IMPRESE E INFRASTRUTTURE
Con droni, sensori e IA manutenzione anticipata e costi ridotti di cinque volte. Buondonno (A2MX Monitor): “Da logica emergenziale a preventiva”
““L’Italia è un Paese all’avanguardia nell’ingegneria strutturale, sia per le norme sia per la qualità dei suoi professionisti, ecco perché la politica non deve ostacolare lo sviluppo delle idee”. Spazio all’innovazione, insomma. Non ha dubbi Antonello Buondonno, cofondatore (insieme a Massimo Calda) e direttore esecutivo di A2MX Monitor, giovane startup abruzzese con soli quattro anni di ricerca alle spalle. Il gruppo, con sede a L’Aquila, ha sviluppato e brevettato una tecnologia innovativa proprietaria per il monitoraggio predittivo delle infrastrutture, in particolare ponti e viadotti. Grazie all’integrazione di IoT wireless, Cloud e Intelligenza Artificiale, la piattaforma consente un controllo dinamico, continuo e di lunga durata senza cablaggi dello stato strutturale, trasformando la manutenzione da attività emergenziale a processo capace di programmare gli interventi in anticipo e in modo efficiente. “Il Senato ha appena concluso un importante studio conoscitivo sulle tecnologie innovative nel monitoraggio delle infrastrutture – ricorda Buondonno. Ci aspettiamo che venga presto tradotto in normative capaci di favorire una maggiore attenzione all’innovazione e alla manutenzione preventiva. Nel nostro Paese il monitoraggio è caratterizzato da numerose startup e da tecnologie in continua evoluzione”.
Già affermata come player deep-tech, A2MX Monitor si è posto l’obiettivo di rivoluzionare il settore, riducendo costi e impatto ambientale e aumentando sicurezza e affidabilità. “Secondo la regola del cinque – spiega a Diario Diac Buondonno – per ogni grado di
manutenzione anticipato si riducono di cinque volte i costi, che peraltro corrispondono a quelli di costruzione”. E con l’applicazione delle nuove tecnologie a ponti, strade e viadotti “passiamo da una logica emergenziale a una predittiva. Il focus, adesso, è questo”. La prima installazione del gruppo è avvenuta a luglio, sul ponte di Baschi, in Umbria. Dopo prime installazioni sperimentali nel Lazio.
Guardando a livello tecnico, il sistema A2MX è composto da sensori wireless a bassissimo consumo, con un’autonomia di tre anni con monitoraggio continuo delle opere che permette un’analisi accurata della situazione in tempo reale. I dispositivi, sincronizzati al millisecondo, misurano accelerazioni, temperatura e altri parametri strutturali, elaborano i dati in locale e li trasmettono via rete cellulare sicura (LTE-M, NB-IoT). Sul lato software, un motore AI sviluppato con l’Università La Sapienza di Roma compensa le variazioni di temperatura, analizza le frequenze strutturali in maniera accurata in modo da consentire di analizzare l’entità del degrado con una precisione elevata ed effettua una previsione del decadimento strutturale dell’infrastruttura a livello di elemento (es una singola trave o una singola pila) e consente di pianificare tempestivamente interventi di manutenzione e ridurre quindi i costi a vita intera di manutenzione dell’opera. La piattaforma è poi dotata anche di algoritmi per ridurre drasticamente i falsi allarmi. Il tutto, inoltre, è integrato in una piattaforma Cloud AWS, che in maniera sicura raccoglie, memorizza e visualizza i dati su una dashboard interattiva, generando notifiche immediate e report predittivi.
“In Italia abbiamo oltre 250.000 ponti”, ricorda Antonello Buondonno, “e circa il 60% è a fine vita, fra il 6 e 8% hanno criticità strutturali”. L’obiettivo in termini di costi “è andare sul mercato con un prezzo pari alla metà di quello registrato nelle gare di quest’anno”, aggiunge il direttore esecutivo. “L’importante, anzitutto, è dare uno scossone al sistema”. Mentre non c’è ancora certezza su quanto prima si riesce a individuare la presenza di danni o problemi. “Però riusciamo a dire con sufficiente anticipo se un’infrastruttura ha qualcosa che non va”. D’altronde, se “oggi la manutenzione si concentra soprattutto sugli interventi straordinari, il più delle volte quando i danni sono già compromettenti, ciò determina costi altissimi e forte esposizione al rischio di incidenti”. Un’indagine esclusiva condotta dall’Istituto Piepoli per A2MX Monitor (aprile-maggio 2025) su 50 enti pubblici italiani – tra comuni, province e regioni – ha evidenziato che solo il 32% degli enti si dichiara adeguato per personale dedicato alla manutenzione; appena il 28% per risorse finanziarie. Il 74% guarda con favore all’affidamento a operatori privati di servizi avanzati di monitoraggio. Il 46% considera il monitoraggio continuo come priorità molto alta. Quanto alle spese di manutenzione ordinaria, nel 2024 il budget medio è stato di 355mila euro, mentre gli interventi straordinari hanno richiesto in media 1,78 milioni di euro per ente. “Noi abbiamo costi molto bassi, per questo possiamo apporre molti sensori sull’infrastruttura. Il sistema è complesso e le criticità maggiori riguardano i cablaggi”, conclude Buondonno. “Il sistema rileva variazioni anomale dei parametri strutturali e permette una pianificazione tempestiva degli interventi di manutenzione, riducendo i costi di gestione a lungo termine e trasformando la manutenzione in un processo programmabile e realmente efficiente”. Mentre l’unico intervento ciclico da effettuare sul campo rimane il cambio batteria ogni tre anni. Si capisce, insomma, la rilevanza del lavoro uomo-IA. “Quest’ultima fa il grosso lavoro di calcolo dati, gli ingegneri li controllano e li analizzano da remoto”. E il loro compito è ineliminabile.