LA GIORNATA

Taglio a tempo delle accise, mossa del Governo contro il caro prezzi

  • Ponte sullo Stretto, il Tar respinge i ricorsi degli ambientalisti e dei Comuni di Villa e Reggio
  • Fs, Trenitalia France: un investimento da 80 mln per il nuovo centro di manutenzione a Parigi per lo sviluppo dell’Alta velocità
  • Terna: a febbraio cresce la produzione di fonti rinnovabili +27,8%, ancora in crescita i consumi elettrici

19 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Blitz del Governo sul caro carburanti. Con una mossa a sorpresa, prima di partire per Bruxelles per il vertice Ue, la premier Giorgia Meloni ha convocato il Consiglio dei ministri, alle 19 di ieri sera, per il varo di un pacchetto anti-speculazione. LA decisione per fronteggiare “gli aumenti ingiustificati “ è il varo di un Dl  che mette sul tavolo oltre mezzo miliardo di euro. Ma si tratta di interventi a tempo . Sono previsti un taglio delle accise per 20 giorni con un effetto sul prezzo di 25 centesimi al litro su benzina e diesel e di 12 centesimi sul gpl; un credito di imposta sul gasolio per gli autotrasportatori e del 20% per i pescherecci per i tre mesi da marzo a maggio; un rafforzamento dei controlli anti-speculazione, affidati a Mister Prezzi (il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il ministero delle Imprese), la Guardia di Finanza e l’Antitrust. Il governo è pronto ad allungare la durata delle misure, se la crisi innescata dalla guerra in Iran non dovesse rientrare. Non è stato inserito nel provvedimento l’annunciato rafforzamento, previsto nella bozza circolata prima della riunione del Cdm, della social card sui carburanti per le famiglie meno abbienti: la misura avrebbe riguardato solo i redditi bassi, ed è stata riassorbita nel generale taglio delle accise. Agli autotrasportatori, come già annunciato dal ministro delle Imprese Adolfo Urso, sarà riconosciuto un credito d’imposta sull’acquisto di gasolio. La percentuale è ancora da definire nel dettaglio e sarà stabilita in un secondo provvedimento. Per tre mesi le compagnie petrolifere dovranno inviare giornalmente al Mimit i prezzi consigliati di vendita, pena una sanzione pari allo 0,1% del fatturato. Mister Prezzi, la Guardia di Finanza e l’Antitrust sono mobilitate per uno speciale regime di controllo dei “fenomeni distorsivi lungo la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti”. Sono previste sanzioni, e nei casi estremi, denunce alla magistratura “per verificare la sussistenza del reato di ‘manovre speculative'”. La corsa alla riunione del Cdm era cominciata  in mattinata. Per tutta la giornata tra Mef, Mase e Palazzi Chigi si studia come chiudere un pacchetto che la premier vuole approvare prima di affrontare in Europa la battaglia sugli Ets. Meloni ha chiamato Gilberto Pichetto e Giancarlo Giorgetti per fare un punto in mattinata, prima di andare insieme a loro e agli altri ministri alla consueta colazione con Sergio Mattarella al Quirinale che precede il vertice Ue. In quella sede la premier avrebbe preannunciato al presidente della Repubblica l’intenzione di agire con un decreto legge – che dovrebbe andare subito in Gazzetta Ufficiale. Il taglio delle accise per 20 giorni (con conseguente calo dell’Iva) che si traduce nei 25 centesimi di meno alla pompa.è la misura perorata per tutto il giorno da Matteo Salvini, che a Milano incontra i petrolieri e lancia anche l’idea (già adottata dal suo amico Viktor Orban) di un “tetto” al prezzo di benzina e diesel. I tecnici in effetti lo valutano ma solleva troppi problemi (non da ultimo quello della concorrenza in un libero mercato) e la misura viene abbandonata in favore delle accise. C’è poi anche il rafforzamento dei poteri ispettivi di Mr. Prezzi, e le “sanzioni” che colpiranno benzinai ma anche fornitori che si dovessero dimostrare speculatori. Per gli autotrasportatori si rispolvera invece il credito d’imposta già applicato allo scoppio della guerra in Ucraina, esteso alla pesca al 20%.    E’ Salvini, e non la premier, ad annunciare per primo il “sostanzioso” calo delle accise approvato dal Cdm, quando la riunione è finita da nemmeno dieci minuti. Era già programmata – sottolineano dalla Lega – la sua presenza in tv per la campagna referendaria e l’occasione si presenta con un tempismo perfetto per rivendicare l’azione di protezione nei confronti degli italiani che “pagheranno di meno rispetto a tedeschi, francesi e spagnoli”. In contemporanea, peraltro, Antonio Tajani diffonde un video per assicurare che già da subito automobilisti e autotrasportatori potranno godere della misure anti-rincari. Da ultima infine è lei, Giorgia Meloni, in una sorta di corsa a intestarsi le misure anti-rincari, a spiegare prima al Tg1 delle 20, poi nell’oramai abituale video social quando si tratta di decisioni di rilievo, che è grazie agli interventi del governo se i rincari in Italia sono stati meno pesanti che in altri paesi europei. E ad assicurare che l’esecutivo vigilerà perché “i soldi degli italiani non finiscano agli speculatori”.

Ponte sullo Stretto, il Tar respinge i ricorsi degli ambientalisti e dei Comuni di Villa e Reggio

Il Tar del Lazio ha dichiarato ieri l’inammissibilità dei ricorsi presentati a fine dicembre 2024 dal Comune di Villa San Giovanni e dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria, e dalle Associazioni ambientaliste, avverso il ponte sullo Stretto di Messina. I ricorsi respinti riguardavano l’annullamento del parere della Commissione Via/Vas del 13 novembre 2024 – favorevole alla Valutazione di impatto ambientale del ponte – e della deliberazione della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 9 aprile 2025 di approvazione della relazione Iropi nonché di diversi atti presupposti, connessi e conseguenti relativi al progetto del ponte sullo Stretto di Messina. In particolare, il Giudice, richiamando quanto espressamente riconosciuto in un precedente della Corte di Giustizia europea, ha confermato l’interpretazione del quadro normativo generale e speciale di riferimento per l’opera seguita dalle Amministrazioni competenti e dalla Stretto di Messina che assegna al CIPESS la valutazione sulla compatibilità ambientale del ponte sullo Stretto di Messina quale infrastruttura di rilevanza strategica.

Costruzioni, il Cni sostiene il progetto di nuovo codice ma vanno risolte alcune criticità

“Il vigente Testo Unico dell’Edilizia è più che maggiorenne avendo raggiunto i cinque lustri. In questo arco di tempo è stato oggetto di numerosi interventi di modifica puntuali ma oggi non basta più una revisione: serve un Codice integralmente nuovo possibilmente di natura legislativa e non regolamentare come il DPR, che dia al Paese una cassetta degli attrezzi all’altezza degli obiettivi di rigenerazione urbana, sostenibilità ambientale, contenimento del consumo di suolo e sicurezza del patrimonio costruito che l’Europa e l’Agenda 2030 ci chiedono”. Ad affermarlo è stato Angelo Domenico Perrini, presidente del CNI in occasione della partecipazione al convegno “Il progetto di nuovo Codice delle Costruzioni” tenutosi ieri presso la Camera dei Deputati. “Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri – ha proseguito Perrini – ritiene utile il disegno di legge delega oggi all’esame del Parlamento. Un anno fa, quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti avviò la consultazione attraverso la piattaforma digitale, il CNI partecipò congiuntamente con il Consiglio Nazionale degli Architetti e con il Consiglio Nazionale dei Geometri. Il contributo fu elaborato dal nostro Gruppo di Lavoro sulle normative edilizie e urbanistiche e si concentrò su tre priorità: il principio della responsabilità professionale non solidale, limitata nel tempo e circoscritta all’attività effettivamente svolta; il fascicolo digitale del fabbricato e l’anagrafe delle costruzioni; le norme tecniche per le costruzioni. Desidero sottolineare che tutti e tre i punti che avevamo proposto sono stati recepiti nella legge delega. È la conferma che quando il dialogo istituzionale è reale, i risultati arrivano”. L’impostazione della riforma, a giudizio del CNI, è quella giusta: sostituzione e abrogazione delle norme vigenti, non ennesima stratificazione. Tuttavia, il presidente Perrini ha tenuto a sottolineare anche alcune criticità che per il Cni vanno corrette. La prima riguarda lo stato legittimo degli immobili. La legge delega prevede che sia il professionista ad asseverare i titoli pregressi, con responsabilità anche penale. Questo meccanismo risulta squilibrato: la conoscenza della storia edilizia di un immobile compete in primo luogo al proprietario, mentre si chiede al tecnico di garantire la legittimità di atti e provvedimenti storici sui quali non ha avuto alcun controllo. La seconda criticità riguarda la doppia conformità. Per le lievi difformità il principio del suo superamento va nella giusta direzione. Ma per le costruzioni in zona sismica permane l’obbligo di conformità alle norme tecniche vigenti sia al momento della realizzazione sia a quello del rilascio del titolo in sanatoria. Questo doppio vincolo rischia di rendere la sanatoria impraticabile per un numero molto ampio di immobili, vanificando nella pratica lo sforzo di semplificazione ed anche di messa in sicurezza del patrimonio esistente. La terza criticità riguarda il rapporto con la pianificazione urbanistica. La legge delega sembra ammettere interventi di natura urbanistica in assenza di strumento attuativo e consente cambi di destinazione d’uso in deroga alla pianificazione. Questo approccio preoccupa il CNI: il governo del territorio richiede una visione organica degli interventi. Senza un progetto urbanistico d’insieme, si rischia la frammentazione e l’incoerenza.
Serve una riforma della legge urbanistica nazionale, incentrata non più sull’espansione ma sulla rigenerazione, sulla prossimità dei servizi, sulla sostenibilità e sull’inclusione sociale. “La legge delega – ha concluso Perrini – è un punto di partenza, non di arrivo: la qualità della riforma si misurerà sui decreti legislativi attuativi. Per questo chiediamo che nella fase di redazione del nuovo Codice sia garantito un coinvolgimento strutturato delle professioni tecniche. I Consigli Nazionali delle professioni tecniche si rendono disponibili ad avviare un tavolo di lavoro permanente per la stesura del nuovo testo normativo. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri è pronto a fare la propria parte, con competenza e spirito costruttivo”.

Fs, Trenitalia France: un investimento da 80 mln per il nuovo centro di manutenzione a Parigi per lo sviluppo dell’Alta velocità

Nuovo passo nello sviluppo internazionale del Gruppo FS Italiane. Trenitalia France ha firmato con Sncf Réseau un accordo di locazione della durata di 35 anni per un’area ferroviaria situata a Maisons-Alfort Pompadour, nella regione Île-de-France, dove sorgerà il futuro centro di manutenzione dedicato ai treni ad alta velocità. Il progetto prevede un investimento complessivo di circa 80 milioni di euro e l’entrata in esercizio dell’impianto entro la fine del 2029. La nuova infrastruttura consentirà a Trenitalia France di rafforzare la gestione operativa della propria flotta, migliorando l’efficienza delle attività di manutenzione e supportando lo sviluppo dell’offerta ferroviaria nel mercato francese. Il centro di manutenzione supporterà infatti anche i futuri servizi ad alta velocità Frecciarossa tra Parigi e Londra attraverso l’Eurotunnel. L’iniziativa si inserisce nella strategia di crescita internazionale prevista dal Piano Industriale del Gruppo Fs Italiane, che punta a rafforzare la presenza nei principali corridoi europei dell’alta velocità e a sviluppare nuovi collegamenti ferroviari competitivi e sostenibili tra le principali città del continente. Il centro sarà progettato per garantire attività continuative 24 ore su 24 e comprenderà tre binari attrezzati per la manutenzione simultanea di tre convogli, oltre a infrastrutture dedicate al lavaggio, alla pulizia e al ricovero dei treni. A regime l’impianto sarà strutturato per ospitare fino a 25 convogli. La realizzazione del nuovo sito rappresenta inoltre un elemento strategico per lo sviluppo delle attività internazionali del Gruppo. «Con questo investimento rafforziamo la presenza industriale del Gruppo FS in Francia e sosteniamo lo sviluppo della mobilità ferroviaria europea», ha dichiarato Stefano Antonio Donnarumma, amministratore delegato e direttore generale del Gruppo Fs Italiane. «Il nuovo centro di manutenzione rappresenta un’infrastruttura strategica per accompagnare la crescita delle attività di Trenitalia nel Paese e per supportare i futuri collegamenti ad alta velocità tra Parigi e Londra, contribuendo a rendere il treno sempre più protagonista della mobilità sostenibile in Europa». Oltre alla valenza industriale, il progetto avrà ricadute positive anche sul territorio: la realizzazione e la gestione dell’impianto porteranno infatti alla creazione di circa 100 nuovi posti di lavoro, tra occupazione diretta e attività affidate a imprese partner coinvolte nei servizi di manutenzione e supporto operativo.

Fs, Strisciuglio: nel 2027 la flotta più giovane di treni regionali e 74 nuovi Frecciarossa al 2030

“Continua il piano di sviluppo di Trenitalia per il trasporto regionale: nel primo semestre del 2027 arriveremo ad avere l’80% dei treni regionali di ultima generazione. La nostra flotta sarà la più giovane d’Europa, con un’età media fra i 5 e i 10 anni, mentre in Europa normalmente si va ben oltre i 20 anni. Gran parte di questi investimenti riguardano le regioni del Mezzogiorno, dove abbiamo potenziato in modo significativo il piano di sviluppo». Con questi numeri l’Amministratore delegato e direttore generale di Trenitalia, Gianpiero Strisciuglio, ha delineato ieri a Napoli la traiettoria industriale della società del Gruppo FS, intervenendo al Feuromed 2026, il Forum Euromedite. «Il nostro è un progetto ambizioso ma già concreto – ha affermato Strisciuglio – poiché accanto al Regionale, per l’Alta velocità abbiamo appena lanciato un ulteriore piano di potenziamento con 74 nuovi Frecciarossa 1000 da qui al 2030, per un investimento di due miliardi di euro solo sull’Alta Velocità. Il Frecciarossa 1000 è un convoglio riconosciuto a livello internazionale e continueremo a investire per rafforzare la nostra flotta». Nel corso del confronto, che ha riunito a Napoli manager, imprenditori e rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, l’AD di Trenitalia ha voluto innanzitutto escludere rincari tariffari in una fase segnata da tensioni internazionali e possibili ricadute sui costi energetici: «Voglio tranquillizzare tutti: non reagiremo alzando i prezzi. Anzi li confermeremo, sapendo l’importanza della mobilità e del diritto alla mobilità». La pressione sui costi è reale e riguarda in particolare il trasporto pubblico locale su gomma, più esposto all’andamento del carburante, ha riconosciuto Strisciuglio. In questo ambito il Gruppo FS, anche attraverso Busitalia, è al lavoro con le istituzioni per individuare misure in grado di sostenere il sistema in una fase delicata. Il fulcro resta il trasporto regionale, indicato come infrastruttura sociale del Paese. Oltre 6.500 treni al giorno percorrono la rete nazionale, collegando aree metropolitane, città medie e territori interni. “Attraverso un’offerta capillare possiamo offrire soluzioni per riscoprire il nostro territorio, all’insegna del trasporto sostenibile e dell’intermodalità”, ha osservato Strisciuglio. Il rinnovo della flotta – che porterà entro il primo semestre 2027 l’80% dei convogli regionali a essere di ultima generazione – punta a incidere su affidabilità, qualità del servizio ed efficienza energetica. Un passaggio particolarmente rilevante nel Mezzogiorno, dove negli ultimi anni è stato recuperato parte del divario storico nella dotazione di materiale rotabile. Sul fronte Intercity, grazie alle risorse del PNRR, entreranno in servizio entro giugno ulteriori 38 nuovi treni, destinati a rafforzare i collegamenti di media e lunga percorrenza, con un impatto significativo in particolare nel Sud. Sul versante internazionale, Strisciuglio ha ricordato il successo della Milano-Parigi, con quasi mezzo milione di passeggeri dal lancio, e i prossimi sviluppi verso la Germania: entro l’anno si completeranno i test per avviare nel 2027 i collegamenti Milano-Monaco e Roma-Monaco in partnership con le ferrovie tedesche. Il Frecciarossa rappresenta oggi un prodotto di eccellenza nel mercato europeo dell’alta velocità, supportato dal centro di ingegneria di Napoli Gianturco e da una filiera industriale italiana di alto livello.

Porti, Rixi: il loro futuro  passa dalla ferrovia

“Il futuro dei porti italiani passa inevitabilmente dalla ferrovia, così come il futuro della ferrovia dipende dalla sua piena integrazione con il sistema portuale. Non possiamo permetterci binari tronchi”. Lo ha scritto il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi in un messaggio inviato al convegno sull’intermodalità “Porti e ferrovie”, organizzato da Ici, istituto internazionale delle Comunicazioni in corso a Stazioni Marittime di Genova. Rixi ha sottolineato come la Liguria sia un “laboratorio nazionale” per lo shift modale, citando investimenti che permetteranno di movimentare “più di un centinaio di treni merci al giorno lungo l’asse Genova-Milano-Europa”. Infine Rixi ha confermato l’attenzione del Governo sull’ultimo miglio ferroviario e sulla nuova diga foranea di Genova per “rafforzare la centralità del sistema ligure nei traffici globali”.

Mobilità, l’Alto Adige Guest Pass premiato come miglior progetto ai Mobility Awards 2025

L’Alto Adige Guest Pass è stato premiato come migliore progetto europeo di mobilità nell’ambito dei Mobility Action Awards 2025 della Commissione europea, organizzati nel contesto della European Mobility Week. Era stato selezionato (come anticipato da Diario Diac nelle scorse settimane) tra i migliori tre su 960 candidature ed è stato premiato a Bruxelles come migliore d’Europa nella serata del 17 marzo. “È stato un duro lavoro di tante persone, ma pensare che su più di novecento progetti presentati alla Commissione europea questo ha ottenuto il primo posto ci rende felici e orgogliosi. Un grande complimento va a tutte le persone che ci hanno lavorato. Il trasporto pubblico inserito nell’offerta turistica cambierà l’esperienza della mobilità nella nostra regione”, ha commentato il vicepresidente e assessore alla Mobilità della Provincia autonoma di Bolzano, Daniel Alfreider. L’iniziativa della Provincia semplifica la vita ai turisti e riduce il traffico privato che impatterebbe sulla viabilità e sull’ambiente dell’Alto Adige: è stata premiata per il suo modello innovativo che integra direttamente la mobilità pubblica nell’esperienza turistica. Gli ospiti che soggiornano in una struttura ricettiva dell’Alto Adige ricevono infatti automaticamente un pass digitale che consente di utilizzare autobus, treni provinciali e diversi impianti di trasporto pubblico locale durante l’intero soggiorno. Una giuria internazionale composta da esperti di mobilità e trasporti ha selezionato le tre iniziative più innovative e significative nel campo della mobilità sostenibile, tra cui l’Alto Adige Guest Pass, sulle 960 candidate, e ieri ha premiato il Guest Pass come migliore progetto d’Europa. Il sistema elimina molte delle barriere tipiche dell’utilizzo del trasporto pubblico durante una vacanza: non è necessario cercare informazioni sulle tariffe, acquistare biglietti singoli o attendere agli sportelli e alle macchinette automatiche. L’Alto Adige Guest Pass, incluso nella quasi totalità delle strutture ricettive altoatesine, contribuisce inoltre a un utilizzo più equilibrato del sistema di trasporto pubblico. Mentre nelle ore di punta i mezzi sono utilizzati principalmente da pendolari e studenti, nelle fasce intermedie della giornata viaggiano soprattutto gli ospiti, migliorando l’occupazione complessiva dei servizi. Rappresenta uno dei primi sistemi in Europa in cui l’intera offerta di mobilità pubblica di una provincia è integrata nel prodotto turistico. Pass gratuito ma economicamente sostenibile: genera circa un terzo dei ricavi da biglietti del trasporto pubblico. Il sistema è finanziato attraverso un contributo di mobilità per ospite e pernottamento. Le entrate generate dal Guest Pass sono cresciute fino a circa 20 milioni di euro all’anno, pari a circa un terzo di tutti i ricavi da biglietti del trasporto pubblico in Alto Adige. Le risorse vengono reinvestite nel sistema di mobilità provinciale per migliorare e ampliare l’offerta di autobus e treni. “Abbiamo sempre creduto in questo progetto, perché contribuisce concretamente a promuovere il trasporto pubblico. È un’iniziativa congiunta tra privati e settore pubblico. È stata una sfida, ma allo stesso tempo una garanzia del buon funzionamento del progetto”, sottolinea l’assessore provinciale Alfreider, aggiungendo: “Questo riconoscimento dimostra che la strada intrapresa dall’Alto Adige nella mobilità sostenibile è quella giusta. Un ringraziamento particolare va ai partner del progetto, MOKO, IDM Südtirol, HGV e STA, e a tutte le organizzazioni turistiche e alle imprese che hanno contribuito a trasformare questa visione in una realtà concreta”. Il premio conferma l’Alto Adige Guest Pass come best practice per la mobilità turistica sostenibile e un modello di riferimento per molte altre region

Infrastrutture, Siteb: con caro petrolio bitume +47% in 20 giorni

Nuova fiammata dei costi per la filiera delle costruzioni stradali, con aumenti fino al 50% in meno di un mese che mettono a rischio la tenuta dei cantieri. A lanciare l’allarme e’ il Siteb (Associazione strade italiane e bitumi), che ha scritto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini chiedendo misure urgenti per fronteggiare il caro-petrolio e energia. Secondo l’associazione, negli ultimi venti giorni il prezzo del bitume – materia prima chiave per asfalti e manutenzioni stradali – e’ salito fino a 200 euro a tonnellata, con un incremento del 47% rispetto a febbraio. In parallelo e’ quasi raddoppiato il costo dell’energia necessaria alla produzione, con il gas metano passato da 2-3 euro a tonnellata a 6-7 euro. Una dinamica che, avverte il presidente Alessandro Pesaresi nella lettera inviata al Mit, rischia di tradursi in fermo degli impianti, rallentamenti dei lavori e tensioni occupazionali.

Eni accelera sugli hub di gas in acque profonde in Indonesia con due decisioni finali di investimento

Eni ha assunto le Decisioni Finali d’Investimento (FID) per i progetti a gas Gendalo e Gandang (South Hub) e per i giacimenti Geng North e Gehem (North Hub), a soli diciotto mesi dall’approvazione dei Piani di Sviluppo (Pod) avvenuta nel 2024. Questo traguardo conferma il rapido ritmo di sviluppo dei progetti a gas in acque profonde di Eni nell’offshore dell’East Kalimantan. Questi sviluppi combinano tecnologie all’avanguardia con la valorizzazione delle infrastrutture esistenti, tra cui l’impianto flottante di produzione (FPU) Jangkrik e l’impianto di liquefazione di Bontang. Questo approccio integrato consente di ottenere significative efficienze in termini di costi e di accelerare il time to market. La Decisione Finale d’Investimento per i progetti North Hub e South Hub dimostra ancora una volta la forte capacità di Eni di massimizzare il valore combinando eccezionali performance esplorative con un modello di sviluppo distintivo e accelerato. Il risultato riflette l’eccellente cooperazione tra Eni, le società partner e il Governo dell’Indonesia e consentirà all’azienda di fornire volumi significativi di gas e GNL, contribuendo alla sicurezza energetica domestica e globale a lungo termine. Il piano di sviluppo di Gendalo e Gandang, in acque con profondità comprese tra 1.000 e 1.800 metri, prevede la perforazione di sette pozzi di produzione e l’installazione di sistemi di produzione sottomarini in acque profonde collegati in tie-back alla FPU Jangkrik. Per il North Hub, il progetto prevede la perforazione di sedici pozzi di produzione in profondità d’acqua comprese tra 1.700 e 2.000 metri e l’installazione di sistemi sottomarini collegati a una FPSO di nuova costruzione, con una capacità di trattamento di oltre 28 milioni di metri cubi giorno di gas e 90.000 bpd (barili al giorno) di condensati, e una capacità di stoccaggio di 1.4 milioni di barili.
I volumi totali dei due progetti ammontano a circa 283 miliardi di metri cubi di gas inizialmente in posto (GIIP), con 550 milioni di barili di condensati associati. L’avvio dei due progetti è previsto per il 2028 ed Eni raggiungerà un plateau di produzione di 56.5 milioni di metri cubi giorno di gas e 90.000 bpd di condensati nel 2029. Il gas sarà trasportato a terra tramite una condotta di esportazione verso un impianto di ricezione che alimenterà sia la rete nazionale esistente sia l’impianto GNL di Bontang. Il GNL prodotto sarà destinato alla domanda interna e ai mercati internazionali. I condensati saranno trattati e stoccati offshore nella FPSO per l’esportazione tramite shuttle tanker. Il piano di sviluppo prevede inoltre l’estensione della vita operativa dell’impianto GNL di Bontang attraverso la riattivazione di uno dei suoi treni di liquefazione attualmente inattivi (Treno F). Questi progetti confermano l’impegno a lungo termine di Eni nel settore del gas offshore in crescita in Indonesia, migliorando l’approvvigionamento di gas e massimizzando al contempo le sinergie con le infrastrutture esistenti nell’East Kalimantan e il coinvolgimento significativo di contenuto locale. In particolare, lo sviluppo di Geng North e Gehem creerà un nuovo hub di produzione nel bacino settentrionale di Kutei, creando ulteriori opportunità di tie-back per future scoperte. Entrambi i progetti faranno parte degli asset che Eni intende conferire nella business combination in corso con Petronas, finalizzata alla creazione di una nuova società che dovrebbe produrre oltre 500 kboepd (migliaia di barili di olio equivalente al giorno) entro il 2029. Eni opera in Indonesia dal 2001 ed è un importante produttore di gas naturale nel Paese, con attività che spaziano dall’esplorazione allo sviluppo e alla produzione, in particolare nelle aree in acque profonde del bacino di Kutei nello Stretto di Makassar e più recentemente nei business dell’agri-feedstock e dei biocarburanti. Ieri, intanto, il cda di Eni ha confermato i risultati preliminari del 2025 pubblicati nel preconsuntivo diffuso il 26 febbraio scorso e dato via libera. Il bilancio si è chiuso con l’utile netto consolidato di 2.608 milioni. Il progetto di bilancio di esercizio della capogruppo Eni spa per il 2025 chiude con l’utile netto di 4.429 milioni. La distribuzione della quarta tranche del dividendo 2025 sarà deliberata dal cda nella riunione del 2 aprile 2026, con data di pagamento al 20 maggio 2026, stacco cedola al 18 maggio e record date al 19 maggio. Il cda ha convocato l’assemblea degli azionisti il 6 maggio 2026 in unica convocazione, per deliberare, tra l’altro, sull’approvazione del bilancio di esercizio 2025, sull’attribuzione dell’utile e sulla nomina degli organi sociali.

Suez cede il 4% della partecipazione in Acea nell’ambito della gestione del bilancio

Suez ha ceduto il 4% della propria partecipazione in Acea, nell’ambito di un’operazione di gestione del bilancio realizzata in un contesto di mercato favorevole. La decisione si inserisce nella positiva performance del titolo Acea, cresciuto di circa il 35% negli ultimi dodici mesi e di circa il 10% dall’inizio dell’anno. In questo contesto, il Gruppo ha proceduto a una valorizzazione parziale della partecipazione, realizzando una plusvalenza contabile. A seguito dell’operazione, SUEZ mantiene una quota del 19,3% in ACEA, confermandosi secondo azionista e contribuendo allo sviluppo della società, in un’ottica di continuità e stabilità dell’investimento, senza ulteriori variazioni della partecipazione. Restano invariate le partnership industriali tra Suez e Acea , il Gruppo partecipa al consorzio per la costruzione del termovalorizzatore di Roma, Santa Palomba. In Italia, SUEZ ha ampliato la propria presenza nel settore dei rifiuti anche attraverso l’acquisizione della maggioranza di Ecosistem, attiva nel trattamento e recupero di rifiuti industriali.

Terna: a febbraio cresce la produzione di fonti rinnovabili +27,8%, ancora in crescita i consumi elettrici

Nuovo incremento a febbraio del fabbisogno elettrico nazionale: con 25,4 miliardi di kWh si registra una variazione del +2,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. La produzione eolica è la principale fonte di copertura del fabbisogno, con 2,8 miliardi di kWh, superando sia il fotovoltaico che l’idroelettrico. Complessivamente la produzione da fonti rinnovabili è aumentata del 27,8%. È quanto emerge dai dati di Terna.  Continua la crescita del fabbisogno nel secondo mese del 2026. Rispetto allo scorso anno, febbraio è stato determinato dallo stesso numero di giorni lavorativi (20) e da una temperatura media mensile superiore di 1,1°C: il dato, corretto dagli effetti di temperatura e calendario, segna un incremento del 2,4%. Il fabbisogno destagionalizzato e corretto per calendario e temperatura risulta, invece, in diminuzione dell’1,8% rispetto a gennaio 2026. In particolare, a livello territoriale, la crescita è omogenea in tutto il Paese: +1,8% al Nord, +2,2% al Centro e +2,8% al Sud e nelle isole. Durante i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, dal 6 al 22 febbraio, le Cabine Primarie a servizio delle aree olimpiche hanno registrato un marcato aumento degli scambi di energia: +38% rispetto allo stesso periodo del 2025, con picchi fino al 50% nelle giornate delle competizioni più seguite. Un risultato che evidenzia la solidità e l’affidabilità del sistema elettrico nazionale, in grado di sostenere un evento internazionale garantendo continuità e qualità del servizio nei territori coinvolti. Per supportare le esigenze dei Giochi, l’azienda ha investito oltre 300 milioni di euro nel potenziamento della rete elettrica delle regioni interessate. A febbraio, l’indice IMCEI (Indice Mensile dei Consumi Elettrici Industriali) elaborato da Terna, che prende in esame i consumi industriali di circa 1.000 imprese “energivore”, registra un aumento del 4,6%, segnando il sesto mese di crescita consecutivo. Sono positivi i settori della siderurgia, metalli non ferrosi e ceramiche e vetrarie. In flessione cemento calce e gesso, cartaria, meccanica e chimica; mentre risultano stabili alimentari e mezzi di trasporto. L’indice IMSER (Indice Mensile dei Servizi), che Terna pubblica sulla base dei dati dei consumi elettrici mensili forniti da alcuni gestori di rete di distribuzione (E-Distribuzione, UNARETI, A-Reti, Edyna e Deval), e che viene presentato in differita di due mesi rispetto ai dati dell’IMCEI, ha evidenziato a dicembre 2025 un incremento del 3,3%. Nel 2025 l’indice IMSER archivia un +2,9% rispetto al 2024.

La produzione nazionale ha coperto l’83,5% della domanda di energia elettrica, mentre il 16,5% è stato soddisfatto dal saldo dell’energia scambiata con l’estero. La produzione nazionale netta, pari a 21,5 miliardi di kWh, è cresciuta del 2,5%. Il saldo estero è aumentato del 3,2%, determinato da una importazione sostanzialmente stabile e una esportazione in diminuzione del 37,6%. A febbraio le fonti rinnovabili hanno coperto il 37,9% della domanda elettrica nazionale, rispetto al 30,3% di un anno fa, con una crescita complessiva del 27,8%. La produzione eolica risulta la prima fonte del mese, con un incremento del 117%. L’aumento di 1.493 GWh è dovuto soprattutto alla maggior ventosità (+1.414 GWh) e solo in parte alla variazione positiva della capacità installata (+79 GWh). In miglioramento anche il fotovoltaico, con un incremento complessivo di 526 GWh (+25,5%), sostenuto dall’aumento della capacità in esercizio (+355 GWh). Più contenuto il valore dell’idrico (+5,8%); in diminuzione la produzione termoelettrica (-12,1%) e quella geotermica (-2,7%). Secondo le rilevazioni di Terna, considerando tutte le fonti rinnovabili, a febbraio la capacità installata è aumentata di 559 MW. Al 28 febbraio si registrano 84.562 MW di potenza installata, di cui, in particolare, 44.390 MW di solare e 13.781 MW di eolico. Per quanto riguarda i sistemi di accumulo, si registrano in Italia 906.082 impianti che corrispondono a 18.539 MWh di capacità e 7.600 MW di potenza nominale.

Leonardo finalizza l’acquisizione del business difesa di Iveco Group per 1,6 mld

Leonardo ha finalizzato l’acquisizione del business Difesa di Iveco Group (marchi IDV e ASTRA) per un prezzo di 1,6 miliardi, in linea con l’Enterprise Value fissato a €1,7 miliardi, al netto degli adeguamenti contrattuali concordati. L’operazione viene finanziata con la cassa disponibile. Con il closing dell’operazione, Leonardo compie un ulteriore passo per il consolidamento della propria posizione di riferimento nel settore della difesa terreste e rafforza il proprio ruolo di OEM (Original Equipment
Manufacturer) integrato, con un portafoglio di soluzioni complete per la difesa e la sicurezza, su piattaforme cingolate e ruotate. “L’acquisizione ci rafforza come attore di riferimento nel settore della Difesa terrestre e ci rende ancora più competitivi in un segmento di mercato caratterizzato da significative prospettive di crescita future.
Grazie all’operazione, Leonardo aggiunge le competenze industriali per produrre piattaforme integrate, sia nella parte mobilità che payload, e compie un ulteriore passo nella strategia di crescita inorganica, una delle direttrici nello sviluppo del Piano Industriale”, dichiara Roberto Cingolani, amministratore delegato e direttore generale di Leonardo. L’acquisizione potenzia inoltre il posizionamento commerciale congiunto, grazie alla complementarità delle reti di vendita e alla possibilità di proporre soluzioni integrate su specifici mercati ad alto potenziale. La capacità di Leonardo di offrire suite elettroniche complete, che va dai sistemi di comando e controllo fino alle elettro-ottiche e alle torrette di nuova generazione, insieme ai veicoli di IDV, permette di offrire soluzioni operative complete e ad efficienti prestazioni. Le competenze altamente specializzate nei rispettivi settori di riferimento, insieme alla forte capacità logistica e produttiva, favoriscono la sinergia operativa e sono in grado di accelerare lo sviluppo tecnologico congiunto, creando al contempo nuove opportunità di sviluppo ed evoluzione delle capacità tecnologiche e delle competenze professionali delle persone.

Contratto da 16 milioni per Maeg per la copertura dello stadio di Atene

L’azienda delle grandi costruzioni in acciaio Maeg, di Vazzola (Treviso), ha firmato un contratto del valore di 16 milioni per la realizzazione della cupola del nuovo stadio di Atene (Grecia). Il materiale impiegato per la realizzazione dell’opera è rappresentato da 3.100 tonnellate di acciaio per produrre tutti i componenti delle travi reticolari, assemblati in fabbrica per il collaudo a terra e poi smontati per la spedizione in cantiere. Si tratta di due elementi di 160 metri di lunghezza, 10 metri di altezza e 400 tonnellate di peso ciascuna da collocare sopra il lato lungo del campo. Perpendicolarmente sono previste due travi reticolari di 110 metri di lunghezza, 8 metri di altezza e 300 tonnellate e, infine, una serie di travi secondarie a supporto dei pannelli di copertura. Maeg terminerà i lavori entro il mese di dicembre 2026.

Next Geosolutions con Intesa e Cdp per l’acquisto nuova nave. Investimento di 112 milioni di dollari

Next Geosolutions, tra i gruppi leader a livello internazionale nel campo delle geoscienze marine e dei servizi di supporto alle costruzioni offshore, principalmente nel settore energetico, ha stipulato un finanziamento a supporto dell’acquisto della nuova unità navale offshore ‘Siem Day’ dalla società norvegese Siem Day II AS, rinominata ‘NG Supporter’, per un valore di circa 112 milioni di dollari. Intesa Sanpaolo e Cassa Depositi e Prestiti hanno sostenuto l’operazione con un finanziamento pari al 70% del totale investito che prevede anche una durata di ammortamento pari a 10 anni. In particolare, Intesa Sanpaolo, in qualità di banca capofila, ha deliberato il 60% della quota finanziata, mentre Cdp ha contribuito per il restante 40%, consolidando il proprio ruolo di partner strategico nello sviluppo di progetti ad alto contenuto tecnologico e industriale. “In questa operazione il sostegno di istituti come Intesa Sanpaolo e Cdp è stato per noi fondamentale per l’acquisizione di un asset come Ng Supporter”, afferma Attilio Ievoli, presidente di NextGeo. “Con questa operazione, Intesa Sanpaolo conferma la sua mission di supporto alle eccellenze a livello mondiale che il Sud esprime”, evidenzia Giuseppe Nargi, direttore regionale Campania, Calabria e Sicilia di Intesa Sanpaolo.
“Questo finanziamento, realizzato insieme a Intesa Sanpaolo, rappresenta un’operazione importante per contribuire a rafforzare lo sviluppo delle imprese del Mezzogiorno”, dichiara Manuel Palmiero, responsabile relazioni business imprese Sud-Ovest Cdp.

Federacciai: a febbraio produzione di acciaio +2,6% annuo, +2,1% nei primi due mesi

Nel mese di febbraio la produzione di acciaio, attestata a 1,9 Milioni di tonnellate (M.t. nel seguito), ha proseguito la fase di ripresa segnando un incremento del 2,6% su febbraio 2025 (tasso in accelerazione rispetto al +1,5% rilevato a gennaio). Nei primi due mesi dell’anno le acciaierie nazionali hanno sfornato 3,6 M.t. di acciaio consolidando una crescita del 2,1% nel confronto annuo. La produzione di laminati a caldo conferma il diverso andamento tra lunghi e piani: lunghi: attestati a 1,1 M.t. mostrano a febbraio un aumento tendenziale del 5,0%, consolidando da gennaio, con 2,1 M.t., una crescita dell’8,6% sui primi due mesi del 2025; piani: pari a 737 mila t. sono diminuiti del 7,4% nel confronto annuo, fermandosi nei primi due mesi dell’anno a 1,5 M.t. e segnando un calo del 4,4% su base annua.

Fincantieri, a Riva Trigoso inaugurato il nuovo sportello di mediazione interculturale per i lavoratori stranieri

È stato inaugurato presso lo stabilimento Fincantieri di Riva Trigoso il nuovo sportello di mediazione interculturale dedicato ai lavoratori stranieri e alle loro famiglie. Il servizio nasce con l’obiettivo di facilitare l’accesso alle informazioni e ai servizi del territorio, promuovendo inclusione e integrazione all’interno del luogo di lavoro. Lo sportello, operativo ogni mercoledì dalle 12.00 alle 14.00, offrirà attività di mediazione linguistica e culturale grazie alla presenza di mediatori madrelingua con esperienza pluriennale. Il servizio, a cura di Magis Società Cooperativa Sociale arl, rappresenta un punto di riferimento per i lavoratori stranieri, supportandoli nell’orientamento ai servizi del territorio, nella gestione di pratiche amministrative e burocratiche e nei rapporti con le istituzioni locali, oltre che nell’accesso ai servizi sociosanitari. Gli sportelli di mediazione interculturale sono già attivi con successo anche negli stabilimenti di Sestri e Muggiano, dimostrando la loro efficacia nel facilitare l’accesso ai diversi servizi e sostenere i percorsi di integrazione dei lavoratori. “L’apertura dello sportello di mediazione interculturale a Riva Trigoso rappresenta un ulteriore passo nel percorso che Fincantieri porta avanti per promuovere inclusione e valorizzazione delle persone nei propri cantieri – ha dichiarato Luciano Sale, Direttore Human Resources and Real Estate di Fincantieri. “Attraverso strumenti concreti come questo vogliamo favorire l’integrazione dei lavoratori stranieri, facilitando l’accesso alle informazioni e ai servizi del territorio e offrendo un supporto utile nella gestione delle esigenze quotidiane. In questo modo contribuiamo a costruire un ambiente di lavoro sempre più attento alle persone e capace di valorizzare le diverse competenze e culture presenti nei nostri stabilimenti”. L’iniziativa si inserisce nel più ampio programma di Fincantieri everyDEI, volto a promuovere diversità, equità e inclusione. Tra le iniziative, Step2Connect, la web app, che affianca gli sportelli fisici di mediazione interculturale, sviluppata per supportare i lavoratori stranieri e le loro famiglie nell’orientamento all’interno del sistema italiano, fornendo informazioni pratiche su servizi, diritti e opportunità disponibili sul territorio. Sempre in quest’ottica, Fincantieri promuove corsi gratuiti di lingua italiana all’interno dei propri stabilimenti: dal 2024 ad oggi sono stati attivati 26 corsi per un totale di circa 1.300 ore di formazione, coinvolgendo oltre 400 lavoratori nei cantieri di Monfalcone, Sestri Ponente, Marghera, Ancona, Riva Trigoso e Muggiano. Il Cantiere di Riva Trigoso rappresenta uno dei principali poli industriali di Fincantieri per la costruzione di unità navali militari ad alta complessità. Lo stabilimento è specializzato nelle fasi di impostazione e varo delle unità e impiega una forza lavoro di circa 1.300 persone, di cui oltre 800 dipendenti diretti Fincantieri. Il sito costituisce un polo di eccellenza per la cantieristica navale italiana e internazionale.

Bari: l’Agenzia del Demanio avvia un concorso per selezionare opere d’arte da inserire nel futuro Parco della Giustizia

Arte e cultura si integrano all’interno degli spazi pubblici grazie a opere di land art site-specific, installazioni e percorsi narrativi. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 30 aprile 2026. L’Agenzia del Demanio ha pubblicato un concorso per selezionare opere d’arte da inserire nel Parco della Cultura della Giustizia e dell’Ambiente, che nascerà al centro del futuro Parco della Giustizia di Bari. L’iniziativa si inserisce nel quadro delle Linee Guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che disciplinano l’integrazione di opere d’arte all’interno di edifici pubblici. Il bando è suddiviso in quattro lotti tematici, ciascuno con una propria identità e associato a un diverso plesso giudiziario: l’Isola di Genere per il Tribunale Penale; il Bosco dei Diritti dell’Uomo e dell’Ambiente per il Tribunale Civile; il Giardino dell’Uguaglianza per la Corte d’Appello; la Piazza della Legalità con il Lago della Trasparenza e della Sostenibilità per il Tribunale per i Minorenni. Per ogni lotto è richiesta una proposta artistica completa, che includa opere di land art site-specific, installazioni collocate sia negli spazi del parco sia all’interno degli edifici, oltre a un percorso narrativo capace di interpretare e rendere visibili i valori fondanti del progetto. Gli artisti possono candidarsi a uno o più lotti, presentando per ciascuno un progetto autonomo e coerente. La scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 30 aprile 2026 alle ore 12:00. La selezione terrà conto del curriculum degli artisti, della loro riconoscibilità nel panorama contemporaneo, della qualità del portfolio e della capacità di interpretare temi centrali quali legalità, diritti umani, uguaglianza, ambiente, genere e trasparenza. L’importo complessivo stanziato dal Ministero della Giustizia è di 1.371.587,32 euro, suddiviso in quattro quote uguali per ciascun lotto.

Energia, Mandas: “Il M5S sostiene solo progetti compatibili e sostenibili per territorio e comunità”

“Non sono solito rispondere direttamente, ma esiste un limite alla narrazione fantasiosa. Oggi quel limite viene oltrepassato dal deputato di FdI Salvatore Deidda con dichiarazioni fuorvianti che confondono i cittadini su un tema complesso”. Ad affermarlo è stato Gianluca Mandas, consigliere regionale del M5S. “È evidente la confusione sul concetto di “aree idonee”: non sono aree di autorizzazione automatica. La differenza tra aree idonee e non idonee riguarda i percorsi procedurali, non l’eliminazione dei controlli. E la Corte Costituzionale ad averlo chiarito. Respingo al mittente anche l’accusa di “ipocrisia” rivolta al Movimento 5 Stelle. La nostra posizione è sempre stata chiara e coerente: rinnovabili sì rispettando suolo, ambiente e paesaggio, con qualità progettuale, autoconsumo e comunità energetiche. Questa è governance, non propaganda. Il nodo politico resta: in un Paese fatto di territori diversi, le Regioni devono avere poteri effettivi di pianificazione. Senza questo, la transizione non si governa: si impone, generando conflitti e contenziosi. Su questo serve serietà istituzionale, non slogan”, conclude Mandas.

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