IL PROGRAMMA SFNIISSI AFFIDATO A INVITALIA
Investimenti idrici, richiesti oltre 2 miliardi sul bando per lo strumento finanziario PNRR
I progetti presentati ammontano al doppio della disponibilità (un miliardo). Trecento milioni saranno però riservati per legge alla diga di Campolattaro e al Peschiera. Se si ipotizza un cofinanziamento del 25%, restano da finanziare 1,35 miliardi con fondo PNRR a fronte di disponibilità di 700 milioni. I fondi mancanti potrebbero arrivare da altre risorse PNRR liberate da progetti non completati.
Superano i due miliardi di euro le proposte di investimento idrico che hanno risposto al bando MIT-Invitalia (scaduto l’8 giugno) per i finanziamenti dello SFNIISSI, lo strumento finanziaria del PNRR dedicato alle risorse idriche e gestito da Invitalia con una disponibilità di un miliardo di euro (misura M2C4-I4.5). Gli interventi proposti già erano stati selezionati nella prima edizione del PNIISSI, il Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza del settore idrico, approvata il 24 ottobre 2024 e contenente investimenti per 12 miliardi, di cui finanziati, però, solo 927 milioni con un primo stralcio approvato a ottobre 2025. Lo SFNIISSI è quindi l’occasione per rilanciare quel programma, dotandolo di un nuovo finanziamento.
Nelle proposte pervenute per un totale di poco superiore a due miliardi ci sono anche quelle relative alla diga di Campolattaro in Campania e all’acquedotto del Peschiera (e altre opere minori), costo complessivo di 300 milioni, che godono di una riserva per legge e quindi portano via questa cifra dal miliardo complessivo. Va anche considerato che il bando premia gli investimenti che presentano un cofinanziamento diverso dal finanziamento PNRR, stimato nell’ordine del 25% del costo totale. Da una parte, quindi, le risorse disponibili per la gara si riducono a 700 milioni, dall’altra la necessità di finanziamento pubblico – sottratti i 300 milioni per le opere indicate dalla legge e i 350 milioni ipotizzabili di cofinanziamento – si riducono a 1,35 miliardi. Resta quindi, arrotondato, il dato di una disponibilità che è circa la metà della richiesta,
Al ministero delle Infrastrutture sperano, però, di recuperare i 700 milioni mancanti, o almeno una parte, con altre risorse Pnrr che dovessero liberarsi da progetti destinati a non essere completati entro il 30 giugno e non rendicontabili entro il 31 agosto. Avere già una graduatoria di progetti pronti per essere ammessi al finanziamento, renderebbe infatti la misura SFNIISSI particolarmente favorita nella corsa ai fondi PNRR liberatisi perché le regole UE sugli strumenti finanziari consentono di realizzare concretamente i lavori entro gli anni successivi al 2026 (per l’acqua 2031), ma a condizione che entro agosto 2026 siano definiti tutti gli interventi da finanziare e firmate le relative convenzioni tra Invitalia (soggetto gestore) e i singoli soggetti attuatori.