“Super luoghi”, a Roma torna il festival delle periferie
Le periferie tornano protagoniste. Dall’8 al 31 maggio, a Roma, parte la quinta edizione dell’Iper festival diretto da Giorgio de Finis e organizzato insieme all’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale, il Museo delle Periferie e l’Azienda Speciale Palaexpo. Il titolo della kermesse è ispirato a Marc Augé per il Maam, super luoghi. Da qui, Super Lieux. Periferie: storie e geografie punta a raccontare le esperienze di rigenerazione tra il Museo dell’Altro e dell’Altrove, Corviale, Tor Marancia con il Museo condominiale, l’ex Snia e Piazza Tevere. Tre settimane di incontri, eventi, installazioni e rassegne per smentire l’idea che le periferie siano “non luoghi”. Piuttosto, riflette de Finis nella prefazione del manuale di presentazione dell’edizione 2026, c’è “una pars construens del nostro discorso” sulle periferie. “Innanzitutto quello rappresentato dalle opportunità che il restare sui bordi della fiumana del progresso può offrire”. E, ha spiegato ieri nella conferenza stampa all’Urban center di viale Manzoni, “la narrazione sulle periferie è molto semplificata e invece c’è parecchia umanità”. Certo, aggiunge, “va evitato un ragionamento di tipo coloniale, evitare che si creino nuovi ghetti”.
E, venendo anche a qualche esempio di attualità politica, “le periferie continuano a vivere pregiudizi ottocenteschi per cui i poveri sono i pericolosi. Non bastano campi da calcetto o palestre come a Caivano. Dà troppo l’idea che bisogna far sfogare quelle persone con attività fisica e basta. Forse – conclude – è perché sono concepite anche come bacini uniformi per raccogliere consenso elettorale ma non è così. La rigenerazione non deve creare gentrificazione”. Piuttosto, per dirla con Bauman, deve dar modo di realizzare oltre che i bisogni primari anche i sogni.