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Oristano, l’ex carcere di Piazza Manno rinasce: primo premio a Politecna Europa

26 Feb 2026 di Giusy Iorlano

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Oristano, l’ex carcere di Piazza Manno rinasce: primo premio a Politecna Europa

L’ex carcere di Piazza Manno cambia destino. L’Agenzia del Demanio ha assegnato il primo premio del concorso di idee per la riqualificazione dell’ex struttura detentiva nel centro storico della città sarda, aprendo ufficialmente la strada alla sua trasformazione in un nuovo polo pubblico.

Ad aggiudicarsi il riconoscimento è stata Politecna Europa S.r.l., capofila di un raggruppamento temporaneo di quattro professionisti (RTP), selezionata tra 33 proposte progettuali. L’obiettivo del concorso era individuare una visione capace di restituire alla città un complesso di circa 7.800 metri quadrati, oggi inutilizzato ma strategico per la rigenerazione urbana.

Il progetto premiato costituirà la base per le successive fasi di sviluppo e punta a integrare funzioni istituzionali e culturali: l’edificio, chiuso dal 2013 dopo il trasferimento dei detenuti a Massama, ospiterà infatti la Prefettura e spazi museali aperti alla collettività. La proposta selezionata ha convinto per la capacità di coniugare esigenze amministrative e apertura alla città, immaginando ambienti flessibili, accessibili e in dialogo con il tessuto urbano circostante, fa sapere l’Agenzia del direttore Alessandra dal Verme.

La Reggia giudicale degli Arborea, poi trasformata in carcere sotto la dominazione dei Savoia, è il simbolo del medioevo sardo e appartiene all’Agenzia del Demanio che ha voluto mettere al centro dell’intervento la sostenibilità ambientale, la qualità architettonica e la valorizzazione dell’identità cittadina, con l’obiettivo di trasformare un ex luogo di detenzione in uno spazio di servizi, cultura e partecipazione. L’operazione rappresenta un passaggio chiave nel percorso di riqualificazione del centro storico di Oristano, rafforzandone il ruolo come fulcro amministrativo e culturale.

La graduatoria

L’interesse attorno all’immobile si era già percepito nei mesi scorsi, con un open day molto partecipato e sopralluoghi affollati da professionisti arrivati anche da fuori regione. Alla scadenza del bando sono arrivate 33 proposte da tutta Italia, a conferma dell’attenzione nazionale per il recupero dell’ex carcere di Piazza Manno.

A vincere, come si legge nella determinazione firmata dal direttore regionale Gianluca Palla, è stato il team guidato da Politecna Europa S.r.l., cui andrà un premio di 60 mila euro. Secondo classificato A.B.P. Architetti (25 mila euro), a seguire Superspatial S.r.l.(20 mila euro), Speri S.p.A. (15 mila euro) e Arch. Giulia Chiatante (quinto classificato con 10 mila euro)

Menzioni speciali fuori graduatoria sono state attribuite a TARI Architects s.r.l. e allo Studio Tecnico Caramagno e Rocchi, capofila di un raggruppamento con altri professionisti.

La fase operativa

Ora si apre la fase operativa: l’idea premiata diventerà la base per la progettazione definitiva ed esecutiva, passaggio preliminare alla gara d’appalto e all’avvio dei lavori. Nei 7.800 metri quadrati del compendio troveranno posto gli uffici della Prefettura e gli spazi museali che accoglieranno il museo del Comune, insieme a un percorso dedicato alla memoria carceraria.

L’intervento vale complessivamente 22,7 milioni di euro, di cui 14,5 destinati ai lavori, con un cronoprogramma stimato in cinque anni. Un investimento significativo che punta a restituire alla città un immobile simbolico, trasformandolo in polo istituzionale e culturale. La procedura, nei mesi passati, era stata osteggiata da un comitato di cittadini che chiedeva che il palazzo, dall’altissimo valore storico, venisse restituito al Comune attraverso la legge regionale e quindi trasformato in simbolo dell’identità sarda.

Per l’Agenzia del Demanio, l’intervento sull’ex carcere rappresenta «un passaggio significativo nel processo di riqualificazione del centro storico di Oristano, rafforzandone il ruolo come luogo di servizi, cultura e partecipazione».

Per piazza Manno, recentemente restaurata, si apre così un nuovo cantiere. Stavolta non sarà più cornice silenziosa, ma spettatrice diretta della trasformazione che ridisegnerà uno degli spazi più identitari di Oristano.

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