SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE

Brescia-Verona, Saipem usa droni Bvloss per proteggere cantieri e linee. Manunta: “Un modello da esportare”

Saipem consolida il proprio impegno verso soluzioni tecnologiche avanzate per garantire maggiore efficienza operativa e standard di sicurezza più elevati nella realizzazione di una delle infrastrutture strategiche per il Paese. Un progetto che ambisce a diventare un modello di riferimento per la protezione intelligente delle grandi opere.

02 Mar 2026 di Maria Cristina Carlini

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Brescia-Verona, Saipem usa droni Bvloss per proteggere cantieri e linee. Manunta: “Un modello da esportare”

Davide Manunta (Saipem)

Sulla linea AV/AC Brescia Est–Verona prende forma un nuovo modello di sicurezza delle infrastrutture. Il Consorzio Cepav due – guidato da Saipem e incaricato della realizzazione dell’opera per conto di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) – ha attivato un sistema innovativo di sorveglianza basato su droni operanti in modalità BVLOS (Beyond Visual Line of Sight), integrati con sensoristica evoluta e una piattaforma digitale di comando e controllo. Il progetto è stato lanciato da Saipem nel luglio scorso ma, alla luce dei recenti sabotaggi sulla rete ferroviaria con le pesantissime conseguenze sulla circolazione e della crescente esposizione delel infrastrutture critiche a minacce ibiride, il tema diventa quanto mai attuale sia per tracciare un primo bilancio di questi mesi  sia per capire le potenzialità e le possibilità di ‘esportare’ questo progetto su altre tratte sia nella fase di realizzazione di nuove infrastrutture che su quelle già operative. Per questo, Diac Diario ne ha parlato con Davide Manunta, chief Technology & Innovation Officer, chief operating officer della Business Line Sustainable Infrastructures e chief integration officer di Saipem.  Vediamo, innanzitutto, come opera il sistema. Per la prima volta in Italia, una flotta di nove droni in grado di operare oltre il raggio visivo del pilota garantisce un monitoraggio continuo, 24 ore su 24, dei circa 50 chilometri della tratta in costruzione. I velivoli si integrano con sensori antistrappo a protezione dei cavi, fotocamere multi-tecnologia antintrusione e Security Video-Box dotati di telecamere ad alta definizione e sistemi di video-analisi avanzata. Il sistema è coordinato da una Security Control Room e da una piattaforma PSIM (Physical Security Information Management), che correla in tempo reale i dati provenienti da droni, sensori e telecamere, consentendo il monitoraggio georeferenziato dell’infrastruttura e la gestione tempestiva degli interventi, in collaborazione con le forze dell’ordine.

A sette mesi ormai dal lancio del sistema, quello che Manunta tiene, in particolare, a sottolineare è come l’approccio sia cambiato in modo sostanziale: «Questi mesi hanno dimostrato che la sicurezza dei cantieri può essere affrontata in modo preventivo, non solo reattivo. Sulla tratta ferroviaria in costruzione AV/AC Brescia Est–Verona abbiamo ridefinito gli standard di sicurezza e gestione dei cantieri attraverso l’adozione dell’innovativo sistema BVLOS che garantisce un monitoraggio continuo, giorno e notte, integrando droni, sensoristica e una piattaforma di comando e controllo unica». Non si tratta, precisa, di un investimento limitato alla componente aerea: «Il valore dell’investimento non è nel singolo drone, ma nell’ecosistema tecnologico: modulare, scalabile e replicabile su altre infrastrutture».  Rispetto alla possibilità di prevenire o intercettare tempestivamente episodi di sabotaggio, Manunta chiarisce: «Un sistema di sorveglianza non elimina il rischio, ma riduce drasticamente il tempo di scoperta e di reazione: ed è qui che si gioca la partita».

Il funzionamento è duplice: «I droni operano in pattugliamento preventivo e in modalità reattiva, attivandosi automaticamente in caso di allarme». In caso di evento sospetto lungo la tratta, la procedura è immediata: «I tempi dipendono dall’evento, ma la differenza è nella capacità di verifica immediata. In caso di allarme, il drone interrompe il pattugliamento ordinario e raggiunge l’area segnalata, fornendo immagini e dati in tempo reale alla control room. La logica è semplice ed efficace: rilevazione, verifica, risposta». Tra i dati più rilevanti comunicati c’è la riduzione fino all’80% dei tempi di intervento delle forze dell’ordine. Un risultato che, viene chiarito, non deriva da un singolo episodio ma dalla validazione complessiva del modello: «Non parliamo di singoli casi, ma della validazione di un approccio integrato. La disponibilità immediata di immagini e informazioni georeferenziate comprime drasticamente i tempi tra evento e intervento».

L’operatività continuativa dei droni BVLOS su un’infrastruttura lineare di grande estensione ha comportato un articolato confronto con ENAC per gli aspetti autorizzativi. «Le principali complessità hanno riguardato il percorso autorizzativo con ENAC e la gestione di un presidio continuo su infrastrutture lineari ed estese», spiega Manunta, che sottolinea anche una riflessione più ampia: «L’esperienza conferma che la sicurezza delle infrastrutture critiche va ripensata in chiave sistemica, integrando tecnologia, processi e cooperazione pubblico-privato».

Lo sguardo si allarga oltra la singola tratta.  «Il progetto nasce per i cantieri, ma il modello è pensato per infrastrutture critiche anche in esercizio». Quanto alla possibilità di estendere il sistema ad altre linee gestite da RFI, la posizione è chiara ma prudente: «Il modello è replicabile su altre linee, ma richiede analisi dei rischi, integrazione con i sistemi esistenti e un percorso autorizzativo strutturato», come abbiamo visto per la Brescia Est- Verona. Insomma, il sistema può essere sviluppato o ‘esportato’ a più ampio raggio? La risposta è netta: “assolutamente sì”, assicura Manunta.  «Il modello sviluppato è scalabile ed esportabile. L’integrazione tra droni, sensori, piattaforma PSIM e control room è applicabile a diversi contesti di infrastrutture critiche, in Italia e all’estero. La gestione degli eventi in tempo reale è oggi un fattore strategico di resilienza».

 

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