filiera dei servizi immobiliari, della progettazione e dell’industria che produce per l’edificio. Operante dal 1993, è la prima associazione immobiliare non edilizia in Italia per anzianità, numero di aziende associate, diversificazione territoriale e rappresentatività della filiera del mondo immobiliare-costruzioni. Nel 2012 ha aperto ASPESI Torino, la sua prima sezione territoriale con competenza regionale. Il successo di questa prima esperienza territoriale ha indotto l’ASPESI a replicarla in altri contesti con il varo di ASPESI Roma (2017) e ASPESI Triveneto (2022). Così l’ASPESI ha potuto operare direttamente nei maggiori contesti metropolitani italiani, sia sul piano tecnico-immobiliare -con continui e qualificati seminari e convegni- che su quello giuridico-urbanistico in rapporto con gli Enti Regione e con i Comuni metropolitani per l’efficientamento e la modernizzazione della normativa urbanistica regionale e comunale. Aderisce a Confedilizia di cui costituisce l’autonomo ramo imprenditoriale.

Il Gruppo Hera completa i lavori del Pnrr nei servizi ambientali: E-R, investiti 23mln

Trentaquattro progetti per 23 milioni di euro investiti nei servizi ambientali dei territori serviti in Emilia- Romagna tra centri di raccolta, isole ecologiche interrate, cassonetti intelligenti e casette informatizzate. Questi, in sintesi, i numeri dell’articolato programma di interventi sviluppato dal Gruppo Hera nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. In particolare, per la Missione 2 “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, Componente 1 “Economia circolare e agricoltura sostenibile”, il Gruppo ha realizzato una serie di attività finalizzate alla valorizzazione dei rifiuti urbani, all’innovazione dei servizi ambientali e al potenziamento delle infrastrutture a servizio di cittadini, imprese e amministrazioni locali. Complessivamente, il programma ha interessato 34 progetti, generando investimenti per 23 milioni di euro: 15,8 milioni di euro sono stati coperti con contributi PNRR – erogati dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica tramite ATERSIR – e non graveranno quindi sulle tariffe degli utenti. Con il sostegno derivato dal Piano, è stato quindi possibile, ad esempio, realizzare nuove infrastrutture, ammodernare quelle esistenti e introdurre soluzioni innovative a supporto dei servizi erogati poiché gli interventi hanno riguardato sia la componente fisica del sistema di raccolta, sia quella tecnologica che informativa. In quest’ottica, nei servizi si è puntato su strumenti in grado di migliorare la disponibilità dei dati, il monitoraggio delle attività e la pianificazione operativa. Parallelamente, il programma ha sostenuto l’evoluzione tecnologica dei servizi stessi, con soluzioni innovative per la gestione dei conferimenti e il potenziamento dei sistemi digitali a supporto delle attività operative e decisionali. Tutti gli interventi sono stati sviluppati nel rispetto del principio DNSH (“Do No Significant Harm”), previsto dal PNRR per garantire che le iniziative finanziate non arrechino un danno significativo agli obiettivi ambientali. Dove è stato possibile, in ogni singolo progetto il Gruppo Hera ha introdotto soluzioni per l’efficienza energetica, l’adattamento agli effetti dei cambiamenti climatici, utilizzato fonti rinnovabili e perseguito la riduzione dei consumi. Le principali linee di intervento hanno riguardato nuovi centri di raccolta o l’adeguamento di centri di raccolta esistenti, isole ecologiche interrate, cassonetti intelligenti smarty, casette informatizzate ed evoluzione delle piattaforme digitali.

“Nel complesso, gli investimenti hanno coinvolto territori differenti per dimensione, collocazione e caratteristiche – commenta Giulio Renato, Direttore Centrale Servizi Ambientali e Flotte del Gruppo Hera -, dai capoluoghi ai centri costieri, dalle aree della pianura ai comuni dell’Appennino modenese. La distribuzione degli interventi riflette la volontà del Gruppo di rafforzare in modo diffuso le infrastrutture e i servizi a supporto della valorizzazione dei rifiuti urbani. Con la conclusione del programma, i territori interessati dispongono oggi di infrastrutture, tecnologie e strumenti operativi che rafforzano la qualità dei servizi ambientali e costituiscono una base concreta per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ed economia circolare”. “Le risorse del PNRR hanno rappresentato una grande opportunità per incrementare e accelerare gli investimenti, inserendosi in un quadro già positivo e che possono contribuire a migliorare la qualità della raccolta rifiuti, il controllo e il monitoraggio – afferma Vito Belladonna, Direttore di ATERSIR -. La realizzazione di questi 34 progetti è il risultato di un importante lavoro di squadra tra ATERSIR, amministrazioni e Gruppo Hera, che ha permesso di mettere a sistema competenze e responsabilità diverse e di rispettare le scadenze del Piano. Traguardi che testimoniano anche l’efficacia di una filiera che, dalla Regione ad ATERSIR, nel suo ruolo di Ente di governo d’ambito, fino ai gestori, ha saputo lavorare in modo coordinato lungo tutto il percorso del PNRR”.

Una prima linea di intervento ha riguardato la rete dei centri di raccolta. Nuove strutture sono state realizzate nei comuni di Ravenna e San Lazzaro di Savena (Bologna) e in diversi comuni del territorio modenese, tra cui Modena, Savignano sul Panaro, Montese e Polinago. Il programma ha previsto interventi di adeguamento e ammodernamento di 17 Centri di raccolta già esistenti, di cui 7 nella provincia di Modena (Modena, Formigine, Castelvetro di Modena, Serramazzoni e Pievepelago) e 10 nella provincia di Ravenna (una struttura nel comune di Faenza e nove nel comune di Ravenna, comprese diverse frazioni del litorale ravennate). Sono compresi anche gli adeguamenti normativi e impiantistici, il potenziamento delle dotazioni di sicurezza e l’introduzione di nuove tecnologie a supporto delle attività operative e dei conferimenti. Una seconda tipologia progettuale riguarda le Isole ecologiche Interrate installate nei comuni di Faenza e Cervia (Ravenna). Si tratta di strutture nelle quali i contenitori per la raccolta dei rifiuti sono collocati sotto il piano stradale e collegati a sistemi di conferimento accessibili dalla superficie. Questa configurazione consente di integrare le attrezzature nel contesto urbano e di organizzare diversamente lo spazio destinato alla raccolta. Il programma ha inoltre finanziato l’introduzione dei sistemi di raccolta intelligente Smarty in diversi territori: le attività hanno interessato tra gli altri i comuni di Modena, Ravenna, Faenza, Brisighella e Cervia. Questi dispositivi consentono l’identificazione dell’utenza e la registrazione dei conferimenti, mettendo a disposizione dati utili al monitoraggio e alla gestione del servizio. Infine, le casette informatizzate, strutture dedicate al conferimento controllato dei rifiuti e dotate di sistemi digitali per la gestione degli accessi e il monitoraggio delle attrezzature, sono state installate in diversi comuni della Romagna come Cervia, Ravenna, Faenza, Lugo, Alfonsine, Massa Lombarda, Bagnacavallo e Castel Bolognese.

Gli investimenti hanno riguardato anche l’evoluzione del Sistema Duale, utilizzato per il monitoraggio e la gestione delle attività operative nei territori gestiti dal Gruppo Hera. L’attività ha interessato gli strumenti impiegati per la raccolta, l’elaborazione e l’analisi dei dati a supporto della pianificazione e del controllo dei servizi ambientali.

Tecnimont (Maire) si aggiudica un contratto di  front-end-engineering design per un progetto petrolchimico in Asia

Maire annuncia che Tecnimont si è aggiudicata un contratto di Front-End-Engineering Design (FEED) e Open Book Cost Estimation (OBCE) per un progetto petrolchimico in Asia. Lo scopo del lavoro comprende lo sviluppo del pacchetto di ingegneria, la definizione dei principali requisiti tecnici e della stima dei costi del progetto, per supportare il cliente nelle successive fasi di sviluppo. Le attività di FEED dovrebbero essere completate all’inizio del 2028, quando il contratto è previsto evolva in un progetto EPC, subordinatamente alla Decisione Finale di Investimento del cliente. Alessandro Bernini, amministratore delegato di Maire, ha commentato: “Questa aggiudicazione conferma ulteriormente la nostra capacità di supportare primari operatori industriali sin dalle prime fasi di progetti complessi.

A2A: lancia la prima tecnologia per manutenzione subacquea degli invasi idroelettrici

A2A porta per la prima volta in Italia una tecnologia che ridefinisce la manutenzione degli invasi idroelettrici: il Progetto Teti. Presso la diga di Cancano, in Valtellina, e’ in corso la sperimentazione pilota di un robot subacqueo in grado di rimuovere i sedimenti dal fondale del bacino senza necessita’ di svuotarlo, sviluppato in collaborazione con Watertracks, societa’ francese specializzata in soluzioni robotiche avanzate. Una iniziativa -riferisce una nota – che conferma il ruolo di A2A tra le aziende piu’ innovative nella gestione sostenibile delle infrastrutture idroelettriche, in un momento in cui il cambiamento climatico rende sempre piu’ urgente riconsiderare come tutelare l’acqua, risorsa strategica per l’energia, per l’agricoltura e per gli usi potabili. “L’idroelettrico rappresenta una fonte di energia rinnovabile strategica per l’Italia, e la disponibilita’ di acqua ne e’ la condizione essenziale” – commenta Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A – “Di fronte agli effetti del cambiamento climatico, innovare significa ripensare la gestione delle nostre infrastrutture: utilizzare la robotica per rendere piu’ efficiente la manutenzione degli invasi contribuisce a tutelare una risorsa preziosa come l’acqua, a beneficio sia della produzione di energia green sia dei territori. Conclusa con successo la sperimentazione presso la diga di Cancano, intendiamo mettere a disposizione il Progetto Teti a tutti i nostri impianti e potenzialmente estenderlo anche ad altri bacini idroelettrici sul territorio nazionale.

Questa soluzione dimostra come l’innovazione possa tradursi in strumenti concreti a supporto dello sviluppo e della competitivita’ del Paese: anche per questo lo scorso anno abbiamo lanciato A2A Life Ventures, il nostro veicolo societario integrato di open innovation”.

Del resto, il cambiamento climatico mette sotto pressione la gestione degli impianti idroelettrici da due direzioni opposte: da un lato, periodi di siccita’ sempre piu’ frequenti e prolungati rendono ogni metro cubo d’acqua piu’ prezioso; dall’altro, gli eventi meteorologici estremi intensificano l’erosione dei versanti montuosi e il conseguente accumulo di sedimenti negli invasi. E’ da questa duplice sfida – e da un percorso di Design Thinking sviluppato internamente ad A2A – che nasce il Progetto Teti: una soluzione pensata per tutelare l’acqua e, allo stesso tempo, rendere piu’ efficiente la produzione di energia green.

Telespazio: accordo e-Geos con iQps per soluzioni intelligence geospaziale

e-Geos, societa’ di Agenzia spaziale italiana (20%) e Telespazio (80%), parte del Gruppo Leonardo, e Institute for Q-shu Pioneers of Space Inc (iQps) hanno avviato una collaborazione pluriennale per lo sviluppo di soluzioni di intelligence geospaziale. L’accordo – annunciato nell’ambito della World Space Business Week di Parigi – mira a sviluppare servizi in grado di fornire rapidamente informazioni e analisi a supporto delle esigenze operative di istituzioni, governi e imprese, nell’ambito della gestione delle emergenze naturali, delle attivita’ minerarie e del monitoraggio delle infrastrutture. Nell’ambito della collaborazione, e-Geos distribuira’, su base non esclusiva, i dati della costellazione Qps-Sar a utenti selezionati. Allo stesso modo, iQps distribuira’, su base non esclusiva, i dati radar della costellazione Cosmo-SkyMed dell’Agenzia spaziale italiana e del ministero della Difesa, per i quali e-Geos e’ distributore commerciale esclusivo. Inoltre, le due aziende svilupperanno soluzioni a valore aggiunto basate sull’integrazione dei dati Cosmo-SkyMed e Qps-Sar. Le architetture orbitali complementari delle due costellazioni consentiranno di aumentare la frequenza delle acquisizioni e garantire una maggiore continuita’ del monitoraggio, oltre ad ampliare la copertura. In particolare, si specifica nella nota, questo approccio multi-missione rafforzera’ la capacita’ di fornire risposte piu’ complete alle esigenze operative degli utenti, mentre la collaborazione contribuira’ a rafforzare ulteriormente la presenza internazionale di e-Geos e iQps, aprendo nuove opportunita’ sui mercati globali.

‘La nostra visione per il futuro della Geoinformazione si basa su un approccio sempre piu’ integrato, che mette a sistema diverse fonti di dati, tecnologie e competenze per generare nuovo valore’, ha dichiarato C. Milena A. Lerario, amministratore delegato di e-Geos, aggiungendo che ‘combinando dati e capacita’ di analisi, e-Geos e iQps stanno costruendo un ecosistema connesso, che sara’ ulteriormente rafforzato dalle funzionalita’ avanzate della costellazione proprietaria di Osservazione della Terra di Leonardo, come l’elevata frequenza di monitoraggio, la bassa latenza e la capacita’ di elaborazione a bordo. Queste sinergie, rese possibili dalla complementarita’ delle competenze e da una comune visione innovativa, consentiranno di sviluppare analisi e servizi sempre piu’ avanzati, rispondendo in modo efficace alle esigenze dei nostri partner’.

‘La domanda globale di dati satellitari Sar in tempo reale sta crescendo rapidamente in ambiti quali la gestione delle emergenze, la sicurezza e il monitoraggio delle infrastrutture. Per rispondere a questa domanda, stiamo accelerando lo sviluppo della nostra costellazione ad alta frequenza di monitoraggio, promuovendo al contempo l’utilizzo commerciale dei dati di osservazione della Terra come infrastruttura essenziale’ ha affermato Shunsuke Onishi, presidente e amministratore delegato di iQps. ‘La collaborazione con e-Geos, leader del settore con una profonda esperienza e una solida rete globale, rappresenta una tappa fondamentale nel nostro percorso di espansione internazionale. I suoi estesi canali di distribuzione rafforzeranno significativamente la nostra capacita’ di fornire dati Sar di alta qualita’ ai clienti in tutto il mondo. Combinando i nostri punti di forza, puntiamo ad ampliare la nostra presenza globale, creare valore per l’azienda e contribuire concretamente alla risoluzione di complesse sfide globali’, ha concluso.

Corepla: piena collaborazione con Autorità e continuità delle attività

A seguito del provvedimento del Tribunale di Milano che ha disposto l’amministrazione giudiziaria (misura che prevede l’affiancamento di un amministratore agli organi del Consorzio senza alcuna sostituzione), Corepla ribadisce “la propria totale estraneità a qualsiasi fatto illecito e la correttezza dell’operato svolto nel rigoroso rispetto delle normative”. Il Consorzio assicura “la massima collaborazione alle Autorità e garantisce la regolare e continua prosecuzione di tutte le attività. L’obiettivo primario resta quello di servire la filiera dell’economia circolare e la collettività, confermando il massimo impegno per la trasparenza e l’efficienza”.

Intimidazione amministratori, Manfredi: vicinanza e solidarietà alla sindaca Gioia Tauro, ferma condanna

“Esprimo, a nome di Anci e di tutti i sindaci italiani, la più totale vicinanza e solidarietà a Simona Scarcella, sindaca di Gioia Tauro, per le gravissime minacce che hanno colpito lei e la sua famiglia, arrivando a coinvolgere anche i suoi figli”. Lo dichiara il presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, commentando la notizia della tutela disposta dalle autorità in favore della prima cittadina. “Quanto accaduto a Gioia Tauro – prosegue Manfredi – rappresenta un attacco non solo a una persona e alla sua famiglia, ma all’intera comunità che rappresenta e alle istituzioni democratiche nel loro complesso. Chi amministra con legalità, applicando le leggi anche quando questo significa toccare interessi criminali radicati sul territorio, merita il pieno sostegno dello Stato e di tutte le istituzioni. Le azioni intraprese dalla sindaca sono l’esempio di un’amministrazione che fa il proprio dovere senza cedere a compromessi”.
“Condanniamo con la massima fermezza – aggiunge il presidente – ogni forma di intimidazione contro amministratori locali, un fenomeno che negli ultimi anni continua purtroppo a crescere e che colpisce in modo particolare chi opera nei territori più esposti alla criminalità organizzata. Anci continuerà a essere al fianco di Simona Scarcella e di tutti gli amministratori che ogni giorno, spesso in condizioni di grande difficoltà e rischio personale, si battono per la legalità e per la difesa delle comunità che rappresentano. Nessun sindaco deve sentirsi solo di fronte a queste minacce”, conclude Manfredi.

Il gruppo Cap premia l’eccellenza della supply chain: assegnati i top supplier award 2025

Valorizzare le performance, promuovere il miglioramento continuo e costruire relazioni di filiera fondate su qualità, responsabilità e trasparenza. Sono questi gli obiettivi del Top Supplier Award, il riconoscimento che Gruppo CAP assegna ogni anno ai fornitori che si distinguono per i migliori risultati nell’ambito del sistema di Vendor Rating della green utility lombarda. I vincitori dell’edizione 2025 sono Sangalli Spa per i Lavori, Hach Lange Srl per Forniture e Servizi, e Studio FP Professionisti Associati per i Professionisti. “La nostra visione di impresa pubblica moderna ci impone di essere non solo erogatori di un servizio essenziale, ma promotori di sostenibilità, equità e legalità per l’intero territorio – commenta Yuri Santagostino, Presidente e AD di Gruppo CAP. Il Top Supplier Award si inserisce in questa strategia: in un settore complesso come quello idrico, innovazione tecnologica e attenzione all’ambiente devono procedere di pari passo con criteri ESG solidi e con una filiera responsabile. Premiando queste tre aziende, vogliamo confermare che per Gruppo CAP il lavoro e la qualità non sono un costo da comprimere, ma un valore condiviso, fondamentale per generare un impatto reale e positivo sulle comunità che serviamo”.

Il riconoscimento viene assegnato sulla base dei risultati conseguiti nel sistema di Vendor Rating, che consente a Gruppo CAP di monitorare in maniera strutturata le performance della propria rete di partner. Per l’edizione 2025 hanno ottenuto il massimo punteggio nelle rispettive categorie: SANGALLI SPA – Fornitore con il massimo punteggio di Vendor Rating nelle categorie dedicate ai Lavori; HACH LANGE SRL – Fornitore con il massimo punteggio di Vendor Rating nelle categorie dedicate alle Forniture e Servizi; STUDIO FP PROFESSIONISTI ASSOCIATI – Fornitore con il massimo punteggio di Vendor Rating nelle categorie dedicate ai Professionisti. Il Top Supplier Award rappresenta un momento di riconoscimento per le realtà che, attraverso la qualità delle proprie prestazioni, contribuiscono alla solidità e all’efficienza della filiera di Gruppo CAP. Il Vendor Rating di Gruppo CAP, introdotto nel 2019 e rinnovato nel 2023 con una crescente integrazione dei criteri ESG, è lo strumento attraverso cui la green utility valuta in maniera strutturata le performance dei propri fornitori. Il modello è stato riconosciuto anche dal Forum Compraverde Buygreen 2026, che ha assegnato a Gruppo CAP il Premio nella sezione Vendor Rating, confermando un riconoscimento già ottenuto nel 2023. Il sistema prende in esame diverse dimensioni della relazione con la supply chain, tra cui legalità, ambiente, diversity & inclusion, pari opportunità, innovazione e sicurezza, con l’obiettivo di promuovere non soltanto il rispetto degli standard contrattuali, ma un percorso di crescita condiviso con i partner industriali. La tutela della sicurezza e del lavoro è inoltre rafforzata da strumenti contrattuali specifici, tra cui il Patto per la Tutela delle Maestranze, siglato da Gruppo CAP nell’ottobre 2025. L’evoluzione del modello trova riscontro anche nei risultati: dal 2023 al 2025 la percentuale degli importi affidati a fornitori valutati come sostenibili attraverso il Vendor Rating è passata dal 22% al 27%, con un obiettivo del 30% fissato per il 2026.

La partecipazione al Top Supplier Award avviene automaticamente: sono candidati tutti i fornitori qualificati, iscritti all’Albo Fornitori di Gruppo CAP e aggiudicatari di appalti, purché in possesso dei requisiti normativi e contrattuali previsti. Attraverso il Top Supplier Award, Gruppo CAP conferma la volontà di fare della propria rete di imprese un elemento strategico per garantire servizi di eccellenza e costruire un ecosistema industriale responsabile, sicuro e trasparente.

Argomenti

Argomenti

Accedi