LA GIORNATA
Carburanti, ancora corsa al rialzo. Il governo studia nuove misure
- Mit, entro settembre al via istruttoria per delibera Cipess su Ponte Stretto
- Concessione immobili dello Stato, Demanio: in programma gli open day per visitare i beni messi a bando
- Rinnovato il contratto legno arredo industria. Sindacati: avanzamenti importanti su salario, diritti, sicurezza e relazioni industriali
IN SINTESI
I prezzi dei carburanti continuano la loro corsa al rialzo e ora di profila una proroga di 4 o 5 giorni del taglio di 17 centesimi al litro delle tasse sul gasolio, finanziata col meccanismo delle accise mobili. E’ l’ipotesi sulla quale sta lavorando il governo, in vista della prossima scadenza del calmiere, in vigore fino a sabato 5 settembre compreso. La mini-proroga del taglio, secondo fonti di governo, dovrebbe essere adottata con un decreto interministeriale dei ministeri dell’Economia e dell’Ambiente e sicurezza energetica. La misura permetterà di arrivare alla prossima settimana, quando un Consiglio dei ministri dovrebbe varare misure selettive di sostegno sui carburanti (che richiedono un decreto del governo). L’attuale sconto di 17 centesimi al litro sulle imposte sul gasolio (14 cent di accise più 3 centesimi di Iva) era stato deciso dal Consiglio dei ministri il 26 agosto scorso, fino al 5 settembre. La misura è finanziata con un acconto fiscale sui dividendi dei grandi gruppi energetici. Dopo il Cdm, il vicepremier Antonio Tajani aveva annunciato che alla scadenza sarebbero stati adottati “aiuti strutturali però mirati, che possano aiutare soprattutto i ceti più deboli, il ceto medio, e aiutare le imprese”. Allo studio del governo ci sono tessere carburante per i ceti meno abbienti e aiuti specifici per gli autotrasportatori. Da molte parti è stato osservato che i tagli delle tasse sui carburanti vanno a favorire soprattutto i cittadini più facoltosi, che consumano di più. Di qui la decisione di passare ad aiuti selettivi. I tecnici dei ministeri non hanno accantonato l’ipotesi di una tassazione sugli extraprofitti delle società energetiche. Lo strumento però suscita fortissime opposizioni da parte delle società stesse, e dubbi da parte degli esperti di settore: la tassazione supplementare ridurrebbe gli investimenti per incrementare l’estrazione e raffinazione, e quindi ridurre i prezzi. In base agli ultimi dati rilevati ieri dall’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,039 euro al litro per la benzina (ieri 2,027 euro) e 2,147 euro al litro per il gasolio (ieri 2,131 euro). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,124 euro al litro per la benzina (ieri 2,110 euro) e 2,221 euro al litro per il gasolio (ieri 2,206 euro).
Eurostat: aumentano i prezzi alla produzione industriale, in Italia tra i maggiori rialzi
A luglio i prezzi alla produzione industriale nell’area euro sono aumentati dell’1,6% e nella Ue dell’1,4% rispetto a giugno quando erano calati di 0,3% e 0,2% rispettivamente. Rispetto a luglio 2025 +5,8% e +5,6%. Lo indica Eurostat. In Italia +3% rispetto a giugno e +9,3% rispetto a un anno prima. Nell’area dell’euro a luglio 2026 rispetto a giugno i prezzi alla produzione industriale sono rimasti stabili per i beni intermedi e per i beni di consumo durevoli; sono aumentati del 5,6% per l’energia, dello 0,3% per i beni strumentali; sono diminuiti dello 0,1% per i beni di consumo non durevoli. I prezzi dell’industria nel suo complesso, escluso il settore energetico, sono rimasti stabili. Nella Ue sono aumentati dello 0,1% per i beni intermedi, del 4,7% per l’energia, dello 0,3% per i beni strumentali, dello 0,2% per i beni di consumo durevoli; sono diminuiti dello 0,2% per i beni di consumo non durevoli. I prezzi dell’industria nel suo complesso, escluso il settore energetico, sono aumentati dello 0,1%. Gli aumenti mensili piu’ elevati dei prezzi alla produzione industriale sono stati registrati in Irlanda (+4,3%), Spagna e Italia (entrambe +3%) e a Cipro (+2,3%). Le diminuzioni piu’ consistenti si sono osservate in Estonia (-3,3%), Finlandia (-1,6%) e Svezia (-1,1%).
Rispetto a luglio 2025 nell’area euro i prezzi alla produzione industriale sono aumentati del 6,3% per i beni intermedi, del 12,9% per l’energia, del 2,6% per i beni strumentali, del 2,9% per i beni di consumo durevoli; sono diminuiti dello 0,7% per i beni di consumo non durevoli. I prezzi dell’industria nel suo complesso, esclusa l’energia, sono aumentati del 3,1%. Nella Ue sono aumentati del 6% per i beni intermedi, del 12,5% per l’energia, del 2,4% per i beni strumentali, del 2,8% per i beni di consumo durevoli; sono diminuiti dello 0,9% per i beni di consumo non durevoli. I prezzi dell’industria nel suo complesso, escluso il settore energetico, sono aumentati del 3%. Gli aumenti annui piu’ elevati dei prezzi alla produzione industriale si sono registrati in Irlanda (+14,8%), Lituania (+12,9%) e Bulgaria (+12,5%), mentre l’unica diminuzione e’ stata osservata in Lussemburgo (-7,3%).
Mit, entro settembre al via istruttoria per delibera Cipess su Ponte Stretto
Concessione immobili dello Stato, Demanio: in programma gli open day per visitare i beni messi a bando
L’Agenzia del Demanio apre al pubblico i beni oggetto dei bandi di concessione pubblicati lo scorso luglio e programma un calendario di open day per visitare gli edifici dello Stato proposti in uso temporaneo a privati, imprese ed enti del terzo settore per la loro valorizzazione (concessione di valorizzazione o in concessione agevolata per ETS). Per partecipare è necessario iscriversi, inviando una e-mail al responsabile di procedimento e al responsabile di sopralluogo agli indirizzi di posta elettronica che sono indicati nei rispettivi Avvisi di Gara con la liberatoria compilata. I bandi sono disponibili sul sito nella sezione Gare e Aste/immobiliare oppure nella pagina in evidenza dedicata ai Progetti di Valorizzazione e Temporary Use. Questo l’elenco dei beni con le date degli appuntamenti. Temporary Use: Ex Caserma “N. Rosati” – Porzione ex uffici del Giudice di Pace – Cividale del Friuli (Ud) OPEN DAY 8 settembre, Locale commerciale via Primo Acciaresi, 5 – Tiburtina, Roma OPEN DAY 15 settembre, Locale commerciale – Don Bosco- Roma OPEN DAY 16 settembre, Locale commerciale – viale dei Monfortani, 51, Torrevecchia, Roma OPEN DAY 17 settembre, Locale commerciale – viale dei Monfortani, 43, Torrevecchia, Roma OPEN DAY 17 settembre. Concessione agevolata per Enti Terzo Settore (ex D.Lgs. 117/2017): Ex Rifugio Antiaereo di Camollia – Via Don Minzoni – Biagio di Montluc – Siena (Si) OPEN DAY 9 ottobre. Concessione di Valorizzazione (ex D.L. 351/2001): Ex Casermetta Forcola del Braulio – Località Bocchetta di Forcola Valdidentro (SO) OPEN DAY con percorso trekking organizzato dalla Direzione Regionale Lombardia 8 settembre, Faro di Punta Cavazzi a Ustica (PA) OPEN DAY 8 settembre, Faro di Gelso, Isola di Vulcano – Lipari (ME) OPEN DAY 22 settembre, Camerone delle celle di punizione per Coatti, Favignana (TP) OPEN DAY 29 settembre, Faro di segnalamento di Riposto, Riposto (CT) OPEN DAY 13 ottobre, Ex Guardia di Finanza – Roccella Ionica (RC) OPEN DAY 28 e 29 ottobre, Casa Nappi – Loreto, Ancona OPEN DAY 15 ottobre e 12 novembre
Rinnovato il contratto legno arredo industria. Sindacati: avanzamenti importanti su salario, diritti, sicurezza e relazioni industriali
Dopo un percorso negoziale articolato e complesso, FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Federlegno hanno raggiunto l’ipotesi di intesa per il rinnovo del CCNL Legno arredo Industria, che interessa oltre 190.000 lavoratrici e lavoratori del settore. La sottoscrizione dei testi contrattuali è avvenuta oggi. La trattativa si è sviluppata in un contesto non semplice: un triennio segnato dalle difficoltà aperte nel 2022, dall’aumento dei costi energetici, dall’incertezza dei mercati e da una fase di sostanziale fermo che aveva rallentato il pieno sviluppo del confronto contrattuale. Proprio per questo, l’ipotesi di intesa raggiunta rappresenta un passaggio significativo non solo sul piano economico, ma anche sul terreno normativo e delle relazioni sindacali. Sul piano economico, l’intesa consolida l’applicazione della “doppia pista salariale” e conferma il meccanismo di recupero inflattivo, elemento distintivo del CCNL Legno arredo nel panorama dell’industria. Il rinnovo prevede due aumenti certi sui minimi: il primo, da settembre 2026, pari a 95 euro al parametro 134, area specializzata AS1; il secondo, da gennaio 2027, pari a ulteriori 39 euro sullo stesso parametro. Complessivamente, quindi, le lavoratrici e i lavoratori acquisiranno 134 euro certi sui minimi contrattuali, pari a circa l’8,2% sulla paga base minima del parametro 134. A questi importi si aggiungeranno gli adeguamenti IPCA previsti a gennaio 2027 e gennaio 2028 e oggi stimati intorno al 2,4%, e al 2,6%. In questa prospettiva, ai 134 euro già definiti dall’’ipotesi di accordo sui minimi si sommerebbero ulteriori quote di recupero inflattivo, portando l’intervento salariale complessivo a un valore stimato superiore ai 250 euro a livello AS1. Si tratta di un risultato importante, soprattutto se collocato in un contesto economico segnato da un’inflazione nuovamente in salita, ma ancora distante dai picchi registrati nel 2023. La capacità del contratto di combinare aumenti certi e recupero inflattivo conferma il valore di un modello contrattuale unico nel panorama industriale, capace di difendere il potere d’acquisto e di restituire valore al lavoro delle donne e degli uomini del settore legno-arredo. Sul piano normativo, l’ipotesi di rinnovo contiene numerosi avanzamenti che rafforzano il contratto e qualificano il sistema di relazioni industriali del settore: aggiornamento dell’Osservatorio Bilaterale Legno, avvio del gruppo di lavoro sull’inquadramento professionale, rafforzamento della rappresentanza per la sicurezza, con aumento del numero di Rls da uno a due nelle aziende sopra i 120 dipendenti, inserimento delle tutele previste dal protocollo calore, nuove procedure sui mancati infortuni, miglioramenti su congedi, permessi, malattie gravi, appalti e legalità lungo la filiera. Inoltre, viene inserito un protocollo sulle violenze di genere con approcci innovativi rispetto alla sensibilizzazione del tema. Sul welfare contrattuale si consolida il ruolo di Fondo Arco della previdenza complementare (0.10% in più da gennaio 2027, e un altro 0,20% da gennaio 2028) e Fondo Altea della sanità integrativa (con un piano incrementato da gennaio di altri 3 euro solo a carico delle imprese). Importanti anche i passi avanti sulle maggiorazioni: aumentano le percentuali di indennità per lavoro straordinario, notturno e festivo, vengono rafforzati gli scatti di anzianità e viene riconosciuta una una tantum per i mesi di carenza contrattuale. Il confronto ha vissuto alcuni momenti particolarmente intensi, a partire dalla discussione sul passaggio automatico dal livello AE1 al livello AE2, che produrrà i suoi primi effetti a partire da giugno 2027 e, successivamente, da gennaio 2028, interessando progressivamente tutti i lavoratori. Si tratta di un risultato politicamente rilevante, perché introduce nel sistema di classificazione un principio concreto di crescita professionale, riconoscendo il diritto al passaggio di livello dopo una permanenza prolungata nel livello di ingresso. Altrettanto centrale è stato il confronto sul recupero inflattivo, confermando il riferimento all’IPCA reale non depurato dai costi energetici, in una fase nella quale la difesa del potere d’acquisto resta una priorità assoluta per le lavoratrici e i lavoratori. “Questa ipotesi di rinnovo – dichiarano FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil – arriva al termine di una trattativa complessa, nella quale abbiamo scelto di tenere insieme salario, diritti, sicurezza e prospettiva industriale. Gli avanzamenti raggiunti non esauriscono le sfide del settore, ma rappresentano passi concreti verso un modello di relazioni sindacali più maturo, capace di affrontare il cambiamento del lavoro, l’evoluzione delle professionalità e la necessità di valorizzare il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori”. “Con questa ipotesi di intesa – proseguono le tre organizzazioni – iniziamo anche a tratteggiare il futuro del comparto: un settore che deve investire su qualità, competenze, sicurezza, sostenibilità e buona occupazione. Il contratto nazionale resta lo strumento fondamentale per accompagnare questa trasformazione, difendendo il potere d’acquisto e rafforzando le tutele collettive”. FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil sottolineano infine che l’ipotesi di rinnovo del CCNL Legno Industria rappresenta un risultato importante per tutto il settore e per il sistema delle relazioni sindacali, la parola ora alle lavoratrici e lavoratori che dovranno, nelle assemblee, esprimersi sui testi sottoscritti.
Confindustria-Ice, al via la prima missione business oriented europea nel Mercosur dopo l’accordo Ue
Al via la prima missione business oriented organizzata da un Paese europeo nell’area dopo l’approvazione dell’Accordo UE-Mercosur. Oltre 90 imprese italiane partiranno il 6 settembre per Argentina e Brasile nella missione promossa da Confindustria e ICE-Agenzia, in collaborazione con la Camera di Commercio Italiana nella Repubblica Argentina e la Câmara de Comércio Italiana de São Paulo – ITALCAM e in stretto coordinamento con le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires e Brasilia. Fino all’11 settembre, la delegazione farà tappa a Buenos Aires, San Paolo e Brasilia, con l’obiettivo di aprire una nuova fase delle relazioni con le due principali economie del Mercosur, diversificare i mercati di sbocco e trasformare le opportunità offerte dall’Accordo in investimenti, partnership industriali e nuove catene del valore. “In uno scenario geopolitico sempre più complesso e mutevole, diversificare i mercati significa ridurre le dipendenze e rendere più forte e resiliente l’industria italiana. Dobbiamo consolidare la nostra presenza nei mercati maturi, che restano strategici, e allo stesso tempo aprire nuove opportunità per le nostre imprese. Il Mercosur rappresenta, in questo senso, un’area di grande potenziale: non vogliamo soltanto esportare di più, ma costruire partnership industriali, investimenti e filiere comuni capaci di generare crescita e valore reciproco”, dichiara il Presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
A guidare la delegazione sarà Orsini, insieme a un’ampia rappresentanza dei vertici dell’Associazione e del Sistema Confindustria. È prevista la partecipazione dei ministri Antonio Tajani e Giuseppe Valditara e dei vertici delle istituzioni del Sistema Paese. Per Confindustria prenderanno parte alla missione anche la Vice Presidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti Barbara Cimmino, il Vice Presidente e Presidente della Piccola Industria Fausto Bianchi, il Vice Presidente per l’Education e l’Open Innovation Riccardo Di Stefano, il Vice Presidente per l’Energia Aurelio Regina, la Presidente del Consiglio delle Rappresentanze Regionali Annalisa Sassi, lo Special Advisor per l’Intelligenza Artificiale Alberto Tripi e il Direttore Generale Maurizio Tarquini.
Presenti anche il Presidente di ICE-Agenzia Matteo Zoppas, l’AD di SACE Michele Pignotti, l’AD di SIMEST Regina Corradini D’Arienzo e rappresentanti di ABI e CDP. “Questa missione è più che mai opportuna nei tempi e nel metodo. Nei tempi per i vantaggi attesi dal nostro mondo industriale e agroalimentare soprattutto in funzione dei nuovi accordi di libero scambio con il Mercosur, nel metodo perché si concretizza ancora di più l’approccio da Sistema Paese dove ogni attore coinvolto gioca il suo ruolo in funzione degli obiettivi e del risultato: da Confindustria alle istituzioni governative al sistema paese con Ice Sace Simest Cdp e il complesso delle Camere di commercio. La posta in gioco è molto alta. E si può certamente pensare che la stima dei 14 miliardi di export in più nei prossimi dieci anni nei paesi Mercosur sia sottodimensionata perché la riduzione delle barriere burocratiche e non tariffarie potrà avere un impatto positivo di grandi dimensioni. Per queste ragioni come Istituto del commercio estero dobbiamo valutare le migliori progettualità incrementali come motore della crescita dell’export in questi mercati che valgono oggi 7,5 miliardi. Un contributo necessario per il raggiungimento dell’obiettivo globale dei 700 miliardi voluto dal Governo Italiano”, afferma il Presidente di ICE-Agenzia Matteo Zoppas.
La missione si inserisce nella nuova fase aperta dall’Accordo UE-Mercosur e punta a trasformare le opportunità dell’intesa in collaborazioni industriali, investimenti e filiere integrate. Non solo, dunque, crescita degli scambi commerciali, ma una partnership più strutturata nei settori strategici, capace di mettere in comune tecnologie, competenze e capacità produttive, facilitare l’accesso delle imprese italiane ai grandi progetti infrastrutturali e rafforzare la cooperazione su ricerca, innovazione e formazione del capitale umano. I primi segnali sul fronte dell’export sono positivi. Nel 2025 le esportazioni italiane verso il Mercosur hanno raggiunto 7,5 miliardi di euro. A maggio 2026, primo mese di applicazione dell’Accordo, l’export italiano verso il blocco è stato pari a 745 milioni di euro, in crescita del 21,1% rispetto allo stesso mese del 2025. A pieno regime, il potenziale delle esportazioni italiane verso l’area è stimato in 14 miliardi di euro. Brasile e Argentina rappresentano oltre il 90% dell’interscambio italiano con il Mercosur: nel 2025 l’Italia ha esportato 5,8 miliardi di euro in Brasile e 1,2 miliardi in Argentina. Cinque le filiere strategiche al centro della missione: agroalimentare, macchinari e impiantistica, pharma e medicale, tecnologie digitali e transizione energetica. Il programma prevede visite tecniche, tavoli settoriali e una fitta agenda di incontri B2B nelle due tappe imprenditoriali di Buenos Aires e San Paolo.
L’iniziativa parte da una presenza industriale italiana già fortemente radicata nei due Paesi. In Argentina operano 300 imprese a partecipazione italiana, con 25 mila addetti e circa 2 miliardi di euro di fatturato; in Brasile sono 1.400, con 150 mila addetti e 42 miliardi di euro di fatturato. Una base industriale solida sulla quale costruire nuove collaborazioni e rafforzare ulteriormente la presenza delle imprese italiane nei mercati latinoamericani. Con questa missione Confindustria prosegue il percorso avviato lo scorso 23 aprile a Roma, quando è stata la prima organizzazione imprenditoriale europea a riunire, dopo l’Accordo UE-Mercosur, i vertici delle principali associazioni delle imprese dell’area. La missione in Argentina e Brasile rappresenta ora un ulteriore passo per consolidare il ruolo dell’Italia come partner industriale europeo di riferimento, sviluppare filiere più resilienti, rendere più sicuri gli approvvigionamenti e creare nuove opportunità di crescita per le imprese.
Piattaforma Italia di Sace, individuati i partner, al via la prima operazione pilota entro il 2026
Entra nel vivo Piattaforma Italia, l’innovativo programma di SACE che mette in connessione il risparmio degli investitori istituzionali con i fabbisogni concreti delle imprese. Conclusa la fase di confronto con il mercato, sono stati individuati gli operatori che affiancheranno SACE, l’Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, nell’implementazione operativa della soluzione. Piattaforma Italia, un nuovo strumento operativo e concreto previsto da SACE50, il Piano Strategico 2026-2028 di SACE, si affianca al canale bancario tradizionale come una modalità di finanziamento complementare, trasformando i pagamenti futuri legati a contratti già acquisiti dalle aziende italiane in liquidità immediatamente disponibile. Un supporto importante nei casi di commesse di lungo periodo che vedono le imprese sostenere costi rilevanti nella fase iniziale dei contratti — per materiali, forniture e lavorazioni — a fronte di incassi che maturano solo progressivamente, in base agli stati di avanzamento lavori. Grazie a Piattaforma Italia di SACE le aziende potranno così contare su nuova liquidità nella fase più critica delle commesse, rafforzando la propria capacità di pianificare, produrre e investire; le filiere ne traggono vantaggio in termini di maggiore continuità operativa e finanziaria lungo la catena dei fornitori.
Il percorso ha visto SACE confrontarsi con i principali operatori di mercato allo scopo di definire una soluzione finanziaria calibrata sulle reali esigenze delle imprese e degli investitori. Da questo dialogo è emersa una soluzione progettuale strutturata, standardizzata e replicabile, che costituisce oggi la base operativa dell’Iniziativa. “Con Piattaforma Italia costruiamo un nuovo ponte tra capitali privati ed economia reale, mettendo le imprese nelle condizioni di realizzare le proprie commesse, investire e crescere”, ha dichiarato Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE. “Il confronto con il mercato ci ha permesso di costruire la struttura più efficace e la qualità dei partner che hanno partecipato ci consente di avviare il progetto pilota con solide basi e, al tempo stesso, di disporre di una squadra pronta a moltiplicare le operazioni a beneficio del Sistema Paese”. Il funzionamento poggia sull’interazione di tre soggetti. Il fondo di investimento raccoglie i capitali degli investitori istituzionali e li impiega per finanziare le imprese, anticipando il valore dei crediti legati alle commesse. SACE interviene garantendo una quota dell’investimento, così da contenere il rischio e favorire l’ingresso di capitali privati. Le imprese ottengono in questo modo liquidità immediata a fronte di pagamenti futuri già contrattualizzati. La stessa architettura è utilizzabile anche per operazioni di destocking, trasformando le scorte di magazzino in una leva per nuova liquidità.
Hanno concluso il processo di confronto con SACE, funzionale alla definizione della soluzione progettuale, gli operatori di mercato riportati nel seguito: la Società di Gestione del Risparmio (SGR) costituisce e gestisce il fondo, raccoglie i capitali presso gli investitori istituzionali e alloca gli investimenti, in coordinamento con SACE. Operatori: Finint Investments, Miria Asset Management Ltd, Sagitta Sgr. Il Master Servicer presidia la costituzione delle Società Veicolo e il set-up delle cartolarizzazioni, la governance operativa, gli adempimenti e il reporting verso SACE e gli investitori. Operatori: Banca Finint, 130 Servicing. Il Sub-Servicer gestisce la piattaforma tecnologica attraverso cui transitano i flussi documentali e informativi, dall’onboarding delle imprese al monitoraggio in tempo reale degli stati di avanzamento. Operatori: Collextion Services S.r.l., AATech Credit Service (Gruppo AATech), iQera Italia S.p.A., Quinservizi S.p.A. Gli operatori che hanno preso parte al percorso di confronto concorrono a comporre un ecosistema qualificato, funzionale allo sviluppo dell’Iniziativa e della sua progressiva estensione a settori e filiere strategiche per il Paese. Per l’avvio della prima operazione pilota, prevista entro la fine del 2026, all’esito della procedura di confronto, SACE ha selezionato, Banca Finint nel ruolo di Master Servicer, Finint Investments quale SGR e Collextion Services S.r.l. come Sub-Servicer.
Officine Maccaferri rafforza la propria offerta nel settore dei geosintetici con l’acquisizione di Ovattificio Alpino
Ambienta SGR, uno dei principali asset manager europei interamente focalizzati sulla sostenibilità ambientale, annuncia che la propria platform company Officine Maccaferri, leader globale nelle soluzioni ingegneristiche durevoli e a basso impatto ambientale, partecipata di Ambienta IV, ha acquisito il 100% di Ovattificio Alpino, realtà italiana specializzata nella produzione di geotessili non tessuti e feltri tecnici. Con sede a Cittadella (Italia), Ovattificio Alpino produce geotessili non tessuti e feltri tecnici per applicazioni infrastrutturali e ambientali, tra cui lavori stradali, gestione delle risorse idriche, stabilizzazione del suolo e protezione ambientale. Forte di oltre 50 anni di esperienza nel settore dei tessuti tecnici, la Società serve clienti in tutta Europa e apporta competenze specialistiche e capacità produttive complementari al business dei geosintetici di Maccaferri. L’acquisizione di Ovattificio Alpino consente a Maccaferri di ampliare la propria base tecnologica e di internalizzare competenze specialistiche nella produzione di non tessuti. Tali competenze potranno essere valorizzate attraverso la base clienti e la presenza internazionale del Gruppo, favorendone lo sviluppo di nuove applicazioni e accelerandone la crescita a livello globale. L’operazione pone inoltre le basi per ulteriori investimenti nella produzione di non tessuti. Maccaferri e Ovattificio Alpino stanno già lavorando a un progetto di espansione negli Stati Uniti, che si prevede sarà operativo entro la metà del 2027. Il progetto rafforzerà la presenza produttiva locale del Gruppo e consentirà di offrire alla clientela nordamericana una gamma più ampia di soluzioni geosintetiche. Più in generale, Maccaferri persegue una strategia di buy-and-build incentrata su società e tecnologie specialistiche nel campo dell’ingegneria per l’adattamento climatico, le cui potenzialità possono essere valorizzate attraverso il know-how ingegneristico, le relazioni commerciali e la presenza internazionale del Gruppo. Oggi Maccaferri opera in oltre 20 stabilimenti su cinque continenti, impiega più di 3.000 persone e serve clienti in oltre 130 Paesi. Integrando competenze complementari all’interno di un’unica piattaforma e continuando a investire nel loro sviluppo, il Gruppo punta ad accelerarne la crescita e ad ampliare progressivamente le proprie competenze tecnologiche e la propria presenza geografica. Dall’ingresso di Ambienta nel capitale, Maccaferri ha completato diverse acquisizioni e può contare su una solida pipeline di ulteriori operazioni, il cui perfezionamento è previsto nei prossimi mesi. L’ampliamento dell’offerta rafforza inoltre il posizionamento e le competenze di Maccaferri nell’ambito delle soluzioni ingegneristiche a supporto della transizione verso infrastrutture più sostenibili, resilienti ed efficienti nell’utilizzo delle risorse. Integrati nel portafoglio di Maccaferri, i geotessili non tessuti possono contribuire a migliorare l’efficienza dei processi costruttivi, ridurre l’impiego di materiali e risorse, favorire una gestione più efficace dell’acqua e del suolo e prolungare la vita utile delle infrastrutture. Queste applicazioni rispondono alla crescente domanda di soluzioni infrastrutturali sostenibili, capaci di coniugare performance e benefici ambientali e di favorire una maggiore resilienza agli effetti del cambiamento climatico.
Andrea Venturini, Private Equity Partner di Ambienta, ha commentato: “Maccaferri sta costruendo una piattaforma globale di riferimento nelle soluzioni di ingegneria ambientale, integrando tecnologie, competenze e realtà specialistiche altamente complementari. La nostra strategia si fonda sull’acquisizione di aziende di elevata qualità, con solide competenze tecniche che possano essere valorizzate attraverso il know-how ingegneristico, le relazioni commerciali e la presenza internazionale di Maccaferri. Ovattificio Alpino rappresenta un’importante aggiunta alla piattaforma e, insieme alle ulteriori acquisizioni previste nei prossimi mesi, contribuirà ad accelerarne la crescita e a consolidare il ruolo di Maccaferri quale aggregatore di riferimento in un mercato altamente attrattivo e frammentato.” Stefano Susani, CEO di Officine Maccaferri, ha aggiunto: “L’acquisizione di Ovattificio Alpino arricchisce l’offerta geosintetica di Maccaferri con competenze complementari nel settore dei non tessuti e porta nel Gruppo un know-how manifatturiero altamente specializzato. L’operazione rafforza inoltre le nostre competenze ingegneristiche, integrando l’eccellenza tecnica e gli elevati standard qualitativi che da sempre contraddistinguono Ovattificio Alpino. Questa combinazione ci consentirà di rispondere a una gamma ancora più ampia di esigenze dei clienti e di valorizzare tali competenze attraverso la presenza internazionale di Maccaferri. Siamo lieti di accogliere Alberto Trento e il team di Ovattificio Alpino nel Gruppo e di avviare insieme una nuova fase di crescita.” Alberto Trento, CEO di Ovattificio Alpino, ha commentato: “L’ingresso in Maccaferri rappresenta un nuovo ed entusiasmante capitolo per Ovattificio Alpino. Dopo oltre 50 anni di crescita indipendente, abbiamo oggi l’opportunità di sviluppare la nostra tecnologia e il nostro know-how manifatturiero nell’ambito di una realtà internazionale di ben più ampio respiro. Siamo pronti a mettere il nostro know-how al servizio del business dei geosintetici di Maccaferri e a crescere insieme come parte di una piattaforma globale leader di settore.”
Ariston group acquisisce una quota di maggioranza dell’azienda vietnamita Mutosi
Ariston Group, multinazionale di Fabriano (Ancona), uno dei leader globali nel comfort climatico e nel riscaldamento dell’acqua, annuncia l’acquisizione dell’83% di Mutosi Group Joint Stock Company, azienda di riferimento nel settore della purificazione residenziale dell’acqua in Vietnam, dal Mekong Capital, socio di maggioranza, e da diversi investitori privati, con sede ad Hanoi. Nel 2025 Mutosi ha generato ricavi per 14 milioni di euro.
Ariston è presente in Vietnam dal 1988 e dal 2014 gestisce uno stabilimento produttivo per sistemi di riscaldamento dell’acqua a Bac Ninh, premiato nel 2025 con la medaglia di bronzo World Class Manufacturing. L’acquisizione di Mutosi consente ad Ariston di entrare in una categoria di prodotto ampia e in rapida crescita, con una significativa componente di ricavi ricorrenti legata alla sostituzione dei filtri. La categoria è inoltre altamente complementare rispetto al business del riscaldamento dell’acqua sanitaria.
Lo sviluppo del business della purificazione dell’acqua sarà ulteriormente accelerato grazie all’accesso alla consolidata rete distributiva di Ariston in Vietnam. Il management team di Mutosi continuerà a svolgere un ruolo attivo nella gestione dell’azienda e manterrà una partecipazione di minoranza del 17%.
“Con il nostro ingresso nel settore della purificazione residenziale dell’acqua – il commento di Paolo Merloni, executive chairman di Ariston Group – espandiamo la nostra presenza in una categoria in forte crescita, complementare al business del riscaldamento dell’acqua sanitaria, rafforzando ulteriormente la nostra posizione in uno dei mercati più dinamici del Sud-Est asiatico”. Per Umberto G. Crovella, executive vice president Asia, Middle East and Africa di Ariston Group “combinando l’esperienza di Mutosi nella purificazione dell’acqua con la forza del marchio Ariston, la nostra estesa rete distributiva e le nostre capacità di service, stiamo creando una solida piattaforma per la crescita futura. Insieme – conclude – amplieremo la nostra presenza sul mercato, rafforzeremo il livello di servizio e offriremo un valore ancora maggiore ai nostri clienti in Vietnam”.
Edp: in stabilimento Snop a Caserta impianto fotovoltaico da 400 kWp
Edp e’ stata riconfermata come partner strategico dal gruppo automobilistico francese Snop, questa volta per sviluppare e implementare le proprie soluzioni energetiche presso uno degli stabilimenti dell’azienda in Italia. Attraverso Edp Energia Italia, la societa’ realizzera’ presso lo stabilimento Snop di Caserta un nuovo impianto fotovoltaico da circa 400 kWp, composto da oltre 700 pannelli solari, in grado di generare fino a 520 MWh di energia pulita all’anno. L’iniziativa si inserisce in un portafoglio europeo che raggiunge complessivamente 5 MWp di capacita’ installata e consentira’ di produrre oltre 6 GWh di energia rinnovabile all’anno nei siti Snop coinvolti. Nel complesso, i progetti consentiranno di generare oltre 6 GWh di energia pulita all’anno, contribuendo a coprire parte del fabbisogno energetico delle attivita’ industriali di Snop in diversi siti europei e rafforzando la collaborazione di lungo periodo tra le due aziende. L’impianto dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del 2027 e si stima che la produzione annuale consentira’ di evitare fino a 223 tonnellate di emissioni di CO2.
Geir, Francesco Gallo nuovo presidente
L’Assemblea Generale del GEIR (Groupement Européen de l’Industrie de la Régénération), la sezione dell’Unione Europea dell’Industria del Lubrificante UEIL che rappresenta oltre l’80% dell’industria della rigenerazione degli oli usati in Europa, ha eletto Francesco Gallo come suo nuovo Presidente.
Il passaggio di consegne avviene da Miltos Bantis, al termine di un mandato focalizzato sull’integrazione del settore nelle nuove politiche ambientali europee. Per l’Italia e per Itelyum – azienda leader nazionale e punto di riferimento internazionale nell’economia circolare – si tratta di un ritorno ai vertici dell’organismo europeo, dopo la presidenza ricoperta in passato dall’Amministratore Delegato di Itelyum, Marco Codognola. La nomina arriva in un momento cruciale per l’industria europea, alla vigilia della presentazione del nuovo Circular Economy Act (CEA) da parte della Commissione Europea. La rigenerazione degli oli usati rappresenta uno dei pilastri più virtuosi e concreti dell’economia circolare: secondo recenti studi di Life Cycle Assessment (LCA), i processi di re-refining permettono di ridurre le emissioni di CO₂ fino al 71% rispetto alla produzione di oli base da greggio vergine, preservando risorse strategiche e riducendo la dipendenza energetica dell’UE dai Paesi terzi. In questo contesto, il GEIR gioca un ruolo fondamentale nel promuovere presso le istituzioni comunitarie il principio della gerarchia dei rifiuti, sostenendo politiche atte a vietare l’incenerimento dell’olio minerale usato e promuovendo l’introduzione di target di raccolta e l’uso degli oli base rigenerati (RRBO) come asset industriali strategici.
Francesco Gallo porta alla guida del GEIR un bagaglio strategico e trentennale di competenze tecniche, gestionali e regolatorie. Attualmente Operations Director e R&D Group Coordinator di Itelyum Regeneration S.p.A., Gallo gestisce gli stabilimenti produttivi di Pieve Fissiraga (LO) e Ceccano (FR) e coordina i programmi di innovazione tecnologica, digitalizzazione ed efficienza energetica del Gruppo. Ingegnere chimico laureato al Politecnico di Milano, con un Executive MBA e un Executive Master in Management, Gallo è inventore di diversi brevetti nel campo della rigenerazione degli oli e dell’economia circolare. A livello europeo, vanta già una profonda conoscenza delle dinamiche del GEIR, di cui ha coordinato l’area Ambiente e Tecnologia, rappresentando l’industria nei confronti delle istituzioni UE, dell’ECHA (Agenzia europea per le sostanze chimiche) e del JRC (Centro comune di ricerca) su tematiche chiave quali REACH, norme End of Waste e sostenibilità.