LA GIORNATA

Blitz di Intesa nel risiko bancario: lancia un’Opas da 30 mld su Mps

  • Amministrative, ai ballottaggi è pareggio 3 a 3 nei capoluoghi
  • Rfi, per Av Brescia-Verona al via i treni prova, attivazione a inizio 2027. In Lombardia 15 mld di investimenti, 10 già realizzati
  • Eni e Petronas: nasce Searah il principale operatore energetico integrato indipendente del Sud-Est asiatico

09 Giu 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Nel grande risiko che sta ridisegnando gli equilibri del sistema bancario italiano, tutte le strade sembrano oggi condurre a Siena. La previsione formulata nei mesi scorsi dall’amministratore delegato di Mps Luigi Lovaglio appare infatti essersi concretizzata: in meno di ventiquattro ore, Banca Monte dei Paschi di Siena è diventata il fulcro di una sfida che coinvolge alcuni dei maggiori protagonisti della finanza nazionale. La prima mossa è arrivata da Banco BPM, che ha proposto una fusione concordata con Monte dei Paschi. L’operazione, concepita come un “merger of equals”, mira alla creazione del secondo gruppo bancario italiano per finanziamenti alla clientela e raccolta, mantenendo identità, marchi storici e radicamento territoriale delle due realtà. Secondo le stime dell’istituto, l’integrazione genererebbe oltre 1,1 miliardi di euro di sinergie annuali e una creazione di valore superiore a 5,5 miliardi di euro. Ma la partita è stata immediatamente rilanciata da Intesa Sanpaolo. La banca guidata da Carlo Messina ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto e scambio da oltre 30 miliardi di euro su Mps, affiancata da un accordo strategico con Unipol. Una mossa che, nelle intenzioni dei promotori, avrebbe una portata ben più ampia rispetto alla proposta concorrente.

Il presidente di Unipol, Carlo Cimbri, ha sottolineato come il progetto con Intesa fosse in preparazione da tempo e non rappresenti una risposta all’iniziativa di Banco BPM. Anzi, secondo la sua lettura, l’offerta avanzata da Piazza Meda sarebbe stata un tentativo di anticipare una partita già in corso. Da qui le immagini utilizzate dal numero uno di Intesa Messina: mentre Banco BPM avrebbe inviato una semplice “lettera d’amore”, Intesa avrebbe presentato una vera proposta di matrimonio industriale. Dietro le metafore, però, si nasconde una posta in gioco enorme. Con l’operazione Intesa-Mps nascerebbe il secondo gruppo bancario quotato dell’Eurozona per capitalizzazione, con circa 20 milioni di clienti, attività finanziarie della clientela per 1.700 miliardi di euro e utili consolidati superiori a 16 miliardi entro il 2029. Le sinergie stimate raggiungono quasi 3 miliardi di euro annui. Non si tratta soltanto di una sfida dimensionale. Al centro del risiko c’è anche il controllo di partecipazioni strategiche. Attraverso Monte dei Paschi, Intesa potrebbe infatti acquisire indirettamente una posizione rilevante in Mediobanca, istituto che rappresenta a sua volta il principale azionista di Assicurazioni Generali. Un intreccio che amplia ulteriormente la portata dell’operazione e ne rafforza il valore strategico. L’accordo con Unipol completa il disegno industriale. In caso di successo dell’Opas, oltre seicento sportelli verrebbero ceduti e integrati in BPER Banca, con la possibilità di far rivivere il marchio Monte dei Paschi in una nuova configurazione societaria. Il confronto resta aperto e saranno il mercato, gli azionisti e le autorità di vigilanza a determinarne l’esito.

 

Amministrative, ai ballottaggi è pareggio 3 a 3 nei capoluoghi

Ai ballottaggi delle amministrative 2026 il centrodestra conquista tre dei sei capoluoghi al voto — Arezzo, Lecco e Macerata — mentre il centrosinistra si impone negli altri tre: Agrigento, Chieti e Trani. Considerando l’intero quadro dei 18 capoluoghi interessati da questa tornata elettorale, le elaborazioni di YouTrend indicano che il centrosinistra passa da 8 sindaci uscenti a 10 eletti, mentre il centrodestra sale da 5 a 6. Calano invece da 5 a 2 i sindaci civici o espressione di altre forze politiche. L’affluenza registra un’ulteriore flessione di circa otto punti rispetto al primo turno. Nei 42 comuni chiamati al voto per il ballottaggio, tra cui sei capoluoghi di provincia, si reca alle urne il 52% degli aventi diritto. Fanno eccezione i 148 comuni della Sardegna, dove si è votato soltanto al primo turno e dove l’affluenza ha superato il 60%, premiando in molti casi i sindaci uscenti.

A due settimane dal primo turno, che aveva coinvolto circa sei milioni di elettori in 750 comuni italiani, il secondo turno non produce particolari scossoni politici. Anche questa volta la forte presenza di liste civiche e le specificità locali rendono difficile individuare un vincitore netto a livello nazionale. Tra primo turno e ballottaggi, nei comuni sopra i 15 mila abitanti, le liste civiche avanzano sensibilmente, passando da 17 a 28 sindaci. Il centrodestra perde invece due amministrazioni, scendendo da 42 a 40 sindaci, mentre il centrosinistra ne perde nove, passando da 59 a 50. Sommando questi risultati alle elezioni nei comuni piccoli e medi, il quadro complessivo restituisce sostanzialmente un pareggio tra gli schieramenti.

Per la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i risultati «confermano ancora una volta la forza del centrodestra, la solidità della coalizione e il suo radicamento nei territori». La premier ha rivolto inoltre i propri complimenti ai sindaci eletti, «di ogni schieramento», augurando loro buon lavoro affinché amministrino «con serietà e concretezza». Di segno opposto la lettura della segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein: «Al di là della propaganda, emerge una chiara affermazione dell’alleanza progressista». Il Pd rivendica il risultato nei capoluoghi sintetizzandolo in uno slogan: «Dieci a sei per noi». Le forze del cosiddetto campo largo vedono nel voto un incoraggiamento a rafforzare la collaborazione. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, da Genova invita a proseguire lungo la strada dell’agenda progressista e torna a frenare sull’ipotesi delle primarie. Matteo Renzi e Angelo Bonelli sottolineano invece come il risultato dimostri che «la destra non è invincibile». Di tutt’altro avviso Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, che parla di «debacle della sinistra».

Matteo Salvini accoglie con sollievo un risultato che evita sconfitte significative per il centrodestra, in giorni segnati dalle tensioni sul futuro politico di Luca Zaia e dal passaggio di alcuni esponenti leghisti al movimento guidato da Roberto Vannacci. Si ridimensionano però le aspettative sull’effetto elettorale del generale. A Vigevano, infatti, prevale il candidato di Forza Italia, Paolo Previde Massara, sostenuto anche da una parte dei sostenitori di Vannacci, che non seguono l’indicazione all’astensione. Forza Italia rivendica con soddisfazione questo e altri risultati positivi della tornata.

Ad Arezzo vince Marcello Comanducci, ideatore dei Mercatini di Natale cittadini e appassionato di intelligenza artificiale, sostenuto compatto dal centrodestra e con il contributo determinante dei voti di Azione. A Lecco il centrodestra riconquista Palazzo Bovara con Filippo Boscagli. Il centrosinistra strappa invece Agrigento grazie a Michele Sodano, classe 1989, ex esponente del Movimento 5 Stelle ed ex concorrente di X Factor, sostenuto anche dal movimento di Ismaele La Vardera. A Chieti viene eletto sindaco Giovanni Legnini, già vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura. Nel frattempo, a Foggia si dimette la sindaca Maria Aida Episcopo, espressione dell’area progressista e del campo largo, eletta nel 2023 grazie a una delle prime intese politiche tra Elly Schlein e Giuseppe Conte.

 

Competitività, von der Leyen ai leader Ue: ridurre i costi energetici e semplificare la vita alle imprese

“Ottima conversazione sulla competitività con i leader in vista del prossimo Consiglio europeo. Il lavoro inizia a casa nostra. Riducendo i costi energetici. E semplificando la vita alle imprese in tutta Europa. Ma non finisce qui. Gli squilibri e le sovraccapacità nel commercio globale pongono delle sfide. Le affronteremo direttamente al Consiglio europeo. Diamo priorità alla collaborazione, restiamo aperti al dialogo e difendiamo i nostri interessi”. Lo ha scritto su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen dopo la videocall sulla competitività con alcuni leader europei, tra i quali Giorgia Meloni.  C’è “la necessità di uno sforzo straordinario, sia a livello nazionale sia europeo, per contrastare gli effetti di breve e medio termine della crisi energetica”, ha ribadito la premier Meloni, la quale  ha ringraziato von der Leyen “per aver fornito una prima risposta concreta alla lettera inviata lo scorso 17 maggio dall’Italia con la possibilità di allocare sino allo 0,6% del Pil in tre anni a investimenti e misure straordinarie in ambito energetico nel quadro della già prevista clausola nazionale di salvaguardia (Nec)”. C’è la “necessità che la prevista proposta di revisione della Direttiva Ets, attesa entro il prossimo luglio, si concentri sulla mitigazione del suo impatto sui prezzi dell’energia, sulla riduzione della volatilità delle tariffe e sull’eliminazione degli effetti asimmetrici sugli Stati membri”.
Intanto, la Ue è al lavoro al Piano per tagliare le bollette. Secondo quanto prevede la Commissione Ue nella bozza di regolamento sulle bollette energetiche, atteso a metà luglio e parte del piano Accelerate Eu presentato ad aprile, i Paesi Ue dovranno tassare l’elettricità “in modo più favorevole del gas naturale” e riformare gli oneri di rete per alleggerire le bollette. Pur mantenendo la facoltà di fissare le proprie aliquote, i governi dovranno garantire che l’elettricità resti fiscalmente più conveniente del gas. L’esecutivo Ue punta inoltre a incentivare i consumi nelle ore in cui l’energia costa meno, fissando l’obiettivo di dotare di contatori intelligenti almeno il 50% degli utenti entro il 2030 e il 65% entro il 2033. Bruxelles interviene anche sugli oneri di rete – che rappresentano circa un quarto della bolletta media – introducendo tariffe legate agli orari di utilizzo e criteri per misurare l’efficienza dei gestori. Si apre infine alla possibilità di utilizzare anche i fondi di coesione per sostenere gli investimenti nelle reti elettriche

 

Energia, ok da Commissione Ue ad aiuti di Stato da 23 mld in Italia per elettricità da rinnovabili

Via libera dalla Commissione europea al pacchetto di aiuti di stato italiano da 23 miliardi di euro a favore della produzione di energia elettrica ricavata dalle rinnovabili. Bruxelles considera che il sostegno rispetta la normativa europea sulla concorrenza perché “necessario, appropriato e proporzionato per accelerare la transizione verso un’economia pulita e agevolare lo sviluppo di determinate attività economiche, in linea con il Clean industrial deal”. Il sostegno, osserva l’Esecutivo europeo in una nota, sarà erogato sotto forma di sostegno diretto al prezzo, tramite un contratto per differenza (Cfd) bilaterale, aggiudicato mediante una procedura di gara competitiva. “La misura include salvaguardie per assicurare il corretto funzionamento dei mercati ed evitare di compensare i produttori in caso di prezzi di mercato negativi”, si legge. “Tale misura contribuirà alla transizione verso un’economia a zero emissioni nette e al raggiungimento dell’obiettivo a livello Ue in materia di energie rinnovabili fissato per il 2030”, afferma ancora la Commissione. Il regime è stato approvato nell’ambito del quadro di aiuti di Stato del Clean Industrial Deal (Cisaf) adottato dalla Commissione il 25 giugno 2025. Il regime sosterrà la costruzione di impianti per la produzione di energia elettrica utilizzando energia eolica onshore, solare, idroelettrica e biogas. Gli impianti aggiungeranno complessivamente 37,15 gigawatt di capacità di energia elettrica da fonti rinnovabili, pari a circa il 48% dell’attuale capacità di fonti rinnovabili in Italia. “Questo programma contribuirà in modo significativo all’obiettivo di decarbonizzazione dell’Italia, che prevede di raggiungere il 39,4% del consumo finale lordo di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030”, sottolinea Bruxelles. “Contribuirà a ridurre i prezzi dell’energia elettrica e la dipendenza dell’Unione dalle importazioni energetiche, in linea con gli obiettivi definiti nel Clean Industrial Deal e nel piano RepowerEu”, si legge ancora. Gli aiuti saranno erogati sotto forma di pagamenti variabili nell’ambito di contratti per differenza bilaterali (Cfd) che prevedono un bonus per ogni kilowattora di energia elettrica prodotta e immessa in rete, sulla base di un prezzo di riferimento. Se i prezzi di mercato dell’energia elettrica sono inferiori al prezzo di riferimento, lo Stato pagherà la differenza. Se sono superiori, le imprese rimborseranno la differenza. I contratti avranno una durata di 20 anni. Gli aiuti saranno concessi sulla base di una procedura di gara trasparente e non discriminatoria, in cui i beneficiari presenteranno offerte al prezzo di riferimento necessario per la realizzazione di ciascun singolo progetto, precisa Bruxelles Le autorità italiane organizzeranno una procedura competitiva separata per le tecnologie solari ed eoliche con potenza superiore a 1 megawatt, per le quali i richiedenti dovranno rispettare ulteriori criteri di preselezione previsti dalla legge sull’industria a zero emissioni nette (Net Zero Industry Act). Gli impianti con potenza inferiore a 1 megawatt possono beneficiare direttamente del regime, senza partecipare a una procedura di gara. Il prezzo di riferimento in tal caso viene stabilito amministrativamente dall’Autorità di regolamentazione per l’energia e l’ambiente. “Il budget di 23 miliardi di euro del regime si basa su stime dei prezzi di mercato e il sostegno netto effettivo potrebbe essere considerevolmente inferiore in caso di prezzi di mercato superiori alle attese”, aggiunge la Commissione.

 

L’Ue frena sul resort di Kushner in Albania, ‘impatto su adesione’

La Commissione europea ha espresso “preoccupazione” per il maxi-resort di lusso sull’isola di Sazan promosso dal genero di Donald Trump, Jared Kushner, e ha chiesto all’Albania di “astenersi da azioni” che potrebbero avere un impatto sul percorso di adesione all’Ue. “Abbiamo già espresso al ministro dell’Ambiente le nostre preoccupazioni in merito alle potenziali carenze di questo progetto, ha dichiarato un portavoce della Commissione, sottolineando l’impegno di Tirana a sospendere i lavori e a condurre “una valutazione di impatto ambientale completa per il progetto, in consultazione con la società civile”.
Bruxelles ricorda che “il progetto è anche oggetto di indagini da parte della Spak (procura speciale anti-corruzione, ndr) che, secondo quanto riferito, vanno oltre le preoccupazioni ambientali”. “Le nostre preoccupazioni – spiega ancora – non sono nuove. Come già affermato nella nostra ultima relazione sull’allargamento, la ripetuta proroga della legge sugli investimenti strategici continua a sollevare preoccupazioni circa i possibili impatti ambientali, in particolare nelle aree protette”. Il portavoce ha ribadito che Tirana è tenuta, nel quadro del negoziato per l’adesione Ue, e in particolare del capitolo 27 sull’ambiente e il cambiamento climatico, ad “allinearsi pienamente alla legislazione dell’Ue in questo settore”, ad “abrogare le disposizioni incompatibili (promulgate tramite emendamenti alla legge sulle aree protette)”, a “porre fine alla legislazione del 2015 sugli investimenti strategici” e a “dimostrare la propria capacità di gestire i futuri siti Natura 2000, comprese le misure di conservazione che impediscono il deterioramento degli habitat e delle specie”. “L’Albania – ha avvertito – dovrebbe astenersi da azioni che potrebbero compromettere il raggiungimento dei parametri di riferimento per la chiusura del capitolo e ci si aspetta che le autorità albanesi agiscano senza indugio”.

Rfi, per Av Brescia-Verona al via i treni prova, attivazione a inizio 2027. In Lombardia 15 mld di investimenti, 10 già realizzati

Inizieranno a circolare nel primo trimestre del 2027 i treni dell’alta velocità nel tratto tra Brescia e Verona, a  valle di una serie di test, di prove di funzionamento e dell’emissione del certificato da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria”. A confermarlo è stato Aldo Isi, amministratore delegato e direttore generale di Rfi, ieri a Milano per la  presentazione degli investimenti in Lombardia e dello stato di avanzamento dei lavori. A inizio giugno hanno preso avvio i collaudi e i test funzionali con i treni prova, che consentiranno a Rfi di presentare la richiesta di autorizzazione alla messa in servizio all’Ansfisa, entro il 2026. Il costo a vita intera dell’intervento ammonta a 3.164 milioni di euro finanziati anche con fondi Pnrr. La costruzione della tratta dell’altra velocità Brescia Est- Verona, avviata nel luglio 2018, ha raggiunto un avanzamento fisico superiore al 90%. Sono state completate le opere civili della linea e l’armamento ferroviario; sono inoltre già stati attivati i bivi che consentono l’interconnessione tra la linea convenzionale e la nuova linea alta velocità. “L’avvio delle corse prova è un appuntamento per noi fondamentale – ha detto Isi -, importante perché vuol dire che la linea è finita, nella misura in cui può cogliere un treno che comincia a circolare. Il treno, è un treno prova, come da definizione, che comincia a percorrere la Brescia-Verona testando le tecnologie, l’infrastruttura in una logica di incremento graduale della velocità. È chiaro che per noi rappresenta un appuntamento storico”.

La Lombardia ha davanti una delle più ampie stagioni di trasformazione della propria rete ferroviaria: 15 miliardi di euro di investimenti che Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS Italiane) ha messo in campo nel periodo 2022-2026 – di cui 10 miliardi già realizzati – per aumentare la capacità di traffico sulle linee più frequentate, migliorare l’intermodalità e portare ai pendolari più regolarità, affidabilità e sicurezza. I benefici per i pendolari vanno dalla maggiore regolarità all’incremento dell’affidabilità della rete, passando per il miglioramento dell’intermodalità e la diminuzione delle intersezioni tra strada e ferrovia, fino a un sensibile aumento della capacità di traffico, una volta ultimati i potenziamenti, sulle linee a più alta frequentazione del trasporto pubblico lombardo. Sul fronte tecnologico, saranno progressivamente messi in esercizio nuovi sistemi di segnalamento e di distanziamento dei treni, con un miglioramento dell’affidabilità delle linee e della regolarità della circolazione. Proseguendo nel programma di interventi in corso per aumentare la capacità della rete, RFI sta realizzando numerosi interventi di potenziamento sulle linee a più elevato traffico regionale e metropolitano. Tra i principali progetti rientrano il raddoppio di linee come la Codogno–Mantova (con prima fase Piadena–Mantova) e la Ponte San Pietro–Bergamo–Montello (con prima fase Ponte San Pietro–Bergamo); il quadruplicamento di direttrici strategiche di accesso ai nodi urbani, come la Rho–Parabiago e la Milano Rogoredo–Pavia (con prima fase Rogoredo–Pieve Emanuele), interessate dalla sovrapposizione di traffico regionale, a lunga percorrenza e merci; e lo sviluppo di nuove linee AV/AC, tra cui la Brescia–Verona, finalizzate a rafforzare la connessione del territorio e l’integrazione con i grandi corridoi europei.

Un altro asse strategico è l’interoperabilità, in cui si inserisce il programma ERTMS (European Rail Traffic Management System), il sistema europeo di segnalamento e controllo della marcia dei treni sviluppato in coerenza con gli indirizzi dell’Unione Europea per adottare una tecnologia comune, sia a bordo sia lungo la rete. Il piano prevede l’implementazione dell’ERTMS L2 Stand Alone e il progressivo superamento del sistema nazionale SCMT (Sistema Controllo Marcia Treni). In Lombardia sono in avanzata fase di esecuzione i lavori sulle prime linee previste dal National Implementation Plan (NIP 2024) ed è prevista l’estensione dell’ERTMS all’interno del nodo di Milano, con funzionalità di addensamento per incrementare la capacità delle tratte di nodo più cariche in termini di flussi.

Nell’ambito delle politiche di trasferimento del traffico dalla gomma al ferro, RFI ha inoltre programmato interventi a favore del traffico merci, in particolare sulle linee dei Corridoi TEN-T, con adeguamenti allo standard europeo per i treni merci: lunghezza fino a 740 metri, sagoma per traffico combinato P/C80 e massa assiale di 22,5 tonnellate. Parallelamente sono previsti potenziamenti nei principali terminal merci, tra cui Milano Smistamento, Melzo Scalo e Brescia Scalo. In coerenza con gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione, prosegue infine il percorso di riduzione delle emissioni di CO2 verso la carbon neutrality, con progetti come l’elettrificazione della linea Como–Lecco (con prima fase Como–Molteno). Tra le priorità di RFI rientra il miglioramento dell’accessibilità, attraverso una maggiore integrazione tra la rete ferroviaria e gli altri nodi di trasporto, come porti e aeroporti: un intervento emblematico è il collegamento ferroviario dell’aeroporto di Orio al Serio con la rete nazionale. RFI è inoltre impegnata nella ridefinizione del concetto di stazione, con interventi sui piazzali esterni e sugli spazi di accesso per favorire l’integrazione con la mobilità urbana, la pedonalità, la sicurezza e la piena fruibilità da parte delle persone con disabilità o a ridotta mobilità. In questo quadro, il Piano Integrato Stazioni prevede investimenti per un valore di 385 milioni di euro su cantieri in corso o di prossimo avvio in numerose stazioni lombarde, con interventi che riguardano il miglioramento dell’accessibilità tramite marciapiedi, ascensori, sottopassi e pensiline; il potenziamento dell’informazione al pubblico con nuovi sistemi di gestione; lo sviluppo dell’intermodalità con hub, collegamenti con il trasporto pubblico locale e parcheggi per biciclette e auto; e la riqualificazione degli spazi e dei servizi per i viaggiatori. Completano il quadro gli interventi manutentivi, che prevedono oltre 1,7 milioni di ore annue di manutenzione ordinaria per il mantenimento in efficienza della rete lombarda, insieme agli interventi di rinnovo degli apparati di armamento, elettrificazione, segnalamento e telecomunicazioni, tra cui il rinnovo di 130 km di binari e la sostituzione di oltre 220 scambi ogni anno.

 

Trasporti, Rixi: la transizione ecologica deve procedere con pragmatismo

“L’Italia ha ribadito al Consiglio UE dei Trasporti la necessità di rivedere politiche di decarbonizzazione concepite in un contesto economico e geopolitico profondamente diverso da quello attuale. La transizione ecologica deve procedere con pragmatismo, neutralità tecnologica e apertura ai carburanti alternativi, evitando approcci ideologici che rischiano di penalizzare industria, lavoro e competitività. L’Europa deve rafforzare il proprio sistema logistico, rendendolo più resiliente e flessibile di fronte a uno scenario internazionale sempre più instabile. Non si possono costruire politiche europee senza tenere conto di ciò che accade fuori dai confini dell’Unione e dei suoi effetti sulle catene di approvvigionamento e sui costi per imprese e cittadini. Per questo sosteniamo lo sviluppo dei carburanti sostenibili, dal SAF avio ai biocarburanti e al diesel biologico, e il potenziamento delle Autostrade del Mare. Allo stesso tempo riteniamo necessario superare un ETS marittimo che rischia di spostare traffici e investimenti verso porti extraeuropei, indebolendo il sistema logistico continentale. Sulle flotte aziendali condividiamo gli obiettivi ambientali, ma siamo contrari all’introduzione di quote obbligatorie di veicoli elettrici. Servono incentivi e flessibilità, non nuovi vincoli che non tengono conto delle differenze tra i mercati nazionali e delle attuali criticità infrastrutturali.” Lo ha dichiarato il viceministro al Mit Edoardo Rixi intervenendo al Consiglio UE dei Trasporti in corso a Lussemburgo.

 

Trenitalia rinnova il protocollo di conciliazione con le associazioni dei consumatori 

Trenitalia, società del Gruppo FS, e le associazioni dei consumatori hanno firmato oggi a Roma il nuovo protocollo di conciliazione paritetica, aggiornando uno strumento pensato per offrire ai viaggiatori una via semplice, gratuita e rapida per risolvere eventuali controversie con l’azienda senza avviare un contenzioso giudiziario. La sottoscrizione è avvenuta nella sede di FS al termine di un incontro dedicato al Piano Estate 2026, occasione in cui si è parlato anche di assistenza ai passeggeri, informazione al pubblico e qualità dell’esperienza di viaggio durante i mesi di maggiore mobilità. A sottoscrivere il protocollo sono stati Gianpiero Strisciuglio, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia, e Carmelo Calì, Presidente dell’Organo Paritetico di Garanzia, in rappresentanza delle Associazioni dei Consumatori. La conciliazione paritetica è una procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie che consente di affrontare i reclami in modo alternativo rispetto alle vie legali. In concreto, può essere attivata quando il passeggero, dopo aver presentato un reclamo, non ritiene adeguata la risposta o l’indennizzo ricevuto. Trenitalia è un organismo certificato ADR (Alternative Dispute Resolution) e mette a disposizione questo strumento dal 2009 con l’obiettivo di favorire una soluzione più rapida e accessibile dei contenziosi. Con il nuovo accordo, Trenitalia compie un ulteriore passo nel percorso avviato negli anni scorsi con la negoziazione paritetica. Il protocollo riunisce per la prima volta in un quadro organico l’intero sistema di conciliazione del vettore e si applica a tutti i brand dell’azienda – Frecciarossa, Intercity e Regionale – estendendosi anche ai servizi ferroviari transfrontalieri operati sul territorio italiano. Per i viaggiatori significa poter contare su uno strumento di tutela più uniforme e facilmente accessibile, capace di rafforzare il rapporto di fiducia con l’azienda e di promuovere una gestione delle controversie più rapida ed efficace.

 

A Cagliari una nuova sede per l’Istat, riqualificata dall’Agenzia del Demanio

È stata inaugurata ieri la nuova sede dell’Istituto Nazionale di Statistica a Cagliari: uno spazio rinnovato, più efficiente e sostenibile. Gli uffici, in via G. Galassi 2, occupano due appartamenti di 560 metri quadrati complessivi e sono destinati a ospitare circa 20 dipendenti. I lavori di riqualificazione, realizzati dall’Agenzia del Demanio e conclusi alla fine del 2025, hanno consentito all’Istat di lasciare la precedente sede in locazione passiva, generando un risparmio annuo di circa 72 mila euro. L’intervento, inserito nel Piano Città degli Immobili Pubblici, rappresenta un esempio concreto di gestione efficiente del patrimonio immobiliare pubblico con la creazione di ambienti funzionali e moderni, capaci di migliorare la qualità del lavoro e di supportare al meglio l’organizzazione dell’Istituto, coniugando investimenti per la modernizzazione degli spazi operativi con l’abbattimento dei costi di locazione. La cerimonia inaugurale, che si è svolta alla presenza dei vertici dell’Istat, dell’Agenzia del Demanio, del Sistan e delle autorità locali, è stata l’occasione per illustrare le strategie di valorizzazione e le modalità innovative, sostenibili ed efficienti degli interventi dell’Agenzia.

 

Rinnovabili, la Regione accelera. Giani e Barontini: “Integriamo i piani nazionali”

Ieri pomeriggio la Giunta Regionale ha discusso un pacchetto di provvedimenti attesi e strategici per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Toscana: la proposta di legge che individua le aree idonee alle rinnovabili in Toscana e il mandato agli uffici competenti per la pubblicazione del Prizat (Piano regionale delle zone di accelerazione).

Il quadro legislativo disposto dalla nuova legge statale n. 4 del gennaio 2026 lascia poco margine di manovra alle Regioni in merito alla capacità di programmare la diffusione degli impianti fotovoltaici ed eolici, avendo già individuato aree idonee valide su tutto il territorio nazionale e lasciando alle Regioni spazi esigui di discrezionalità per aggiungerne altre. La Toscana intende tuttavia fare tutto il possibile per favorire la diffusione di questi impianti, nel rispetto delle particolarità della nostra regione, caratterizzata da straordinarie bellezze paesaggistiche, storiche e culturali.

“La Toscana – afferma Giani – produce già il 51% del suo fabbisogno energetico con energie rinnovabili. Oggi, interpretando la legge 4 approvata nel 2026 dal Parlamento italiano, vuole sfruttare al massimo le potenzialità per poter avere, con l’uso dei pannelli fotovoltaici, un incremento di questa quota per arrivare al 2030 passando dal 51% a due terzi della produzione energetica regionale attraverso energie rinnovabili. Parliamo di geotermia, naturalmente ed anche di pannelli fotovoltaici, eolico e fonti idroelettriche”. “Per questo – continua Giani – abbiamo previsto procedure che non necessitano il rilascio della VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), con un piano di accelerazione per gli otto capitoli previsti dalla legge nazionale. Stiamo parlando di luoghi come complessi industriali, cave, discariche, interporti, dove c’è, ad esempio, una distanza di 300 metri dall’autostrada e la possibilità di utilizzare spazi già interessati dal passaggio di arterie infrastrutturali di grande portata”. “Quindi – aggiunge Giani – abbiamo incrementato quelle che possono essere le aree idonee e conseguentemente abbiamo aggiunto a quello che già prevede la normativa nazionale in materia la possibilità di individuazione di aree idonee non solo nelle autostrade ma anche nelle aree prossime alle strade di interesse regionale ed a una distanza minima di 250 metri dai complessi industriali. Tutto questo, ovviamente, nelle aree non soggette a vincoli di natura ambientale o culturale che comunque impedirebbero la realizzazione degli impianti. La proposta che riguarda le aree idonee interesserà 157 dei 273 comuni della Toscana: un territorio dove noi avremo la possibilità di coniugare la salvaguardia dell’ambiente e del paesaggio con progetti che comprendono la realizzazione di impianti di energie rinnovabili”. “Uno degli obiettivi di questo pacchetto normativo – conclude Giani – è favorire gli investimenti nelle aree del demanio o del patrimonio regionale, dato che è nelle competenze e nella natura dell’Amministrazione agire come motore del cambiamento”.

I provvedimenti prevedono inoltre norme volte a promuovere gli impianti agrivoltaici, a condizione che siano realizzati nel rispetto della continuità dell’attività agricola e dei requisiti tecnici che saranno definiti dalla Regione, favorendo interventi che rappresentino una concreta opportunità di sviluppo e valorizzazione del territorio rurale.

“Le proposte portate oggi in Giunta – precisa l’assessore all’Ambiente David Barontini – guardano oltre il 2030 e arrivano al 2050 per riuscire a raggiungere quanto prima un’autonomia energetica, che in questo periodo complicato è sempre più importante, rispettando il profilo, la natura e l’identità della Toscana: i nostri paesaggi, le nostre peculiarità, il nostro stile di vita. In questo percorso sarà essenziale il coinvolgimento degli Enti locali con i quali porteremo avanti anche gli sviluppi di una legge che per sua stessa natura è una legge dinamica”. “Quello che vorremmo – prosegue Barontini – è verificare annualmente la potenza installata rispetto a quella prevista, per riuscire, eventualmente, a correggere la traiettoria e avviare una governance condivisa di tutto il processo alla quale partecipano i rappresentanti dei Comuni e delle Province, quindi ANCI e UPI, in modo tale da poter studiare anche delle proposte di modifica per riuscire a rispettare gli obiettivi che ci siamo posti e dare la possibilità di proporre alla Regione un allegato cartografico per aumentare, eventualmente, la percentuale di disponibilità del proprio territorio”.

La proposta di legge sulle aree idonee si accompagna inoltre al mandato conferito agli uffici competenti di procedere nei prossimi giorni agli atti necessari alla pubblicazione della proposta di Piano regionale per l’individuazione delle zone di accelerazione, strumento previsto dalla normativa nazionale per favorire la diffusione degli impianti da fonti rinnovabili in aree specificamente individuate dalla legge 4/2026. Nell’ambito delle procedure previste dalla Valutazione Ambientale Strategica (VAS), il piano verrà quindi pubblicato sul sito della Regione e resterà disponibile per 60 giorni, al fine di consentire ai portatori d’interesse di consultare la proposta e presentare osservazioni. In questa ottica di trasparenza e massimo coinvolgimento dei cittadini è prevista inoltre la pubblicazione di una mappa sul sito web della Regione, che verrà progressivamente aggiornata e implementata, nella quale sarà possibile consultare i dati georeferenziati relativi allo stato delle autorizzazioni e degli impianti sul territorio regionale.

Il pacchetto di provvedimenti sulle aree idonee si concluderà nei prossimi giorni con l’adozione di una seconda proposta di legge volta a promuovere ulteriori semplificazioni amministrative per il rilascio delle autorizzazioni. Si tratta di una facoltà prevista dal decreto legislativo 190/2024 che la Regione Toscana intende utilizzare per sostenere con maggiore efficacia il percorso di transizione energetica.

 

Eni e Petronas: nasce Searah, il principale operatore energetico integrato indipendente del Sud-Est asiatico

Eni e Petronas annunciano che Searah, una nuova joint venture indipendente al 50% che riunisce attività chiave in Indonesia e Malesia, è stata ufficialmente costituita a soli sette mesi dalla firma dell’accordo di investimento del 3 novembre 2025 e a 16 mesi dal protocollo d’intesa annunciato nel febbraio 2025. Searah unisce portafogli, competenze e esperienza regionale complementari con l’obiettivo di garantire creazione di valore a lungo termine e eccellenza operativa in Indonesia e Malesia. Con un portafoglio di 19 asset di produzione e sviluppo di gas – 14 in Indonesia e 5 in Malesia – Searah partirà da una produzione iniziale di oltre 300.000 boe/giorno, con l’obiettivo di superare i 500.000 boe/giorno di produzione sostenibile entro i prossimi tre anni. Sono state ottenute tutte le necessarie autorizzazioni normative, governative e dei partner, sia in Malesia che in Indonesia, e sono state soddisfatte tutte le condizioni sospensive. Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha dichiarato: “Searah riflette la nostra consolidata strategia satellitare, volta a creare business mirati e di qualità, in grado di coniugare dimensioni, efficienza e crescita, guidati dalla nostra eccellenza nell’esplorazione e nella realizzazione dei progetti, nonché dalla nostra costante attenzione alla tecnologia e all’innovazione. Searah è una nuova e solida entità nel Sud-Est asiatico – la prima e la più grande del suo genere nella regione – che unisce la nostra esperienza a quella di Petronas per sostenere lo sviluppo delle risorse energetiche in Indonesia e Malesia, con un forte impegno per la tutela dell’ambiente e la crescita locale”. Tengku Muhammad Taufik, presidente e amministratore delegato del Gruppo Petronas, ha dichiarato: “La costituzione di Searah è in linea con la crescente attenzione di Petronas verso una maggiore disciplina nello sviluppo delle risorse, unita a un impiego del capitale più agile e a una maggiore enfasi sulla creazione di valore sostenibile lungo l’intera catena del valore del gas. Facendo leva sui portafogli e le capacità complementari di Petronas e di Eni, Searah ambisce a raggiungere la profondità operativa, la resilienza finanziaria e la capacità di crescita dei due partner per affrontare in modo affidabile e responsabile i crescenti bisogni energetici della regione, contribuendo al contempo alla sicurezza dell’approvvigionamento a lungo termine in Indonesia e Malesia”. È stata ottenuta con successo una linea di credito revolving da 6 miliardi di dollari, a testimonianza della forte fiducia dei mercati finanziari nel finanziamento dei piani di crescita di Searah, che prevedono investimenti per oltre 20 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni. Questi investimenti sosterranno lo sviluppo di oltre 3 miliardi di barili equivalenti di petrolio (boe) di risorse scoperte e consentiranno la valorizzazione di un potenziale esplorativo aggiuntivo di diversi miliardi di boe. Eni e Petronas condividono gli obiettivi ambientali e di sostenibilità di Searah e ritengono che la collaborazione rafforzerà le attività operative, sostenendo al contempo lo sviluppo economico e le opportunità locali in entrambi i paesi. Il modello operativo indipendente e integrato di Searah genererà inoltre significative sinergie, in particolare in ambito logistico e tecnologico. La squadra di Searah attinge alla vasta esperienza maturata da entrambe le società. Tutto il personale di Eni Indonesia e PETRONAS Indonesia è passato a far parte di Searah, parallelamente alla costituzione di Searah Malaysia Sdn Bhd, un’entità dedicata creata per gestire le attività in Malesia. Il lancio di Searah segue le recenti decisioni finali di investimento (FID) relative ai giacimenti di Gendalo e Gandang (South Hub) e a quelli di Geng North e Gehem (North Hub), annunciate da Eni nel mese di marzo. Questi progetti contengono quasi 283 miliardi di metri cubi di gas inizialmente in posto (GIIP) e circa 550 milioni di barili di condensato associato, con una produzione che dovrebbe iniziare nel 2028 e raggiungere un plateau di 56.5 milioni di metri cubi di gas e 90.000 bpd di condensato entro il 2029. Recentemente Eni ha anche annunciato la scoperta giant di gas Geliga-1 nel blocco Ganal, nel bacino del Kutei, stimata in circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensato in posto. Il pozzo ha dimostrato un’eccellente qualità del giacimento, in grado di produrre circa 5.7 milioni di metri cubi di gas e 10.000 bpd di condensato. La costituzione di Searah sostiene l’impiego di capitali e risorse necessari per raggiungere un obiettivo di produzione a breve termine di 500.000 boe/d di quota di partecipazione, promuovendo al contempo ulteriori opportunità di sviluppo derivanti dal successo del pozzo di esplorazione Geliga.Eni è presente in Indonesia dal 2001 e attualmente detiene un portafoglio Upstream diversificato che comprende attività di esplorazione, sviluppo e produzione. La produzione netta si attesta a circa 90.000 boe/giorno, proveniente principalmente dai giacimenti offshore di Jangkrik e Merakes, al largo della costa del Kalimantan Orientale. La fondazione di Searah segna un nuovo capitolo nella presenza e nell’impegno di lunga data di Eni e Petronas nella regione.

 

A Druento (TO) Italgas connette alla rete un impianto per la produzione di biometano di Asja Energy

È stato completato a Druento (Torino) il collegamento alla rete di distribuzione Italgas di un impianto di Asja Energy per la produzione di biometano, ottenuto mediante digestione anaerobica di scarti della produzione agroalimentare, biomasse agricole e reflui zootecnici. L’infrastruttura consentirà di immettere in rete circa 1,5 milioni di metri cubi/anno di biometano, equivalenti ai consumi medi annui fino a circa 4.000 famiglie del territorio. L’opera ha richiesto la posa di un nuovo tratto di rete di circa 1.200 metri di estensione. L’intervento si inserisce nel quadro regolatorio definito da ARERA che disciplina le condizioni tecniche e le procedure per la connessione degli impianti di produzione di biometano alle reti del gas naturale, prevedendo la verifica di compatibilità e sicurezza da parte del gestore di rete. “Il biometano continua a registrare una crescita sostenuta – ha commentato Pier Lorenzo Dell’Orco, amministratore delegato di Italgas Reti – favorita dagli investimenti del PNRR e dalle recenti disposizioni normative che hanno introdotto una ripartizione più equilibrata dei costi di allacciamento alla rete. Si tratta di una direttrice strategica per il Paese: incrementarne la produzione significa rafforzare la sicurezza energetica, accrescere la competitività del sistema economico e contribuire alla riduzione delle emissioni legate ai consumi finali. A questo si aggiunge un ulteriore elemento di valore: grazie alla flessibilità e alla capillarità delle reti Italgas, è possibile valorizzare le eccellenze agricole e industriali dei territori, trasformando scarti e sottoprodotti in risorsa energetica. Un modello virtuoso di economia circolare che non solo produce gas rinnovabile, ma offre anche una risposta concreta alla gestione dei rifiuti organici. Druento è un esempio di come questa visione possa tradursi in risultati per il territorio”.
L’attivazione del collegamento all’impianto piemontese conferma il ruolo della rete Italgas nello sviluppo dei gas rinnovabili e nella valorizzazione delle filiere energetiche locali. Grazie alla trasformazione tecnologica avviata dal Gruppo, le infrastrutture sono oggi in grado di integrare quote crescenti di biometano e, in prospettiva, altri gas rinnovabili come idrogeno e metano sintetico. Con l’attivazione di Druento salgono a 15 gli impianti di produzione di biometano già connessi alla rete Italgas. L’obiettivo del Gruppo è raggiungere entro il 2031 una capacità di immissione pari a 1,2 miliardi di metri cubi annui, confermando il ruolo delle proprie infrastrutture nella decarbonizzazione del sistema energetico del Paese.

Ansaldo Nucleare completa l’ammodernamento della centrale di Krško

Ansaldo Nucleare ha recentemente completato due progetti di ammodernamento presso la centrale nucleare di Krško (Nek) in Slovenia: l’upgrade del sistema di trattamento dell’acqua e la sostituzione del pacchetto compressori dei gas di scarico. In entrambi i progetti, la società ha operato in qualità di main contractor, gestendo le attività di ingegneria, approvvigionamento, costruzione, installazione e messa in servizio. Nel febbraio 2026, Nek ha inoltre assegnato ad Ansaldo Nucleare un nuovo contratto per l ‘ammodernamento del sistema antincendio dell’impianto , con completamento previsto nel 2027.
L’intervento, si legge in una nota di Ansaldo “migliora la flessibilità operativa e automatizza la produzione di acqua demineralizzata per l’alimentazione del reattore. La nuova configurazione include più linee di trattamento e un moderno sistema di controllo distribuito, che consente un m iglior monitoraggio e il funzionamento in gran parte automatizzato”. Il progetto è stato completato a ottobre 2025 ed è entrato pienamente in esercizio ad aprile 2026.
Il progetto ha visto la sostituzione di due compressori dei gas di scarico con nuove unità. Le competenze di Ansaldo Nucleare in ambito di certificazione Asme e standard nucleari Usa-Ue hanno supportato la progettazione e la fornitura degli scambiatori di calore associati. A causa degli spazi limitati nell’impianto, i compressori sono stati trasportati smontati e riassemblati in sito. I test di accettazione sono stati completati secondo programma e la consegna è stata formalizzata a novembre 2025. “Queste attività rafforzano la nostra collaborazione di lunga data con Nek – ha detto Daniela Gentile, ad di Ansaldo Nucleare. – Gestendo progetti complessi di ammodernamento in condizioni sfidanti, supportiamo Nek nel mantenere i più elevati standard di sicurezza, efficienza e affidabilità operativa”.

 

Gruppo Hera quota il suo primo European Green Bond EU in Borsa Italiana

Il Gruppo Hera ha celebrato ieri in Borsa Italiana – Gruppo Euronext, la quotazione del suo primo European Green Bond (EuGB) con la tradizionale cerimonia ‘ring the bell’che accompagna occasioni come questa.  L’emissione obbligazionaria, avvenuta il 26 maggio, del valore di 500 milioni di euro, rimborsabili in 6 anni con una cedola dello 3,50% e un rendimento pari a 3,574%, ha registrato un significativo interesse da parte degli investitori internazionali, ricevendo ordini per circa 3,6 miliardi di euro, quasi 7 volte l’ammontare offerto. L’operazione ha visto una significativa partecipazione di investitori internazionali (in particolare, Gran Bretagna, Francia, Germania), in buona percentuale green e sustainable, a riprova dell’interesse nei confronti del Gruppo anche oltre confine. Con questa operazione il Gruppo Hera ha nuovamente proposto al mercato l’opportunità di finanziare
progetti strategici finalizzati alla transizione green e allineati alla tassonomia europea. In particolare, gli impieghi riguarderanno tre ambiti principali: la gestione sostenibile delle risorse idriche e delle acque reflue; l’economia circolare, prevenzione e controllo dell’inquinamento; l’efficienza energetica e infrastrutture energetiche. Maurizio Pastore, Head of Debt Listing del Gruppo Euronext, ha dichiarato: “Il successo dell’emissione di Hera, con il suo primo European Green Bond che ha registrato una domanda considerevole da parte degli investitori istituzionali, conferma la capacità del mercato obbligazionario di canalizzare capitali e assistere le società virtuose nel perseguire obiettivi di natura ESG. Come Gruppo Euronext, promuoviamo attivamente
l’adozione della finanza sostenibile nella strategia di business, affiancando questa attività l’offerta di un’infrastruttura sempre più integrata ed efficiente per emittenti e operatori.” “Questa operazione testimonia la nostra forte attenzione per gli strumenti di finanza sostenibile, in linea con la nostra strategia e con il nostro purpose: siamo stati la prima azienda italiana a emettere nel 2014 un green bond e questa è la quinta emissione green in 12 anni, oltre ai due SLB, Sustainable Bond – afferma Massimo Vai, Chief Financial Officer del Gruppo Hera – che ci riconferma come azienda di riferimento per la finanza sostenibile, anche a livello internazionale. Questa sinergia tra il nostro Gruppo, Borsa Italiana, banche e investitori, permetterà il finanziamento di progetti rilevanti a beneficio dei cittadini e dei territori, migliorando ulteriormente la resilienza dei servizi e generando quel valore condiviso che ci permette di proseguire in un percorso di crescita nel quale sviluppo economico e sostenibilità ambientale e sociale non sono dimensioni distinte ma fanno parte di un’unica visione strategica.” L’emissione di questo European Green Bond (EuGB) del Gruppo Hera è stata coordinata da BNP Paribas, Credit Agricole CIB, Mediobanca, UniCredit, BBVA, Intesa Sanpaolo – Divisione IMI CIB, Banco Santander, Banca AKROS, Deutsche Bank, BPER Banca, Montepaschi di Siena, Barclays, Caixabank e Goldman Sachs come Joint Bookrunners. Lo studio legale Legance ha assistito Hera, mentre lo studio Linklaters ha supportato i Joint Bookrunners.

 

Officine Maccaferri inaugura il nuovo stabilimento produttivo nordamericano in South Carolina

Officine Maccaferri, platform company di Ambienta SGR e leader globale nelle soluzioni per l’ingegneria civile e ambientale, ha inaugurato ufficialmente il 5 giugno il suo nuovo stabilimento produttivo nordamericano a Fort Lawn, in South Carolina. L’evento ha segnato l’avvio ufficiale delle attività dell’impianto e ha riunito il top management di Maccaferri, importanti partner commerciali e rappresentanti delle istituzioni locali e regionali. L’inaugurazione dà concreta attuazione all’investimento annunciato a marzo e rappresenta una nuova tappa operativa nel percorso di crescita di lungo periodo del Gruppo in Nord America, a conferma della centralità degli Stati Uniti nella strategia di sviluppo globale di Maccaferri. Con quasi l’intera gamma delle tecnologie produttive di Maccaferri concentrata in un unico impianto, il nuovo stabilimento è uno dei più grandi siti produttivi e il più avanzato dal punto di vista tecnologico dell’intera rete globale del Gruppo. L’impianto rafforza il ruolo di Maccaferri come fornitore di riferimento di soluzioni geotecniche a supporto della sostenibilità ambientale per il settore delle infrastrutture, in un contesto in cui la domanda negli Stati Uniti continua a crescere grazie ai consistenti investimenti destinati allo sviluppo infrastrutturale. La cerimonia, tenutasi presso il sito di Synteen Technical Fabrics Inc. a Fort Lawn, ha offerto agli ospiti l’opportunità di visitare da vicino lo stabilimento, le aree produttive e le tecnologie che sosterranno la prossima fase di sviluppo di Maccaferri nella regione. Sono intervenuti Sergio Iasi, Presidente di Officine Maccaferri; Carlton Martin, Sindaco di Fort Lawn; Erin Mosley, Vicepresidente del Consiglio della Contea di Chester; Giulio Ronchi, Console Onorario d’Italia per il South Carolina; Karen Davison, Assistant Director of Economic Development di Choose Chester; e Harry Lightsey III, Segretario al Commercio del South Carolina Department of Commerce. A chiusura della cerimonia si è svolto il tradizionale taglio del nastro, affidato ad Aaron Smith, Presidente e CEO di Maccaferri North America. L’evento è poi proseguito con visite guidate all’impianto, dimostrazioni delle tecnologie e delle soluzioni sviluppate dal Gruppo e momenti dedicati al networking. Sergio Iasi, presidente di Officine Maccaferri, ha dichiarato: “Con l’inaugurazione del sito di Fort Lawn, l’investimento annunciato lo scorso marzo si traduce in una concreta realtà industriale. Si tratta di un traguardo che siamo orgogliosi di condividere con le istituzioni, i partner e la comunità locale che ci hanno sostenuto fin dall’inizio. Questo stabilimento rappresenta molto più di un nuovo impianto produttivo: incarna la Maccaferri di oggi – un one-stop shop, una piattaforma multi-business e un team di ingegneri specializzati nell’adattamento ai cambiamenti climatici, impegnati a realizzare infrastrutture più sicure, più durature e più sostenibili. Conferma il nostro impegno di lungo periodo negli Stati Uniti e riflette la solidità della nostra piattaforma industriale globale.”. Aaron Smith, presidente e ceo di Maccaferri North America, ha aggiunto: “L’inaugurazione dell’impianto di Fort Lawn rappresenta una tappa significativa nel nostro percorso di crescita in Nord America. Più che un nuovo sito produttivo, è un investimento nelle nostre persone, nelle nostre competenze e nel nostro futuro. Progettato secondo i più elevati standard di sostenibilità e sicurezza, l’impianto testimonia il nostro impegno verso l’eccellenza operativa e la volontà di costruire solide basi per lo sviluppo futuro. Questo risultato non sarebbe stato possibile senza il supporto delle comunità di Fort Lawn e della Contea di Chester, il cui contributo è stato determinante per portare a compimento il progetto in tempi così rapidi.” Il nuovo impianto di Fort Lawn sarà il polo produttivo multi-tecnologico di Maccaferri per il Nord America e contribuirà a rafforzare la presenza manifatturiera e operativa del Gruppo nella regione. Realizzato all’insegna dell’efficienza operativa, della sicurezza e della produzione responsabile, il sito unisce capacità produttive locali e know-how ingegneristico globale, sostenendo la crescita del Gruppo nei settori delle infrastrutture, dell’ingegneria ambientale e dell’industria e consentendo a Maccaferri di essere ancora più vicina ai propri clienti e alle comunità del Nord America.

 

Vestas: a Taranto ampliato lo stabilimento per pale eoliche offshore

Il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, e l’amministratore delegato di Vestas, Henrik Andersen, hanno inaugurato ieri a Taranto l’ampliamento dello stabilimento Vestas Blades che costruisce le pale eoliche offshore V236 da 15,0 megawatt, attivita’ avviata gia’ nel 2024 e ora in espansione. Urso e Andersen si erano gia’ incontrati a settembre al Mimit e nell’incontro si era parlato dei piani dell’azienda danese, leader nel settore, presente a Taranto da molti anni. “Vestas  – ha dichiarato Urso – appresenta un esempio di investimento nel settore della tecnologia green che sceglie il nostro Paese. Gli investimenti esteri stanno aumentando in maniera significativa proprio in questi anni del governo Meloni. Questo dimostra ciò che si può realizzare grazie all’efficienza della pubblica amministrazione, alle opportunità offerte dalla Zes unica del Mezzogiorno e all’utilizzo efficace delle risorse del Pnrr attraverso il contratto di sviluppo di Invitalia. Il Sistema Italia ha accompagnato e sostenuto questo investimento, che può fare di Taranto un polo produttivo per gli impianti di energia rinnovabile e, in particolare, per l’eolico offshore. Per questo abbiamo individuato Taranto e Augusta come hub per lo sviluppo dell’eolico offshore, e l’esempio che abbiamo oggi davanti a noi lo conferma”.

 

Ascopiave: Stefano Fae’ nuovo ad, Giovanni Zoppas presidente esecutivo

Il cda di Ascopiave, riunitosi ieri, ha nominato il consigliere Stefano Fae’ quale amministratore delegato e ceo della societa’, conferendogli i relativi poteri. A seguito delle decisioni dello stesso consiglio il presidente del Cda Giovanni Zoppas e’ qualificato quale presidente esecutivo non indipendente.

 

Imprese: +11% credito nel 2025, tasso di default medio sale al 3,3% (Crif)

Nel 2025, il credito erogato alle imprese e’ cresciuto di circa l’11% grazie alle migliori condizioni di accesso al credito rispetto all’anno precedente, portando il trend dello stock attivo a saldo positivo dopo un lungo periodo di calo. In termini di rischiosita’, a dicembre 2025 e’ cresciuto il tasso di default delle societa’ di capitali, attestandosi al 3,3% e segnando un incremento di 0,3 p.p. rispetto al semestre precedente. Invece, rimane sostanzialmente stabile il livello di rischio delle ditte e societa’ di persone (2,9% a dicembre 2025 vs 2,8% a giugno 2025). Complessivamente, il tasso di default medio delle imprese si attesta al 3% (vs 2,8% del semestre precedente). E’ la fotografia che emerge dall’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio sulle Imprese realizzato da Crif. Con riferimento alle societa’ di capitali, le previsioni per il 2026 vedono ‘un’ulteriore crescita della rischiosita” delle imprese alla luce dell’attesa evoluzione del quadro macroeconomico, che risentira’ di un ‘contesto geopolitico fortemente instabile’. Alla luce di cio’, le aspettative per il 2026 sui tassi di default sono di crescita, fino a raggiungere il 3,7% in uno scenario base, che prevede una crescita del Pil dello 0,4%, un’inflazione in moderato aumento intorno al 3% e tassi di interesse in lieve rialzo. In questo contesto, ci si attende una normalizzazione dei flussi commerciali nel corso del secondo semestre 2026 e una erogazione del credito solo parzialmente piu’ selettiva da parte degli istituti finanziari, anche per effetto di un possibile lieve ritocco al rialzo dei tassi di interesse Bce nel corso dei prossimi trimestri. In caso di ulteriore deterioramento del conflitto in Medio Oriente e di persistenti tensioni nello Stretto di Hormuz, nello scenario worst di Crif Ratings si prevede per l’Italia una lieve recessione con Pil in calo fino al -0,5%, un aumento dell’inflazione al 5% e conseguente incremento dei tassi di interesse al 3,5%, con relativo impatto piu’ accentuato sulle erogazioni del credito. In tale scenario, le previsioni vedono un piu’ marcato rialzo dei tassi di default che potrebbero attestarsi su livelli prossimi al 4,4% per la fine del 2026, a cui si potrebbe associare una piu’ intensa pressione sui volumi erogati alle imprese.

 

Cdp-Polimi, sette progetti di innovazione e sostenibilità premiati con l’Impact Award

Iniziative capaci di trasformare le sfide ambientali e sociali in opportunità per il Paese, generando impatti tangibili per persone, comunità e territori: sono quelle premiate in occasione della seconda edizione dell’Impact Award, promosso da POLIMI Graduate School of Management in collaborazione con il centro di ricerca Tiresia e con il sostegno di Cassa Depositi e Prestiti. Il riconoscimento è stato consegnato ai rappresentanti dei sette progetti vincitori nel corso dell’evento che si è tenuto ieri presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano e che ha visto la partecipazione del presidente di Cdp, Giovanni Gorno Tempini, dell’amministratore delegato di Cdp, Dario Scannapieco, e della rettrice del Politecnico di Milano, Donatella Sciuto. Giunto alla seconda edizione, l’Impact Award si articola in più categorie: PMI, Imprese, Infrastrutture, Pubblica Amministrazione – con riconoscimenti distinti per l’impatto ambientale e sociale – e Cooperazione internazionale. I sette progetti vincitori si distinguono per la capacità di produrre benefici misurabili per l’ambiente e le persone, grazie a soluzioni innovative che rispondono a bisogni concreti con effetti positivi e duraturi. L’iniziativa è rivolta ai soggetti attivi in tali ambiti che hanno siglato un accordo di finanziamento con CDP.

La giuria, composta da esperti di sostenibilità e innovazione provenienti dall’imprenditoria, dal settore pubblico, ma anche dal mondo accademico e dal terzo settore, ha selezionato i vincitori a partire da una rosa di 20 finalisti. Questi progetti vincitori. Categoria PMI: Simpro (Piemonte): ha realizzato un edificio industriale per azzerare la quasi totalità dei consumi energetici, grazie a un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e strutture per la mobilità elettrica. Categoria Imprese Ambientale: Damiano (Sicilia): ha sviluppato l’efficientamento idrico del processo produttivo lungo la filiera della frutta secca, la digitalizzazione del magazzino e la creazione di un reparto dedicato agli allergeni. Categoria Imprese Sociale: Esaote  (Liguria): ha creato e commercializzato un dispositivo di risonanza magnetica per la chirurgia del glioma cerebrale, collaborando con neurochirurghi e utilizzando tecnologie innovative. Categoria Infrastrutture: E-Distribuzione  (Lazio): ha investito nel potenziamento della rete di distribuzione elettrica nazionale, migliorando la qualità, l’efficienza del servizio e rafforzandone la resilienza climatica.Categoria PA Ambientale: ABC Napoli (Campania): ha realizzato una piattaforma di ultima generazione per ridurre le perdite della rete idrica, migliorando l’efficienza del servizio e la gestione sostenibile della risorsa acqua. Categoria PA Sociale: ARCA Puglia Centrale (Puglia): ha avviato la riqualificazione del patrimonio residenziale pubblico, con priorità all’eliminazione delle barriere architettoniche e all’accessibilità degli alloggi. Categoria Cooperazione Internazionale: XacBank (Mongolia): ha ampliato il portafoglio prestiti a sostegno delle micro, piccole e medie imprese mongole, in particolare a guida femminile e giovanile e nelle aree rurali, e di progetti green e della filiera del cashmere sostenibile.

“La sfida più grande per aziende e Istituzioni è coniugare competitività e sostenibilità, garantendo al tempo stesso una transizione che non lasci indietro nessuno. CDP ha un approccio equilibrato e pragmatico: sosteniamo lo sviluppo del Paese facilitando l’accesso al credito e indirizzando i finanziamenti verso progetti capaci di produrre impatti positivi. Inoltre, guardiamo all’innovazione che oggi più che mai richiede un impegno di sistema. Le esperienze che premiamo insieme al Politecnico di Milano con l’Impact Award sono un esempio chiaro del legame tra sostenibilità e trasformazione digitale”, ha dichiarato Gorno Tempini.  “I vincitori e i finalisti della seconda edizione dell’Impact Award raccontano casi concreti di realtà che progettano il futuro in chiave sociale e green, generando impatti reali e misurati grazie anche alle nostre metodologie di valutazione e al lavoro con il Politecnico di Milano. Come emerso dalla ricerca DOXA, aziende ed Enti continuano a vedere gli investimenti in sostenibilità come possibilità di crescita nel medio-lungo periodo. Il compito di CDP è quello di mettere a disposizione risorse e competenze per promuovere un circolo virtuoso verso una transizione giusta”, ha sottolineato Scannapieco.  “Come università tecnologica impegnata per il bene comune, crediamo – ha detto Sciuto – che l’impatto vada oltre i risultati ottenuti; è importante anche la capacità di generare nuova conoscenza e opportunità per i territori. L’Impact Award riconosce non solo ciò che è stato fatto, ma anche il potenziale di crescita delle persone e delle iniziative premiate per renderne gli effetti ancora più solidi, trasformando esperienza e conoscenza in valore condiviso”.

Nel corso della premiazione è stata inoltre presentata l’indagine “Sostenibilità, competitività e impatto” curata da DOXA, parte del Gruppo IPSOS, dalla quale emerge come, in uno scenario globale caratterizzato dall’incertezza, le aziende orientate a investire in sostenibilità e gli Enti locali dedichino maggiore attenzione alla dimensione sociale e di governance, pur senza trascurare la componente ambientale. Si delinea insomma uno spostamento progressivo dalla componente E verso le componenti S e G della sostenibilità. Nel dettaglio, la quota delle imprese, PMI incluse, che dichiara di volere – nei prossimi tre anni – aumentare gli investimenti nel benessere e nella tutela dei lavoratori (offrendo smart working, flessibilità dell’orario lavorativo, welfare aziendale e formazione), raggiunge il 66%, in incremento dal 44% degli ultimi tre anni. Cresce il numero delle realtà imprenditoriali che mirano ad accrescere l’impegno per la salute e la salvaguardia dei dipendenti anche in termini di sicurezza: 53% dal 44% del triennio precedente. In rialzo infine le percentuali relative agli investimenti per migliorare la governance (39% dal 33%). L’indicazione per una riduzione dell’impatto ambientale invece, diminuisce pur restando prioritaria, passando al 69% dall’89%. Maggiore attenzione alla componente sociale si rileva anche per gli Enti locali: il 35% dei Comuni che investono in sostenibilità sono intenzionati a rendere più attrattivi i loro territori in termini di infrastrutture e servizi (era al 26% nei tre anni passati) mentre rimane costante l’impegno per la riduzione dell’impatto ambientale (69%). La ricerca evidenzia inoltre come per l’intero campione degli intervistati la sostenibilità non rappresenti più solo un fattore reputazionale ma sia percepita sempre più come una leva economico-finanziaria nel medio-lungo periodo: in particolare per il 30% delle imprese migliora le performance finanziarie e per il 26% facilita l’accesso ai fondi pubblici ed europei. Infine, per accelerare gli investimenti, l’81% delle aziende e il 93% dei Comuni ritiene necessario un supporto, con risorse e competenze, soprattutto nella fase di progettazione tecnica ed economica.

Lufthansa Group e ANA accolgono ITA Airways nella loro joint venture Europa Giappone

Ita Airways compie un ulteriore passo nel percorso di integrazione all’interno del Gruppo Lufthansa. La Joint Venture strategica Europa Giappone tra Lufthansa Group (LHG) e All Nippon Airways (ANA) sarà ampliata con l’ingresso di ITA Airways a partire dall’autunno di quest’anno. Il relativo accordo è stato firmato il 7 giugno durante l‘Annual General Meeting della IATA a Rio de Janeiro. L’ingresso della compagnia aerea italiana nella più grande joint venture tra Europa e Giappone consentirà una cooperazione più profonda in numerose aree strategiche. Comprenderà il network europeo di ITA Airways, incluse le rotte domestiche in Italia, l‘area del Maghreb (Nord Africa) nonchè il suo collegamento di lungo raggio tra Roma-Fiumicino e Tokyo-Haneda. Ciò integra l’ambito della Joint Venture in Italia, che comprende l’attuale collegamento operato da ANA tra Tokyo-Haneda e Milano-Malpensa. Al centro dell’accordo vi è l’hub di ITA Airways presso l’Aeroporto di Roma Fiumicino, da dove la compagnia di riferimento in Italia opera ogni giorno un volo diretto verso Tokyo Haneda. Entrambi gli aeroporti hanno ottenuto il massimo riconoscimento di ‘cinque stelle’ nel rating Skytrax. A partire dall’autunno, questo collegamento intercontinentale potrà essere prenotato anche dai clienti di ANA, Lufthansa, Austrian Airlines e SWISS, consentendo combinazioni flessibili con i propri voli. Inoltre, l’introduzione di un’offerta congiunta sarà implementata progressivamente a partire dall’autunno 2026. I clienti saranno informati non appena sarà disponibile. Poiché la joint venture comprende anche i voli di federaggio operati da ITA Airways verso Roma, i passeggeri da e per il Giappone potranno beneficiare di ulteriori opzioni di viaggio. In particolare, per i collegamenti tra il Giappone e le destinazioni dell’Europa meridionale, dell’area mediterranea e del Nord Africa, l’hub di Roma garantirà tempi di viaggio più brevi. Allo stesso tempo, ANA metterà a disposizione dei passeggeri di ITA Airways numerose opportunità di prosecuzione da Tokyo Haneda verso il proprio network domestico in Giappone. Tutti i passeggeri potranno inoltre accedere alle lounge delle rispettive compagnie a Roma e a Tokyo e beneficeranno del reciproco riconoscimento dei biglietti e dei programmi fedeltà delle due compagnie. La Joint Venture Europa Giappone è stata fondata nel 2012 da Lufthansa e ANA. Negli anni successivi vi hanno aderito anche SWISS e Austrian Airlines. Da allora, questo progetto congiunto ha consentito una cooperazione più stretta e una pianificazione coordinata dei prodotti. La necessaria autorizzazione antitrust (antitrust immunity) all’ingresso di ITA Airways nella joint venture è stata concessa dalle autorità giapponesi alcune settimane fa. Nell’ambito della joint venture, le compagnie partecipanti possono, ad esempio, coordinare l‘operativo dei voli per distribuire al meglio le partenze nel corso della giornata. I clienti delle cinque compagnie coinvolte potranno contare su una gamma coordinata e comparabile di servizi e prodotti sui voli tra Giappone ed Europa. Grazie alla possibilità di combinare in modo flessibile tutti i voli intercontinentali e i collegamenti regionali sia a Tokyo Haneda che presso i cinque hub del Gruppo Lufthansa, i passeggeri avranno a disposizione un numero significativamente maggiore di opzioni di viaggio e di connessioni. Solo tra Europa e Giappone, la joint venture offre attualmente un totale di 160 voli di lungo raggio settimanali.

Juichi Hirasawa, presidente e ceo di All Nippon Airways, ha dichiarato: «Mentre ci avviciniamo al 15° anniversario della nostra joint venture, che ricorrerà il prossimo anno, questa partnership di lunga data con il Gruppo Lufthansa ha consentito di poter offrire ai nostri passeggeri un’esperienza di viaggio integrata e di alta qualità tra il Giappone e l’Europa. Con l’ingresso di ITA Airways nella joint venture e l’accesso all’hub di Roma, siamo lieti di poter offrire ai viaggiatori un servizio eccellente e collegamenti ancora più comodi verso l’Italia, l’Europa meridionale, il Mediterraneo e ulteriori destinazioni.» Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di ITA Airways, ha dichiarato: «Siamo molto orgogliosi di entrare a far parte della Joint Venture Europa Giappone insieme ad ANA e Lufthansa Group. Questo accordo rappresenta una tappa fondamentale per lo sviluppo internazionale di ITA Airways e rafforza ulteriormente la connettività della Compagnia verso la regione Asia-Pacifico, un‘area di grande rilevanza strategica. Ringraziamo i nostri partner, Lufthansa Group e ANA per questa importante opportunità, che ci consentirà di offrire ai nostri clienti un maggior numero di opzioni di viaggio, connessioni più efficienti e un’esperienza sempre più integrata.»

 

Enac Servizi ottiene la certificazione ISO 9001:2015 e avvia una nuova offerta formativa specialistica a supporto dello sviluppo dell’aviazione civile

Lo sviluppo dell’aviazione civile e la sua capacità di affrontare le sfide normative, tecnologiche e operative dipendono in misura crescente dalla disponibilità di competenze qualificate e costantemente aggiornate. In questo contesto, Enac Servizi, società in house di Enac, avvia una nuova offerta formativa specialistica rivolta ai professionisti del comparto aeronautico e aeroportuale, con l’obiettivo di sostenere la crescita, la sicurezza e l’efficienza del sistema. L’iniziativa fa seguito all’ottenimento della certificazione ISO 9001:2015 per la progettazione e l’erogazione di attività formative, che attesta l’adozione di processi strutturati orientati alla qualità, al miglioramento continuo e alla coerenza tra obiettivi didattici e risultati attesi. Qualified Entity accreditata da EASA – Agenzia UE per la sicurezza aerea- per svolgere attività di sorveglianza e certificazione, Enac Servizi opera a supporto del sistema dell’aviazione civile in un contesto caratterizzato da elevati standard di sicurezza e complessità regolatoria, in cui la formazione rappresenta un elemento essenziale per garantire l’adeguatezza delle competenze professionali. La nuova offerta risponde al crescente fabbisogno di aggiornamento del settore ed è destinata a professionisti di gestori aeroportuali, compagnie aeree, società di handling e altre organizzazioni dell’aviazione civile. I corsi, erogati presso la sede di Roma e, su richiesta, in altre sedi, coprono le principali aree operative e normative del comparto, tra cui safety e gestione della sicurezza del volo, audit e compliance, occurrence reporting, gestione del rischio, operazioni di volo, aviation security, trasporto delle merci pericolose e gestione aeroportuale. Particolare attenzione è dedicata ai Safety Management System, alla sicurezza delle operazioni air side, alla runway safety e all’applicazione della normativa europea, ambiti nei quali l’evoluzione del quadro regolatorio richiede un costante aggiornamento professionale. Le attività didattiche sono progettate per favorire il collegamento tra conoscenze teoriche e applicazione pratica, attraverso il confronto in aula e l’analisi di casi del settore. La docenza è affidata a esperti nelle attività di regolazione e gestione dell’aviazione civile.

 

Unirima: continua la criticità della filiera dei rifiuti di plastica, con l’estate aumenta il rischio incendi

Unirima, l’Unione Nazionale Imprese Raccolta, Recupero, Riciclo e Commercio dei Maceri e altri Materiali, torna a lanciare un appello urgente alle istituzioni affinché vengano adottate misure immediate per affrontare la grave situazione che interessa gli impianti di trattamento dei rifiuti di plastica provenienti dalla raccolta differenziata. Già nei mesi scorsi Unirima aveva segnalato, insieme alle principali associazioni del settore, le forti criticità derivanti dai ritardi nel ritiro degli imballaggi in plastica pressati presso gli impianti che svolgono la funzione di Centri Comprensoriali per conto del Consorzio Corepla. A oggi, tuttavia, nessun intervento capace di affrontare e risolvere il problema in modo definitivo è stato messo in campo, mentre le giacenze continuano ad aumentare e molti impianti si trovano in condizioni di crescente difficoltà operativa. “Da mesi stiamo denunciando una situazione che rischia di compromettere la tenuta dell’intera filiera del riciclo della plastica”, dichiara il direttore generale di Unirima Francesco Sicilia. “Nonostante le ripetute segnalazioni, le criticità permangono e numerosi impianti stanno raggiungendo i limiti di stoccaggio autorizzati e quelli previsti dai certificati di prevenzione incendi. È necessario intervenire con urgenza prima che il sistema arrivi a un punto di non ritorno”. “La preoccupazione – aggiunge Carmelo Marangi, vicepresidente di UNIRIMA con delega alla plastica – aumenta ulteriormente con l’avvio della stagione estiva, come hanno dimostrato purtroppo i diversi episodi di roghi già registrati nelle scorse settimane. Le elevate temperature e l’accumulo di materiali stoccati per periodi sempre più lunghi determinano, del resto, un significativo incremento del rischio incendi, con possibili conseguenze sulla sicurezza degli impianti, dei lavoratori e dei territori interessati”.

Unirima ricorda che i circa 250 Centri Comprensoriali attivi sul territorio nazionale rappresentano un’infrastruttura strategica per la gestione dei rifiuti di imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata. L’eventuale saturazione di tali strutture rischierebbe di produrre effetti a catena sull’intera filiera, fino a compromettere la regolare ricezione dei materiali raccolti conferiti dai Comuni e, di conseguenza, l’efficienza del servizio reso ai cittadini. Per queste ragioni, Unirima rinnova la richiesta di un intervento immediato e coordinato da parte di tutti i soggetti competenti, finalizzato sia a gestire l’emergenza attuale sia a individuare soluzioni strutturali che garantiscano stabilità e continuità al sistema del riciclo della plastica. L’associazione conferma la propria disponibilità a collaborare con istituzioni, consorzi e operatori della filiera per individuare rapidamente misure efficaci che consentano di superare l’odierna situazione di criticità e tutelare un settore essenziale per l’economia circolare del Paese.

 

Stadio Pietralata, la Roma lancia la consultazione ai tifosi

Un nuovo aggiornamento sul fronte del futuro impianto del club giallorosso. Ieri, infatti, il club dell’As Roma ha lanciato una consultazione tramite la società di consulenza internazionale CAA ICON per realizzare un sondaggio su larga scala rivolto agli abbonati, a chi ha acquistato biglietti nell’ultimo triennio e a tutti gli utenti registrati ai canali societari. L’obiettivo è consentire ai tifosi di “esprimere le proprie inclinazioni e preferenze sulle caratteristiche”del nuovo impianto.

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