RILANCIATA L'INIZIATIVA DEL 2022

Piano dismissioni Rai da 230 milioni in fase operativa: in vendita il Teatro delle Vittorie a Roma e altri 14 asset strategici tra sedi storiche, centri di produzione e immobili di pregio

28 Apr 2026 di Giusy Iorlano

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Piano dismissioni Rai da 230 milioni in fase operativa: in vendita il Teatro delle Vittorie a Roma e altri 14 asset strategici tra sedi storiche, centri di produzione e immobili di pregio

Ci ha pensato Fiorello, con un video e due cartelli appesi all’ingresso, a riportare sotto i riflettori il Teatro delle Vittorie, lo storico palcoscenico di programmi Rai di successo, messo in vendita. Ma quello che lo showman ha difeso è solo una tessera di un mosaico molto più ampio: un piano di dismissioni immobiliari della Rai che coinvolge 15 asset in tutta Italia e che, dopo anni di gestazione, è entrato nella fase operativa con il bando del 24 aprile.

Un piano da 151 mila mq rimasto a lungo fuori dal dibattito

Il progetto nasce nel 2022 sotto la guida dell’allora amministratore delegato Carlo Fuortes e diventa esecutivo dopo il via libera del Cda nel novembre 2023. Secondo le analisi dell’advisor KPMG, riguarda un portafoglio di circa 151.464 metri quadrati distribuiti tra Milano, Roma, Firenze, Torino, Genova, Venezia e Cagliari.

Si tratta di sedi operative, centri di produzione, immobili storici e aree dismesse. Una parte è ancora in uso, un’altra è già inutilizzata o richiede interventi strutturali rilevanti. Per anni il piano è rimasto sostanzialmente lontano dal dibattito pubblico, fino alla protesta simbolica davanti al teatro romano. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12 del prossimo 22 di maggio, a mezzo e-mail all’indirizzo: IT-FM-procedurarai@kpmg.it.

I “gioielli” in vendita: tra storia e vincoli culturali

Il Palazzo della Radio di Torino

Nel portafoglio figurano alcuni dei luoghi più iconici della storia radiotelevisiva italiana.

A Milano, in Corso Sempione, la Rai mette sul mercato il suo complesso più grande (oltre 54 mila mq), con edifici anche progettati da Gio Ponti.

A Torino, in via Verdi, c’è il “Palazzo della Radio”, la palazzina degli anni Trenta da cui partirono le prime trasmissioni radiofoniche italiane dell’URI, poi EIAR, prima ancora che esistesse la Rai. Dentro ci sono parte delle Teche Rai e il centro di documentazione dell’Orchestra Sinfonica Nazionale. Sulla facciata esterna laterale del palazzo c’è un murale dedicato a Piero Angela. Quattro piani fuori terra, 6.148 mq, facciata in mattoni a vista. Destinazione ipotizzata: direzionale di pregio. Nessun leaseback previsto.

Sempre a Torino compare l’ex Teatro Scribe di via Montebello, edificio ottocentesco oggi in forte stato di degrado. A Firenze la procedura di vendita riguarda lo stabile di largo Alcide De Gasperi, mentre a Genova la sede di Corso Europa 125, entrambe sostituite da nuove sedi.

A Venezia, invece, il caso più delicato è quello di Palazzo Labia, affacciato sul Canal Grande e decorato con gli affreschi di Giambattista Tiepolo, in parte non amovibili e quindi soggetti a tutela. Con due facciate principali in pietra d’Istria si tratta di un edificio barocco veneziano costruito tra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento, ristrutturato tra il 1966 e il 1970 per diventare sede regionale Rai del Veneto. Sette piani fuori terra, 7.052 metri quadrati, cinque piani fuori terra più due ammezzati e un sottotetto. La Rai lo propone con destinazione d’uso ipotizzata tra uffici di rappresentanza, ricettività e residenziale di pregio.

Roma e Saxa Rubra: il cuore più esteso del piano

Ma è nella capitale che si concentra una parte significativa dell’operazione. Oltre al Teatro delle Vittorie, il piano include il vasto compendio di Saxa Rubra 2, un’area di circa 446 mila metri quadrati classificata come “centralità urbana”.

Il sito comprende ex fabbricati industriali (tra cui la Fornace Mariani), aree lungo il Tevere ed edifici monopiano oggi in stato di abbandono, con necessità di interventi profondi di riqualificazione.

Accanto a questi, rientrano immobili minori ma strategici: via Goiran, via Col di Lana, via Cadlolo e altre strutture nel quadrante nord della città. Spazi in parte ancora operativi, in parte destinati a essere dismessi o riconvertiti.

Come funziona la vendita: vincoli, valori e scenari

La cessione avverrà con formula “visto e piaciuto”: gli immobili saranno trasferiti nello stato attuale a uno o più acquirenti selezionati tramite offerte vincolanti, a discrezione della Rai. È prevista anche la possibilità di “sale and lease back”, cioè la permanenza temporanea dell’azienda come affittuaria per garantire continuità operativa.

Il valore complessivo del portafoglio è stimato intorno ai 230 milioni di euro, con quasi la metà legata al solo asset milanese di Corso Sempione. Il Teatro delle Vittorie ha invece una valutazione di circa 7 milioni di euro, a cui si aggiungerebbero almeno altri 7 milioni per la ristrutturazione.

Su sei immobili grava il vincolo della Soprintendenza, tra cui il teatro romano, Palazzo Labia, la sede milanese e due immobili torinesi. In questi casi è necessaria l’autorizzazione del Ministero della Cultura, che può esercitare il diritto di prelazione entro 60 giorni.

Le ragioni della Rai e il nodo politico

La Rai giustifica l’operazione con “costi di gestione eccessivi e non più sostenibili”, legati all’obsolescenza delle strutture, a criticità tecniche e a un utilizzo sempre più ridotto di alcuni spazi. L’obiettivo dichiarato è razionalizzare il patrimonio e sostenere la trasformazione in digital media company, investendo su poli come Saxa Rubra, Viale Mazzini e le altre sedi rinnovate.

Ma il piano ha aperto un fronte politico e interno. Il consigliere Davide Di Pietro ha chiesto più volte di escludere il Teatro delle Vittorie dalla vendita, ritenendo marginale il beneficio economico rispetto all’intera operazione. Sulla stessa linea Roberto Natale, che ha sollecitato un confronto in Commissione di Vigilanza.

La presidente della Commissione, Barbara Floridia, ha chiesto la convocazione urgente dei vertici Rai per chiarire finalità e impatti del piano.

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