LA RISPOSTA DEL MIT ALL'INTERROGAZIONE M5S
Pnrr, un miliardo ex Rosco va al Piano casa: servirà a ristrutturare i 60mila alloggi ERP inutilizzati
I fondi destinati a Federcasa non arriveranno dai Pinqua che proseguono il percorso Pnrr per mettere a disposizione 10mila alloggi. Né arriveranno da “Sicuro, verde e sociale” del Pnc che realizzerà 27.371 alloggi. Confermate le indiscrezioni che volevano uno spostamento dei fondi ferroviari. Il DPCM per avviare il Piano “è in fase avanzata di predisposizione presso gli uffici tecnici competenti”.

MATTEO SALVINI MINISTRO INFRASTRUTTURE
Il governo sta lavorando per trasferire un miliardo Pnrr come risorse aggiuntive al Piano casa. Lo ha detto il sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, rispondendo in commissione Ambiente della Camera, mercoledì 18 febbraio, a una interrogazione del deputato M5S Agostino Santillo. Ferrante ha spiegato che questo miliardo aggiuntivo dovrebbe andare “per la ristrutturazione di circa 60mila alloggi di edilizia residenziale pubblica attualmente non fruibili per carenza di manutenzione. Si tratta – ha aggiunto Ferrante – di unità che, secondo le stime di Federcasa, sono oggi sottratte all’assegnazione esclusivamente per carenza di manutenzione ordinaria e straordinaria”.
La posizione ufficiale del MIT conferma le indiscrezioni che da qualche giorno circolavano sul trasferimento al Piano casa di una quota maggioritaria (un miliardo su 1,2) delle risorse destinate precedentemente alla RoSCo (Rolling Stock Company) per l’acquisto di materiale rotabile ferroviario. La dura opposizione dell’amministratore delegato delle Fs, Stefano Donnarumma, aveva indotto il governo a rinunciare alla costituzione della nuova società, stralciando la norma inizialmente inserita nel decreto legge Pnrr. Essendo quella somma destinata alla RoSCo, in forma di strumento finanziario (e societario) dalla revisione definitiva del Pnrr, approvata il 27 novembre dal Consiglio Ue, è comunque necessario un accordo con la commissione Ue per approvare il trasferimento dei fondi. Da qui la formula prudente di Ferrante dicendo che l’operazione è “in valutazione”.
Ferrante ha anche fornito, nella sua risposta, un aggiornamento dell’attuale stato di definizione del Piano Casa Italia. “Si rappresenta – ha detto Ferrante – che il Governo sta completando il lavoro di predisposizione del relativo impianto programmatorio. Un passaggio fondamentale – ha spiegato il sottosegretario – è stato segnato dalla legge 30 dicembre 2025, n. 199, che ha ricondotto in un quadro unitario le risorse già stanziate con le precedenti leggi di bilancio, quantificando in 970 milioni di euro la dotazione attualmente disponibile per le finalità del Piano, che costituisce lo strumento strategico per il rilancio delle politiche abitative”. Comunque Ferrante ha assicurato che “lo schema di DPCM necessario all’avvio operativo del Piano è in fase avanzata di predisposizione presso gli uffici tecnici competenti”.
Ferrante ha anche detto che “prosegue la messa a terra dei programmi già finanziati, tra cui il PINQuA del PNRR, che consente la riqualificazione di 10.000 alloggi pubblici, e il programma «Sicuro, verde e sociale» del PNC che si propone di riqualificare complessivamente 27.371 alloggi entro dicembre 2026”. Questa notizia conferma che le risorse Pnrr aggiuntive per il Piano casa non verranno dal Pinqua (e quindi sicuramente dalla RoSCo nonostante questo Ferrante non lo abbia confermato esplicitamente).