IL DECRETO LEGGE 19 IN GAZZETTA UFFICIALE
In vigore il Dl Pnrr, ora si attende la circolare Foti sull’intreccio rischioso fra target europei e nazionali
Il decreto bollinato e firmato ieri da Mattarella. Nessuna novità rispetto all’ultimo testo dato da DIAC. Proroga al 2029 per le task force ministeriali, al via gli strumenti finanziari per studentati e idrico. Il ministro per il Pnrr chiarirà che la priorità per le stazioni appaltanti è centrare i target Ue e non quelli nazionali se creano interferenze. Il timore delle imprese di subire penali.

CAMERA AULA COMUNICAZIONI DEL MINISTRO FOTI SULLA REVISIONE DEL PNRR
Il decreto legge Pnrr ha avuto la bollinatura della Ragioneria generale dello Stato, la firma del presidente della Repubblica e la publicazione in Gazzetta ufficiale con il numero 19/2026. Il testo, che entra in vigore oggi 20 febbraio, è quello che ha raccontato Diario DIAC mercoledì 18 febbraio (si veda qui l’articolo) con le modifiche dell’ultima ora che hanno riguardato soprattutto il nuovo strumento finanziario per gli investimenti idrici.
Sorprese nel testo finale non ce ne sono, è confermata in pieno la norma che cosente a RFI di anticipare fino al 10% delle riserve registrate dalle imprese su tutti gli appalti (articolo 23). L’amministratore delegato delle Fs, Stefano Donnarumma, ha stimato un esborso di poco inferiore ai due miliardi rispetto a un petitum delle imprese che sfiorerebbe i 20 miliardi. Confermati anche gli articoli 20 e 24 del decreto legge che danno attuazione ai nuovi strumenti finanziari previsti dal Pnrr rispettivamente sugli studentati (a cura di Cdp) e sulle risorse idriche (a cura di Invitalia). Gli strumenti finanziari sono la novità dell’ultima revisione del Pnrr e consentono di spostare risorse Pnrr su programmi che devono essere affidati agli esecutori entro il 30 giugno, ma possono poi essere concretamente realizzati negli anni a seguire. Confermata infine la proroga in vita della struttura di missione di Palazzo Chigi e delle task force ministeriali per il Pnrr fino al 31 dicembre 2029.
Ma la questione su cui le imprese sono in fibrillazione ormai da oltre un mese è l’intreccio di target europei e nazionali su numerosi capitoli di investimenti e relativi appalti. In sostanza, convergono i target del Pnrr – con il completamento dei lavori entro giugno e dei pagamenti entro agosto – e altri obiettivi previsti dalla disciplina nazionale che in molti casi sono addirittura più sfidanti o perché anticipano le scadenze o perché ne pongono ulteriori per la continuazione degli investimenti o perché prevedono procedure specifiche che aggravano gli obiettivi Pnrr. Le imprese temono questo intreccio e le penali che alcune stazioni appaltanti hanno già minacciato, non aiutando certo a creare il clima di serenità necessario per mandare i motori al massimo dei giri nell’ultimo miglio Pnrr.
Proprio per questo, il ministro Foti, dopo aver scartato l’ipotesi di una norma legislativa che rischiava di mandare un segnale controcorrente di rallentamento, sta mettendo a punto una circolare che dovrebbe contribuire a chiarire in modo decisivo la questione. Anzitutto separando gli obiettivi europei da quelli nazionali, poi ribadendo che centrare i target del Pnrr è l’obiettivo fondamentale in questo momento, infine eliminando le aree grigie o le interferenze degli obiettivi nazionali su quelli europei. In questo modo si dovrebbe contribuire a creare condizioni adeguate al raggiungimento dei target Pnrr.