Se tutto va bene alla fine di giugno sarà aperta la caffetteria, un nuovo punto di riferimento per un quartiere che ne ha bisogno. Il Workout Pasubio di Parma riprende vita con il nuovo marchio Manzini Off dopo la lunga stagione della riqualificazione edilizia e del disegno delle sue funzioni, culminato con l’affidamento della struttura ai nuovi gestori, la cooperativa sociale EMC2.
Siamo subito alle spalle della stazione ferroviaria parmense, quartiere San Leonardo. Il vecchio fabbricato industriale, circa 4mila metri quadrati, ospitava appunto le officine Manzini, uno marchio storico della meccanica per l’alimentare. Un sito dismesso già da qualche decennio e poi divenuto sede temporanea di diverse attività, come il Csac (Archivio della Comunicazione dell’Università) e quindi il Workout Pasubio (WoPa), centro culturale e per eventi gestito dall’Ordine degli architetti. Fino alla decisione del Comune di Parma, che nel frattempo aveva acquistato il complesso, di voltare pagina dando al sito un assetto rinnovato sul piano materiale e più ragionato e concertato con la città sul piano funzionale.
Un “distretto delle imprese creative e della rigenerazione urbana”, questo il sottotitolo del progetto, che conserverà su un’iconica torre in metallo la sigla “WoPa”. Ma che con il nuovo nome, “Manzini Off”, si rimette in gioco tra memoria e futuro, tra le officine come identità storica da preservare e come nuovo centro di cultura informale da costruire. In un’area cittadina che ha accolto i primi insediamenti industriali di Parma e che è diventata negli ultimi decenni meta di una forte immigrazione, l’ex fabbrica vuole diventare un centro civico aperto alle diverse esigenze del quartiere e della città, luogo di aggregazione e integrazione, di servizi alla cittadinanza, di produzione e offerta culturale.
Dalla riqualificazione alla co-progettazione
Per la riqualificazione edilizia sono serviti circa 4,3 milioni, fondi arrivati per 2,3 milioni dalla Regione e per il resto da un avanzo del piano nazionale periferie. Con l’appalto dei lavori, oggi in buona parte conclusi, aggiudicato all’associazione temporanea di imprese I.T.I. Impresa Generale Spa e Technologica srl, su progetto realizzato dallo studio ACC Naturale Architettura di Torino. Un intervento a costi contenuti, considerando la grandezza degli ambienti, con la finalità di rendere il complesso un contenitore flessibile, un luogo che può adattarsi ai diversi bisogni della cittadinanza.
La messa a fuoco dell’intervento, che proprio per i suoi obiettivi rigenerativi non poteva limitarsi solo alla riqualificazione fisica, è stata affidata dal Comune a una approfondita fase di co-programmazione avviata nel 2023. Un percorso supportato dall’agenzia Social Seed che ha coinvolto decine di enti del terzo settore e dell’associazionismo provenienti da ambiti diversi (cultura, sociale, giovani, lavoro, ambiente) concordi nel proporre di assegnare al nuovo WoPa il ruolo di infrastruttura civica pensata per generare valore pubblico, relazioni e opportunità, a partire dai bisogni del territorio.
Il successivo avviso di co-progettazione da parte dell’ente pubblico allo scopo di trovare candidati per la gestione del complesso non ha trovato però accoglienza ed è andato deserto. Un disimpegno su cui probabilmente hanno pesato i timori sulla sostenibilità economica e organizzaztiva dell’impresa.
Il successivo avviso di co-progettazione da parte dell’ente pubblico allo scopo di trovare candidati per la gestione del complesso non ha trovato però accoglienza ed è andato deserto. Un disimpegno su cui probabilmente hanno pesato i timori sulla sostenibilità economica e organizzaztiva dell’impresa.
Nel 2025 tuttavia il Comune di Parma si è aggiudicato due bandi che hanno aperto nuove prospettive. Il primo della Fondazione Cariparma (“Patto per il Territorio”) è stato vinto con il progetto “Dalla fabbrica alla comunità: Wo.Pa. motore di cambiamento” raccogliendo 500mila euro (oltre a 150mila di cofinanziamento comunale) per completare la rifunzionalizzazione degli spazi e utilizzare la trasformazione fisica come leva per una “costruzione di comunità”. L’altro bando, lanciato dall’Anci, ha permesso con il progetto “Giovani al centro” di mobilitare altre risorse per 550mila euro sull’obiettivo, già emerso durante la co-programmazione, di fare del WoPa una luogo del protagonismo giovanile, tanto più che nel frattempo Parma si era candidata, ed è stata designata, come Capitale Europea dei Giovani 2027.
“Un cantiere che resterà aperto”
In questo contesto in divenire, si è manifestata la disponibilità a riprendere il dialogo con il Comune da parte di soggetti che hanno poi presentato una proposta formale per la gestione. EMC2, una cooperativa sociale che si occupa di lavoro, cultura e ristorazione, è la capofila. La proposta poi accolta dall’ente pubblico con un affidamento per 10 anni, riunisce in un progetto di partenariato soggetti attivi nei campi delle politiche giovanili, della cultura, dell’inclusione sociale, della formazione e della produzione artistica, molti già radicati nel tessuto cittadino. Alla base vi è una visione del Manzini Off – WoPa come spazio dinamico e in evoluzione, un “cantiere aperto” anche dopo la fine dei lavori, fondato su formazione permanente, cultura del lavoro, sostenibilità ambientale e produzione culturale come strumenti di coesione sociale, laboratori e iniziative destinate ai giovani ma non solo e un’attenzione particolare per la formazione lavoro delle persone svantaggiate. Il 9 maggio c’è stato un open day per il quartiere e nel corso dei prossimi mesi saranno avviate le attività. Il progetto è stato illustrato dagli assessori comunali competenti nell’ultimo appuntamento di Città in Scena, la rassegna di Ance e Mecenate 90, che si è tenuta propria a Parma nella scorse settimane.
L’affidamento e le finalità
“EMC2– spiega Francesco De Vanna, assessore a Lavori Pubblici e Legalità – sarà l’operatore economico che abiterà e gestirà questo spazio insieme ad altri attori, associazioni, aziende del terzo settore, movimenti del quartiere anche informali, realtà culturali. Ci sarà un contributo pubblico importante nella prima fase, come avviamento di questa nuova attività e per contribuire alle spese di gestione. Non escludiamo che un supporto possa essere fornito anche nei prossimi anni ma siamo confidenti sulla possibilità che questo spazio una volta preso il via si possa reggere anche sulla base delle sue attività. Il Comune di Parma resta un osservatore partecipante al progetto pur nel pieno rispetto di una realtà con una sua finalità economica che tuttavia, attraverso la co-progettazione, è stata resa compatibile con le finalità sociali e aggregative che il Comune ha individuato”.
“Sarà uno spazio importante all’interno del quartiere – aggiunge l’assessora alla Rigenerazione urbana Chiara Vernizzi – dovrà fungere da elemento innesco per iniziative a livello locale, con attività rivolte espressamente agli abitanti di una zona che ha qualche problematicità. Mantenendo nel contempo offerte attrattive per tutta la città. In passato c’è stata l’esperienza dell’uso temporaneo del Workout Pasubio, una fase anche molto vivace con serate e convegni, ma senza un vero legame con il contesto urbano. Mentre noi oggi abbiamo insistito perché ci sia un doppio registro: luogo per eventi di rilevanza cittadina, ma anche una presenza sentita nel vicinato, con attività che si svolgono nel quotidiano. Un esempio? Uno spazio per i compiti pomeridiani dei bambini. Questa è una zona dove il tema dell’integrazione esiste e il Manzini Off può essere un luogo che fa da aggregatore. Stiamo investendo molto su questa parte di città con la riqualificazione degli spazi pubblici, parchi giochi ed edifici scolastici con l’obiettivo di attivare esiti sociali positivi, che sono il vero fine della rigenerazione. E contiamo per questo anche sulle sinergie con iniziative private, come la riqualificazione in corso della vicina sede storica di Chiesi Famaceutici, con un suo progetto di permeabilità verso il quartiere”.
A che punto siamo del nuovo Wopa? “Una buona parte della struttura è già disponibile – fa il punto De Vanna – c’è un’ala su cui stiamo ancora lavorando, il grande locale detto padiglione Nervi, anche se la attribuzione al famoso architetto è errata. Sarà una sorta di piazza coperta e l’intervento sta per concludersi con la stesura di una resina sul pavimento e la posa di alcuni elementi per ridurre la risonanza acustica. Poi chiuderemo con il montaggio dell’insegna. Intanto stiamo pensando anche alla pedonalizzazione di una delle strade di contorno, via Catania, che così potrebbe diventare utile per attività esterne del centro”.