Modena, ok a 7 nuove proposte per il Pug

29 Apr 2026

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Modena, ok a 7 nuove proposte per il Pug

Delle undici proposte raccolte allo scadere della seconda finestra dell’Avviso pubblico 2025, lo scorso 18 dicembre, il Consiglio comunale ha ammesso alla fase successiva sette manifestazioni di interesse per l’attuazione del Piano urbanistico generale e ha invitato ad approfondire altre tre proposte, escludendone una soltanto. Per alcune di queste si può procedere con Accordi operativi, trattandosi di grandi trasformazioni di comparti urbani, per altre sono sufficienti Permessi di costruire convenzionati complessi e in un caso serve una regia pubblica che faccia sintesi tra i soggetti interessati. Altre due proposte sono state ritenute di interesse pubblico ma potranno essere ammesse solo con una significativa modifica: che la quantità edificatoria venga trasferita in altra area. Infine, per un’ulteriore proposta viene concessa la disponibilità a valutare una nuova proposta attuativa da parte del privato.

La delibera proposta dell’assessora a Urbanistica ed Edilizia del Comune di Modena Carla Ferrari è stata approvata nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 27 aprile con il voto a favore di Pd, Avs, Spazio democratico, Pri-Azione Sl e M5s, contrario di Fd’I e Modena in ascolto e con l’astensione di Lega Modena e Forza Italia. Presentata in corso di seduta e approvata anche una mozione a firma Pd, Avs, M5s e Pri-Azione Sl, che definisce gli indirizzi per il percorso che porterà dalle manifestazioni di interesse, attraverso la fase negoziale, all’istruttoria per gli Accordi Operativi. Si sono espressi a favore Pd, Avs, Pri-Azione Sl e M5s, contro Fd’I, Lega Modena e Modena in ascolto, non hanno votato Spazio democratico, Forza Italia e il consigliere Luca Barbari del Pd.

In particolare, la delibera approva la Relazione istruttoria realizzata dagli uffici comunali che attesta la conformità al Pug, alla pianificazione territoriale e settoriale, e si esprime positivamente sulla valutazione dell’interesse pubblico, dettando condizioni e prescrizioni che dovranno essere recepiti nella fase successiva.

“Il complesso delle manifestazioni di interesse approvate nella seconda finestra – ha sottolineato l’assessora Ferrari – è particolarmente interessante perché dalla maggior parte dei progetti si coglie come gli operatori abbiano saputo declinare i propri obiettivi economici ponendo contestualmente grande attenzione alle istanze formulate nell’ambito del percorso partecipato ‘Sei la mia città’ e proponendo soluzioni complesse ed originali che ci consegnano, davvero, ambiti urbani rigenerati”.

A seguito dell’istruttoria tecnica, in particolare le manifestazioni relative alle aree di via Cimarosa-viale dello Sport-ex Borsa Merci, ex Terim a Baggiovara, via Toscanini, strada Attiraglio-ex Officine Rizzi, viale Storchi, via Cherubini ed ex Fonderia Albareto sono state valutate positivamente in relazione al Pug, alla pianificazione territoriale e settoriale.

Le due manifestazioni d’interesse di via Chiavari e via Giardini a Baggiovara non risultano pienamente coerenti con gli obiettivi di qualità del Pug ma per entrambe è stato valutato l’interesse pubblico, ritenendo che possano essere riformulate con Accordi operativi che propongano il trasferimento delle quantità edificatorie in altra area. In particolare, per quanto riguarda via Chiavari si tratta dell’acquisizione da parte del Comune della zona dove sorge un’area boscata che può completare il Parco della Resistenza mentre per via Giardini a Baggiovara, si tratta del contributo che l’area può potenzialmente fornire al sistema ecologico-ambientale urbano per localizzazione e dimensione.

Anche per la manifestazione d’interesse di via Emilia-strada Barchetta, l’Amministrazione ha dato una valutazione non positiva ma, anche in questo caso, visto l’interesse pubblico rappresentato in particolare dalla messa a disposizione di un’area, oggi privata, per la realizzazione di un parcheggio pubblico in un contesto che ne è carente, potrà essere presentata una nuova proposta attuativa, mediante Accordo operativo o Permesso di costruire convenzionato complesso in relazione alle funzioni da insediare. La nuova proposta dovrà essere coerente al Pug con particolare attenzione agli aspetti ecologico-ambientali ed economico-sociali, tenendo in considerazione l’obiettivo prioritario di incrementare e qualificare l’offerta di Edilizia residenziale sociale (Ers). Infine, la manifestazione d’interesse di viale Monte Kosica non è stata invece ammessa alla fase successiva poiché non si configuta come intervento di rigenerazione urbana, limitandosi sostanzialmente ad un cambio d’uso da laboratorio ad abitazione/studio.

L’approvazione della delibera sulle manifestazioni di interesse per l’attuazione del Piano urbanistico generale (Pug) e della mozione dedicata allo stesso tema è stata anticipata da un lungo dibattito aperto ieri, lunedì 27 aprile, da Maria Grazia Modena (Modena per Modena) che ha evidenziato una distanza tra principi e attuazione, affermando una “scarsa o nulla applicabilità delle misure e la mancanza di iniziative capaci di incidere davvero”. Ha individuato il nodo nella crisi dell’urbanistica, definita “complessa, caotica e inadeguata”, e nella difficoltà di governare trasformazioni sociali come la crescita delle famiglie mononucleari e la “stasi demografica”. Ha descritto una città frammentata, con “divisioni difficili da cucire tra centro e periferia”, richiamando la necessità di “scelte più coraggiose”.

Elisa Rossini (FdI) ha sottolineato come i proponenti dovessero presentare diversi documenti, “tra cui il quadro economico, ma nella delibera si legge che non è stato ancora valutato”, elemento che “ci lascia perplessi” e che rappresenta, a suo avviso, una criticità rilevante. Pur riconoscendo la complessità della normativa regionale e del lavoro di uffici e Giunta, ha citato casi specifici, come l’ex Borsa Merci, dove “manca l’indicazione delle risorse per il recupero”, avanzando il dubbio che alcune proposte non siano state escluse “per evitare che l’avviso pubblico finisse per rivelarsi un nulla di fatto”. Luca Negrini ha sostenuto che “davanti alle manifestazioni di interesse si è sempre al solito punto”, attribuendo le difficoltà sia a un “regolamento stringente” sia alle dinamiche della maggioranza. Ha criticato l’assetto politico, affermando che “Avs porta avanti le sue battaglie” e “il Pd limita i margini d’azione”, con ricadute anche sulle imprese. In merito alla mozione, ha parlato di “schema ricorrente” e di un’impostazione che rischia di interferire con le dinamiche dei progetti, denunciando una “distanza tra maggioranza e interessi dei cittadini”.

Giovanni Bertoldi (Lega Modena) ha definito questa fase “preliminare”, sostenendo che “è difficile dire se i progetti troveranno effettiva realizzazione e questo impedisce di dare un giudizio unitario”. Ha evidenziato una valutazione disomogenea, segnalando casi con “beneficio pubblico inesistente”, come via Cherubini, e altri più condivisibili ma incerti nella fattibilità, come la ciclabile su via Mazzoni, chiedendosi: “Sarà attuabile?”. Ha concluso ribadendo l’incertezza complessiva dei progetti, a partire dai “quadri economici”, giudicati “insufficientemente definiti”.

Martino Abrate (Avs) ha indicato come centrale il mantenimento del percorso partecipativo “da riprendere e rilanciare” nella fase negoziale. Ha valutato positivamente la coerenza con il Pug e i criteri di beneficio pubblico, in particolare Ers e verde urbano, richiamando la necessità di “alloggi a prezzi calmierati”. Ha però segnalato criticità su ipotetiche nuove funzioni commerciali e posto l’accento sulla necessità di indirizzare la progettualità di alcune aree “per farne polmoni verdi”. In conclusione, ha richiamato la necessità di una regia comunale complessiva nell’opera di rigenerazione. Anche Laura Ferrari ha affermato che le scelte prese “ridisegnano la città” e vanno valutate su “diritto alla casa, al verde e alla mobilità sostenibile”. Ha richiamato la necessità di leggere l’impatto sui quartieri, indicando le connessioni urbane come priorità e sostenendo interventi su aree degradate, come quella in strada Albareto, con il conseguente rafforzamento della mobilità dolce e del verde. La consigliera ha concluso chiedendo continuità nella partecipazione per garantire risposte ai bisogni dei quartieri.

Gianluca Fanti (Pd) ha ricostruito il percorso dell’avviso pubblico e del processo partecipativo “Sei la mia città”, con tante proposte raccolte tra laboratori e piattaforme digitali, finalizzate alla rigenerazione di aree dismesse e fragilità urbane. Ha ribadito che l’obiettivo è “assenza di consumo di suolo, più verde e più alloggi per chi non regge il mercato libero”, e che il Consiglio deve valutare “la congruità del beneficio pubblico” nei singoli interventi, orientando la fase negoziale. Ha indicato come priorità casa, verde e mobilità sostenibile, sottolineando il valore delle vendite a prezzi calmierati per giovani famiglie. Alberto Bignardi ha indicato il “beneficio pubblico reale” come criterio fondamentale e posto al centro la questione casa, richiamando la “tensione reale per giovani e famiglie”. Il consigliere ha evidenziato che le trasformazioni incidono sull’“equilibrio economico dei quartieri” e non sono mai neutre, mentre su mobilità e sostenibilità ha chiesto ulteriori approfondimenti “per una città più coerente con gli obiettivi ambientali”. Ha infine richiamato il ruolo del Consiglio nel definire indirizzi tra pubblico e privato, legando la rigenerazione a “qualità, equilibrio e responsabilità”. Diego Lenzini ha definito le aree interessate “zone delicate e di grande interesse”, sostenendo che la rigenerazione è “un obiettivo bipartisan” e che la delibera crea le condizioni per nuove convergenze. Ha richiamato il ruolo del piano urbanistico e della legge regionale, sottolineando il contributo dei privati “con intento di guadagno ma anche di beneficio pubblico” e una visione di “edilizia diversa”. Ha indicato accordi operativi e manifestazioni di interesse come strumenti per dare un indirizzo unitario, ribadendo che “i progetti non sono perfetti ma migliorabili” e che il percorso “non si chiude oggi ma si avvia”. Fabio Poggi ha contestato alcune conclusioni critiche, sostenendo che il percorso mostra un miglioramento progressivo grazie al lavoro congiunto di “privati, uffici e Giunta”. Ha affermato che l’impatto si misurerà “quando gli accordi produrranno benefici concreti” e che la negoziazione tra politica e tecnica è centrale nel Pug. Ha riconosciuto criticità su fattibilità e beneficio pubblico, ma ha ribadito il ruolo della politica nell’integrare i progetti. Ha indicato tre priorità: attenzione al commercio esistente, rafforzamento dell’Ers e chiarezza verso i cittadini, definendo il percorso “lungo e complesso ma avviato”.

Giovanni Silingardi (M5s) ha detto che la delibera rappresenta “la prova della chiarezza della strategia e della visione” dell’Amministrazione, interpretando la città come “un ecosistema in trasformazione permanente” da governare attraverso rigenerazione urbana e urbanistica partecipata. Il consigliere ha richiamato i criteri di interesse pubblico, tra cui Ers, infrastrutture verdi e transizione ecologica, sottolineando che “si crea il perimetro entro cui trasformare la città per restituire beneficio alla comunità”. Il consigliere ha concluso sottolineando “la necessità di una regia pubblica forte”, per garantire consumo di suolo zero e interesse collettivo.

In conclusione, l’assessora a Urbanistica ed Edilizia del Comune di Modena Carla Ferrari ha chiarito che l’avviso pubblico non richiedeva “progetti dettagliati”, ma “una progettazione di massima” perché l’obiettivo era raccogliere “idee e visioni, non progetti esecutivi”. Sui quadri economici ha ribadito che, non trattandosi di una gara, non era necessario un dettaglio puntuale dei costi, spiegando che il percorso prevede una fase successiva con scadenze e accordi operativi, in cui gli elementi dovranno essere dettagliati e formalizzati, mentre l’atto attuale rappresenta un “ok a procedere” alla fase negoziale prevista dalla legge.

 

 

 

 

 

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