LA GIORNATA
Meloni: entro fine legislatura si vedrà che il Piano casa va avanti
- Von der Leyen vede Calvino, ‘futuro dell’Ue si costruisce sugli investimenti’
- EY, 1 azienda su 3 cresciuta nonostante scenario geopolitico complesso
- Seul punta su chip e data center, piano da 1.200 miliardi per guidare l’Ia
IN SINTESI
Per il piano casa “ci vuole tempo, ci siamo dati dieci anni ma confido che prima della fine della legislatura già si vedrà che il progetto va avanti”. Ad assicurarlo è stata ieri la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un’intervista televisiva. Quello del piano casa, che deve che deve compiere l’ultimo passaggio al Senato per il definitivo via libera per la conversione in legge, è stato uno dei dell’intervista dove ha affrontato i principali dossier di politica interna e internazionale. Il passaggio più significativo riguarda il Quirinale. La presidente del Consiglio afferma che, qualora il centrodestra dovesse ottenere un nuovo mandato alle prossime elezioni, potrebbe essere superato quello che definisce “un altro grande tabù”: l’elezione di un capo dello Stato non proveniente dall’area del centrosinistra. Per Meloni, si tratterebbe della naturale evoluzione di un percorso che ha già portato la destra a esprimere il presidente del Consiglio e a guidare uno degli esecutivi più longevi della storia repubblicana. Sul fronte interno, la premier respinge le accuse secondo cui la riforma della legge elettorale sarebbe costruita per favorire l’attuale maggioranza. La modifica, sostiene, avrebbe come unico obiettivo quello di garantire maggiore stabilità e chiarezza agli elettori, mentre le critiche arriverebbero da forze politiche che, a suo giudizio, hanno spesso raggiunto il governo attraverso accordi parlamentari anziché vincendo le elezioni. Le dichiarazioni sul Quirinale hanno immediatamente alimentato il confronto politico. Matteo Renzi ha accusato Meloni di puntare a controllare la futura elezione del presidente della Repubblica, ipotizzando la candidatura della stessa premier o di una figura a lei vicina. Meloni, tuttavia, ribadisce di riferirsi alla possibilità che sia il centrodestra, e non necessariamente lei personalmente, a esprimere il prossimo capo dello Stato.
L’intervista si concentra anche sugli scenari internazionali. Meloni minimizza le presunte tensioni con Emmanuel Macron, assicurando che tra i due leader non vi è mai stato uno scontro personale e definendo il loro rapporto “franco”. Quanto ai rapporti con gli Stati Uniti, la presidente del Consiglio prende le distanze sia dalle accuse di eccessiva vicinanza a Washington sia da quelle di antiamericanismo, riaffermando la convinzione che un Occidente unito rappresenti il principale punto di forza per l’Italia e per i suoi alleati.
Infine, spazio anche al confronto con Roberto Vannacci e al tema dell’immigrazione. Meloni ridimensiona le differenze con l’ex generale sul concetto di “remigrazione”, sostenendo che il governo già promuove i rimpatri volontari assistiti. Allo stesso tempo, lascia intendere una crescente distanza politica dal progetto di Futuro Nazionale, osservando come sia difficile costruire un percorso comune con chi, a suo avviso, punta più a dividere che a consolidare un’alleanza.
Von der Leyen vede Calvino, ‘futuro dell’Ue si costruisce sugli investimenti’
“Ottimo incontro con Nadia Calvino. Il futuro dell’Europa si costruisce sugli investimenti di oggi. Sulla nostra sovranità tecnologica. Su difesa e sicurezza. Sulle nostre partnership in tutto il mondo. La Bei è il nostro partner chiave per realizzare tutto questo.” Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen dopo l’incontro con la presidente della Banca Europea degli Investimenti.
Lagarde, Europa resistente a crisi, abbiamo margine per agire su tassi
L’Europa in questi anni “ha costruito una considerevole resistenza” agli schock economici e questo “ha creato un margine per la politica monetaria per ritornare alle basi: agire in una maniera misurata e prendere decisioni riunione per riunione”. Lo afferma la presidente della Bce Christine Lagarde nel discorso di introduzione al Forum di Sintra organizzato dall’istituto centrale. Lagarde esclude una nuova serie di rialzi dei tassi come nel 2022-2023 e ricorda lo shock economico di quegli anni ma ha rilevato come la politica “monetaria ora si trovi in una posizione differente”. “Non abbiamo più bisogno di agire con la stessa forza” di allora” e “possiamo farlo con la politica dei tassi” senza strumenti non convenzionali. Lagarde ha detto che non c’è più bisogni “di complesse forme di forward guidance” ma si decide “riunione dopo riunione”, tornando “così alle basi”.
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Germania, aumento record per gli investimenti statali
Grazie all’aumento della spesa per la difesa, gli investimenti dello Stato tedesco hanno registrato un aumento senza precedenti dall’inizio del millennio. Nel 2025 gli investimenti lordi ammontavano a 147,5 miliardi di euro. Si tratta di un aumento del 12,3 per cento, pari a 16,2 miliardi di euro, rispetto all’anno precedente, come comunicato dall’Ufficio federale di statistica. “Si è trattato del più forte aumento degli investimenti statali dal 2000”. Lo riporta la dpa. La ragione del netto aumento del 2025 è stata la forte crescita degli investimenti statali in equipaggiamenti. Ciò è da attribuire anche alle maggiori spese per i sistemi d’arma e ad altri acquisti della Bundeswehr, hanno scritto gli statistici.
Orsini, Bruxelles smetta di fare l’arbitro e costruisca crescita
EY, 1 azienda su 3 cresciuta nonostante scenario geopolitico complesso
In uno scenario economico e geopolitico complesso, l’imprenditoria italiana dimostra una solida capacità di reazione, trasformando le criticità in leve di adattamento e crescita. È quanto emerge dall’indagine condotta da Ey Private, in collaborazione con Swg, realizzata in occasione del lancio della 29/a edizione del premio l’imprenditore dell’anno ideato e promosso da Ey. Il 78% delle imprese, che hanno partecipato alla rilevazione, ha assorbito gli shock degli ultimi anni – tra pandemia, crisi energetica e instabilità geopolitica – senza perdite significative, e il 31% di queste è riuscita a crescere anche in contesti di crisi, portando avanti degli interventi su innovazione, efficienza operativa e revisione dei modelli di business. L’indagine Ey-Swg, condotta a maggio 2026, ha coinvolto un campione di circa 70 aziende italiane di medio-grandi dimensioni approfondendo sfide, strategie e prospettive future dell’imprenditoria italiana, ma anche la loro visione sulla situazione geopolitica attuale, e l’impatto sulle imprese delle nuove tecnologie come l’IA. L’indagine restituisce l’immagine di un “sistema imprenditoriale che, pur operando in uno scenario complesso, continua a dimostrare grande capacità di adattamento e visione strategica. Il 78% delle imprese hanno saputo gestire la crisi – che ha agito su costi, domanda e supply chain – senza perdite significative, e il 31% è riuscito persino a crescere, a conferma di una resilienza concreta e diffusa”, afferma Massimo Meloni, Ey Italy Private leader e responsabile Italia del premio Ey L’Imprenditore dell’Anno.
Materie critiche, +17% importazioni Ue nel 2025: 47% da Cina e 26% da Russia
Nel 2025, dopo il forte calo registrato nel 2024, il commercio di elementi delle terre rare nell’Ue è cresciuto. Le importazioni sono aumentate del 17,1%, raggiungendo le 15.100 tonnellate, mentre le esportazioni sono cresciute del 21,1%, arrivando a 6.700 tonnellate. Lo rileva Eurostat, secondo cui il valore delle importazioni di elementi delle terre rare è aumentato del 23,2%, attestandosi a 124,9 milioni di euro, e il valore delle esportazioni è cresciuto del 29,9%, raggiungendo i 124,7 milioni di euro. Nel 2025, la maggior parte degli elementi delle terre rare è stata importata dalla Cina (46,8% del peso totale, pari a 7.100 tonnellate). Il secondo fornitore più importante è stata la Russia, con il 25,9% delle importazioni (3.900 tonnellate), seguita dalla Malesia con il 23,1% (3.500 tonnellate). Giappone e Stati Uniti hanno seguito rispettivamente con l’1,6% e lo 0,9%. Gli elementi delle terre rare, ricorda Eurostat, sono un gruppo di 17 metalli speciali caratterizzati “da un elevato rischio di approvvigionamento e da una notevole importanza economica”. Sono utilizzati in tecnologie di uso quotidiano come telefoni cellulari e computer, nonché in tecnologie mediche avanzate come la risonanza magnetica, i bisturi laser e persino alcuni farmaci antitumorali. In ambito militare, trovano impiego nelle comunicazioni satellitari, nei sistemi di guida e nelle strutture aeronautiche. Sono fondamentali in diverse tecnologie verdi, in particolare quelle che supportano gli obiettivi di emissioni nette zero di carbonio, come le turbine eoliche e i veicoli elettrici.
Energia, Eurostat: +2,3% fornitura gas in Ue e +1,4% da rinnovabili nel 2025
Secondo i dati preliminari di Eurostat, nel 2025 l’offerta di gas naturale e di energie rinnovabili nell’Ue è aumentata rispetto al 2024, mentre quella di carbone e prodotti petroliferi è diminuita. In particolare, l’offerta di gas naturale dell’Ue è cresciuta per il secondo anno consecutivo, dopo il forte calo registrato nel 2023. Nel 2025, rispetto al 2024, è aumentata del 2,3%, raggiungendo circa 13,1 milioni di terajoule (TJ). Rispetto al 2024, l’offerta di energie rinnovabili è cresciuta dell’1,4%, raggiungendo un totale di 11,5 milioni di TJ, nonostante un calo sostanziale dell’energia idroelettrica, che è stata la ragione principale della leggera diminuzione osservata nella produzione di elettricità da fonti rinnovabili. Anche l’offerta di energia nucleare è aumentata, seppur più modestamente, dello 0,2%, arrivando a 650.648 GWh. Al contrario, l’offerta di carbone ha continuato a diminuire. L’offerta di lignite è calata del 7,7%, attestandosi a 184.741 mila tonnellate, mentre quella di carbone fossile è diminuita del 3,2%, raggiungendo le 107.072 mila tonnellate. Entrambi i valori rappresentano i minimi storici registrati dall’inizio della serie storica nel 1990. Per quanto riguarda i prodotti petroliferi , l’offerta è stata pari a 448.656 mila tonnellate, il che indica un calo del 2,8% rispetto al 2023.
Seul punta su chip e data center, piano da 1.200 miliardi per guidare l’Ia
Eni e NOC aumentano la produzione di gas della Libia con l’avvio del progetto Sabratha Compression
Eni, in partnership con la National Oil Corporation (NOC) della Libia attraverso la joint venture Mellitah Oil & Gas, annuncia l’avvio con successo della produzione di idrocarburi resa possibile dal Progetto Sabratha Compression, uno sviluppo offshore strategico progettato per sostenere e incrementare la produzione di gas del giacimento Bahr Essalam, situato a circa 100 chilometri dalla costa libica. Il Progetto Sabratha Compression prevede l’installazione di un nuovo modulo di compressione da 1.600 tonnellate sulla piattaforma Sabratha, dotato di nuovi treni di compressione per una capacità complessiva di circa 440 milioni di piedi cubi standard al giorno (MMscfd).
Il nuovo modulo consente di mantenere la produzione anche in condizioni di bassa pressione, compensando il naturale declino del giacimento di Bahr Essalam e massimizzando il recupero delle risorse. Ciò permetterà di incrementare la produzione di volumi di gas di circa 800 milioni di metri cubi all’anno, oltre ai relativi condensati. I volumi aggiuntivi contribuiranno in modo significativo al sostegno della produzione nazionale di energia elettrica, al rafforzamento della sicurezza energetica della Libia e alle esportazioni verso l’Italia attraverso il gasdotto GreenStream. L’avvio del Progetto Sabratha Compression conferma l’impegno di Eni e NOC nel realizzare con successo e nei tempi previsti complessi sviluppi offshore, anche in contesti sfidanti. Il progetto rafforza la resilienza delle infrastrutture gas del Paese e rappresenta un contributo concreto alla stabilità e alla crescita del settore energetico libico.
Sono inoltre attualmente in fase di esecuzione altri due progetti strategici nel Paese: il Bouri Gas Utilization Project, per il quale sono in corso le attività di collegamento e messa in servizio a seguito della recente installazione del Bouri Gas Recovery Module, e il progetto Structures A&E, finalizzato allo sviluppo di due giacimenti offshore di gas. Eni è presente in Libia dal 1959 ed è il principale operatore internazionale nel Paese, con una produzione equity pari a circa 162.000 barili di olio equivalente al giorno nel 2025 e tre progetti di sviluppo attualmente in esecuzione, per un investimento complessivo di circa 10 miliardi di dollari.
Eni entra nell’upstream del progetto integrato Argentina Lgn
Eni ha firmato il Sale and Purchase Agreement (SPA) per l’acquisizione di una partecipazione del 32% in tre blocchi upstream (Meseta Buena Esperanza, Aguada Villanueva e Las Tacanas), facenti parte del bacino non convenzionale di Vaca Muerta, in Argentina. A seguito del perfezionamento dell’operazione, che resta soggetta all’approvazione delle autorità competenti, la partecipazione nei tre blocchi upstream sarà detenuta da YPF con il 36%, Eni con il 32% e XRG con il 32%. I tre blocchi faranno parte dello sviluppo integrato Argentina LNG, un progetto upstream-midstream volto a sfruttare le risorse di gas di Vaca Muerta, contribuendo a rafforzare la posizione del Paese come fornitore globale di GNL nel lungo termine. Le risorse di questi asset contribuiranno ad alimentare i 12 milioni di tonnellate all’anno (MTPA) di capacità di GNL (attraverso due unità galleggianti da 6 MTPA ciascuna).
Guido Brusco, Direttore Generale Global Natural Resources di Eni, ha commentato: “Il nostro ingresso nel bacino non convenzionale di Vaca Muerta assieme a YPF e XRG rafforza la capacità di Eni di sviluppare risorse di gas su scala mondiale e di convertirle in GNL competitivo destinato ai mercati internazionali. Vaca Muerta è uno dei bacini non convenzionali più ricchi risorse al mondo: la nostra partecipazione ci posiziona lungo l’intera filiera, dall’upstream argentino fino alla fornitura di GNL ai clienti internazionali, creando valore e contribuendo alla sicurezza energetica mondiale”.
Mohamed Al Aryani, Presidente International Gas di XRG, ha dichiarato: “L’Argentina ha il potenziale per svolgere un ruolo sempre più importante nel soddisfare la crescente domanda mondiale di gas naturale e progetti come ARGENTINA LNG saranno fondamentali per cogliere questa opportunità. Vaca Muerta è una delle risorse di gas più interessanti al mondo e questa proposta di transazione conferisce a XRG un ruolo diretto nel promuovere un progetto che possiede le dimensioni, la qualità e il potenziale a lungo termine per diventare una nuova e importante fonte di approvvigionamento affidabile di GNL per i mercati globali. Siamo inoltre lieti di collaborare con YPF, un partner strategico e altamente competente con una profonda esperienza nel settore energetico argentino e un ruolo di primo piano nello sviluppo di Vaca Muerta, e con Eni, leader nello sviluppo di progetti di Floating LNG.
“Stiamo compiendo un ulteriore passo avanti nello sviluppo del GNL in Argentina. L’ingresso di Eni e XRG nel segmento upstream rafforza la catena del valore del progetto e ci consente di progredire verso il suo sviluppo su scala globale”, ha dichiarato Horacio Marín, Presidente e CEO di YPF.
L’operazione rappresenta un ulteriore passo significativo verso la maturazione del progetto Argentina LNG ed è in linea con la strategia di Eni di rafforzare e diversificare il proprio portafoglio di gas upstream, sviluppare progetti integrati lungo la catena del valore ed espandere la commercializzazione del capitale GNL, contribuendo al contempo alla sicurezza e alla competitività degli approvvigionamenti energetici.
Espe: due nuovi contratti per impianti fotovoltaici
Espe, attiva nel settore delle energie rinnovabili come Epc contractor nella fornitura di impianti fotovoltaici, ha sottoscritto due nuovi contratti con un Independent Power Producer (IPP) attivo nello sviluppo e nella gestione di impianti a fonti rinnovabili in Italia. Le commesse riguardano la realizzazione di due impianti fotovoltaici a terra con strutture tracker, entrambi situati in provincia di Bologna, per una potenza complessiva pari a circa 22,1 MWp e un controvalore complessivo pari a circa 7,5 milioni di euro. Nel dettaglio, il primo impianto avra’ una potenza pari a 12 MWp e un valore della commessa pari a circa 3,8 milioni, mentre il secondo impianto avra’ una potenza pari a 10,1 MWp e un controvalore pari a circa 3,7 milioni. Il completamento dei lavori e’ previsto entro il 2027. Alla data odierna, il portafoglio ordini complessivo del Gruppo Espe ammonta a circa 124,4 milioni, di cui il 98% riconducibile al businessfotovoltaico. L’attuale portafoglio ordini si esplica entro la fine del 2027.
Mare Group entra nella space economy con il 51% in GmSpazio
Mare Group ha sottoscritto un accordo vincolante per l’acquisizione di una partecipazione di controllo pari al 51% del capitale sociale di GMSpazio, realta’ italiana specializzata nello sviluppo di piattaforme proprietarie per Aerospazio & Difesa. Con questa operazione, Mare Group entra nella Space Economy e porta all’interno del Gruppo competenze specialistiche in ambiti chiave come la sorveglianza dello spazio e la simulazione di sistemi complessi, con applicazioni dual use che spaziano dalla difesa agli utilizzi civili e scientifici. Il corrispettivo convenuto per acquisire la partecipazione del 51% ammonta a 1,275 milioni di euro, considerando una valutazione minima dell’intero capitale sociale pari a 2,5 milioni di euro. Tale importo sara’ liquidato per 1,05 milioni in denaro, per l’acquisto del 42% del capitale di GMSpazio, e per il restante 9%, pari a 225mila euro, mediante azioni Mare Group. Nel 2025 GMSpazio ha registrato un valore della produzione pari a 3,1 milioni di euro, un Ebitda di 1 milione, margine al 32,5% e una Posizione finanziaria netta sostanzialmente nulla. ‘L’ingresso di GMSpazio rafforza il nostro presidio in uno dei domini destinati a definire la prossima fase dello sviluppo industriale: lo spazio. Continueremo, nei prossimi mesi, a concentrare investimenti ed energie su tecnologie distintive, competenze d’eccellenza e mercati strategici, selezionando realta’ capaci di potenziare la nostra piattaforma’, ha detto Antonio Maria Zinno, Ceo di Mare Group.
Maxi polo per i chip in Corea del Sud, investimenti per 518 miliardi
La Corea del Sud punta a realizzare un nuovo polo per la produzione di semiconduttori nel sud-ovest del Paese grazie a investimenti privati per 800.000 miliardi di won (circa 518 miliardi di dollari). Lo riferisce l’agenzia Yonhap, citando il ministro dell’Industria Kim Jung-kwan. Il progetto, presentato durante un briefing sugli investimenti presieduto dal presidente Lee Jae Myung alla Cheong Wa Dae, prevede la trasformazione delle regioni di Gwangju e Jeolla nel secondo grande distretto nazionale dei semiconduttori dopo quello dell’area di Seul. Il piano include la costruzione di 4 impianti per la produzione di chip di memoria.
Somec si aggiudica commesse da 54 mln per forniture per navi da crociera
Somec acquisisce due nuove commesse per complessivi 54 milioni di euro affidati da un primario gruppo cantieristico italiano e riguardano la fornitura e l’installazione di sistemi vetrati su sette navi da crociera di nuova costruzione, destinate a due importanti compagnie di crociera internazionali. Il primo ordine, del valore di 44 milioni di euro, riguarda la fornitura e l’installazione di sistemi vetrati su 5 navi da crociera per un’importante compagnia internazionale. L’intervento comprende la fornitura completa delle aree balcony delle cabine. Il secondo ordine, anch’esso destinato ad una compagnia crocieristica internazionale, ha un valore di circa 10 milioni di euro e prevede la fornitura e la posa in opera di vetrate per le sale pubbliche di due nuove navi. Le attivita’ operative relative ad entrambe le commesse prenderanno avvio nel 2027 e si concluderanno nel 2036, con ricadute economiche distribuite nell’intero arco temporale. Questi nuovi contratti portano il valore complessivo degli ordini acquisiti e comunicati al mercato nel corso del primo semestre dell’esercizio 2026 a superare i 330 milioni di euro, con il contributo di tutte e tre le divisioni del Gruppo: Horizons, Talenta e Mestieri. ‘Pur in un contesto geopolitico che resta complesso – dichiara il presidente di Somec, Oscar Marchetto – l’industria crocieristica internazionale continua ad esprimere una capacita’ di investimento davvero significativa e una visione di lungo periodo, confermando un potenziale di sviluppo che si traduce in programmi concreti e pluriennali’.
Utiltalia sbarca a Bruxelles, inaugurato il nuovo ufficio di rappresentanza
Utilitalia, la Federazione delle imprese di acqua, ambiente ed energia, ha inaugurato oggi il proprio ufficio di rappresentanza a Bruxelles, con il quale intende rafforzare il rapporto con le istituzioni comunitarie. “Siamo in una fase decisiva per la politica ambientale ed energetica del Paese – spiega il presidente di Utilitalia, Luca Dal Fabbro – con la fine dei fondi del PNRR e la necessità di incrementare gli investimenti nei nostri comparti. È fondamentale che il dialogo con le istituzioni europee sia sempre più continuo e strutturato”. In occasione dell’evento di inaugurazione è stato presentato il position paper “La sfida industriale della transizione: la visione di Utilitalia”, un documento strategico che illustra le priorità delle utility italiane e le raccomandazioni della Federazione alle istituzioni europee per sostenere lo sviluppo industriale e la resilienza dei servizi a rete. È stato inoltre presentato alle principali associazioni europee il Manifesto “Insieme per contrastare la povertà energetica”, nato nel 2021 per volontà della Fondazione Banco dell’energia. Per il vicepresidente di Utilitalia con delega agli affari europei, Roberto Tasca, “La sempre maggiore centralità delle politiche comunitarie, che hanno impatti diretti sulla pianificazione strategica e la competitività delle imprese italiane, richiede un presidio costante in Europa: per questo inauguriamo oggi la sede della federazione a Bruxelles”.
Invel Real Estate chiude Eudora Fund 2 a €400 milioni, superando il target di raccolta
Invel Real Estate primaria società di private equity immobiliare europea, annuncia oggi la chiusura di Intel Eudoare Fund 2 con raccolta superiore a 400 milioni, oltre il target originario di €300 milioni. Includendo leva finanziaria e co-investimenti, il Fondo disporrà di una capacità di investimento superiore a 1 miliardi. Il Fondo persegue una strategia opportunistica, investendo attraverso tutta la struttura del capitale in situazioni caratterizzate da mispricing, dislocazioni di mercato e potenziale di value-add, articolata su due temi principali: soluzioni di liquidità e ricapitalizzazioni; e singoli asset, portafogli e piattaforme, dove il valore viene creato attraverso riposizionamento, sviluppo e gestione attiva. Geograficamente, il Fondo è focalizzato su Italia e Grecia, mercati caratterizzati da un tessuto proprietario frammentato e significative opportunità di consolidamento di piattaforme. Il Fondo si concentrerà sul living e sull’hospitality, settori sostenuti da offerta strutturalmente limitata, domanda resiliente e un rilevante potenziale di consolidamento.
Il superamento del target di raccolta riflette la fiducia degli investitori nella strategia distintiva di Invel, nel suo solido track record di rendimenti realizzati, nei team di investimento e gestione presenti a livello locale, nonché nelle opportunità che il sud Europa continua ad offrire. Gli investitori del Fondo costituiscono una base diversificata di primari asset manager, istituzioni finanziarie, family office, fondazioni e fondi previdenziali, provenienti da Europa, Medio Oriente e Nord America. Il Fondo è classificato come Articolo 8 ai sensi dell’SFDR, integrando caratteristiche ambientali e sociali negli investimenti, in linea con la visione e l’impegno di Invel in materia di sostenibilità. Ad oggi, il Fondo ha impegnato circa il 60% del capitale raccolto in 10 investimenti in Italia e Grecia, di cui uno già interamente realizzato, nei settori living, hospitality e logistica. Tra questi figurano: una partnership strategica con YellowSquare per la creazione di una piattaforma di hybrid hospitality con oltre 5.000 posti letto in Europa meridionale; la costituzione della prima piattaforma in Grecia dedicata al flexible living con un obiettivo di 2.000 unità a regime; e un finanziamento whole-loan da €111,2 milioni a supporto della trasformazione dell’iconico Hotel Majestic di Via Veneto a Roma nel Baccarat Hotel Rome.