Milano, via ai lavori per M1-Baggio. Padova, la newco Interporto-Psa
Via ai cantieri per prolungare la linea metro da Bisceglie a Baggio: 3,3 km e tre stazioni (Parri-Valsesia, Baggio, Olmi), con cantieri complessivamente nove e durata stimata in circa cinque anni e mezzo. Il consiglio comunale padovano ha approvato la costituzione di “Intermodal Terminal Padova srl”, con cessione del 70% delle attività terminalistiche di Interporto a Psa (Singapore) con Logtainer, dopo un dibattito di oltre due ore e mezza e con assenze nella maggioranza. Le news locali.
IN SINTESI
Dal 25 febbraio partono i lavori per prolungare la M1 da Bisceglie a Baggio: 3,3 km e tre stazioni (Parri-Valsesia, Baggio, Olmi), con cantieri complessivamente nove e durata stimata in circa cinque anni e mezzo. L’appalto, aggiudicato a giugno al consorzio Eteria, vale 362 milioni finanziati da Stato e Comune di Milano. Si inizia con recinzioni, bonifiche e verifiche archeologiche, mentre gli scavi con talpa meccanica sono attesi verso fine 2026 e richiederanno circa due anni per le gallerie. Il progetto prevede riqualificazioni di superficie con aree gioco, verde e circa 108mila mq di prati, oltre a rastrelliere e percorsi ciclopedonali. Palazzo Marino stima 7,5 milioni di passeggeri annui sulle tre stazioni, 14,8 milioni di km/anno di percorrenze su gomma in meno e un effetto anche sui comuni limitrofi come Cesano Boscone (MI).
Padova, ok alla newco Interporto con Psa; maggioranza divisa
Il consiglio comunale approva la costituzione di “Intermodal Terminal Padova srl”, con cessione del 70% delle attività terminalistiche di Interporto a Psa (Singapore) con Logtainer, dopo un dibattito di oltre due ore e mezza e con assenze nella maggioranza. L’offerta è di 75 milioni (base 61), mentre Interporto mantiene il 30% con clausole: destinazione intermodale non modificabile senza consenso, un rappresentante nel cda e presidenza del collegio sindacale. Critiche su incarichi e compensi vengono affrontate con emendamento: durata massima tre esercizi rinnovabile una sola volta e niente partecipazione agli utili (o reversibilità a Interporto). Il voto finale è 17 favorevoli, 7 contrari e 5 astenuti, con fratture sia in maggioranza (assenze di Coalizione Civica e Padova Insieme) sia nelle opposizioni; nella Lega si registra il no di Ubaldo Lonardi e la posizione opposta di Daniele Canella. Luciano Greco, presidente di Interporto, interviene sostenendo che “la cassaforte rimane a Padova”, mentre ora manca l’ok definitivo di Palazzo Santo Stefano.
Ancona, parco Cardeto tra belvederi, ruderi e candidatura Cultura
A due giorni dalla presentazione a Roma della candidatura di Ancona a Capitale italiana della Cultura, il Cardeto entra nel dossier come luogo-simbolo tra trekking, archeologia, caserme e Campo degli Ebrei, con il faro ottocentesco legato anche agli esperimenti di Guglielmo Marconi. Ma l’ingresso da via del Faro mostra degrado: cancello arrugginito, ex caserma Stamura tra edera e crepe, mura del cimitero ebraico segnate da crolli e transenne. A quota 104 l’accesso al faro resta interdetto e il Belvedere Neruda evidenzia assi sollevati e panche rotte, mentre lapidi e vegetazione si confondono e compaiono graffiti. Lungo il rientro verso piazzale Martelli e Caserma Villarey, tra Polveriera Castelfidardo chiusa e edifici in abbandono, spunta però il cantiere dello studentato sull’ex deposito derrate: l’idea di rilancio resta un work in progress.
Torino, Regione e Confindustria spingono su Zes e Cresci Piemonte
Al vertice bilaterale al Grattacielo di piazza Piemonte, Regione e Confindustria hanno fissato obiettivi 2026 puntando su sburocratizzazione, energia e attrazione investimenti, con la richiesta di estendere la Zes anche a aree piemontesi, in particolare Torinese e Basso Alessandrino. Alberto Cirio ha rivendicato indicatori positivi (recupero di 9 punti di Pil dal 2009 e disoccupazione ai minimi da 26 anni), ma ha indicato come freno la crisi dell’auto, compensata in parte dall’aerospazio con commesse pluriennali. Il Cresci Piemonte arriva in aula e, dopo un emendamento, viene allargato alle grandi città con l’obiettivo di dimezzare i tempi burocratici; in parallelo prosegue la riforma della legge urbanistica entro fine anno. Sul fronte energia, la Regione segnala la prima gara per concessioni idroelettriche e l’idea di destinare più energia a imprese e famiglie, mentre le imprese chiedono un fondo per bonificare aree industriali dismesse in vista del ciclo 2028-2033. Confindustria richiama anche la necessità di rafforzare l’internazionalizzazione (dopo il Giappone 2025, missione in Canada nel 2026).
Palermo, 11 milioni per ammodernare il mercato ortofrutticolo
Sopralluogo dell’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo con il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore comunale Giuliano Forzinetti per rilanciare il mercato ortofrutticolo, attivo dal 1955. Tamajo indica che la bozza di progetto dovrà essere rimodulata, ma conferma l’impegno a “aprire e chiudere” il percorso senza perdere tempo. L’intervento viene sostenuto con uno stanziamento complessivo di 11 milioni, frutto della riprogrammazione delle risorse. L’obiettivo dichiarato è rendere la struttura più moderna, efficiente e competitiva per le esigenze degli operatori.
Venezia, moschea a Mestre: bonifica ora e progetto dopo il voto
In via Giustizia, nell’area dell’ex segheria Rosso a Mestre (Venezia), la comunità islamica bengalese avvia pulizie, sfalci e rilievi con ruspe e operai per preparare la progettazione di una moschea, ma annuncia che i permessi verranno chiesti dopo le elezioni comunali. Il promotore Prince Howlader spiega che, senza la futura amministrazione, non ha senso accelerare e ricorda che servirà una variante urbanistica perché l’area è a destinazione economico-produttiva. La comunità ha firmato un preliminare d’acquisto un anno fa, condizionato alla variante e al permesso di costruire, e stima tempi tra 7 mesi e un anno e mezzo per l’iter. Nei colloqui avviati con l’amministrazione Brugnaro emerge un modello architettonico ispirato alla moschea di Lubiana, con forme contemporanee e un edificio “quadrato”, pensato per circa duemila persone con servizi e parcheggi. Howlader, candidato alle elezioni nella lista di Fratelli d’Italia, insiste sul tema del recupero di un’area degradata e sul coinvolgimento del quartiere.
Trieste, Nautaverso rinviato al 2030-2031 con costi da aggiornare
Il Parco del mare digitale (Nautaverso) slitta: rispetto all’ipotesi di inaugurazione nel 2027, l’ente camerale aggiorna l’orizzonte a fine 2030 o 2031, anche per effetti del nuovo Codice appalti e per incognite su sondaggi e quadro economico. I 32 milioni più Iva previsti nel 2023 (8 regionali e il resto camerale) vengono considerati difficilmente sufficienti, tra rincari edilizi e tempi di fornitura delle installazioni immersive. Intanto Venezia Giulia Sviluppo Plus affida la gara da 3,6 milioni (4,3 con Iva) per progetto di fattibilità tecnico-economica e direzione lavori al raggruppamento con Kengo Kuma, F&M ingegneria di Mirano (VE), Archest di Palmanova (UD), Denis Zadnik e Denise Borsoi. Il gruppo ha 150 giorni per il progetto (al netto di indagini sul sottosuolo), poi dopo l’estate è attesa la Conferenza dei servizi e quindi un bando europeo per lavori e, a scelta, anche gestione. Se non emergono intoppi, il cantiere potrebbe partire entro fine 2027 e durare circa 36 mesi.
Roma, ipotesi Olimpiadi 2040 tra metro D, impianti e villaggio olimpico sul dossier del 2024
Se Roma punta ai Giochi 2040, il ragionamento riparte dal dossier 2024: il 90% delle location risulterebbe già disponibile, con la metro C completata nel 2037 fino a Farnesina, a circa 200 metri dall’Olimpico. L’idea è usare questa base per liberare risorse e finanziare la metro D, con una tabella indicativa: 2 anni per fattibilità, 1 anno per gara, 1 per esecutivo e cantieri a fine 2029, con altri 11 anni per arrivare al 2040. Tra gli impianti mancanti viene citata una piscina coperta da 4mila posti ipotizzando la copertura del Foro Italico, e un palazzetto da 20mila posti alla Fiera, anche in linea con un’arena concerti evocata dal sindaco. Nel quadro rientrano il recupero delle Vele di Calatrava e il nuovo centrale del tennis con involucro trasparente e tetto retrattile, oltre al PalaTiziano e alle piscine di Valco San Paolo e Pietralata già riqualificate. Per il villaggio olimpico, Tor Vergata resta l’area in pole.
Napoli, calcinacci e cornicioni: municipalità chiedono più controlli
Tra dicembre 2025 e febbraio 2026 si susseguono distacchi di calcinacci in aree turistiche e commerciali: via Toledo (26 dicembre), piazzetta Sant’Anna di Palazzo, via Scarlatti angolo via Kerbaker (11 novembre) e via San Carlo (21 febbraio), con feriti o persone portate in ospedale per accertamenti. Le municipalità chiedono di intensificare i monitoraggi sugli edifici, indicando come concause l’età dei palazzi e l’impatto di estati torride e piogge torrenziali sulle lesioni. Vengono citate retine di contenimento diffuse e criticità in zone che vanno dai Quartieri Spagnoli a San Gregorio Armeno, fino a Chiaia, Riviera e Mergellina. La presidente della Municipalità 1, Giovanna Mazzone, richiama la difficoltà di intervenire sui privati e propone sinergie con Protezione civile e sensibilizzazione di proprietari e amministratori. Da Municipalità 2 e 3 arrivano proposte di un piano comunale, task force per i controlli e misure per agevolare i lavori dei privati, come esenzioni sulla tassa di occupazione suolo.
(a cura di Francesco Stati)