LA GIORNATA
Nucleare: dalla Camera via libera alla legge delega, norme entro l’anno
- Pnrr, l’Ue eroga all’Italia 12,8 miliardi per il Pnrr, è la 9° tranche. Raggiunto l’85% dei fondi stanziati, 194,4 miliardi in tutto
- Caro energia, il governo accantona il voucher, Lega contraria. Avanti con il taglio delle accise
- La Bei e Roma Capitale firmano accordo di advisory per sviluppare edilizia abitativa accessibile
IN SINTESI
La Camera approva la legge delega sul nucleare con 155 voti a favore, 8 astenuti, 86 i contrari. Il testo passa ora al Senato per l’approvazione definitiva. Una volta approvata dai due rami del Parlamento, tramite la legge delega le camere conferiranno al governo una delega, da esercitare entro un anno, per disciplinare la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi. Il testo definisce i campi d’intervento dei futuri decreti governativi , tra cui: La disciplina per la costruzione e l’esercizio di impianti nucleari (SMR, AMR e micro-reattori); la produzione di idrogeno tramite energia nucleare; la gestione del combustibile esaurito e la sicurezza nucleare; la riorganizzazione della governance, con il riordino delle funzioni degli enti competenti. Inoltre, vengono stabili i criteri direttivi che l’esecutivo deve seguire nel redigere i decreti: garantire i massimi standard di sicurezza e protezione della salute; semplificare i procedimenti autorizzativi; prevedere misure di compensazione e beneficio per i territori ospitanti gli impianti; assicurare la partecipazione dell’industria italiana alla filiera tecnologica.
“Con l’approvazione alla Camera della legge delega sul nucleare sostenibile, compiamo un passo importante per il futuro energetico dell’Italia. Oggi abbiamo iniziato a porre le condizioni affinché il Paese sia pronto ad adottare il nucleare sostenibile, quando le nuove tecnologie, alle quali puntiamo, saranno mature e disponibili, all’inizio del prossimo decennio”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin indicando che “entro Natale avremo i decreti attuativi della legge delega sul nucleare”. “Il nucleare sostenibile significa più sicurezza energetica, più decarbonizzazione, più indipendenza – ha proseguito Pichetto Fratin -. In un mondo in cui la domanda di energia è destinata a crescere rapidamente, anche per effetto dell’intelligenza artificiale, dei data center, dell’elettrificazione industriale e civile, chi sarà in grado di produrre energia sarà più libero, più forte e più sicuro. “Vogliamo un’Italia meno dipendente dall’estero, con energia più accessibile per famiglie e imprese – ha detto ancora il ministro -. La bolletta arriva indistintamente nelle case e nelle imprese di tutti gli italiani. Per questo il nucleare non è una bandiera politica o ecologica: è uno strumento da valutare con serietà, fiducia nella ricerca e responsabilità verso le prossime generazioni. Questa è una scelta di concretezza, non di ideologia – ha concluso -. Una scelta di Libertà. Più sicurezza energetica, più indipendenza, più Italia”. “L’Italia non può fare a meno dell’energia nucleare. E’ la cosa più urgente e importante per abbassare, in prospettiva, le bollette per le famiglie e le imprese. Però dobbiamo partire coi progetti entro la fine della legislatura”, ha detto il vicepremier Matteo Salvini. Fuori dalla maggioranza, ha votato per il ddl Pichetto Azione di Carlo Calenda. Il partito, ha dichiarato il suo leader, “ha fatto una grande campagna per il nucleare. È l’unica energia che ci consente di essere indipendenti, di pagare poco e di emettere nulla”. Per Chiara Braga, capogruppo del Pd alla Camera, “ci impongono una legge delega sul nucleare spacciando tecnologie inesistenti sul mercato e soluzioni a 15-20 anni, mentre ogni giorno i cittadini si chiedono quanto ancora aumenterà un litro di benzina”. Più morbido il leader Cinquestelle Giuseppe Conte: “Non ho un approccio ideologico. Vero, c’è stato un referendum che ha detto ‘no’, ma è cambiato il mondo. Io sono favorevole alla fusione, ma il governo parla di fissione”.
Ben più duro Angelo Bonelli di Avs: “Il governo racconta bugie agli italiani. Il nucleare di oggi presenta molti problemi: la lunghezza, la durata per poter realizzare le centrali, il costo”. Bonelli però esclude di promuovere un referendum, per evitare di fare propaganda al governo: “Ci sarà un referendum, sarà il voto delle prossime elezioni politiche”.
“La soluzione degli ‘Small Modular Reactor’ è a dir poco velleitaria – scrive ancora l’esperto -, considerando che la tecnologia a livello commerciale non esiste ancora, e che, per quanto piccolo, un impianto nucleare ha bisogno di presidi eccezionalmente complessi, il che rende la moltiplicazione dei siti assurda”.
Pnrr, l’Ue eroga all’Italia 12,8 miliardi per il Pnrr, è la 9° tranche. Raggiunto l’85% dei fondi stanziati, 194,4 miliardi in tutto
La Commissione europea ha erogato 12,8 miliardi di euro all’Italia, segnando il nono pagamento nell’ambito del Meccanismo per la ripresa e la resilienza (Pnrr). L’erogazione fa seguito alla nona richiesta di pagamento presentata dall’Italia il 30 dicembre 2025 e approvata dalla Commissione il 29 aprile 2026. A seguito dell’approvazione da parte del Consiglio di procedere con questo versamento, la Commissione ha adottato una decisione di pagamento e ha sbloccato i fondi. Il piano di ripresa e resilienza complessivo dell’Italia è finanziato con 194,4 miliardi di euro (71,8 miliardi di euro in sovvenzioni e 122,6 miliardi di euro in prestiti). Come per tutti gli Stati membri, i pagamenti all’Italia nell’ambito del Pnrr sono basati sui risultati e subordinati alla corretta attuazione del suo piano di ripresa e resilienza. Con questo nono pagamento, l’Italia raggiunge l’85% dei fondi stanziati per il proprio piano di ripresa e resilienza. Sono “risorse che finanziano riforme e investimenti in settori strategici per il futuro del Paese: pubblica amministrazione, giustizia, lavoro, istruzione, ricerca, sanità, energia, mobilità sostenibile e sostegno alla competitività”, scrive in un post sui social il vicepresidente dell’esecutivo Ue, Raffaele Fitto, evidenziando che “con questa nona rata, l’Italia raggiunge l’85% delle risorse previste dal piano”.
Si tratta di “un risultato importante che conferma il percorso di attuazione del Pnrr e il suo contributo alla crescita e alla modernizzazione dell’Italia”, sottolinea. “Confermo quanto evidenziato dalla Commissione europea: siamo la Nazione con il miglior tasso di attuazione d’Europa”, dichiara il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Tommaso Foti commentando “il pagamento della nona e penultima rata del Pnrr, pari a 12,8 miliardi di euro, a seguito della valutazione positiva del 29 aprile scorso connessa al conseguimento dei 50 obiettivi collegati, suddivisi in 34 target e 16 milestone, comprendenti riforme e investimenti strategici per continuare a sostenere la crescita economica e sociale della Nazione”.
“Il pagamento della penultima rata del Pnrr, che porta a 166 miliardi di euro l’ammontare delle risorse ricevute dall’Italia, certifica il conseguimento del 100×100 degli obiettivi programmati nei tempi stabiliti, ossia 416 milestone e target che corrispondono a oltre l’85% della dotazione economica complessiva del Piano italiano e a circa tre quarti degli obiettivi previsti fino alla decima e ultima rata. Come ha giustamente evidenziato, in occasione del recente evento sull’attuazione del Pnrr, il Vice DG ECFIN della Commissione europea, Declan Costello, che colgo l’occasione per ringraziare unitamente al DG Céline Gauer per il sempre costruttivo rapporto di collaborazione istituzionale, l’Italia è oggi la Nazione con il miglior tasso di attuazione PNRR d’Europa, fino a diventare un modello virtuoso per gli altri Stati membri superando ogni aspettativa iniziale” dichiara. Tra le diverse riforme inserite nella nona rata, l’attuazione del programma Gol e la fondamentale adozione del rapporto finale del Piano di audit, strumento strategico per consolidare e migliorare gli eccellenti risultati raggiunti nella riduzione dei ritardi di pagamento delle pubbliche amministrazioni che oggi liquidano i fornitori con tempi medi inferiori a 30 giorni. Alle riforme si aggiungono numerosi investimenti tra i quali: l’implementazione del Fascicolo Sanitario Elettronico per l’85% dei medici di base e l’estensione dei servizi di telemedicina a 300.000 persone, nonché l’ammodernamento del parco tecnologico e digitale ospedaliero per 280 strutture sanitarie. Inoltre, tra gli investimenti di particolare rilievo si segnalano la riduzione delle perdite idriche con la distrettualizzazione di 45.000 reti, il rinnovo della flotta del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco con 3.800 nuovi veicoli, l’attuazione del programma GOL con 3 milioni di beneficiari raggiunti, 600.000 formati e il rafforzamento di 326 Centri per l’impiego, il supporto educativo a 44.000 minori nel Mezzogiorno, la digitalizzazione di 7.750.000 fascicoli giudiziari, la formazione in competenze digitali di 8.300 volontari tramite le organizzazioni accreditate al Servizio Civile Universale e di 650.000 dirigenti scolastici, docenti e personale amministrativo, il riconoscimento del credito di imposta e l’erogazione dei fondi per la competitività a favore di 4.000 imprese turistiche e la riqualificazione di 100 parchi e giardini storici. A questi si aggiungono obiettivi intermedi concernenti alcuni investimenti strategici previsti dall’ultima revisione del Piano, tra i quali gli accordi attuativi per la tempestiva attivazione del Fondo Nazionale di Connettività, del Fondo Rotativo Contratti di Filiera, del Fondo destinato agli alloggi per studenti universitari e per la Facility Parco Agri-Solare. Attualmente il Governo Meloni, unitamente a tutti gli Enti e alle Istituzioni preposte, sta lavorando alacremente per il conseguimento degli ultimi obiettivi previsti dal PNRR, connessi alla richiesta di pagamento della decima e ultima rata, oltre che per la gestione efficace della complessa fase di rendicontazione conclusiva del Piano”.
Caro energia, il governo accantona il voucher, Lega contraria. Avanti con il taglio delle accise
Nel governo prende quota la linea della prudenza sugli interventi contro il caro energia. L’ipotesi di introdurre un voucher destinato alle fasce più vulnerabili della popolazione, tornata a circolare nelle ultime settimane, è stata di fatto accantonata a causa delle resistenze emerse nella maggioranza. Al suo posto resta in campo il taglio delle accise sui carburanti, che potrebbe essere prorogato ancora per alcune settimane utilizzando l’extragettito IVA derivante dall’aumento dei prezzi di benzina e diesel. Secondo quanto emerge da fonti della coalizione, il voucher — già valutato all’inizio della crisi energetica e poi scartato — non avrebbe trovato il sostegno della Lega, che avrebbe espresso una netta contrarietà alla misura. Le perplessità riguarderebbero soprattutto la platea dei beneficiari: un intervento modellato sugli attuali criteri della Carta dedicata a te, spiegano ambienti del Carroccio, non garantirebbe un sostegno adeguato al ceto medio e ai lavoratori che utilizzano quotidianamente l’auto per raggiungere il posto di lavoro. Anche all’interno di Fratelli d’Italia il consenso attorno al voucher sarebbe apparso limitato. Sebbene tra i sostenitori dello strumento vi fosse stato in passato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nelle ultime settimane avrebbe prevalso una posizione più cauta. La stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, secondo diverse ricostruzioni, avrebbe frenato sull’ipotesi per evitare nuove tensioni nella maggioranza.
Per questo motivo il tema non è approdato al Consiglio dei ministri e, sottolineano fonti governative, non figurava formalmente all’ordine del giorno dell’ultima riunione dell’esecutivo. La strategia del governo resta dunque concentrata sul proseguimento del taglio delle accise. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato che l’eventuale estensione della misura avverrà attraverso un decreto ministeriale, una volta completate le valutazioni sull’extragettito fiscale. Il titolare del Tesoro ha però invitato a utilizzare con attenzione i nuovi margini di flessibilità concessi dall’Unione europea. «Valuteremo con calma perché lo spazio non è esagerato e non possiamo permetterci di sbagliare il dosaggio delle misure», ha dichiarato Giorgetti, sottolineando la necessità di individuare strumenti efficaci per sostenere famiglie e imprese.
Nel frattempo da Bruxelles fanno sapere che i criteri operativi della nuova flessibilità energetica saranno definiti nelle prossime settimane attraverso un confronto con gli Stati membri. La Commissione europea ribadisce inoltre che gli interventi dovranno essere orientati a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili e non a finanziare in modo permanente il costo delle bollette. Il confronto resta quindi aperto, ma al momento l’esecutivo sembra orientato a privilegiare misure generalizzate sui carburanti piuttosto che nuovi aiuti selettivi. Una scelta che riflette gli equilibri interni alla maggioranza e la volontà di conservare margini di manovra in vista di un possibile aggravamento della crisi energetica nei prossimi mesi.
Bankitalia: indice eurocoin scende a maggio a 0,45
Nel mese di maggio l’indice eurocoin è sceso a 0,45 dal precedente 0,52. Lo rende noto Bankitalia precisando che l’indicatore ha risentito dei livelli contenuti della fiducia di famiglie e imprese, anche a causa dell’indebolimento della domanda e delle pressioni sulle catene di fornitura.
Eurocoin – sviluppato dalla Banca d’Italia – fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro, esprimendo tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del Pil depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo).
Al via collaborazione Bankitalia-P.Chigi su competenze finanziarie digitali
Al via la collaborazione tra la Banca d’Italia e il dipartimento per la trasformazione digitale della presidenza del Consiglio dei ministri per promuovere l’alfabetizzazione finanziaria digitale dei cittadini: più consapevolezza e autonomia nella gestione digitale delle finanze personali e l’utilizzo in sicurezza dei servizi bancari digitali. Lo si apprende da una nota. Pagare un bollettino, controllare il saldo, fare un bonifico in sicurezza: operazioni quotidiane che sempre più spesso passano dal digitale, ma che non sono ancora alla portata di tutti, solo un italiano su due utilizza l’home banking. Il progetto è stato avviato anche grazie alle opportunità offerte dalla misura Pnrr “Rete dei servizi di facilitazione digitale”. In meno di tre anni, 2 milioni di cittadini hanno usufruito delle opportunità di formazione gratuita messe a disposizione dai Punti Digitale Facile e il target previsto dall’UE è stato raggiunto con oltre 7 mesi di anticipo. Nei primi tre giovedì di giugno – il 4, l’11 e il 18 – si svolgeranno tre webinar interattivi curati da esperti della Banca d’Italia e rivolti ai facilitatori digitali, figure chiave della rete dei “Punti Digitale Facile”, che operano sul territorio per supportare i cittadini meno esperti. Gli incontri avranno una durata di circa un’ora e mezza ciascuno, e coinvolgeranno centinaia di facilitatori. L’approccio è pratico e inclusivo e si parlerà di: accesso in sicurezza al conto e strumenti di autenticazione; operazioni più comuni (bonifici, pagamenti, consultazione dei movimenti); lettura dei documenti bancari e gestione del rapporto con la banca; prevenzione delle frodi e riconoscimento delle truffe online, incluse quelle che utilizzano tecnologie avanzate.Come ha detto di recente il governatore Fabio Panetta – si spiega – “la digitalizzazione è ormai diffusa nei servizi di pagamento e si sta estendendo ad altri ambiti. Una parte crescente della clientela, soprattutto tra i giovani, predilige servizi rapidi e facilmente accessibili attraverso canali digitali. L’intelligenza artificiale accelererà questa trasformazione, incidendo sulle modalità di offerta dei servizi finanziari, sulle scelte in materia di pagamenti e sulla gestione del risparmio. Ma questa trasformazione pone nuovi rischi. Gli utenti con minore familiarità con le applicazioni digitali sono più esposti all’esclusione finanziari e alle frodi. La Banca d’Italia è impegnata a tutelare le categorie più vulnerabili attraverso gli strumenti di risoluzione delle controversie e le attività di educazione finanziaria”
La Bei e Roma Capitale firmano accordo di advisory per sviluppare edilizia abitativa accessibile
La Banca europea per gli investimenti e Roma Capitale hanno firmato un accordo di assistenza tecnica (advisory) per sostenere lo sviluppo del Piano di edilizia residenziale sociale (ERS) della città. L’accordo è stato sottoscritto in Campidoglio dalla Vicepresidente della BEI Gelsomina Vigliotti e dal Sindaco di Roma Roberto Gualtieri. L’attività di advisory della BEI, fornita a titolo gratuito, supporterà Roma Capitale nella definizione e strutturazione di un Fondo per l’Abitare Accessibile, con l’obiettivo di incrementare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili per le famiglie che non rientrano nei criteri dell’edilizia residenziale pubblica ma che incontrano difficoltà ad accedere al mercato privato degli affitti. L’iniziativa mira a individuare una struttura di finanziamento equilibrata, efficiente e sostenibile, anche attraverso il coinvolgimento del settore privato e di investitori istituzionali. “Con questo accordo confermiamo l’impegno della BEI a sostenere le città europee nell’affrontare una delle sfide sociali più urgenti, quella dell’accesso alla casa,” ha dichiarato Gelsomina Vigliotti, Vicepresidente della BEI. “Attraverso la nostra assistenza tecnica, che è gratuita per le Amministrazioni Pubbliche, mettiamo a disposizione competenze specialistiche per aiutare Roma Capitale a sviluppare un modello innovativo e sostenibile di edilizia abitativa accessibile, capace di attrarre investimenti e generare un impatto concreto per le famiglie e il territorio, in linea con le priorità dell’Unione europea in materia di coesione sociale, sostenibilità e transizione climatica.” Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma, ha commentato: “Ringrazio la BEI per questa collaborazione che ci consentirà di arrivare alla realizzazione e poi all’istituzione di un veicolo pubblico-privato finanziario per l’housing sociale. Uno strumento per l’acquisizione, la rigenerazione e la realizzazione di tutte le varie tipologie di alloggi della cosiddetta fascia grigia. Quindi non edilizia residenziale pubblica, ma un’edilizia di mercato con un canone accessibile, per contribuire ad affrontare una grande sfida del nostro tempo in tutte le grandi città, non solo a Roma ma in tutta Europa; quella dell’affordable housing. Noi abbiamo un fabbisogno ERS molto ampio, una fascia di circa 30mila alloggi che non rientrano nell’ambito Erp. Sfrutteremo questi strumenti e il supporto della BEI per la progettazione della struttura e dei suoi vari aspetti: forma giuridica, governance, modello finanziario e sostenibilità economico-finanziaria. Trovare un equilibrio tra componenti private e pubbliche è molto importante e su questo la BEI dispone di una esperienza consolidata quindi, quella di avvalerci di un supporto di altissimo livello, rappresenta per noi un’ottima opportunità.”
L’assistenza tecnica accompagnerà il Comune nella valutazione degli obiettivi e dei vincoli del Piano ERS, nella definizione della governance del Fondo per l’Abitare Accessibile e nel ruolo ottimale del partenariato pubblico-privato. L’attività prevede anche un approfondimento del contesto normativo e strategico, la strutturazione tecnica, finanziaria e giuridica del Fondo, e il supporto alla preparazione delle fasi operative del piano, inclusa la definizione di una pipeline di progetti e lo svolgimento di un market sounding con potenziali partner e investitori. Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, ha aggiunto: “L’accordo con la BEI rappresenta un passaggio strategico per le politiche abitative di Roma Capitale e per lo sviluppo dell’Agenzia Sociale per l’Abitare. La prospettiva di costruire un Fondo per l’Abitare Accessibile risponde a una necessità sempre più evidente, ovvero quella di sostenere la fascia di cittadini che non ha i requisiti per accedere all’edilizia residenziale pubblica ma che, allo stesso tempo, non riesce più a sostenere i costi del mercato privato. Parliamo di giovani che cercano autonomia, studenti e lavoratori fuori sede, famiglie monoreddito e lavoratori che oggi si trovano schiacciati tra redditi insufficienti e canoni sempre più elevati. La collaborazione con la BEI ci consentirà di progettare gli strumenti tecnici e finanziari necessari per ampliare l’offerta di alloggi a canoni sostenibili, attrarre nuovi investimenti e potenziare le nostre politiche per rispondere ai cambiamenti sociali ed economici che stanno attraversando la città.”
L’incarico includerà inoltre la modellizzazione finanziaria delle diverse opzioni disponibili – tra cui eventuali contributi pubblici, garanzie o strumenti di sostegno agli affitti se necessari – per assicurare la sostenibilità economica e la bancabilità dell’iniziativa, nonché l’analisi delle implicazioni in materia di contabilità pubblica e aiuti di Stato. Tutte le scelte strategiche e operative legate alle politiche ed investimenti per l’edilizia sociale restano in ogni caso interamente in capo al decisore pubblico. Roma Capitale è un partner storico della BEI: dal 1983 la Banca ha sostenuto numerosi investimenti nella città, tra cui lo sviluppo delle linee metropolitane B1 e C, il rinnovo del materiale rotabile, il potenziamento del trasporto pubblico e interventi nel settore dei rifiuti, per un totale di circa 1,7 miliardi di euro di finanziamenti che hanno contribuito a mobilitare investimenti complessivi per oltre 7 miliardi di euro. Con questo nuovo accordo si apre una fase ulteriore della collaborazione tra BEI e Comune di Roma, con un focus sull’edilizia abitativa accessibile e sulla rigenerazione urbana sostenibile. Il piano della città punta infatti a coniugare l’obiettivo dell’accessibilità economica degli alloggi con interventi di efficientamento energetico e sostenibilità ambientale, in linea con gli obiettivi della missione europea per le città a impatto climatico zero, di cui Roma fa parte. L’iniziativa si inserisce nelle priorità strategiche della BEI nel settore dell’housing e contribuisce all’implementazione dello European Affordable Housing Plan, che prevede tra l’altro il finanziamento di progetti abitativi per 6 miliardi di euro nel 2026. Le attività di advisory rappresentano uno strumento chiave per garantire che i progetti siano preparati con rigore tecnico e basi economico-finanziarie solide, facilitando così la loro realizzazione e la capacità di attrarre capitali.
Ferrovie, Rixi: sciopero sindacati per gare Intercity surreale, d’accordo con lotto unico
“Noi siamo assolutamente d’accordo con il lotto unico. Il problema è che abbiamo ereditato un piano non nostro dove c’era una previsione di più lotti. Stiamo rimodulandolo per avere il lotto unico, condividiamo il fatto che sia più conveniente per il nostro paese”, quindi “lo sciopero è un po’ surreale, condividendo il governo le richieste dei sindacati, rischiamo di scioperare contro noi stessi”. Lo ha detto il viceministro al Mit, Edoardo Rixi, a margine del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?” organizzato da Enac, in riferimento allo sciopero del settore ferroviario dell’11 giugno proclamato dai sindacati contro il bando ‘spezzatino’ dei servizi Intercity. “Stiamo chiedendo la stessa cosa che vogliono i sindacati”, ha concluso Rixi.
Tajani, ‘sul traforo del Monte Bianco c’è un’apertura della Francia’
“Sul Monte Bianco la posizione italiana è favorevole alla creazione di una doppia canna, gli svizzeri anche sono favorevoli, la posizione francese è diversa. Ho però apprezzato la volontà del ministro di valutare uno studio di impatto redatto da due università in modo che si possa fare una valutazione concreta per poi affrontare la discussione e vedere se sulla base di studi la Francia può essere interessata. Questo lo considero un’apertura. Valutare l’ipotesi significa non aver detto no per principio ma studiamo e valutiamo e poi prenderemo le nostre decisioni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani al termine della terza riunione del Comitato di cooperazione frontaliera italo-francese, che si è svolta al Forte di Bard. “E’ stata una riunione molto positiva, ascoltando delle proposte di soluzione dei problemi. Innanzitutto, il tema dei trasporti che richiede ancora qualche azione da parte dei governi per il trasporto ferroviario. Per esempio tra Ventimiglia e Mentone si sta lavorando per migliorare il collegamento e per una formazione bilingue dei ferrovieri. C’è anche l’impegno per migliorare i trasporti marittimi tra Corsica e Sardegna”, ha detto ancora Tajani. “C’è grande voglia di collaborare – ha aggiunto – e se si risolvono sciocchezze burocratiche si possono sviluppare il commercio e lo sport”.
Appalti, Stronati (Confcooperative): Acquisti pubblici leva fondamentale per sviluppo del paese
Dal contrasto al dumping, alla revisione prezzi per arrivare al pieno riconoscimento del modello cooperativo. Sono tra i temi caldi che il presidente uscente di Confcooperative Lavoro Servizi, Massimo Stronati, ha messo al centro della relazione che ha aperto i lavori della seconda giornata della XX assemblea nazionale. L’assise giunge al termine di una stagione assembleare che ha coinvolto 17 assemblee regionali, in 8 delle quali è stata rinnovata la presidenza territoriale. Nel pomeriggio la nomina del nuovo presidente di federazione che subentrerà a Massimo Stronati. Uno dei dati più significativi emersi dai lavori assembleari riguarda il peso crescente degli acquisti pubblici nell’economia nazionale. L’importo complessivo degli appalti pubblici di servizi è cresciuto da poco più di 70 miliardi nel 2021 a 110 miliardi nel 2025. I servizi rappresentano già oggi il 42,8% del totale delle procedure di affidamento pubblico, la categoria più rilevante in assoluto, seguita da forniture e lavori.«Confcooperative Lavoro Servizi – ha sottolineato Stronati – chiede che gli acquisti pubblici vengano riconosciuti come leva fondamentale per lo sviluppo economico e sociale del Paese, e non come semplice voce di spesa da comprimere». Stronati ha indicato i temi su cui concentrare gli sforzi per dare impulso al settore: dalla qualificazione della domanda pubblica con il definitivo superamento della logica del massimo ribasso negli appalti di servizi; alla revisione dei prezzi certa ed esigibile; passando per un salario giusto negli affidamenti pubblici, al costo del lavoro come parametro strutturale, contrasto al dumping contrattuale — e dal riconoscimento del modello cooperativo. «In particolare – ha aggiunto – occorre che sia data piena attuazione del Piano d’azione europeo per l’economia sociale e la Raccomandazione UE del novembre 2023, garantendo a tutte le imprese cooperative pari accesso agli strumenti di promozione previsti per i soggetti dell’economia sociale».
Federmeccanica, la produzione italiana cresce ma il quadro resta critico. Nel primo trimestre crescita del 2,6%, preoccupano export e tenuta finanziaria
Nel primo trimestre 2026, la produzione metalmeccanica registra un recupero dello 0,8% rispetto al trimestre precedente e una crescita tendenziale del 2,6%. Il quadro generale resta tuttavia critico, a causa della contrazione degli ordini esteri e della tenuta finanziaria. Questa la fotografia scattata della 178ª edizione dell’indagine congiunturale di Federmeccanica sull’industria metalmeccanica-meccatronica italiana, presentati oggi a Roma. Secondo lo studio, le performance sono positive in quasi tutti i comparti, con l’unica eccezione dei prodotti in metallo (-2,4% congiunturale). A trainare è soprattutto la ripresa della fabbricazione di autoveicoli e rimorchi (+13,6% tendenziale), che aveva registrato perdite superiori al 20% nel primo trimestre 2025. Seguono i comparti computer, apparecchi elettronici e ottici (+5,8%), metallurgia (+3,4%) e macchine e apparecchi meccanici (+2,8%). Più contenuti gli incrementi per apparecchiature elettriche (+0,8%). Se l’Italia mostra segnali di reazione, la produzione metalmeccanica nell’Ue diminuisce mediamente dell’1,0% rispetto al trimestre precedente. La Francia prosegue la sua crescita (+0,5%), mentre la Germania registra una contrazione del 2,6% e la Spagna riduce i volumi dell’1,7%. Nei primi tre mesi del 2026, l’export del settore è cresciuto del 4,8% su base annua. L’import è però aumentato ancor di più (+8,4%), determinando un avanzo commerciale di circa 10 miliardi di euro. Le vendite all’estero variano a seconda dell’area: calano le esportazioni verso Germania (-5,6%) e Spagna (-6,0%), mentre i flussi verso i mercati extracomunitari crescono dell’8,6% su base tendenziale. L’export è in calo verso Cina (-9,5%), India (-15,3%) e Usa (-1,1%). Nonostante le previsioni a breve indichino una variazione positiva per la produzione totale, ci sono elementi di preoccupazione per tutto il settore. Il 26% delle imprese dichiara una diminuzione del portafoglio ordini, mentre il 32% ha registrato un aumento. Il 12% (+3% rispetto alla scorsa indagine) valuta “cattiva o pessima” la situazione della propria liquidità. Il 30% delle aziende ha attivato procedure per crisi e/o ristrutturazione e il 14% di queste ha già fatto ricorso ad ammortizzatori sociali. L’occupazione si mantiene stabile per il 72% del campione, mentre il 14% prevede aumenti e sempre il 14% ridimensionamenti. Il 59% delle imprese ritiene gli effetti del conflitto in Medio Oriente significativi e il 43% di queste teme che possano essere di lunga durata. Le conseguenze più pesanti riguardano l’aumento dei costi di produzione, in particolare quelli energetici (indicati dal 27% delle rispondenti) e le spese per trasporti e logistica (26%). Per quanto riguarda le misure correttive, il 31% delle aziende ha avviato rinegoziazioni contrattuali con clienti e fornitori, mentre il 26% sta procedendo alla diversificazione dei fornitori per mitigare i rischi. Guardando più da vicino l’incremento dei costi energetici, il 44% delle imprese intervistate ha dichiarato di temere rilevanti ripercussioni sul margine operativo per il 43% contenuto e per il 7% non significativo. Il restante 6% non è stato in grado di quantificare gli effetti.
Trenitalia: accordo con la Camera di Commercio italiana in Cina per lo sviluppo nel mercato estero
Trenitalia, società del Gruppo FS, e la Camera di Commercio Italiana in Cina annunciano la firma di un accordo di cooperazione commerciale finalizzato a supportare lo sviluppo e il consolidamento del brand nel mercato cinese, favorendo nuove opportunità di business. L’intesa definisce un quadro di collaborazione strutturato per la promozione dei servizi Trenitalia attraverso attività di comunicazione, organizzazione di eventi e supporto operativo sul territorio cinese. L’iniziativa si inserisce nella missione della Camera di Commercio Italiana in Cina di accompagnare le imprese italiane nei processi di ingresso e crescita nella Repubblica Popolare Cinese.
“Questo accordo rappresenta un passo concreto nel rafforzamento della nostra presenza in Cina, un mercato strategico ad alto potenziale”, ha affermato Francesco Cacciapuoti, Direttore Sales Trenitalia. “Grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio Italiana in Cina potremo ampliare la rete di relazioni locali, sviluppare nuove partnership e promuovere in modo ancora più efficace l’esperienza di viaggio in Italia attraverso il sistema ferroviario e i servizi integrati di Trenitalia”.
“La collaborazione con Trenitalia conferma il ruolo della Camera di Commercio Italiana in Cina quale piattaforma di riferimento per accompagnare e sostenere il percorso di internazionalizzazione delle imprese italiane nel mercato cinese”, ha dichiarato Gianni Di Giovanni, Presidente della Camera di Commercio Italiana in Cina. “Attraverso questo accordo intendiamo favorire lo sviluppo delle attività di Trenitalia in Cina, facilitando il dialogo con gli stakeholder e gli operatori locali e contribuendo, al tempo stesso, alla promozione dell’eccellenza italiana nei settori della mobilità, dei trasporti e del turismo. In una fase di crescente attenzione verso la mobilità sostenibile, l’innovazione infrastrutturale e la qualità dei servizi, riteniamo che il know-how italiano possa rappresentare un elemento di forte valore aggiunto per il rafforzamento della cooperazione economica tra Italia e Cina”. I risultati registrati negli ultimi anni confermano il crescente interesse del mercato cinese per l’offerta di Trenitalia. Nel 2025 le vendite sono raddoppiate rispetto all’anno precedente e, nel primo trimestre del 2026, il numero di passeggeri è ulteriormente raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2025, evidenziando il forte potenziale di crescita della mobilità ferroviaria italiana presso il pubblico cinese. La Cina rappresenta oggi un mercato di particolare interesse per le imprese italiane attive nei settori del turismo e della mobilità. La Camera promuove già il turismo italiano attraverso la collaborazione con ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo, contribuendo a rafforzare l’attrattività delle destinazioni e dei servizi italiani. Con questa nuova iniziativa, la Camera rinnova il proprio impegno nel favorire lo sviluppo delle imprese italiane nei principali hub economici cinesi, sostenendo strategie orientate all’innovazione, alla digitalizzazione e all’evoluzione dei modelli distributivi.
Poste: nei primi tre mesi consegnata cifra record di 89 mln di pacchi (+14,6%)
Nel settore logistica Poste Italiane da gennaio a marzo ha consegnato la cifra record di 89 milioni di pacchi, facendo segnare una crescita a doppia cifra, +14,6%, rispetto allo stesso periodo del 2025. Lo sottolinea una nota di Poste Italiane, aggiungendo che continua ad aumentare a ritmo sostenuto anche il numero delle consegne effettuate dai portalettere di Poste Italiane: 38 milioni, in aumento del 21,9% rispetto allo scorso anno. Un dato in costante crescita, quindi, quello delle consegne dei portalettere, in linea con quanto previsto dal piano strategico ‘The connecting platform’, che entro il 2028 dovrebbero raggiungere i due terzi del volume totale, anche grazie all’introduzione della nuova rete corriere a gestione diretta. Nell’ottica di avere consegne sempre piu’ sostenibili, prosegue anche lo sviluppo del progetto Green Delivery, che offre ai clienti vari punti di ritiro: la rete dei circa 12.700 uffici postali a cui si aggiungono i circa 20mila punti, tra Rete punto Poste e locker, offre una nuova soluzione flessibile che, accentrando la consegna, permette, sottolinea il comunicato, una consistente riduzione delle emissioni di Co2.
Fincantieri, accordo tra Wass e Magellan a sostegno della capacità di difesa subacquea del Canada
Fincantieri, attraverso la controllata WASS Submarine Systems, leader nella progettazione e nello sviluppo di sistemi avanzati per la difesa subacquea, e Magellan Aerospace Corporation, hanno firmato un Memorandum of Understanding (MoU) finalizzato a individuare e sviluppare ambiti di cooperazione industriale volti a rafforzare la sovranità della difesa canadese e potenziare le capacità di difesa subacquea del Paese. L’accordo è stato siglato in occasione di CANSEC 2026, la principale fiera della difesa che si è svolta a Ottawa in Canada. Nell’ambito di questa collaborazione, WASS Submarine Systems e Magellan lavoreranno congiuntamente per esplorare opportunità di partecipazione industriale canadese nel settore dei siluri pesanti e dei sistemi di contromisure. Le aree oggetto di collaborazione includono la produzione di componenti, sezioni energetiche e sottoassiemi, le attività di assemblaggio finale e di test in fabbrica, nonché manutenzione e supporto operativo nel ciclo di vita dei sistemi. Con oltre 150 anni di esperienza nel settore della difesa subacquea, WASS mette a disposizione della partnership un ampio patrimonio di competenze tecnologiche e industriali nel campo dei sistemi subacquei avanzati. L’accordo rappresenta una base per una cooperazione progressiva tra le due aziende, contribuendo allo sviluppo in Canada di una capacità industriale sostenibile e competitiva lungo l’intero ciclo di vita dei sistemi di difesa subacquea. Grazie alla combinazione tra l’esperienza consolidata di WASS nei sistemi di difesa subacquea e la radicata presenza industriale di Magellan sul territorio canadese, la collaborazione mira a sostenere lo sviluppo nel lungo periodo di capacità sovrane nel dominio underwater, a rafforzare il coinvolgimento dell’industria locale e a favorire una gestione sostenibile delle attività nel Paese.
Maire: Tecnimont si aggiudica lavori aggiuntivi da 900 mln a un progetto già annunciato
Maire annuncia che la propria controllata Tecnimont (Integrated E&C Solutions) si è aggiudicata lavori aggiuntivi per un valore di circa USD 900 milioni, relativi a un progetto onshore large-scale precedentemente aggiudicato e annunciato il 20 maggio 2026. I lavori aggiuntivi sono finalizzati a supportare l’ottimizzazione di impianti Oil & Gas esistenti. Ulteriori dettagli saranno comunicati prossimamente, una volta completate alcune formalità attualmente in fase di finalizzazione tra le parti coinvolte.
Welfare on the road, Destro: “progetto Confindustria per una nuova cultura di logistica e trasporti”
Costruire una filiera dei trasporti più responsabile e performante, a beneficio di tutti gli attori coinvolti, e rafforzare il legame tra manifattura e logistica. Questi alcuni degli obiettivi di Welfare on the Road, il Manifesto promosso da Confindustria. L’iniziativa nasce con una visione chiara: migliorare la sinergia tra industria manifatturiera e trasporto merci, valorizzando il ruolo degli autotrasportatori, figure cruciali della mobilità, il cui contributo è determinante per sostenere la competitività e il funzionamento del sistema economico del Paese. Oggi la rete stradale italiana è sotto pressione. Ma il dato significativo riguarda il capitale umano. Nel 2025 la Commissione UE ha stimato, a livello europeo, un fabbisogno di circa 444.000 autisti, destinato a salire a 745.000 entro il 2028 in assenza di interventi mirati. In Italia la carenza supera già i 25.000 autisti ed è destinata ad aumentare nei prossimi cinque anni, anche perché il nostro Paese è tra quelli in cui una quota significativa di conducenti raggiungerà l’età pensionabile. Questo evidenzia una criticità strutturale che richiede interventi concreti e immediati.
“Con Welfare on the Road, Confindustria intende costruire un ecosistema logistico più sostenibile e competitivo – dichiara Leopoldo Destro, Vice Presidente di Confindustria per i Trasporti, la Logistica e l’Industria del Turismo -. Investire in qualità della vita, sicurezza e migliori relazioni lungo tutta la catena del valore significa maggiore efficienza e maggior sostenibilità ambientale, economica e sociale.” Il Manifesto prevede l’adesione volontaria delle imprese e introduce misure concrete per migliorare le condizioni operative degli autisti: accesso ai servizi essenziali, riduzione dei tempi di attesa, maggiore sicurezza nelle operazioni di carico e scarico, strumenti digitali per la gestione dei flussi e iniziative di sensibilizzazione e formazione.
“Trasporto e logistica rappresentano leve di competitività per l’industria manifatturiera – prosegue Destro -, rivestendo un ruolo strategico per un’economia, come la nostra, orientata all’export. Le dinamiche concorrenziali globali rendono sempre più evidente l’esigenza di aumentare la complementarità tra logistica, trasporti e produzione. La logistica non può essere vista ancora come un costo da contrarre ma rappresenta un driver strategico per restare competitivi nello scacchiere europeo e internazionale.” Con il progetto Welfare on the Road, Confindustria rinnova così il proprio impegno per filiere sempre più innovative, integrate e sostenibili, promuovendo una nuova politica per una logistica moderna, inserita nel sistema produttivo nazionale, per poter affrontare in modo strutturale e sistemico le sfide attuali e future con un’azione coordinata e una visione d’insieme e di lungo periodo.
ITA Airways e Aeroitalia firmano un accordo per sviluppare collaborazioni commerciali
ITA Airways e Aeroitalia hanno sottoscritto un accordo avente come scopo quello di sviluppare collaborazioni commerciali. Le due Compagnie adotteranno un approccio progressivo alla cooperazione commerciale, avviando prioritariamente un accordo di interlinea esteso all’intero network, che sarà attivo a partire dal mese di luglio coprirà la parte restante della Summer 26 e la Winter 26/27. Uno Special Prorate Agreement (SPA) permetterà, inoltre, di ampliare l’offerta per i passeggeri e riguarderà il traffico in connessione. Sulla base dei risultati di queste collaborazioni iniziali si valuteranno eventuali ulteriori iniziative di collaborazione.
L’accordo evidenzia la volontà di ITA Airways e Aeroitalia di continuare a investire nel miglioramento complessivo delle proprie offerte, avendo sempre l’interesse del Cliente e la connettività dei territori al primo posto. In particolare, la collaborazione permetterà, una volta che sarà completata l’implementazione tecnica, di incrementare anche la connettività via Roma Fiumicino da e verso la Sardegna, garantendo ai beneficiari della continuità territoriale e, più in generale, ai cittadini italiani una maggiore facilità di spostamento e un rafforzamento dell’offerta di connessioni da parte di entrambi i vettori con “COA italiano”.
“Con la sigla dell’accordo con Aeroitalia, ITA Airways accelera una strategia già avviata con altre partnership” ha dichiarato Joerg Eberhart, Amministratore Delegato e Direttore Generale di ITA Airways. “L’intesa con Aeroitalia segnala che la rotta scelta è ormai chiara: più connessioni capaci di alimentare il network intercontinentale, più presidio del mercato domestico ed europeo, più efficienza industriale. Una formula che sintetizza l’idea di un hub centrale forte, alimentato non solo dalla flotta propria ma anche da una rete flessibile di alleanze, pensata per allargare il bacino commerciale, migliorare i riempimenti senza appesantire la capacità diretta e consolidare il ruolo di ITA nel disegno industriale del gruppo Lufthansa”. “Siamo lieti di avviare questa collaborazione strategica con ITA Airways, che rappresenta un passo fondamentale per il rafforzamento dell’accessibilità e della mobilità nel nostro Paese” ha spiegato Gaetano Intrieri, Amministratore Delegato di Aeroitalia. “Questa intesa rafforza la nostra missione di offrire soluzioni di viaggio sempre più flessibili e competitive, potenziando la connettività territoriale e favorendo la crescita del turismo e dell’economia italiana. Lavoreremo con grande determinazione per rendere operative ed efficaci tutte le sinergie previste nell’accordo, nell’interesse dei nostri passeggeri. Siamo certi che tale collaborazione costituirà un’importante opportunità di crescita, generando valore aggiunto per il sistema Paese”.
La partnership con Aeroitalia fa seguito a quelle con altri vettori aerei e operatori ferroviari ed è un’ulteriore testimonianza dell’impegno a garantire connessioni sempre più capillari sul territorio italiano, potenziando al tempo lo sviluppo della mobilità e del turismo in Italia.
Politecnica: nel 2025 portafoglio ordini oltre i 56 milioni, 50 nuove commesse e mercato estero in crescita del 36%
In occasione dell’assemblea dei soci che ha approvato il bilancio 2025, Politecnica Building for Humans, tra le maggiori società italiane di progettazione integrata che conta oggi una comunità professionale di 330 persone e progetti in 60 paesi, ha presentato il suo quindicesimo Annual Report, il documento con cui rendiconta ogni anno in modo trasparente il proprio impatto economico, ambientale e sociale. Nel 2025, dopo il fatturato record di 34,2 milioni di euro raggiunto nel 2024, la cooperativa ha confermato risultati prossimi ai massimi storici, con un monte lavori superiore ai 33 milioni di euro e un portafoglio ordini oltre i 56 milioni. Un dato particolarmente significativo alla luce della fase discendente del ciclo PNRR e di un quadro macroeconomico caratterizzato da crescente incertezza e prudenza negli investimenti pubblici, che hanno progressivamente rallentato il ritmo di crescita del comparto. In questo scenario, l’acquisito nel corso del 2025 ha raggiunto 32,67 milioni di euro (+17,9% rispetto all’anno precedente), trainato da 50 nuove commesse – il numero più alto degli ultimi anni – che confermano la capacità della società di continuare a espandere il proprio mercato anche in una fase più selettiva. Il patrimonio netto ha superato gli 11 milioni di euro, rafforzando le basi economiche e organizzative su cui Politecnica punta a costruire il proprio prossimo ciclo di sviluppo. «L’anno che ci siamo lasciati alle spalle si è inserito in un contesto profondamente diverso da quello che aveva accompagnato la nostra crescita nel recente passato. Eppure, i numeri del 2025 raccontano una storia di solidità. Dopo aver raggiunto nel 2024 il miglior risultato della nostra storia, ci eravamo posti l’obiettivo di mantenere una dimensione produttiva stabile in un mercato che si stava contraendo. Ci siamo riusciti, e oltre le attese. In questo scenario, Politecnica ha intrapreso con decisione un percorso di rafforzamento della presenza internazionale, non più come semplice opportunità ma come direttrice strategica fondamentale. E il prossimo Piano Triennale sarà fortemente incentrato su un principio chiaro: il ritorno al progetto come elemento identitario e competitivo continuando a investire sulla qualità del lavoro, sulle competenze tecniche e sulla capacità di integrare discipline diverse in contesti sempre più complessi», ha dichiarato Francesca Federzoni, Presidente di Politecnica.
La capacità di operare contemporaneamente in ambiti diversi — dalla sanità alle infrastrutture, dalla manifattura al restauro del patrimonio — rappresenta uno degli elementi distintivi del modello di progettazione integrata di Politecnica e contribuisce alla capacità della società di mantenere continuità produttiva anche in fasi di rallentamento del mercato. Tra i principali progetti italiani in corso figurano il nuovo ISMETT 2 a Carini (Palermo), il Nuovo Polo Ospedaliero di Padova, l’ampliamento della Manifattura Bulgari a Valenza, gli interventi sul Palazzo delle Corporazioni a Roma e sulla Cavallerizza Reale a Torino. I mercati esteri rappresentano per Politecnica non una risposta al rallentamento del mercato domestico, ma una direttrice strategica fondamentale: l’ambito in cui valorizzare pienamente il modello di progettazione integrata e la propria capacità di gestione della complessità. Nel 2025, il 25% del fatturato è derivato da commesse estere, con il mercato internazionale cresciuto del 36% rispetto all’anno precedente. La presenza internazionale si sviluppa attraverso programmi infrastrutturali, ambientali e sanitari finanziati da Donors internazionali e si estende oggi a dieci Paesi in Europa, Africa e Caraibi. Nel corso dell’anno Politecnica ha consolidato la propria presenza in mercati già presidiati e avviato nuove attività in Mozambico, Zambia, Sint Maarten e Filippine.
L’Annual Report 2025 restituisce anche il quadro di una trasformazione più profonda che riguarda il modo in cui Politecnica interpreta oggi il progetto: non soltanto come risposta tecnica, ma come strumento capace di generare valore ambientale, sociale e territoriale con particolare attenzione ai temi dell’accessibilità, della resilienza climatica, della rigenerazione urbana e della qualità della vita delle comunità. Il documento evidenzia inoltre gli investimenti nell’innovazione organizzativa e digitale, sviluppando strumenti basati su AI generativa e gestione avanzata della conoscenza a supporto dei processi progettuali e commerciali. Per il prossimo anno Politecnica punta a rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento internazionale e a consolidare un modello di progettazione integrata fondato su qualità, multidisciplinarità, innovazione e capacità di operare in contesti complessi, continuando a investire nello sviluppo delle competenze e negli strumenti digitali avanzati a supporto del progetto.
Rifiuti, Utilitalia: con Ets su termovalorizzatori aumento dei costi fino da 350 mln l’anno
Un aumento dei costi fino a 350 milioni di euro l’anno, con il rischio di penalizzare la sostenibilità economica del sistema di gestione dei rifiuti. Sono le stime di Utilitalia, la Federazione che rappresenta le aziende italiane di acqua, ambiente ed energia, sugli impatti dell’eventuale estensione del sistema europeo ETS (Emissions Trading System) agli impianti di termovalorizzazione, prevista dalla Direttiva UE a partire dal 2028. La Federazione condivide l’obiettivo di ridurre le emissioni di CO₂ anche nel settore dei rifiuti, ma ritiene che l’attuale impostazione normativa meriti un ulteriore approfondimento, alla luce delle specificità strutturali di questi impianti e del contesto regolatorio ancora in evoluzione. I termovalorizzatori svolgono infatti un servizio pubblico essenziale: trattano i rifiuti non riciclabili che non possono trovare altra destinazione virtuosa. Applicare loro un costo aggiuntivo legato alle emissioni, senza un quadro normativo completo e senza strumenti alternativi di decarbonizzazione già disponibili, rischia di produrre effetti indesiderati. Se, infatti, i termovalorizzatori fossero soggetti a oneri ETS senza una disciplina equivalente per le discariche, queste ultime potrebbero risultare economicamente più vantaggiose per lo smaltimento dei rifiuti non riciclabili e degli scarti di lavorazione del riciclo: uno scenario che andrebbe nella direzione opposta agli obiettivi del Green Deal e alla stessa gerarchia europea dei rifiuti. L’impatto economico complessivo è stimato in un aggravio fino a 350 milioni di euro l’anno a livello nazionale, con ricadute su Comuni, cittadini e imprese, e un incremento della tariffa di conferimento di circa 45 euro per tonnellata. Dal 2024, la Germania ha incluso i propri impianti di incenerimento in un sistema nazionale di carbon pricing: a oltre un anno dall’avvio, i dati non mostrano riduzioni significative delle emissioni né miglioramenti nei tassi di riciclo, mentre i costi per il sistema pubblico sono aumentati in modo rilevante. Per Utilitalia, la strada più efficace passa per strumenti dedicati alla decarbonizzazione del settore: in primo luogo le tecnologie di cattura, trasporto e stoccaggio della CO₂ (CCUS), che rappresentano ad oggi l’unica soluzione concretamente percorribile per contenere le emissioni dei WtE. Accanto a queste, la Federazione auspica il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (EPR) e incentivi mirati all’efficienza energetica.
Terna per la giornata mondiale dell’ambiente
In occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, Terna, il gestore della rete elettrica di trasmissione nazionale, rafforza il proprio impegno per la tutela della biodiversità partecipando al progetto LIFE PolliNetwork, coordinato da WWF Italia e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma LIFE Natura & Biodiversità, con il contributo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e della Fondazione CARIPLO. Il declino degli insetti impollinatori rappresenta una minaccia concreta per la biodiversità, la resilienza degli ecosistemi e la sicurezza alimentare. Per rispondere a questa sfida, LIFE PolliNetwork propone un modello innovativo di restauro della natura, capace di integrare tutela ambientale, infrastrutture e partecipazione dei territori. All’interno del progetto, il Gruppo guidato da Pasqualino Monti mette a disposizione le proprie competenze e alcuni asset della rete di trasmissione nazionale come luoghi di sperimentazione ambientale. Anche le infrastrutture, infatti, possono contribuire attivamente alla conservazione del capitale naturale, se progettate e gestite secondo criteri di sostenibilità. La biodiversità rappresenta una componente essenziale del patrimonio naturale del Paese e Terna studia attivamente, in collaborazione con associazioni di settore e mondo scientifico, l’interazione tra elettrodotti e ambiente, con l’obiettivo di sviluppare e adottare soluzioni di mitigazione sempre più efficaci ed evolute.
Nell’ambito del progetto LIFE PolliNetwork, le aree verdi di pertinenza delle stazioni elettriche e la base dei sostegni delle linee aeree si configurano come aree di connessione ecologica (stepping stones), spazi puntuali che possono favorire la presenza di api selvatiche, farfalle e sirfidi. Inoltre, nelle aree di progetto è prevista anche l’installazione di nidi artificiali per i diversi gruppi di insetti impollinatori trattati nel progetto, al fine di aumentare la disponibilità di siti idonei per il rifugio e la riproduzione. Le prime regioni coinvolte saranno Piemonte, Lazio e Sicilia. Particolare attenzione è dedicata anche al monitoraggio scientifico degli interventi e alla raccolta di dati, anche attraverso iniziative di citizen science che coinvolgono tecnici, studenti e cittadini, contribuendo a diffondere conoscenza e consapevolezza sul valore degli insetti impollinatori e della biodiversità. Complessivamente, LIFE PolliNetwork prevede interventi di ripristino e gestione della vegetazione in 32 siti distribuiti in 10 regioni italiane, per una superficie complessiva di circa 88 ettari. Le azioni si concentrano su aree naturali, aree agricole e lungo le infrastrutture lineari – tra cui strade, ferrovie e linee elettriche – considerate elementi chiave per rafforzare la connettività ecologica. Per Terna, LIFE PolliNetwork rappresenta un esempio concreto di come la gestione delle infrastrutture possa evolvere, integrando la sicurezza e l’efficienza del servizio elettrico con la tutela della biodiversità e contribuendo alla resilienza dei territori.
Fedrigoni apre la strada all’adozione su larga scala del biometano
In qualità di produttore cartario, Fedrigoni opera in un settore hard-to-abate, caratterizzato da limitazioni tecnologiche all’elettrificazione e da emissioni di processo inevitabili. La sostituzione del gas naturale fossile con biometano rinnovabile rappresenta oggi una delle leve più concrete per intervenire sia sulla resilienza sia sull’intensità carbonica della produzione cartaria. Il biometano è un gas rinnovabile distribuito attraverso l’attuale rete nazionale del gas, allocato a stabilimenti dedicati, già applicato presso il sito di Varone (TN) e certificato tramite Garanzie di Origine (GO) e Proof of Sustainability (PoS), in conformità ai meccanismi europei di tracciabilità e certificazione dell’energia rinnovabile e secondo i criteri di sostenibilità RED II/III. L’accordo, siglato con importanti operatori attivi nello sviluppo, nell’acquisizione e gestione del biometano, Verdalia Bioenergy, CH1 S.r.l., Fri-El e Bio.Methane.Hub S.r.l., rappresenta uno dei primi contratti di fornitura a lungo termine di biometano nel settore cartario italiano. Grazie alla copertura di circa il 40% del fabbisogno di gas degli stabilimenti coinvolti tramite contratti a lungo termine di biometano, Fedrigoni riduce in modo significativo la propria esposizione alla volatilità geopolitica e la dipendenza dai combustibili fossili importati.
Parallelamente, la sostituzione di una quota dei consumi di gas naturale fossile con biometano consente di ridurre dal 30% al 50% l’impronta carbonica cradle-to-gate dei prodotti realizzati negli stabilimenti partecipanti, a seconda della linea di prodotto. Questa iniziativa rappresenta una tappa concreta della strategia di sostenibilità Making Progress di Fedrigoni e dei suoi obiettivi ESG 2030: un framework di impegni misurabili e basati su dati concreti che spaziano dalla riduzione delle emissioni, alla progettazione dei prodotti in ottica di economia circolare e all’approvvigionamento responsabile. Oltre all’impatto ambientale, il progetto dimostra che decarbonizzazione e resilienza della supply chain non sono priorità in competizione tra loro, ma elementi che si rafforzano reciprocamente. “La transizione energetica è realmente sostenibile solo quando rafforza anche competitività e resilienza, per Fedrigoni e per i clienti che si affidano a noi”, commenta Stefano Zanoni, Group Head of Energy Transition di Fedrigoni.