LA GIORNATA

Dazi globali al 10% al via, Trump rilancia l’American Dream. Risposta Ue

  • Foti, ‘il futuro bilancio Ue sia ambizioso, non penalizzare Pac e Coesione’
  • Infratel con Mase per il programma Sim, tecnologia per sicurezza del territorio
  • Aeroporti, a Verona concluso il Progetto di sviluppo Romeo, investimento di oltre 90 mln

25 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

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IN SINTESI

Sono scattati ieri i nuovi dazi globali al 10% mentre nella notte italiana il presidente USA, Donald Trump, ha rilanciato  l’“American Dream” nell’attesissimo discorso sullo State of the Union. Dopo la bocciatura da parte della Corte Suprema, le nuove misure decise da Trump,  entrate in vigore alle 6:01 del mattino, segnano l’avvio di una nuova fase di protezionismo commerciale che la Casa Bianca considera essenziale per difendere produzione interna e occupazione, ma che rischia di riaccendere tensioni con i partner internazionali e alimentare nuove pressioni sui prezzi. La Commissione europea ha confermato l’entrata in vigore della tariffa aggiuntiva, che si somma alla clausola della nazione più favorita. Bruxelles chiede chiarimenti su durata e ambito di applicazione delle misure, mentre restano aperti i canali diplomatici con Washington. Il dossier commerciale torna così al centro delle relazioni transatlantiche proprio mentre l’Eurocamera si prepara a discutere la ratifica dell’intesa raggiunta nei mesi scorsi tra Trump e la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. Il commissario al Commercio Maros Sefcovic ha sottolineato la necessità di procedere con la ratifica dell’accordo commerciale, ma solo dopo aver ottenuto maggiore chiarezza da Washington. L’obiettivo indicato è il voto in plenaria a marzo, in parallelo con un Consiglio europeo che affronterà anche competitività, mercato unico e difesa commerciale. Dal Congresso riunito in seduta plenaria, Trump ha difeso il primo anno del suo nuovo mandato rivendicando di aver “salvato l’America dall’orlo del disastro economico” e ha promesso un’agenda “ambiziosa” per contrastare il carovita. Il presidente sostiene che i dazi rappresentino uno strumento necessario per riequilibrare la bilancia commerciale, incentivare il reshoring industriale e rafforzare il potere negoziale degli Stati Uniti. L’amministrazione starebbe già valutando un possibile aumento delle tariffe fino al 15%, delineando una strategia di pressione progressiva sui partner commerciali. Sul piano interno, però, il costo economico della stretta resta un nodo politico. Le imprese importatrici temono rincari sulle materie prime e sulle componenti industriali, con effetti a catena sui prezzi al consumo. I mercati guardano con cautela all’impatto sull’inflazione, già tema sensibile per le famiglie americane. Anche una parte del Partito repubblicano – storicamente favorevole al libero scambio – esprime perplessità su un protezionismo spinto che potrebbe frenare investimenti e competitività.

Foti, ‘il futuro bilancio Ue sia ambizioso, non penalizzare Pac e Coesione’

“Il quadro finanziario pluriennale” dell’Ue 2028-2034 “deve essere di certo ambizioso, ma selettivo: dobbiamo avere, cioè, ben chiaro che non vanno penalizzate alcune politiche tradizionali, mi riferisco alla Pac e alla coesione”. Lo ha sostenuto il ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, nel suo intervento al Consiglio Affari Generali ieri a Bruxelles. “Al tempo stesso, occorre indubbiamente intervenire per avere un quadro di iniziative e di interventi che siano coerenti con la situazione attuale in cui l’Europa versa. A questo riguardo, ben venga il Fondo per la competitività che deve rivolgersi non solo ai settori tecnologicamente avanzati, ma anche ai settori e alle filiere produttive tradizionali – ha sottolineato -. È importante inoltre ribadire in questo momento il principio della neutralità tecnologica, perché è necessario che le nostre imprese competano in un mercato che le vede spesso penalizzate. Dobbiamo riconoscere il ruolo delle piccole e medie imprese. La nostra posizione è favorevole all’abolizione di tutti i rebates (restituzione a un Paese membro di parte dei fondi versati al bilancio comunitario in seguito a un accordo bilaterale tra questo e Bruxelles)”. “Sul tema della competitività – ha aggiunto Foti -, Italia, Germania e Belgio hanno promosso un incontro che è stato la premessa del Consiglio europeo informale. Si deve passare dalle analisi alle azioni, perché il tempo non ci consente di attendere oltre. La frammentazione del mercato unico ci dice che in questo momento noi abbiamo delle tariffe maggiorate del 45% che gravano sulle merci e del 110% sui servizi. È un dazio interno che non possiamo permetterci di continuare ad avere sulle nostre spalle”.

Ucraina, Jorgensen: è sconcertante l’impatto degli attacchi russi sulle infrastrutture energetiche

“È sconcertante vedere l’impatto degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche, volti a lasciare milioni di persone al buio e al freddo. L’Ue è il principale donatore di energia dell’Ucraina con oltre 3 miliardi di euro di aiuti, 11.000 generatori ed esportazioni di elettricità. Siamo determinati a intensificare il nostro sostegno”. Lo scrive su X Dan Jørgensen, commissario per l’Energia e l’edilizia residenziale, a margine della sua visita a Kiev con diversi membri del Collegio.

Mercosur, Sefcovic: quasi 300 mld persi in 5 anni senza l’accordo in vigore

“La decisione del Parlamento europeo di ricorrere alla Corte di giustizia europea – per la compatibilità con i trattati dell’accordo con i Paesi del Mercosur – è spiacevole perché può tardare l’esame del Parlamento anche di due anni e perché ci fa perdere in termini di affari commerciali, opportunità economiche e lavoro con danni per la competitività e la prosperità: secondo i nostri dati tra il 2021 e il 2025 l’Ue avrebbe guadagnato 183 miliardi in esportazioni e 291 miliardi in crescita di Pil se l’accordo fosse entrato già in vigore”. Lo ha dichiarato il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, parlando dell’accordo Ue-Mercosur alla commissione Commercio internazionale (Inta) del Parlamento europeo.

Sbarra, governo conferma validità del ponte, una grande opera

“Sul ponte sullo Stretto di Messina, il governo conferma la validità e la giustezza di realizzare una grande opera di ingegneria molto forte. È un’opera che aiuta a togliere dall’isolamento milioni di cittadini siciliani, che aiuta il Sud a collegarsi meglio con il resto del Paese e a connettersi con l’Europa”. Lo ha detto oggi a Reggio Calabria il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri Luigi Sbarra. “Il governo – ha aggiunto – è impegnato a rispondere ai rilievi della Corte dei Conti, ma confermiamo la volontà politica di andare nella direzione di costruire il ponte sullo Stretto che è condizione anche per sostenere la ripartenza dell’economia, della struttura produttiva, dell’occupazione nelle aree del Sud”.

Ferrante (Mit), ora Piano Casa e riforma Testo unico per rilanciare edilizia

“Il nostro governo ha voluto definire in maniera condivisa le regole di un settore strategico come quello delle costruzioni, restituendo centralità al tessuto produttivo attraverso un confronto costante sui provvedimenti adottati. Con il Codice degli appalti e i suoi correttivi abbiamo fornito alle imprese uno strumento strategico per accelerare la realizzazione delle opere, rimettere in moto l’edilizia e promuovere la crescita dell’economia reale. Abbiamo approvato il Dl Salva Casa e stiamo lavorando al Piano Casa Italia per rilanciare il settore, tutelare il bene rifugio dei cittadini e rispondere all’emergenza abitativa. Resta cruciale il tema della riqualificazione, con il disegno di legge sulla Rigenerazione urbana che Forza Italia ha promosso in Senato e la norma sblocca Incompiute, che ho voluto inserire proprio nel Salva Casa per contrastare degrado e abbandono e ridurre il consumo di suolo. Il prossimo passo sarà la riforma del Testo unico dell’Edilizia, oggetto di un disegno di legge delega approvato dal Cdm, necessaria per introdurre regole chiare, semplici e uniformi, ridurre tempi e burocrazia e sprigionare le energie sane del Paese”. Lo ha detto, intervenendo al convegno “Muoviamo il Paese e costruiamo il futuro: le sinergie vincenti” promosso a Roma da Filca Cisl e Fit Cisl, il sottosegretario al Mit Tullio Ferrante.

Ferrovie, Fit Cisl: “Senza risorse certe non c’è futuro per la rete. Il MEF garantisca flussi stabili a RFI”

«In assenza di flussi finanziari certi, continuativi e programmabili da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze verso RFI, viene meno la condizione essenziale per assicurare la realizzazione degli investimenti previsti, una manutenzione adeguata della rete e, soprattutto, standard elevati di qualità e sicurezza del servizio ferroviario». Lo ha dichiarato il segretario generale nazionale della FIT-CISL, Salvatore Pellecchia, intervenendo alla tavola rotonda del convegno “Muoviamo il Paese e costruiamo il futuro: le sinergie vincenti”, svoltosi oggi a Roma. Nel suo intervento, Pellecchia ha delineato con chiarezza lo stato della rete ferroviaria italiana, descrivendola come «un sistema vasto e articolato, stratificato nel tempo e caratterizzato da profonde differenze strutturali e tecnologiche. Accanto a infrastrutture moderne e avanzate, persistono tratti storici che richiedono un impegno costante in termini di gestione, controllo e manutenzione». Per Pellecchia, la sfida non può limitarsi alla sola logica dell’intervento emergenziale o riparativo. «Il vero nodo è governare l’evoluzione del sistema ferroviario – ha sottolineato – adottando un autentico approccio industriale che integri le risorse del PNRR con una programmazione stabile e di lungo periodo». Un modello fondato su tre pilastri irrinunciabili: la continuità del servizio, la sicurezza di lavoratori e utenti e la centralità del lavoro in ogni fase del ciclo di vita dell’infrastruttura. Pellecchia ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di una manutenzione ancora più rigorosa sulle linee ad alta frequentazione, dove l’intensità del traffico impone standard elevatissimi di affidabilità e prevenzione. In conclusione, il Segretario Generale ha ribadito che il rafforzamento della cultura della sicurezza rappresenta «un imperativo che non ammette deroghe», da perseguire attraverso il potenziamento della formazione e una partecipazione attiva, responsabile e consapevole di tutti i soggetti coinvolti nel sistema ferroviario.

Infratel con Mase per il programma Sim, tecnologia per sicurezza del territorio

Per l’attuazione del progetto Sim, la nuova infrastruttura tecnologica nazionale per la sicurezza ambientale, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica ha siglato un accordo di collaborazione con Infratel Italia SpA, società controllata da Invitalia, in qualità di responsabile del supporto specialistico-operativo.Il Sistema Integrato di Monitoraggio, presentato l’11 e 12 febbraio scorso a Roma, è un intervento strategico del Pnrr gestito dal Mase, con partner tecnologici Leonardo e DXC. Il Sim fornisce all’Italia un nuovo strumento avanzato per la sicurezza idrogeologica, la pianificazione territoriale e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Attraverso l’integrazione di dati, conoscenze e competenze, Sim consentirà di orientare le politiche pubbliche verso la prevenzione, intervenendo in ambiti fondamentali quali il contrasto al dissesto idrogeologico, il supporto alle emergenze, il monitoraggio dell’inquinamento marino e litorale, la lotta agli illeciti ambientali, gli incendi, l’agricoltura di precisione. Il programma prevede finanziamenti per circa 260 milioni di euro per la realizzazione di 5221 interventi su tutto il territorio nazionale, per proteggere le comunità locali dalle minacce ambientali. L’investimento si suddivide nel potenziamento di reti specializzate con una ripartizione che vede circa 54,5 milioni di euro destinati alla rete Idrometeo (la più estesa con 4.129 siti), oltre 53,8 milioni per la rete Radar (30 siti) e 35,6 milioni per il monitoraggio delle frane (183 siti). Altri interventi significativi riguardano la rete sismica (26,3 milioni per 356 siti) e le dotazioni tecnologiche avanzate, come sensori marini e droni, per un valore di circa 23,3 milioni. Infratel si occuperà in particolare di verifica, progettazione, direzione lavori e coordinamento sicurezza dell’infrastruttura tecnologica sviluppata per la protezione civile e la prevenzione delle minacce ambientali, mettendo a disposizione le eccellenti competenze maturate nello sviluppo di grandi progetti infrastrutturali di Telecomunicazioni. “Il nostro compito è trasformare l’ambizioso investimento Pnrr in una realtà operativa, garantendo che ogni cantiere e ogni sensore siano installati nei tempi previsti. Il nostro obiettivo è quello di assicurare al Paese infrastrutture efficienti, capaci di fornire dati in tempo reale per proteggere il patrimonio naturale e le comunità locali” ha dichiarato l’Ad Infratel, Pietro Piccinetti.

Istat: nel 2024 con Pil a +0,7%, consumi di energia a – 2,1% ed emissioni gas -2,8%

Nel 2024, a fronte di una crescita reale del pil pari a +0,7%, il consumo di energia, le emissioni di gas climalteranti dei residenti e il consumo materiale interno diminuiscono, rispettivamente, del 2,1%, 2,8% e 1,8 per cento. A rilevarlo è l’ Istat nel rapporto su economia e ambiente relativo agli anni 2023 e 2024. Nel 2023, con una crescita reale del Pil dell’1%, si registra una flessione piu’ marcata degli indicatori fisici: il consumo di energia scende del 4,8%, le emissioni di gas climalteranti del 5,9% e il consumo materiale del 5,4 per cento. Nel 2023 il valore dei beni e servizi per la tutela ambientale prodotti e’ stabile: 214,7 miliardi (+0,4% rispetto al 2022). La spesa per la protezione dell’ambiente si attesta a 52,9 miliardi (+2,8%) e il gettito delle imposte ambientali a 54,4 miliardi (+19,6%), con un ulteriore aumento dell’11,2% nel 2024. Alla diminuzione complessiva delle emissioni di gas serra, prosegue Istat, contribuiscono le attivita’ produttive in modo significativo. In particolare, l’attivita’ di fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata evidenzia una contrazione delle emissioni pari a 10,6 milioni di t.CO2eq. (tonnellate di CO2 equivalenti)(-16,7%), nonostante l’incremento della domanda di energia elettrica registrato nel 2024. La contrazione delle emissioni nell’attivita’ di Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata e’ riconducibile principalmente a modifiche nel mix energetico utilizzato per la produzione di energia elettrica. Nel corso del 2024 si osserva, infatti, un aumento della produzione da fonti rinnovabili, in particolare da fonte idroelettrica, favorita dalle abbondanti precipitazioni che hanno caratterizzato l’anno. Contestualmente, si rileva una marcata riduzione dell’impiego del carbone, in parte sostituito dal gas naturale per la maggiore competitivita’ conseguita in seguito all’abbassamento dei prezzi nel corso del 2024. Di particolare rilievo anche la riduzione delle emissioni delle Industrie manifatturiere (-2,2%), con un forte contributo dall’attivita’ Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio. Nel settore dei Servizi, il contributo maggiore alla riduzione proviene dal Trasporto marittimo, mentre si rileva per le altre attivita’ produttive del terziario un aumento pressoche’ generalizzato. Le famiglie, infine, registrano un aumento delle emissioni del 2,2% corrispondente a 2,3 milioni di t.CO2eq. in piu’ rispetto al 2023.

Saipem: nel 2025 ricavi in crescita a 15,5 mld, utile a 310 mln. Gli investimenti tecnici salgono a 364 mln

Saipem conferma, per il quarto anno consecutivo, la traiettoria di crescita e di miglioramento della profittabilità, unitamente a un’ulteriore accelerazione nella generazione di cassa. I ricavi del 2025 si attestano a 15,5 miliardi di euro, in crescita del 6,5% rispetto all’anno precedente, e l’ebitda raggiunge un livello pari a 1,7 miliardi di euro, in aumento del 29,1%. L’utile netto risulta pari a 310 milioni di euro, +1,3%, mentre il free cash flow al netto dei canoni di locazione raggiunge i 792 milioni di euro nel 2025, in crescita del 56,8% anno su anno. L’acquisizione di nuovi ordini nel 2025 si è attestata a 13 miliardi di euro ed ha visto una forte accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, mantenendo il valore del portafoglio al di sopra dei 31 miliardi di euro. Gli investimenti tecnici salgono a quota 364 milioni di euro rispetto ai 337 milioni di euro nel corrispondente periodo del 2024, di cui 108 milioni nel quarto trimestre (91 milioni di euro nel corrispondente trimestre del 2024). La posizione finanziaria netta post-Ifrs 16 è negativa per 498 milioni(positiva per 23 milioni al 31 dicembre 2024), inclusiva degli effetti derivanti dal prospettato acquisto della drillship Deep Value Driller, attualmente oggetto di un contratto di noleggio. Quella pre-Ifrs 16 è positiva per 999 milioni (positiva per 683 milioni al 31 dicembre 2024). L’acquisizione degli ordini raggiunge i 12.936 milioni (18.812 milioni in 2024), di cui 5.426 milioni nel quarto trimestre (5.290 milioni) mentre il portafoglio ordini è di 31.469 milioni (34.065 milioni al 31 dicembre 2024) che aumenta a 31.578 milioni di euro includendo il portafoglio ordini delle società non consolidate (34.257 milioni al 31 dicembre 2024). In coerenza con la dividend policy e in linea con il 2025, il consiglio di amministrazione intende proporre il pagamento di un dividendo pari a 0,17 euro per azione, equivalenti a circa 330 milioni di euro. Il cda di Saipem ha autorizzato l’operazione, annunciata il 17 febbraio scorso, relativo all’acquisizione della drillship Deep Value Driller. Il deal era subordinata, tra l’altro, all’approvazione del Cda della società italiana e di quello di Deep Value Driller. L’operazione ha un valore concordato di 272,5 milioni di dollari. La nave è attualmente già in uso dal Gruppo Saipem attraverso un contratto di noleggio a scafo nudo (bareboat charter) con scadenza fissata al 31 luglio 2026 ed è impegnata in attività operative in Indonesia. Il perfezionamento dell’acquisto è previsto entro la medesima data di scadenza del noleggio attuale. Il cda ha anche approvato il budget 2026 e la guidance per l’anno in corso. Nel dettaglio la società stima ricavi pari a circa 15,5 miliardi di euro; un ebitda adjusted pari a circa 1,9 miliardi e un cash flow operativo (al netto dei canoni di locazione) pari a circa 1 miliardo, Gli investimenti tecnici sono attesi a circa 450 milioni di euro (escluso l’esborso relativo all’acquisto della drillship Deep Value Driller) mentre il free cash flow (al netto dei canoni di locazione) pari a circa 600 milioni di euro (escluso l’esborso relativo all’acquisto della drillship Deep Value Driller).

Tim, nel 2025 ebitda after leasing +6,5% a 3,7 miliardi, ricavi in aumento a 13,7 mld

Tim chiude il 2025 con ricavi in aumento a 13,7 miliardi (+2,7%) ed ebitda after lease in crescita del 6,5% a 3,7 miliardi. “Centrati tutti gli obiettivi per il quarto anno consecutivo” riassume una nota al termine del cda che ha approvato i conti preliminari del gruppo. Il debito netto after lease è in forte calo a 6,9 miliardi con una leva sotto 1,9 volte. Il cda proporrà in occasione della prossima assemblea un piano di buyback fino a 400 milioni per remunerare gli azionisti, subordinatamente al closing della vendita di Sparkle, e un raggruppamento azionario. Il 2025 “conferma il completamento della trasformazione avviata nel 2022. Tim presenta oggi una struttura finanziaria rafforzata, maggiore redditività e una generazione sostenibile di cassa. Questo ci consente di definire una politica di remunerazione disciplinata e coerente con gli obiettivi di lungo periodo”. Così l’ad Pietro Labriola commenta i risultati preliminari del gruppo. Inoltre “i risultati del quarto trimestre confermano il percorso di crescita avviato, con un aumento dei ricavi e dei margini in linea con le attese grazie a un buon andamento del business sia sul mercato domestico sia su quello brasiliano”

Aeroporti, a Verona concluso il Progetto di sviluppo Romeo, investimento di oltre 90 mln

Ventotto luglio 2021 la posa della prima pietra, 24 febbraio 2026 la conclusione ufficiale dei lavori. In questi 55 mesi il Progetto Romeo all’aeroporto Valerio Catullo di Verona ha preso corpo e si è progressivamente concretizzato, secondo una serrata tabella di marcia che ha rispettato i tempi previsti, garantendo la regolare gestione operativa dello scalo. La modernità, l’eleganza e l’efficienza della nuova opera pronta, come da programma, per le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali 2026, sono al centro dell’evento di ieri rivolto ai media, alla presenza delle Istituzioni, a suggello di un percorso realizzativo che ha traghettato lo scalo in una nuova dimensione infrastrutturale, all’altezza delle migliori espressioni a livello internazionale. Principale intervento del Piano di Sviluppo dello scalo, il Progetto Romeo riguarda specificamente l’ampliamento dell’area partenze, la cui superficie è passata dai precedenti 24.840 metri quadrati a 36.370 metri quadrati, a cui si è aggiunta la ristrutturazione di oltre 10.000 metri quadrati di aree già esistenti, per un investimento complessivo di oltre 90 milioni di euro. Con un traffico di 4 milioni di passeggeri nel 2025, record assoluto nella storia dello scalo, il Catullo può ora contare su un terminal che favorisce l’importante crescita prevista per gli anni futuri. L’entità dell’intero progetto è ben descritta dai volumi degli spazi e dalle peculiarità strutturali: 11.000 mq di aree aperte al pubblico, 2.450 mq di aree commerciali, 4.100 mq di locali tecnici e di servizio, 3.500 mq di magazzini, 3.550 mq di facciate vetrate, 450 porte interne ed esterne. Le principali caratteristiche dell’opera, realizzata con l’expertise tecnica del Gruppo SAVE, sono così riassunte: riqualificazione architettonica della hall check-in; nuove sale d’imbarco al primo piano: i gate d’imbarco sono passati da 13 a 19, con 3 nuovi torrini collegati da pontili in vetro e acciaio;
nuovo impianto di gestione bagagli (BHS-Baggage Handling System) di ultima generazione dallo sviluppo lineare di circa 975 metri, con apparecchiature EDS (Explosive Detection System) Standard 3 e con 2 linee di controllo di sicurezza dei bagagli fuori misura ubicate in area dedicata; nuovi controlli di sicurezza al primo piano effettuati con 7 macchine tomografiche di ultima generazione. L’infrastruttura è stata realizzata in un’ottica di sostenibilità ambientale, alta manutenibilità e risparmio energetico, con conseguente abbassamento del fabbisogno energetico degli edifici (meno 80.000 kWh all’anno grazie al fotovoltaico) pari a circa 700 tonnellate/anno e un risparmio complessivo di oltre 1.2 milioni di kWh all’anno grazie all’efficientamento energetico, in particolare attraverso: impiego di pareti vetrate continue e pareti opache aerate, realizzate con materiali altamente performanti; 200 moduli fotovoltaici antiriflesso di ultima generazione installati sulla copertura dell’edificio; utilizzo di materiali per il 40% provenienti da materiali riciclati e a loro volta riciclabili dal 30% (prodotti cementizi) al 100% (prodotti ferrosi); illuminazione realizzata con sistemi a LED ad alta efficienza e interamente automatizzati tramite sensori che consentono la riduzione dei consumi.

All’interno del Progetto Romeo ricopre grande rilevanza la nuova Galleria Commerciale, progettata per offrire ai passeggeri un’esperienza di qualità lungo tutto il loro percorso in aeroporto. La galleria ospita punti food & beverage di riconoscibilità e prestigio internazionale, come Amore, Illy Caffè, Costa Coffee e la bakery francese Paul, affiancati da eccellenze del territorio che contribuiscono a raccontare Verona nel mondo, tra cui Masi Wine Bar e la pizzeria Saporè del maestro pizzaiolo Renato Bosco. Per quanto riguarda il settore retail, accanto al grande Duty Free walk-through Aelia di oltre 600 metri quadrati, la galleria accoglie un mix di marchi internazionali e innovativi come lo spagnolo Ale-Hop e brand italiani di prestigio quali Giunti al Punto e Golden Point di prossima apertura, rafforzando così un’offerta commerciale equilibrata e diversificata, in grado di rispondere alle diverse esigenze dei passeggeri. L’intervento contribuisce in modo significativo al rinnovamento dell’immagine dell’aerostazione, consolidando il ruolo dell’aeroporto Catullo. In occasione dell’incontro odierno è stata presentata anche la nuova Lounge riservata ai passeggeri in possesso di titoli di viaggio dedicati e ai frequent flyer, nonché a coloro che desiderano usufruire del servizio tramite acquisto di un biglietto di ingresso. Uno spazio esclusivo, ubicato al piano terra del terminal in zona airside, in posizione baricentrica rispetto alle aree di imbarco al piano terra e al primo piano, sviluppato su una superficie di circa 600 metri quadrati e concepito come ambiente confortevole dedicato all’attesa, al relax o al lavoro prima delle operazioni di imbarco. Gli ambienti si caratterizzano per un design contemporaneo e accogliente, con elementi di arredo e finiture espressione del Made in Italy, pensati per coniugare funzionalità, comfort ed eleganza. La gestione è a brand Aspire, leader a livello internazionale nella gestione e nello sviluppo di lounge aeroportuali, che garantisce elevati standard qualitativi, attenzione al dettaglio ed eccellenza nel servizio e nell’accoglienza di ogni ospite, in linea con le migliori best practice del settore.

“Con orgoglio condividiamo la soddisfazione per la conclusione del Progetto Romeo, realizzato secondo i tempi previsti da una squadra di lavoro impegnata in un’opera che segna l’inizio di una nuova fase dello sviluppo dell’aeroporto di Verona. I miei ringraziamenti vanno a tutti i soci della Catullo che insieme hanno appoggiato i due aumenti di capitale che hanno permesso la realizzazione della nuova infrastruttura. Un grazie particolare ad Enrico Marchi, presidente del Gruppo SAVE, che ha creduto fin da subito nelle potenzialità dell’aeroporto Catullo, facendolo crescere all’interno del Polo del Nord Est. La fotografia che consegniamo oggi è di un aeroporto che lo scorso dicembre ha raggiunto il traguardo di quattro milioni di passeggeri, in cui hanno operato 56 compagnie aeree che collegano 150 destinazioni distribuite in 54 Paesi”, dichiara il presidente di Catullo, Paolo Arena.  Per Enrico Marchi, presidente del Gruppo Save,- “L’aeroporto Catullo vive oggi una giornata importante, che consegna simbolicamente la nuova infrastruttura a Verona e a tutto il territorio servito. Un successo che si iscrive nell’efficacia del sistema aeroportuale del Nord Est, che lo scorso anno ha registrato complessivamente 19 milioni di passeggeri. Un risultato che testimonia il lavoro realizzato con l’esperienza e la collaborazione di SAVE e che ha tra i suoi punti di forza un’attenta programmazione infrastrutturale collegata alle previsioni di traffico del singolo scalo, basata su una coerenza progettuale e realizzativa che coniuga gli aspetti funzionali con la qualità architettonica. In questi anni il Catullo è molto cresciuto in termini di volumi di traffico, di diversificazione e qualità dell’offerta dei voli, assumendo un ruolo specifico e nel contempo integrato rispetto agli altri aeroporti del Polo. In questo percorso di successo, il nuovo terminal costituisce un passaggio fondamentale per la migliore gestione dei previsti ulteriori sviluppi di traffico”. “È sempre una vittoria del sistema riuscire a realizzare opere di prestigio rispettando i tempi stabiliti dal cronoprogramma. Mi congratulo con il Gruppo Save per l’ottimo risultato raggiunto. L’aeroporto di Verona, con la realizzazione del Progetto Romeo, consolida – sottolinea il presidente di Enac Pierluigi Di Palma – la crescita globale del Polo Aeroportuale del Nord Est che diventa, sempre più, un motore di coesione territoriale, superando il concetto di trasporto aereo e di nodo infrastrutturale per divenire il fulcro di un ecosistema di sviluppo diffuso. Tale visione proietta la strategia del sistema aeroportuale ben oltre il perimetro del sedime, promuovendo una sincronia con le vocazioni produttive, turistiche e sociali dei territori circostanti, operando affinché la crescita economica sia sempre bilanciata con criteri di sostenibilità e di tutela della qualità della vita dei cittadini. Un ulteriore passo verso la mobilità aerea avanzata: sostenibile per l’ambiente, disegnata per il passeggero”. Per Alberto Stefani, presidente della Regione del Veneto, “£il completamento del Progetto Romeo rappresenta un risultato di straordinaria rilevanza per l’aeroporto Catullo e per l’intero territorio. Un intervento complesso, realizzato nei tempi previsti e senza interrompere l’operatività dello scalo, che testimonia in modo concreto l’elevata expertise tecnica e gestionale del Gruppo SAVE. La capacità di pianificare, progettare e realizzare infrastrutture moderne, sostenibili ed efficienti, accompagnando al contempo la crescita del traffico, conferma il valore di un modello di sviluppo aeroportuale integrato e orientato al futuro. Il nuovo terminal non è solo un ampliamento strutturale, ma il simbolo di una visione industriale solida, capace di coniugare innovazione, qualità del servizio e attenzione all’esperienza dei passeggeri, rafforzando il ruolo strategico del Catullo all’interno del Polo aeroportuale del Nord Est”.

Aeroporti, Fiumicino miglior hub d’Europa per il nono anno consecutivo

Per il nono anno consecutivo l’aeroporto “Leonardo da Vinci” di Roma Fiumicino si conferma al vertice in Europa per la qualità dei servizi offerti ai viaggiatori nella categoria dei grandi hub con oltre 40 milioni di passeggeri. A decretarlo, attraverso gli Airport Service Quality (ASQ) Customer Experience Awards 2025, è stata l’associazione internazionale di categoria Airports Council International (ACI) World, che ha premiato, per il terzo anno consecutivo, anche l’aeroporto “Giovan Battista Pastine” di Ciampino, nella categoria degli scali tra i 2-5 milioni di viaggiatori. Con questi due nuovi primati, l’Italia vede confermata la leadership a livello europeo attraverso il sistema aeroportuale della Capitale, gestito da Aeroporti di Roma, società del Gruppo Mundys che consolida il proprio posizionamento e guarda con necessità alla messa a terra del Piano di Sviluppo aeroportuale del “Leonardo da Vinci”, cruciale per garantire standard di servizio e capacità adeguati alla domanda crescente. L’Airport Service Quality, indagine internazionale di misurazione della customer experience in ambito aeroportuale, si è basata quest’anno sulle valutazioni espresse su più di 30 indicatori da oltre settecentomila passeggeri in quasi 400 aeroporti in tutto il mondo. Con il punteggio record di 4,64 (su una scala di valutazione che va da 1 al massimo di 5), nel 2025 Roma Fiumicino si posiziona al primo posto tra tutti i 124 aeroporti europei e tra i grandi hub europei e nord americani partecipanti al sondaggio, mentre si aggiudica tutte le categorie di premi: l’aeroporto ha infatti confermato, oltre al Best Airport, i riconoscimenti per Most Dedicated Staff, Easiest Airport Journey, Most Enjoyable e Cleanest Airport in Europa, primeggiando per la customer experience, dall’efficienza del viaggio all’accoglienza, fino a pulizia e comfort complessivo. Ciampino, invece, è stato premiato come miglior aeroporto nella categoria tra i 2 e i 5 milioni di passeggeri e come Most Dedicated Staff. “Questo riconoscimento è innanzitutto un’ulteriore conferma del grande lavoro quotidiano delle nostre persone e di tutta la comunità aeroportuale”, ha dichiarato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma. “Ed è il frutto di una convinta politica di investimento nelle infrastrutture e di internalizzazione e governo delle attività operative più sensibili per la nostra utenza. Con lo scenario di traffico in costante crescita, confermare per il nono anno consecutivo la leadership europea significa ora assumersi una responsabilità ulteriore: continuare su questa strada, investendo in innovazione, processi e infrastrutture. Per valorizzare al meglio l’attrattività della nostra destinazione, che nel 2025 ci ha già portato alla cifra record di oltre 55 milioni di passeggeri complessivi tra gli scali di Fiumicino e Ciampino, è necessaria una visione di evoluzione infrastrutturale di medio-lungo periodo. È per questo che riteniamo fondamentale e urgente proseguire nel percorso previsto dal nostro Piano di Sviluppo aeroportuale: si tratta di una scelta non più rimandabile per rafforzare la connettività internazionale del Paese, sostenere turismo ed economia e rendere il Leonardo da Vinci sempre più una piattaforma strategica per i flussi di transito globali.” L’annuncio di questi importanti riconoscimenti per i due scali romani sarà successivamente celebrato in una cerimonia di premiazione prevista nell’ambito dell’ACI World Airport Experience Summit, in programma dal 31 agosto al 4 settembre a Istanbul, in Turchia. Grande la soddisfazione del  presidente Enac Pierluigi Di Palma. “Roma Fiumicino è una superstar nel panorama aeroportuale europeo! Confermata l’eccellenza della principale porta di ingresso in Italia, un biglietto da visita all’altezza del nostro Sistema Paese, frutto anche di una solida politica di investimenti coerente con i piani di sviluppo approvati da Enac. Complimenti ad Aeroporti di Roma, anche per il risultato dello scalo di Ciampino, al suo personale e a tutti gli operatori del settore aeroportuale che contribuiscono quotidianamente al mantenimento di eccellenti livelli di sicurezza e di qualità dei servizi”.

Anci: regolamentare nello stesso modo Tpl di linea e non. Preoccupati dall’eccessiva regionalizzazione Ncc’

“Il trasporto pubblico di linea e non di linea devono essere regolamentati alla stessa maniera”. Lo ha affermato il rappresentante dell’Anci con delega al Trasporto pubblico locale, Traffico urbano e Mobilità, Vito Parisi, nel corso di un’audizione in Commissione Trasporti alla Camera. Il sindaco ha parlato di un “grande gap” presente per poterli regolamentare che “in questo momento è la conoscenza della domanda”. “Manca – ha osservato – un’analisi approfondita dei dati per poter capire che cosa succede all’interno delle città”. Parisi ha poi sottolineato che come Anci “non abbiamo un’idea ostativa nei confronti della scelta di demandare tutto alle Regioni, però riteniamo che ai Comuni non si possa lasciare soltanto la parte autorizzativa e il carico burocratico delle singole autorizzazioni. I Comuni devono fotografare le esigenze degli Ncc, quindi devono avere loro cognizione di causa in questo processo di determinazione del numero delle licenze, i comuni devono avere un ruolo importante”. Nel corso della stessa audizione anche il presidente di Anpci Campania, Associazione nazionale piccoli Comuni, Zaccaria Spina, ha espresso delle “preoccupazioni” per quanto riguarda il servizio di noleggio con conducente: “Un’eccessiva regionalizzazione potrebbe mettere a rischio alcune prerogative dei Comuni più piccoli. Le esigenze di mobilità” di questi centri “sono diametralmente opposte a quelle di una città metropolitana, quindi una delega eccessiva in favore delle Regioni potrebbe portare a regolamenti standardizzati che rischierebbero di ignorare le peculiarità geografiche locali”, ha sottolineato. Il presidente dell’Unione nazionale Comuni, comunità, enti montani, Marco Bussone, ha poi aggiunto: “Riteniamo importante la riflessione attorno a chi dà le concessioni a chi autorizza Ncc: nelle due proposte viene scritto che questa autorizzazione passa dai Comuni alle Regioni”. A questo proposito ha rimarcato che “stante il numero esiguo di autorizzazioni che vengono date ogni anno dagli enti sarebbe importante invece rimanessero in capo ai Comuni”.

Accordo di Meta con Amd da oltre 100 mld

Meta ha raggiunto con accordo per i chip per l’intelligenza artificiale con Amd dal valore di oltre 100 miliardi di dollari. L’accordo consente a Meta di aver una quota del 10% in Amd. L’intesa è un colpo grosso per Amd nella sua rincorsa a Nvidia.

Rapporto Idos-Cna, le imprese immigrate al femminile cresciute del 56% in meno di 15 anni

In meno di quindici anni le imprese di donne immigrate sono aumentate di oltre il 56%: un dato ben superiore a quello complessivo dell’imprenditorialità di origine straniera in Italia, che è oggi al femminile in un caso su quattro e dimostra un’attitudine sempre più marcata a sperimentare aree “merceologiche” inattese. È una delle tendenze che emergono dal Rapporto Immigrazione e Imprenditoria 2025, realizzato dal Centro studi e ricerche Idos e dalla CNA (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa), la cui presentazione è prevista per il prossimo 24 marzo a Roma (ore 9.30) presso la sala conferenze di Esperienza Europa – David Sassoli. Dal 2014 il Rapporto fotografa con cadenza annuale il ruolo dell’imprenditoria immigrata nel sistema socioeconomico italiano e ne evidenzia una vitalità sconosciuta al resto del tessuto d’impresa, segnato al contrario da una fase di persistente contrazione: dal 2011 al 2024 le imprese immigrate sono cresciute del 46,9%, contro il -7,9% registrato nello stesso periodo tra le attività guidate da persone nate in Italia. Un fenomeno all’interno del quale, un anno dopo l’altro, si è rafforzata appunto la partecipazione delle donne, segno del lento, ma progressivo ridimensionamento del protagonismo maschile e della diversificazione dei profili e dei percorsi imprenditoriali prevalenti. Con un aumento del 56,2% tra il 2011 e il 2024 e dell’8,3% nell’ultimo quinquennio, le imprese immigrate femminili si distinguono per un dinamismo accentuato e raggiungono le 164.509 unità, un quarto (24,7%) di tutte le iniziative imprenditoriali degli immigrati. Negli stessi anni, il numero delle imprese condotte da donne nate in Italia ha subìto un evidente calo, seppure ridimensionato rispetto alla componente maschile nell’ultimo periodo (-3,5% dal 2020). Di riflesso, alla fine del 2024, le imprese guidate da donne di origine straniera rappresentano un ottavo di tutte le attività indipendenti femminili del Paese (12,6%): un’incidenza quasi doppia rispetto al 2011 (7,3%) e superiore a quella calcolata sull’intero panorama di impresa nazionale (tra cui le imprese immigrate pesano per l’11,3%). È un aumento che si lega innanzitutto alla crescente presenza di imprenditrici immigrate nelle attività dei servizi, in generalizzata espansione nell’economia italiana. I principali comparti di inserimento restano il commercio (48.810 imprese immigrate femminili) e le attività di alloggio e ristorazione (21.517). Tuttavia, negli ultimi cinque anni a distinguersi per i ritmi di aumento più elevati sono state le così dette “altre attività di servizi” (18.812 e +27,2%) – che includono quelli alla persona e oggi rappresentano il terzo ambito di attività più battuto – e un composito gruppo di attività specialistiche finora poco frequentate dall’imprenditoria immigrata (attività immobiliari: +33,3%; attività finanziarie e assicurative: +24,7%; attività professionali, scientifiche e tecniche: +24,2%), che nell’insieme raccolgono quasi 10.000 imprese immigrate femminili, evidenziando la crescente la capacità delle donne di origine straniera di cogliere nuove opportunità di inserimento professionale e di autopromozione socio-economica. Si tratta di un’evidenza di tutto rilievo, considerato che le donne immigrate restano tra i segmenti più penalizzati del mercato occupazionale, largamente convogliate nel lavoro domestico e di cura e con scarse occasioni di mobilità professionale, anche a fronte di competenze (formali o informali) elevate e di lunghi percorsi di stabilizzazione. A partire dalle statistiche ufficiali e grazie ad approfondimenti specifici, lo studio evidenzia non solo le tendenze e le caratteristiche del fenomeno, ma anche le dinamiche settoriali e territoriali, l’integrazione nelle filiere produttive, le nazionalità più rappresentate. Alla presentazione del Rapporto si confronteranno rappresentanti istituzionali, ricercatori e imprenditori e, oltre a una sintesi nazionale, verranno rilasciati anche comunicati su tutte le regioni italiane. Ulteriori dettagli su programma e modalità di partecipazione saranno presto disponibili.

Dl Bollette, Federbeton: passo avanti ma servono misure specifiche per il comparto

Nel complesso, la bozza del Dl bollette rappresenta un segnale di attenzione per imprese e settori ad alta intensita’ energetica, perche’ interviene su elementi strutturali della formazione dei prezzi dell’energia e abilita strumenti utili a supporto della transizione. Tra questi, il disaccoppiamento tra costo del gas e prezzo dell’energia elettrica, una delle principali cause degli aumenti registrati negli ultimi anni, puo’ ridurre in modo strutturale i costi energetici anche sul lungo periodo, garantendo maggiore stabilita’ e minore rischio per gli investimenti. Federbeton esprime quindi una prima valutazione positiva e conferma la propria disponibilita’ a collaborare nella fase di conversione e attuazione del provvedimento, affinche’ le misure previste si traducano in benefici concreti’. Lo ha dichiarato Nicola Zampella, direttore generale di Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo.Tuttavia, restano sfide importanti per il nostro settore, caratterizzato da elevata intensita’ energetica e da forte esposizione alle importazioni extra-Ue’, ha aggiunto Zampella. In particolare, ‘pur riconoscendo che alcune misure del decreto possano attenuare la disparita’ con altri settori energivori, le peculiarita’ della filiera italiana rendono essenziale l’inclusione nel Temporary Decarbonization Fund e nella lista delle compensazioni dei costi indiretti della Co2, strumenti fondamentali per colmare il gap di costo rispetto ad altri Paesi europei, sostenere la competitivita’ industriale italiana e accompagnare la decarbonizzazione’, ha precisato il direttore generale di Federbeton, concludendo che ‘cio’ sarebbe possibile solo attraverso un meccanismo di opt-in nazionale, poiche’ il cemento non e’ attualmente presente nella lista europea dei settori eleggibili’.

Neoen si aggiudica 66 Mwp di capacità solare nell’ultima asta Fer-X

Neoen, azienda che opera nel settore delle energie rinnovabili, si e’ aggiudicata nuovi progetti solari e agrisolari per una capacita’ di 66 MWp in Italia, in seguito agli ultimi esiti di Fer-X, il programma di aste per le energie rinnovabili del Governo italiano. Il portafoglio, spiega una nota, comprende sei progetti situati in diverse regioni e include 50 MWp di energia solare tradizionale e 16 MWp di energia agrisolare. Queste assegnazioni portano il portafoglio totale di Neoen in Italia a 211 MW, di cui 151 MW di energia solare e 60 MW in batterie di accumulo. L’azienda ha, inoltre, in programma lo sviluppo di oltre 1,8 GW di energia solare e accumulo sul territorio italiano.

Azienda umbra brevetta sistema predittivo pericolosità sismica. Permette anche valutazione del rischio di risonanza tra terreno e manufatti

Un’azienda umbra, la Experimentations di Corciano, ha ottenuto il brevetto italiano per Sismacontrol, un sistema “innovativo e rapido” per l’analisi predittiva della pericolosità sismica degli edifici esistenti e per la valutazione del rischio di risonanza tra terreno e manufatti. L’attività è specializzata nella sperimentazione e certificazione di prodotti e materiali per l’edilizia e laboratorio. Sismacontrol – è detto in un comunicato diffuso da Confindustria Umbria -nasce con l’obiettivo di superare gli approcci tradizionali alla valutazione del rischio sismico, introducendo un sistema integrato capace di combinare dati geometrici, strutturali, dinamici e di stato di conservazione in un’unica piattaforma automatizzata. Il sistema consente di acquisire e gestire in modo coordinato rilievi tridimensionali dell’edificio. A partire da questi dati, Sismacontrol – viene spiegato ancora – è in grado di fare un’analisi automatizzata del danno strutturale. Parallelamente, il sistema valuta la vulnerabilità sismica dell’edificio mediante l’attribuzione automatica di punteggi a una serie di parametri strutturali, geometrici e costruttivi. Uno degli aspetti definiti più innovativi di Sismacontrol è la sua natura dinamica. Il sistema integra, infatti, il monitoraggio in continuo delle frequenze proprie e dei modi di vibrare dell’edificio, ottenuti tramite sensori e sistemi di acquisizione dati in tempo reale.
“L’innovazione del brevetto Sismacontrol – ha sottolineato l’amministratore delegato di Experimentations srl Roberto Serafini – consiste nella messa a punto e validazione di un sistema di allarme standardizzato e preventivo del rischio in caso di sisma che consente di creare in maniera speditiva un database con indicazione di un ‘grado di vulnerabilità’ degli edifici esistenti”.

Gnv: cresce la flotta, arriva Gnv Pegasus

GNV prosegue nel proprio percorso di crescita e annuncia l’ingresso in flotta di GNV Pegasus, nuova unità che porta a 29 il numero complessivo di navi della compagnia. GNV Pegasus entrerà in servizio a partire dal prossimo aprile e rappresenterà un ulteriore tassello nella strategia di rafforzamento della presenza di GNV nel Mediterraneo, con un incremento della capacità operativa a supporto della domanda sulle rotte servite. Costruita nel 2001 e precedentemente in flotta al Gruppo Moby, GNV Pegasus presenta caratteristiche tecniche in linea con gli standard operativi della compagnia: una lunghezza di 214 metri, una larghezza di 26 metri e una stazza lorda pari a 35.736 tonnellate, per una velocità massima di 23,5 nodi. L’unità è gemella di GNV Altair, entrata in flotta lo scorso 15 gennaio, e si inserisce nella strategia di progressivo ampliamento e rinnovo della flotta. Progettata per traffici misti passeggeri e merci, la nave dispone di 319 cabine e può accogliere fino a 2.700 passeggeri, oltre a offrire 915 metri lineari di capacità di carico. Gli ambienti di bordo sono pensati per garantire comfort e qualità dell’esperienza di viaggio anche sulle tratte di media e lunga percorrenza. Tra i servizi disponibili figurano: aree ristorazione e self-service, bar, sale comuni, sala videogiochi, sala da ballo, cinema, spazi ricreativi e aree dedicate alle famiglie e ai bambini, in linea con gli standard di ospitalità della compagnia. Prima dell’ingresso in servizio, GNV Pegasus sarà oggetto di interventi di refitting mirati ad allineare l’unità agli standard qualitativi e operativi GNV, con particolare attenzione all’ottimizzazione dell’efficienza complessiva, al miglioramento degli spazi per i passeggeri e all’aggiornamento dei servizi di bordo.

Motus-E all’Anci, ‘lavoriamo insieme per pianificare la mobilità sostenibile’ Lettera aperta a Manfredi. ‘Sgomento e preoccupazione per la proposta di Roma’

La filiera italiana della mobilità elettrica chiede ai Comuni un cambio di passo per centrare gli obiettivi nazionali di decarbonizzazione e miglioramento della qualità dell’aria, valorizzando il ruolo dei territori come motore di innovazione e garanzia di sostenibilità sociale. Motus-E esprime ‘sgomento e preoccupazione’ per la proposta di Roma Capitale di introdurre un onere annuale per l’accesso alle Ztl dei veicoli elettrici e, in una lettera aperta al presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, chiede di ripristinare una “visione sistemica” considerata essenziale per mantenere l’Italia al passo degli altri grandi mercati auto europei. L’associazione sottolinea che provvedimenti simili creano incertezza normativa, penalizzano cittadini e imprese che hanno investito in flotte elettriche e infrastrutture di ricarica, e rischiano di incrinare la fiducia degli utenti. Con meno dell’1,5% del parco circolante elettrico nella Città Metropolitana, Motus-E ritiene prematuro imporre misure così invasive, suggerendo invece gradualità, periodi transitori e contributi modulati in base agli accessi effettivi, supportati da monitoraggio e valutazione periodica. “L’incertezza normativa derivante da simili provvedimenti penalizza in primis l’utenza privata, ma anche le imprese che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nelle installazioni di colonnine di ricarica pubbliche”, si legge nella lettera, e rischia di “incrinare il rapporto di fiducia con quei cittadini che, incoraggiati dalle politiche nazionali e locali, hanno compiuto un investimento importante per il rinnovo del parco circolante”.

Assocostieri lancia un corso innovativo per la logistica energetica: formazione strategica per impianti costieri e ZES

La gestione degli impianti di logistica energetica è sempre più complessa, tra iter autorizzativi, concessioni demaniali e regimi speciali come le Zone Economiche Speciali (ZES). Per supportare le imprese del settore, Assocostieri presenta un nuovo corso di formazione pensato per fornire strumenti concreti e competenze strategiche agli operatori del comparto. Il corso “Impianti strategici di logistica energetica. Percorsi autorizzativi, concessioni demaniali e regimi speciali (ZES)” guiderà i partecipanti attraverso tutte le fasi critiche del processo: dalla qualificazione strategica degli impianti alla costruzione di istanze complete e “istruibili”, dalla gestione consapevole della Conferenza dei Servizi fino al collaudo ed esercizio provvisorio. Destinato a responsabili tecnici e autorizzativi, project manager, uffici legali e ambientali, consulenti tecnici, il percorso permetterà di ridurre tempi, criticità e rischi procedurali, offrendo una visione chiara e operativa dei procedimenti autorizzativi e delle concessioni marittime. Il corso si sviluppa in sette moduli settimanali, che si terranno da remoto ogni venerdì mattina, dalle 10.00 alle 13.00, a partire dal 24 aprile e proseguendo nelle date 8, 15, 22 e 29 maggio e 5 e 12 giugno. È richiesta la partecipazione ad almeno due moduli, e al termine di ciascun incontro i partecipanti potranno verificare le proprie competenze attraverso un breve test di autovalutazione. “Con questo corso vogliamo offrire agli operatori del settore strumenti concreti per gestire i procedimenti autorizzativi in modo efficace e sicuro e per districarsi tra i rapporti e le interrelazioni che caratterizzano il mondo autorizzativo degli impianti strategici, delle concessioni demaniali e dei regimi ZES, riducendo inefficienze e ritardi che possono compromettere la logistica energetica costiera,” commenta Dario Soria, Direttore Generale di ASSOCOSTIERI.

Yeldo raccoglie 2,7 mln per un nuovo progetto nell’hospitality di fascia alta a Marina di Ragusa

Yeldo, gruppo europeo specializzato nella raccolta di capitali per operazioni immobiliari di livello istituzionale, inaugura il 2026 con un nuovo progetto nell’hospitality di alta gamma a Marina di Ragusa. L’operazione prevede un investimento di 2,7 milioni di euro in equity preferenziale (in posizione mezzanina) per completare lo sviluppo di una struttura albeghiera a 5 stelle, la cui costruzione è già in fase avanzata, con oltre il 60% dei lavori completati e apertura prevista entro metà 2026. Dal punto di vista finanziario, il progetto prevede un IRR atteso del 16% e un ROI stimato del 24,9% a fronte di una durata attesa di 18 mesi, con liquidation preference agli investitori sia sul capitale sia sul rendimento. Il resort, che assumerà il nome Costa Irminia Retreat and SPA, comprenderà 44 camere di fascia alta, oltre a numerosi servizi tra cui ristorante e piscina con pool bar e area wellness, per una superficie complessiva di oltre 15.000 mq. Completamente immersa nel verde e a breve distanza dalle spiagge locali, la struttura beneficerà inoltre della vicinanza agli aeroporti di Catania e Comiso, offrendo facile accesso alle principali mete turistiche e culturali della Sicilia sud-orientale, come la Riserva Naturale di Vendicari e le città barocche della Val di Noto. Una volta completata, la struttura ricettiva sarà affidata a Panoram Hotel Management, società spagnola specializzata nella gestione di hotel a marchio internazionale, fra cui Hilton, Accor e IHG, presente in 10 location europee, tra Spagna e Italia. Il resort sarà affiliato a Vignette Collection, brand di hotel lifestyle del gruppo IHG Hotels & Resorts, in qualità di franchisor. Antonio Borgonovo, Founder e CEO di Yeldo Group, ha dichiarato: “Siamo molto soddisfatti di aver concluso quest’operazione in eccesso rispetto al target minimo di raccolta, a conferma dell’efficacia della nostra strategia nel selezionare località rinomate e progetti prestigiosi, in grado di attrarre investitori e partner qualificati. Questo progetto, inoltre, arricchisce ulteriormente il nostro track record nell’hospitality dopo il successo dell’operazione Mas d’en Bruno, hotel di lusso a 5 stelle situato a Priorat, rinomata regione vitivinicola spagnola, che aveva visto il rimborso anticipato di un finanziamento da 9 milioni di euro di debito senior erogato a The Stein Group, sponsor del deal e uno degli operatori più noti in Europa nel settore dello sviluppo e della gestione di hotel di lusso”.

Agenzia delle Entrate: fisco light sugli aumenti contrattuali del settore privato

Fisco leggero sugli aumenti retributivi dei lavoratori del settore privato con reddito fino a 33mila euro. La tassa piatta del 5% si applica alle somme corrisposte quest’anno per effetto dei rinnovi dei contratti collettivi del triennio 2024-2026 e vale anche per le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio. Aliquota agevolata anche sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni: per i dipendenti, sempre del settore privato, con reddito fino a 40mila euro scatta la sostitutiva Irpef pari al 15%. Entrambe le agevolazioni saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti; coloro che, invece, non hanno un sostituto d’imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione. Sono alcuni dei chiarimenti sulle novità introdotte dalla Legge di bilancio 2026 (L. 199/2025) contenuti nella circolare n. 2/E, firmata oggi dal direttore dell’Agenzia. Tassazione light sugli incrementi retributivi – La misura riconosce ai lavoratori dipendenti del settore privato, con reddito non superiore a 33mila euro nel 2025, una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% sugli incrementi da rinnovi contrattuali nazionali (CCNL) sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026. La circolare ricorda che la nuova aliquota si applica agli aumenti corrisposti nel 2026 e spiega che, nell’eventualità in cui l’erogazione sia iniziata prima, le eventuali quote di incremento erogate quest’anno rientrano comunque nella tassazione agevolata. Nel perimetro dell’agevolazione anche le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio nonché l’aumento contrattuale che assorbe l’importo riconosciuto al dipendente a titolo di superminimo. Sostitutiva del 15% su indennità per notturni, festivi e turni – Tassazione agevolata anche per le maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale e indennità di turno erogati nel 2026; infatti, per i lavoratori con reddito non superiore a 40mila euro, queste somme sono assoggettate a un’imposta sostitutiva del 15 per cento, entro il limite annuo complessivo di 1.500 euro. La circolare chiarisce che il beneficio si estende anche alle indennità di reperibilità previste dai contratti collettivi erogate nello stesso anno e che i premi di risultato e le somme erogate a titolo di partecipazione agli utili non concorrono al raggiungimento di questa franchigia. Come usufruire delle agevolazioni – Le imposte sostitutive sono applicate direttamente dal sostituto d’imposta, che deve versarle utilizzando i codici tributo istituiti con risoluzioni n. 2/E e n. 3/E approvate lo scorso 29 gennaio. È in ogni caso aperta la possibilità per il lavoratore di avvalersi della tassazione ordinaria, attraverso un’espressa rinuncia scritta. Nel caso in cui, invece, il lavoratore sia privo di un sostituto d’imposta, potrà beneficiare della tassazione più favorevole nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta 2026.

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