LA SETTIMANA

Piano Casa e lavoro, atteso il varo in Cdm. Dfp, al via le audizioni

  • Si riuniscono le banche centrali, i mercati scommettono su linea prudente
  • “Il lavoro dignitoso “ al centro delle celebrazioni del Primo Maggio
  • Vertenza Natuzzi, il Mimit convoca le Regioni Puglia e Basilicata, insorgono i sindacati

27 Apr 2026 di Maria Cristina Carlini

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Piano casa e ‘pacchetto lavoro’ : il  governo si prepara al varo di questi due provvedimenti  in due riunioni del Consiglio dei ministri previste per martedì 28 aprile e giovedì 30 aprile. Sulla definizione dell’ordine del giorno, occorrerà vedere il grado di maturazione dei dossier. Dopo annunci e rinvii, approda, dunque, il Piano Casa per il quale  “non sono state toccate le coperture”, come ha assicurato , nei giorni scorsi in conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Anche la premier Giorgia Meloni aveva riaffermato l´impegno al varo del nuovo piano da 100 mila alloggi in dieci anni. Il punto sono le risorse. Al momento, le carte rimangono ancora coperte ma i numeri, come ha detto il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, parlano di circa 970 milioni di risorse del Mit per il recupero di alloggi di edilizia residenziale popolare fino a 60 mila unità. Sul tavolo ci sono poi le risorse dei fondi di coesione. Salvini aveva parlato anche di misure per la cosiddetta ‘fascia grigia’, cioè quel segmento di popolazione che non riesce ad accedere al libero mercato perché non è abbastanza capiente, ma non ha i requisiti sufficienti per accedere all’edilizia sovvenzionata. Insieme al Piano Casa, il piatto forte del Cdm saranno le misure sul lavoro.che dovrebbero intervenire soprattutto sugli incentivi alle assunzioni, in scadenza il 30 aprile. L’intenzione è prorogarli fino alla fine dell’anno, mantenendo l’attuale meccanismo: uno sgravio contributivo di 500 euro al mese per le imprese che assumono giovani under 35 e donne, che sale a 650 euro nelle aree del Mezzogiorno e in alcune regioni del Centro. Per questa misura si ipotizza uno stanziamento intorno ai 500 milioni. Accanto agli incentivi, il decreto dovrebbe includere interventi contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro, oltre a un rafforzamento delle tutele per i rider, anche attraverso un sistema di identificazione unico. Si stanno inoltre valutando misure per aumentare le retribuzioni, come un possibile incentivo legato alla quattordicesima mensilità, e il rifinanziamento del Fondo nuove competenze, con una dotazione stimata di circa 350 milioni. Non è esclusa, risorse permettendo, anche una proroga della detassazione al 5% sui rinnovi contrattuali.

Al via le audizioni sul Dfp, riflettori su Istat, chiude Giorgetti

Parte una intensa due giorni di audizioni sul nuovo Documento di Finanza Pubblica, varato dal Governo. Si comincia lunedì, davanti alle commissioni riunite di Camera e Senato, con i rappresentanti delle imprse, sindacati, enti locali, professioni. Martedì è la volta di Istat, Cnel, Corte dei Conti, Banca d’Italia, Upb. A chiudere il ciclo di auduzione, alle ore 20, sarà il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Dopo il mancato obiettivo dell’uscita dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo – avendo Eurostat e l’Istat certificato che l’indebitamento netto è al 3,1% – l’attesa si concentra su quello che dirà il presidente dell’Istituto di Statistica, Francesco Maria Chelli, dal momento che proprio l’Istat è finito al centro delle critiche da parte della stessa premier Giorgia Melonie di Fratelli d’Italia. I quali  rimproverano una «rigidità che renderà più poveri gli italiani» perchè, secondo la tesi sostenuta,  sarebbe bastato stimare 20 miliardi di euro di Pil in più sui 2.258 del 2025 per raggiungere l’obiettivo. Ma poi «alla fine il dato sarà rivisto al rialzo, come sempre, ma sarà ormai troppo tardi». Ma il punto cruciale è che le stime fissate dal Dfp rischiano di essere già superate, come hanno evidenziato nei giorni scorsi l’Ufficio Parlamentare di Bilancio e l’Ocse, a fronte dell’incertezza e degli impatti sull’economia dovuti al prolungarsi della Guerra del Golfo. Il Dfp lima la crescita del pil italiano allo 0,6% (rispetto al +0,7%) nel 2026 e nel 2027. I timori principali sono, soprattutto, legati al rialzo dell’inflazione, come ha paventato il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta. Con un rialzo dei prezzi a causa dello shock energetico in un quadro di crescita asfittica e stagnante,  il rischio temuto è quello di una ‘stagflazione’, per non parlare dello spettro di una recessione nello scenario avverso di tempi lunghi della crisi.

Si riuniscono le banche centrali, i mercati scommettono su linea prudente

La settimana si preannuncia particolarmente densa di appuntamenti macroeconomici e istituzionali, con l’attenzione dei mercati concentrata soprattutto sulle riunioni delle principali banche centrali. Si parte lunedì con la Bank of Japan, per poi passare mercoledì alla Federal Reserve e concludere giovedì con Bce e Bank of England. Il messaggio atteso dagli istituti centrali dovrebbe essere improntato alla cautela: è probabile che prevalga un atteggiamento attendista, senza interventi immediati sui tassi, ma con un focus sul monitoraggio dell’evoluzione macroeconomica e geopolitica. . “Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea segue con grande attenzione l’evoluzione della situazione geopolitica, con un obiettivo preciso: evitare che si riaccenda una spirale inflazionistica come quella che ha colpito tutti noi tra il 2021 e il 2023” ha detto venerdi il Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta. Sul fronte dei dati, giovedì sarà la giornata chiave con la pubblicazione del Pil di Eurozona e Stati Uniti. In Europa la crescita è attesa su livelli contenuti, mentre negli Usa il consenso indica un’espansione intorno al 2% annualizzato, a fronte di stime più prudenti. I rischi restano orientati verso possibili sorprese negative, anche alla luce dell’impatto del rincaro energetico sui consumi. Sempre in Europa verrà diffuso il dato preliminare sull’inflazione di aprile, osservato speciale per valutare gli effetti delle tensioni geopolitiche sui prezzi. Il conflitto in Medio Oriente continua infatti a pesare sul comparto energetico, contribuendo a forte volatilità nei prezzi di gas e petrolio e alimentando incertezza sulla durata dello shock. Dalla Cina sono attesi gli indici Pmi, che potrebbero segnalare un raffreddamento dell’attività economica legato al caro energia. In Italia, l’Istat pubblicherà i dati sulla crescita del primo trimestre.

”Infrastrutture, reti e territorio a Nord-est”, mercoledì convegno a Trieste

Si terrà mercoledì 29 aprile  presso il  Trieste Airport, l’incontro dedicato a “Infrastrutture, reti e territorio a Nordest. Le connessioni strategiche per il Paese”, un appuntamento che riunirà istituzioni, esperti e rappresentanti del sistema economico per discutere il ruolo strategico del Nordest nello sviluppo infrastrutturale italiano ed europeo. Al centro del confronto i grandi corridoi europei e il posizionamento del Nordest nelle reti continentali, tema affrontato da Roberto Zani, insieme alle prospettive della logistica e dei trasporti dopo il PNRR, analizzate da Ennio Cascetta. Ampio spazio sarà dedicato al sistema portuale e interportuale dell’area adriatica, con focus sui progetti in corso e sulle possibili integrazioni tra scali e piattaforme logistiche. Interverranno, tra gli altri, Marco ConsalvoPiero PetruccoPaolo Privileggio e Luciano Greco. Nel corso della mattinata saranno inoltre presentate le proposte delle forze economiche per il potenziamento delle infrastrutture, con gli interventi di Leopoldo Destro e Marco Bertuzzo. Tra i temi chiave anche il ruolo strategico della rete autostradale dell’Alto Adriatico, con particolare riferimento allo sviluppo della terza corsia dell’A4 e al suo impatto sul territorio. Ne discuteranno Marco MonacoRiccardo Riccardi e Marco D’Ella. Le conclusioni saranno affidate ai presidenti regionali Massimiliano Fedriga e Alberto Stefani, chiamati a tracciare le linee di sviluppo future per un’area considerata cruciale per la competitività del Paese. L’evento si propone come un momento di sintesi e rilancio delle strategie infrastrutturali del Nordest, mettendo al centro connessioni, integrazione logistica e sviluppo sostenibile.

“Il lavoro dignitoso “ al centro delle celebrazioni del Primo Maggio

Il tema del “lavoro dignitoso” è al centro delle celebrazioni del Primo Maggio. Il principale appuntamento è a Porto Marghera con la manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil con i segretari generali Landini, Fumarola e Bombardieri.

Vertenza Natuzzi, il Mimit convoca le Regioni Puglia e Basilicata, insorgono i sindacati

È  in programma per martedì 28 aprile, alle ore 10.00, un incontro promosso e presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con i rappresentanti delle Regioni Puglia e Basilicata – nei cui territori sono ubicati gli stabilimenti produttivi del Gruppo Natuzzi – al fine di coordinare, spiega il dicastero, un’azione sinergica delle istituzioni nella gestione della crisi aziendale. Attaccano i sindacati per la mancata convocazione. “La cosa che lascia sconcertati noi, come anche le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo, è la totale assenza di comunicazione e il mancato invito a partecipare rivolto alle organizzazioni sindacali”, dichiarano le segreterie nazionali di FenealUil, Filca Cisl, Fillea Cgil, Filcams, Fisascat e Uiltucs. “Più volte, nelle riunioni tenutesi al Mimit abbiamo richiesto la presenza del Ministro in una vertenza che ogni giorno appare più delicata e complessa, ma mai nessuno ha dato seguito a questa richiesta” L’auspicio espresso dalle federazioni di categoria è che “le due Regioni si facciano promotrici del nostro coinvolgimento all’incontro con il Ministro, in virtù del lavoro svolto nelle cabine di regia, per la condivisione di un vero piano industriale che mantenga l’occupazione e il lavoro in Italia. In caso contrario, la protesta non solo non si fermerà”.

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