AL SENATO
Rischio sismico, entro l’anno una carta nazionale. Il M5S: prevenzione e monitoraggio contro la sindrome delle emergenze
“Investire nella prevenzione è fondamentale, non si può rincorrere l’emergenza”. Il Movimento 5 Stelle rilancia, con un dibattito al Senato, il tema della riduzione del rischio sismico affiancandosi al mondo della ricerca. Dice il senatore M5S e segretario di presidenza del Senato Pietro Lorefice: “Il Movimento 5 Stelle ha sempre seguito questa direzione anche mettendo in campo in passato misure e risorse ma è una strada che deve continuare a essere percorsa, anche ascoltando, come oggi al Senato, gli esperti che questa mattina hanno parlato del rischio sismico nel nostro Paese”.
Infatti, dal dibattito ospitato ieri in Senato, si è parlato di vulnerabilità, pericolosità, pianificazione, monitoraggio, ricerca, innovazione tecnologica, manutenzione del territorio. “Pilastri intorno ai quali deve ruotare il coinvolgimento delle comunità scientifiche e di tutti gli organi preposti a tutelare il nostro Paese, i territori e le comunità. Parliamo di strumenti fondamentali ed è anche per questo che è necessario costruire una filiera pronta a rispondere alle esigenze di ogni territorio”, ha detto Lorefice parlando di “una responsabilità politica a cui non possiamo sottrarci”.
Da qui la necessità di insistere sul tasto della prevenzione. Perché “il rischio geologico e i cambiamenti climatici riguardano direttamente la vita delle persone, le loro abitazioni e anche l’economia del Paese. Non c’è più tempo da perdere”.
Come non lo stanno perdendo già i ricercatori dell’Ingv (Istituto nazionale geofisica e vulcanologia) che, ha ricordato Salvatore Stramondo, “ha costituito nel 2013 il Centro di pericolosità sismica che attualmente sta lavorando a un grande progetto: l’Italian Seismic Hazard Model (Ishm), che speriamo di concludere entro la fine del 2026”. Obiettivo: sviluppare la nuova Carta nazionale della pericolosità sismica, un documento fondamentale perché alla base delle norme tecniche per la costruzione di edifici e infrastrutture.
Maria Teresa Lettieri, Ispra, ha quindi illustrato gli ultimi aggiornamenti della Carta geologica d’Italia. Ad oggi, sono 400 i fogli attivati su 634 con una copertura nazionale del 63%. Sei di questi sono stati aggiunti da inizio anno. Le conseguenze di questi eventi possono essere evitate attraverso tre passi: anzitutto, acquisire la consapevolezza che non parliamo di anomalie ma della legge della natura, che va rispettata tenendo in conto i limiti che ci impone. Il terzo passo è quello della mitigazione del rischio idrogeologico con interventi strutturali, di prevenzione ma anche di monitoraggio, innovazione, delocalizzazione e formazione.
“In Italia c’è un po’ di frattura tra mondo delle imprese e mondo scientifico ma dall’unione dei due mondi possono nascere opportunità importanti d’innovazione”, ha detto Piero Petrucco, Ance. Ecco perché, ha aggiunto il direttore del Centro di ricerche sismologiche dell’Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale, Matteo Picozzi, “per riuscire a fare questa filiera della prevenzione, è fondamentale la collaborazione tra i diversi enti”. Visto che da un terremoto può derivare uno tsunami e non solo, la nuova frontiera è diffondere la cultura del multi-rischio.