OGGI LA DIAC CONFERENCE
Masterplan, cerniera fra piani urbanistici e realizzazioni. Integratore di visioni e competenze. Oggi DIAC Conference con casi, analisi, proposte
Diario DIAC ha svolto nel corso del 2026 undici interviste sul tema del Masterplan ad assessori, operatori e studiosi dell’urbanistica: ne è venuta una interessantissima analisi collettiva in cui predomina la condivisione che il Masterplan sia uno strumento utile nelle operazioni di rigenerazione urbana, in quanto capace di fare da ponte tra la visione strategica dei piani urbanistici e la realizzazione concreta di interventi, facilitando in alcuni casi anche la coerenza tra obiettivi pubblici e iniziative private.
IN SINTESI
Il Masterplan consente di integrare visione strategica, flessibilità operativa e partecipazione, competenze trasversali come quelle del sociale, dell’ambiente, dell’urbanistica e dei lavori pubblici. Strumento volontario e flessibile, deve essere interpretato come un dispositivo non obbligatorio, capace di raccordare la pianificazione urbanistica con progetti di rigenerazione urbana, edilizia privata e opere pubbliche. Ulteriore qualità, non essenso rigido, si rivela uno strumento adattivo, capace di aggiornarsi e modificarsi in base alle esigenze e alle trasformazioni reali del territorio.
Da questo primo nucleo di dibattito è venuta fuori una larga condivisione sull’affermazione che il Masterplan può rappresentare oggi, in una fase di centralità e di necessità della rigenerazione urbana, uno strumento essenziale per un’agenda dell’agire urbanistico e un dispositivo (non obbligatorio e non cogente) da rafforzare nella pratica e nel quadro normativo. Con quale veicolo normativo? Qui le risposte divergono: dalla riforma della legge urbanistica alle leggi regionali per il governo del territorio al codice degli appalti. DIAC ha voluto dare seguito a quel primo nucleo di dibattito anzitutto per fare un passo avanti e capire se ci sia la possibilità di creare un Osservatorio/Laboratorio che raccolga e racconti i casi virtuosi di Masterplan e segnali ulteriori convergenze su proposte culturali, amministrative, legislative.
Estratti dalle interviste
Abbiamo estratto dalle 11 interviste alcune frasi che ci appaiono più significative. Eccole:
Strumento volontario e flessibile: “Il masterplan copre l’ultimo miglio fra lo scenario cogente dello strumento urbanistico e i progetti (opere pubbliche, edilizia privata) e rinnova un antico e difficile rapporto fra piano e progetto.” (Silvia Viviani)
Funzione di connessione: “Il Masterplan può utilmente porsi come elemento di connessione, di passaggio di scala, tra il piano urbanistico, le sue visioni e aspetti regolativi, e la prefigurazione trasformativa di singole parti di territorio, a livello progettuale.” (Bruno Discepolo)
Adattabilità e dinamicità: “E’ adattivo: individua obiettivi di breve e medio periodo, fa capire dove si vuole arrivare, ma non predetermina i percorsi: si adatta alle condizioni di trasformazione reali e effettivamente realizzabili.” (Marcello Capucci)
Visione strategica e obiettivi: “Definizione di una visione strategica e indicazione degli obiettivi di medio-lungo periodo, anche al fine di individuare le priorità pubbliche e i traguardi che si intende conseguire in coerenza con gli scenari europei, nazionali e regionali.” (Michele Talia)
Quadro attuativo e programmazione: “Il masterplan dovrebbe includere… un quadro attuativo flessibile, con indicazione delle fasi di attuazione, delle modalità operative, dei soggetti coinvolti e delle possibili forme di partenariato pubblico-privato.” (Francesco Orofino)
Analisi multidisciplinare: “Il primo contenuto potrebbe essere un quadro conoscitivo fondato su un approccio multidisciplinare, costruito attraverso processi di condivisione e partecipazione…” (Irene Sassetti)
Strumento di coerenza e dialogo: “Il Masterplan orienta le scelte dell’amministratore, riduce l’improvvisazione, costruisce consenso e accelera i tempi decisionali.” (Francesco Orofino)
Flessibilità operativa: “Un progetto urbanistico adattivo e incrementale permetterebbe di uscire dalla trappola delle varianti continue che scardinano la rigidezza pur accettandola e perpetuando la, internalizzando il placemaking e gli usi temporanei…” (Maurizio Carta)
Potenza comunicativa: “E soprattutto – se ben strutturato – può avere una potenza comunicativa assai più convincente del piano classico, e della pletora di strumenti, strategie, documenti che quotidianamente cercano di raccontare i destini, spesso molto settoriali, delle politiche pubbliche.” (Marcello Capucci)
Necessità di riconoscimento normativo: “Considero il riconoscimento normativo del Masterplan una priorità. La sua definizione colmerebbe un vuoto tra visione strategica e pianificazione formale, particolarmente rilevante nei processi di rigenerazione urbana.” (Francesco Orofino)
Evitare irrigidimenti: “Sarebbe sbagliato ingessarlo tra gli atti tipici della pianificazione… il Masterplan, in sé, deve rimanere al di sopra delle soluzioni operative e giovarsi delle combinazioni migliori ai fini della sostenibilità.” (Pierluigi Mantini)
Esperienze regionali e buone pratiche: “In Campania, nell’ambito della riscrittura della legge di governo del territorio (L.r. 5/24) è stato introdotto il Programma Integrato di Valorizzazione, normando compiutamente quanto già avviato sperimentalmente con 7 Masterplan territoriali.” (Bruno Discepolo)
Appuntamento per oggi con la DIAC Conference
Molti dei protagonisti di quelle interviste e altri autorevoli esponenti della cultura urbanistica e architettonica italiana si ritroveranno a parlarne oggi 30 giugno, alle ore 15,30 al METROPOLITANO Urban Center di Roma in Viale Manzoni 34 in un workshop organizzato da DIAC.
Parteciperanno tra gli altri: Maurizio Veloccia, Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale; Silvia Viviani, Assessore all’Urbanistica di Livorno; Maurizio Carta, Assessore all’Urbanistica di Palermo; Fabrizio Tucci, coordinatore della task force per la qualità della progettazione dell’Agenzia del Demanio; Alessandro Panci, Presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti; Marco Percoco, economista Università Bocconi; Irene Sassetti, Consigliera Consiglio nazionale degli Ingegneri; Michele Talia, Presidente dell’Istituto Nazionale di Urbanistica; Lorenzo Bellicini, Direttore del Cresme; Bruno Discepolo, Architetto e Urbanista, ex Assessore all’Urbanistica della Regione Campania; Paolo Desideri, Architetto (Abdr); Pierluigi Mantini, Ordinario di Diritto urbanistico e Avvocato.