LA GIORNATA
Bce: l’economia tiene. Investimenti strategici per più crescita
- Dl Bollette, Ue: stiamo valutando il testo
- Roma si candida a ospitare l’Autorità dell’Unione europea delle Dogane
- Cdp: dal cda via libera a operazioni per 1,5 mld
IN SINTESI
L’economia tiene, seppure in un contesto politico mondiale mutevole tra inflazione (da mantenere entro il 2%), dazi e crescita da incrementare con riforme. Ma un nuovo incremento dell’incertezza potrebbe gravare sulla domanda, così come potrebbe farlo anche un deterioramento del clima di fiducia nei mercati finanziari mondiali. È il rischio indicato dalla Bce, nel suo bollettino economico, pubblicato ieri. La crescita mondiale ha mostrato una buona capacità di tenuta nel terzo trimestre del 2025, grazie soprattutto alla solida espansione negli Stati Uniti e in Cina. Tuttavia, per il trimestre successivo è attesa una lieve attenuazione, anche a causa dello shutdown del governo americano tra ottobre e novembre. Fattori di rischio vengono ravvisati dal conflitto avviato dalla Russia contro l’Ucraina, che alimenta instabilità geopolitica e pressioni sui mercati. “Ulteriori frizioni nel commercio internazionale potrebbero causare interruzioni nelle catene di approvvigionamento, ridurre le esportazioni e indebolire consumi e investimenti”. Nell’attuale panorama geopolitico il Consiglio direttivo della Bce “sottolinea l’urgente necessità di rafforzare l’area dell’euro e la sua economia”. I governi, si legge nel bollettino, “dovrebbero dare priorità alla sostenibilità delle finanze pubbliche, agli investimenti strategici e a riforme strutturali che favoriscano la crescita. Sfruttare appieno il potenziale del mercato unico europeo resta fondamentale”. È inoltre d’importanza cruciale “promuovere una maggiore integrazione dei mercati dei capitali portando a compimento l’unione dei risparmi e degli investimenti e l’unione bancaria, secondo una tabella di marcia ambiziosa, nonché adottare in tempi rapidi il regolamento relativo all’istituzione dell’euro digitale”. Per quanto riguarda la crescita, secondo la stima preliminare di Eurostat, nel quarto trimestre del 2025 l’economia dell’area euro è cresciuta dello 0,3%. A sostenere l’attività è stato soprattutto il settore dei servizi, in particolare informazione e comunicazione. Il manifatturiero ha mostrato una tenuta migliore del previsto, nonostante le difficoltà legate al commercio globale e alle tensioni geopolitiche. Segnali positivi arrivano anche dalle costruzioni, spinte dagli investimenti pubblici. Ciononostante, esistono elementi che potrebbero rafforzare la crescita oltre le attese. L’aumento della spesa pubblica destinata a difesa e infrastrutture, insieme a riforme orientate alla produttività e a un maggiore utilizzo delle tecnologie innovative da parte delle imprese, potrebbe sostenere l’attività economica e migliorare la fiducia di famiglie e aziende. Allo stesso modo, eventuali nuovi accordi commerciali e un rafforzamento dell’integrazione del mercato unico europeo potrebbero offrire un impulso aggiuntivo. Capitolo inflazione, a gennaio 2026 l’indice dei prezzi al consumo è sceso all’1,7%, in calo rispetto ai mesi precedenti. Il contributo principale è arrivato dall’energia, con prezzi in forte diminuzione (-4,1%). I beni alimentari hanno invece registrato un lieve aumento. L’inflazione di fondo (al netto di energia e alimentari) è scesa al 2,2%, mentre quella dei servizi si è attenuata al 3,2%. Le misure delle aspettative di inflazione a lungo termine restano ancorate intorno al 2%, un segnale che rafforza la fiducia della Bce nel raggiungimento stabile dell’obiettivo di medio termine. Una nota a parte viene dedicata ai prezzi dell’energia: le famiglie dell’area dell’euro pagano circa il doppio per l’elettricità rispetto alle industrie ad alta intensità energetica, perché tutte le componenti della bolletta risultano più care. In Francia e nei Paesi Bassi le famiglie pagano circa il 64 e il 20% in più rispetto alle industrie ad alta intensità energetica. E il fenomeno ‘è ancora più marcato in Germania, Spagna e Italia, dove i prezzi dell’energia elettrica per le famiglie sono più elevati di circa il 100%’. Intanto, la politica monetaria. Il Consiglio direttivo della Bce, nella riunione del 5 febbraio 2026, ha scelto di lasciare invariati i tre tassi di interesse di riferimento, ribadendo un approccio prudente e guidato dai dati. “Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato – si legge nel Bollettino – seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”. “In ogni caso, il Consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti gli strumenti di cui dispone nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi durevolmente sull’obiettivo di medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria”.
Dl Bollette, Ue: stiamo valutando il testo
La Commissione europea sta studiando il testo del decreto energia/bollette. Lo ha indicato la portavoce responsabile del settore energia: ‘I nostri esperti stanno valutando il testo che e’ stato varato ieri, la misura comprende anche un aspetto di aiuti di stato’. E’ presto, quindi, per sapere qual e’ il giudizio di Bruxelles.
Dl Bollette, Arte: i prezzi dell’energia restano alti, i bonus servono solo a comprare tempo
“Ancora una volta si interviene sulle bollette con strumenti emergenziali che non risolvono il problema alla radice. I bonus aiutano nel breve periodo, ma sono l’ennesima toppa dorata: servono a comprare tempo, non a far scendere davvero i prezzi dell’energia”, dichiara Diego Pellegrino, portavoce dell’Associazione Reseller e Trader dell’Energia (ARTE). “Il nodo centrale continua a essere ignorato: il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia – prosegue Pellegrino – Finché non si mette mano a quello continueremo a rincorrere le emergenze con misure temporanee e costose per la collettività. Riteniamo incomprensibile il riferimento all’IRAP come strumento per colpire i produttori: nella realtà rischia di avere effetti distorsivi e di non incidere affatto su chi determina realmente i prezzi all’ingrosso. Ancora più surreale è il richiamo al ‘contributo volontario’ previsto dall’articolo 1, comma 2: una misura che suona bene nei comunicati, ma che nei fatti non regge né sul piano economico né su quello industriale. Così facendo si finisce per premiare la forza finanziaria, non l’efficienza. Chi è già efficiente oggi genera prezzi di base più bassi per i clienti finali, ma viene messo sullo stesso piano di chi regge solo grazie alla dimensione o alla capacità di assorbire nuovi oneri. Serve una riforma strutturale, non l’ennesimo intervento tampone. Altrimenti continueremo a parlare di bonus, ma non di prezzi” conclude Pellegrino.
Roma si candida a ospitare l’Autorità dell’Unione europea delle Dogane
Roma Capitale si candida ad ospitare l’Autorità delle Dogane dell’Unione europea (Euca), in un palazzo anni 50 dell’Eur, in viale della Civiltà Romana 7. La candidatura è stata presentata oggi alla Nuvola di Fuksas, alla presenza del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, del presidente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (Adm), Roberto Alesse e del comandante della Guardia di Finanza, il generale Andrea De Gennaro. “Siamo qui oggi a Roma – ha detto Alesse a margine della presentazione – in questo quartiere dell’EUR, per presentare ufficialmente la candidatura italiana per la nuova autorità doganale europea, che sarà un organismo molto importante, a completamento del processo di integrazione europea. Ci crediamo, l’Italia ha un polo di eccellenza doganale, è rappresentata dall’Agenzia delle dogane dei monopoli, e quindi ce la giochiamo. È una cosa molto importante, perché si tratta di serrare le file in Europa: nascerà un’unica centrale dei rischi, con cui verranno letti tutti i dati doganali relativi al commercio internazionale”. “Questo processo di integrazione europea ha avuto un’accelerazione proprio durante il conflitto russo-ucraino – ha proseguito il presidente delle Dogane italiane -, perché bisognava serrare le file e applicare seriamente i pacchetti sanzionatori contro la Russia, e quindi bisognava avere un’unica legislazione doganale a livello europeo”. Per Alesse “l’Italia è un polo doganale eccezionale, stiamo innovando molto, abbiamo portato l’intelligenza artificiale dentro le dogane, abbiamo digitalizzato, stiamo facendo controlli ancora più rapidi. Abbiamo presentato perfino un’applicazione che si chiama Autentia, che ci consente con l’intelligenza artificiale di distinguere in pochi secondi i prodotti contraffatti di quelli autentici. Siamo veramente alla avanguardia”. “Il Governo italiano attribuisce la massima importanza al successo dell’istituzione dell’Autorità europea delle Dogane”, e l’Italia “apporta una consolidata competenza ed esperienza pratica nel settore doganale, che può essere messa al servizio dell’Unione europea”, ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, alla presentazione alla Nuvola di Fuksas della candidatura di Roma Capitale a sede dell’Autorita europea delle Dogane, l’Euca. La nuova agenzia della Ue rappresenta per Giorgetti “un investimento strategico per la sicurezza economica, la protezione delle frontiere e la competitività dell’Europa”. Per questo “la candidatura della nostra Capitale riflette la nostra ambizione di fornire un contributo affidabile e duraturo al successo operativo dell’Autorità”. “Attraverso l’Agenzia delle Dogane e la Guardia di Finanza – ha spiegato il ministro -, l’Italia ha sviluppato un know-how avanzato nella lotta al traffico illecito, alla contraffazione e nella garanzia della sicurezza dei flussi di merci attraverso le frontiere”. “Inoltre – ha detto ancora il ministro – l’Agenzia delle Dogane svolge un ruolo di primo piano a livello Ue nella digitalizzazione, nell’analisi dei rischi, nella semplificazione delle procedure e nella cooperazione con gli Stati membri dell’Ue. L’Italia considera l’Euca non semplicemente una nuova Agenzia, ma una risorsa europea che deve essere posta nelle migliori condizioni possibili per avere successo”. “Nell’attuale contesto geopolitico, le Autorità doganali svolgono un ruolo centrale nel garantire una concorrenza leale e salvaguardare l’integrità del Mercato unico, nonché nella tutela dei consumatori e nella lotta al traffico illecito, alla contraffazione e alle frodi – ha detto ancora Giorgetti -. Pertanto, la creazione dell’EUCA non è una mera riforma istituzionale. Rappresenta, innanzitutto, un investimento strategico per la sicurezza economica, la protezione delle frontiere e la competitività dell’Europa. Inoltre, rappresenta un passo decisivo verso un sistema doganale europeo più moderno, integrato e resiliente, in grado di affrontare le sfide globali in continua evoluzione”.
Cdp: dal cda via libera a operazioni per 1,5 mld
Il consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, presieduto da Giovanni Gorno Tempini, su proposta dell’amministratore delegato e direttore generale Dario Scannapieco ha deliberato nuove operazioni per un valore complessivo di circa 1,5 miliardi di euro a favore di settori industriali strategici, di aziende impegnate nella transizione energetica e per lo sviluppo della Cooperazione internazionale. Nella stessa seduta è stato dato il via libera anche a iniziative a supporto degli Enti locali delle aree colpite dal Sisma del Centro Italia del 2016-2017 e per la crescita delle PMI. In linea con il ruolo di CDP come Istituzione al fianco del tessuto imprenditoriale italiano, il CdA ha autorizzato finanziamenti, anche in pool con partner del sistema creditizio, per accelerare gli investimenti di gruppi attivi in settori strategici, in particolare sostenendo l’export nei comparti del trasporto e del turismo. Si tratta di interventi in grado di produrre benefici sul territorio sostenendo l’economia locale attraverso la crescita delle filiere produttive di riferimento. Sono state anche deliberate operazioni a vantaggio di PMI, Small e Mid‑Cap italiane con lo scopo di agevolarne i piani in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità, anche in collaborazione con Istituzioni europee. Il CdA ha approvato il differimento del pagamento delle rate dei mutui senza addebito di nuovi interessi per i Comuni e le Province del Centro Italia (nelle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) colpiti dagli eventi sismici nel 2016-2017, in linea con quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2026, Il Consiglio d’Amministrazione ha, inoltre, deliberato nuove risorse per l’efficientamento e la modernizzazione di impianti dedicati alla produzione di energia da fonti rinnovabili con l’obiettivo di favorire la transizione green e lo sviluppo sostenibile del Paese, intervenendo a favore delle aziende attive nel settore. Sul fronte internazionale, infine, il Consiglio ha approvato interventi per facilitare l’accesso al credito delle microimprese del settore agroalimentare in Nord Africa, sostenendo l’inclusione finanziaria nell’area. Sono state poi autorizzate iniziative per incrementare la sicurezza idrica in Medio Oriente, supportando la realizzazione di infrastrutture strategiche e progetti per l’adattamento e la mitigazione climatica in economie emergenti, anche in sinergia con le principali Istituzioni di sviluppo europee.
Invimit, ‘sì a manutenzione normativa per valorizzare immobili’. ‘Buchi neri’ nelle città ‘quasi sempre statali’
“I “buchi neri” delle nostre città sono spesso immobili abbandonati e quasi sempre, in oltre il 90% dei casi, beni appartenenti allo Stato”, e fra questi ci sono l’ex autorimessa e le residenze dell’azienda di trasporto pubblico locale di Napoli (Anm) a Posillipo “dove ci saranno anche grandi lavori ambientali da fare”, Villa Gualino a Torino, “immobile storico vincolato, che abbiamo avuto dalla regione Piemonte”, poi “Villa Pullè a Chievo (Verona), residenza del ‘700 ricevuta dall’Inps, per la quale è stato già individuato, come per Villa Gualino, il riutilizzatore, una società che si occupa di ‘silver house’ per le persone autosufficienti con età superiore ai 65 anni”. È quanto è emerso dall’audizione di questa mattina nella Commissione parlamentare per il controllo delle gestioni pensionistiche di Invimit Sgr (società interamente detenuta dal ministero dell’Economia e delle Finanze), rappresentata dal presidente Mario Valducci e dall’amministratore delegato Stefano Scalera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva che la Bicamerale presieduta dal deputato della Lega Alberto Bagnai sta svolgendo sulle politiche di investimento e valorizzazione del patrimonio immobiliare degli Enti pubblici previdenziali, a Palazzo San Macuto. A 13 anni dall’istituzione dell’organismo, viene sottolineato nella memoria consegnata ai parlamentari, è necessaria una “manutenzione normativa” per “semplificare le possibilità operative della Sgr, al fine di ridurre tempi e costi della valorizzazione” degli immobili che vengono affidati. Fra gli altri “buchi neri” sottoposti all’attenzione delle Commissione pure uno sul Lido Alberoni a Venezia, “una ex colonia sul mare, immobile vincolato”, poi “Villa Giovio a Como di epoca napoleonica, Villa Larderel vicino a Firenze che apparteneva all’Inail che potrebbe essere utilizzata per finalità ricettive, Prati di Caprara a Bologna, un’area dove c’era una polveriera e andrà bonificata e qui stiamo portando avanti un progetto, affinché diventi un polo di innovazione sanitaria”, infine “Piazza d’armi di Milano, per la quale è stato firmato un protocollo d’intesa col comune” per uno sviluppo sostenibile dell’area dove, oltre al parco, c’erano i magazzini militari di Baggio.
Immobiliare: Nomisma, residenziale tiene, ma accesso a casa piu’ difficile
Il mercato residenziale tiene, confermando solidità e dinamismo con transazioni in crescita (circa 770.000 transazioni il preconsuntivo), ma l’accesso alla casa risulta difficile per un crescente numero di famiglie e solo il 35,8% degli italiani ritiene il proprio reddito sufficiente a far fronte alle spese essenziali, rendendo l’acquisto di un’abitazione un obiettivo difficile da raggiungere. E’ quanto emerge dal 18esimo Rapporto sull’Abitare, realizzato da Nomismanell’ambito dell’indagine annuale sulle famiglie italiane. Secondo l’analisi, anche sul fronte del credito si registra un rimbalzo, con un incremento del 30,8% dell’importo dei nuovi mutui erogati. Nonostante la ripresa, la quota di famiglie che accede al mutuo rimane inferiore ai picchi del periodo post-pandemico, a conferma di una persistente selettività dell’erogazione del credito. Secondo Nomisma, a livello di mercato, le previsioni indicano una sostanziale stabilità nel triennio 2026-2028, con volumi che resteranno elevati seppur con ritmi di crescita più contenuti rispetto a quelli dell’anno da poco concluso, anche per il progressivo venir meno della spinta esercitata dal mercato creditizio. In generale, se da un lato il mercato immobiliare evidenzia segnali di resilienza, dall’altro l’indagine di Nomisma parla di un clima di incertezza riguardo la situazione economica: il 76% delle famiglie ritiene probabile l’emergere di gravi criticità per l’economia nazionale nel 2026 e quasi una su due (il 47% del totale) teme ripercussioni dirette sulla propria situazione personale. Un livello di preoccupazione che, secondo Nomisma, riflette un senso di vulnerabilità sempre più diffuso.
AI Impact Summit 2026: accordo strategico Italia, India e Kenya per progetti AI in Africa. Urso, “insieme per rafforzare cooperazione nel Piano Mattei”
Raggiunto a Nuova Delhi un accordo di collaborazione strategica trilaterale tra Italia, India e Kenya per sviluppare in Africa, nell’ambito dell’AI Hub for Sustainable Development promosso dal Mimit con l’UNDP e in coerenza con il Piano Mattei, la diffusione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. L’intesa, nel quadro del Piano d’Azione Strategico India–Italia 2025-2029, è stata formalizzata a margine dell’AI Impact Summit dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso – presente al vertice globale in rappresentanza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni – insieme al ministro indiano dell’Elettronica e delle Tecnologie dell’Informazione, Ashwini Vaishnaw, e al ministro dell’Informazione, Comunicazioni ed Economia Digitale del Kenya, William Kabogo Gitau. “Con questo accordo consolidiamo la collaborazione tra Italia, India e Kenya per sviluppare l’intelligenza artificiale nel continente africano, in linea con gli obiettivi del nostro Piano Mattei”, ha dichiarato il ministro Urso. “L’India – grande partner dell’Italia e interlocutore cruciale per le nostre imprese nello sviluppo dell’IA e dell’innovazione – potrà svolgere un ruolo centrale al fianco dell’AI Hub promosso dal Mimit durante la Presidenza italiana del G7: insieme trasformiamo la cooperazione in progetti concreti al servizio dello sviluppo sostenibile in Africa”, ha aggiunto il ministro. L’intesa punta a costruire percorsi strutturati di adozione dell’intelligenza artificiale, avviando dal 2026 quindici casi d’uso prioritari ad alto impatto e contribuendo all’obiettivo di creare cento percorsi di diffusione dell’AI nei Paesi del Sud Globale. Accanto all’AI Hub del Mimit sono coinvolte la EkStep Foundation / People+AI per l’India e la Direzione per l’Economia Digitale e le Tecnologie Emergenti del Governo del Kenya. La collaborazione rafforzerà infrastrutture abilitanti, modelli operativi e competenze per accompagnare le soluzioni di IA dalla fase pilota alla piena scalabilità. Particolare attenzione sarà dedicata alla diffusione della voice AI nelle lingue africane, per ampliare l’accesso ai servizi digitali e ridurre le barriere linguistiche. È inoltre prevista l’istituzione di un gruppo di lavoro trilaterale Italia–India–Kenya per guidare e monitorare i primi 15 casi d’uso, in raccordo con le strategie nazionali. La Lettera di Intenti, di natura non vincolante, conferma l’impegno comune per una diffusione dell’intelligenza artificiale inclusiva, trasparente e rispettosa della sovranità dei dati. Con questa firma, l’Italia rafforza il proprio ruolo di ponte tra ecosistemi innovativi e promotrice di un approccio multilaterale orientato all’impatto concreto sullo sviluppo economico e sociale.
AI, il gruppo indiano Reliance lancia investimenti per 110 miliardi nei prossimi 7 anni
Il gruppo indiano Reliance ha annunciato investimenti per 110 miliardi di dollari nei prossimi sette anni in intelligenza artificiale e informatica avanzata. Questo progetto include la costruzione di un gigantesco data center con una capacita’ prevista di 120 megawatt, alimentato da impianti solari, e di una rete di centri di elaborazione dati avanzati. Lo ha annunciato il ceo del gruppo, il miliardario Mukesh Ambani, in occasione del World AI Summit di Nuova Delhi. ‘Questo non e’ un investimento speculativo, e’ uno sforzo paziente, ponderato e nazionale volto a creare un’economia sostenibile e una resilienza strategica’, ha detto Ambani, senza fornire ulteriori dettagli. Si prevede che il data center sara’ costruito nello stato occidentale del Gujarat, dove il gruppo possiede una raffineria di petrolio e uno zoo. ‘Dimostreremo che l’intelligenza artificiale non distrugge posti di lavoro. Al contrario, crea nuove opportunita’ di lavoro altamente qualificate’, ha aggiunto Mukesh Ambani.
Ai, Polimi: solo il 4% delle microimprese investe in formazione, il 6% nelle piccole e il 20% nelle medie
Solo il 4% delle microimprese (5-9 addetti) ha avviato percorsi di formazione strutturati sull’intelligenza artificiale. È uno dei principali dati che emergono da un’indagine dell’osservatorio Innovazione digitale nelle Pmi del politecnico di Milano. Il quadro – si legge in una nota dell’osservatorio – non migliora particolarmente tra le imprese piccole e medie. Rispettivamente, infatti, è solo il 6% e il 20% di queste ad aver investito in tale ambito. Il 72% delle microimprese, inoltre, ritiene che non sia ancora il momento di investire in nella formazione sull’IA, adducendo tra le principali motivazioni la previsione che questa non avrà impatti significativi nel breve periodo, oltre a mancanza di tempo e risorse. “Se l’IA viene introdotta senza aver costruito competenze intermedie e una solida cultura digitale di base, il rischio è di generare inefficienze e decisioni poco consapevoli” – commenta Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio. “È difficile passare dall’assenza di pianificazione a strumenti evoluti senza aver prima lavorato su processi, dati e competenze diffuse. Altrimenti si rischia di adottare soluzioni sofisticate senza la capacità di governarle, trasformando un’opportunità in un fattore di fragilità”.
Pmi: con il Basket Bond Lazio finanziamenti per 34 mln di euro
Il programma Basket Bond della Regione Lazio per mini prestiti obbligazionari alle pmi ha portato finora all’emissione di 34 milioni di euro sui 60 milioni messi a disposizione fino a fine 2026. Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo economico Roberta Angelilli al convegno organizzato da GA Alliance. ‘E’ una opportunita’ strategica di fare un cambio di paradigma e di aprirsi al mercato – ha spiegato – Abbiamo deciso di fornire questo strumento innanzi tutto perche’ le imprese lo chiedevano e in secondo luogo perche’ rappresenta la possibilita’ di andare oltre al credito tradizionale. Tra le pmi resta comunque una certa prudenza dovuta a una bassa familiarita’ con questi strumenti per cui dobbiamo favorire un clima di fiducia’. Il programma Basket Bond Lazio vede Mediocredito Centrale e Cdp come sottoscrittori dei minibond e la presenza di un fondo di garanzia con Mediocredito, Banca Finint, Banca Finnat Euramerica, Bnl Bnp Paribas. Il Lazio ‘e’ in una posizione economica forte, e’ la seconda regione per prodotto interno lordo e Roma e’ la quarta citta’ manifatturiera italiana dopo Milano, Torino e Brescia – ha aggiunto Giuseppe Biazzo, presidente di Unindustria – Abbiamo filiere leader in Italia a partire dalla farmaceutica, dall’aerospazio/difesa e dall’Ict, ma a dobbiamo lavorare sulla crescita della dimensione dei nostri associati: soprattutto ci mancano le medie imprese se facciamo un paragone con le altre aree industriali del nord’. Le imprese attraversano ‘una fase macroeconomica di incertezza e in cui devono rimanere competitive sul mercato e fare investimenti importanti’ – ha evidenziato Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria con delega credito, finanza e fisco – Se ‘il credito bancario resta una componente importante’ e’ anche vero che gli impieghi ‘sono scesi negli ultimi 10 anni’ per vari motivi e che le banche sono diventate ‘piu’ selettive’ nell’erogare. ‘La finanza alternativa e’ centrale per poter affiancare al debito bancario strumenti che consentano alle imprese di affrontare questa fase: in questo le Regioni hanno un ruolo fondamentale e che deve crescere con maggiori spinte guardando anche a operazioni con durata piu’ lunga e con un taglio piu’ grande’ rispetto a quelle attuali dei minibond.
Finint Infrastrutture e Ardian completano l’acquisizione de Il Milione (gruppi Save)
Ardian, società leader a livello mondiale negli investimenti in private markets, e Finint Infrastrutture, creata sull’expertise distintiva nell’asset management di Finanziaria Internazionale Holding per dare impulso allo sviluppo del settore infrastrutturale del Paese, annunciano che è stata completata oggi l’acquisizione congiunta di Milione S.p.A., società controllante Save S.p.A. che opera principalmente nella gestione di aeroporti, tra cui l’aeroporto Marco Polo di Venezia, uno dei tre aeroporti intercontinentali italiani. L’acquisizione ha riguardato l’acquisto paritetico di circa il 100% del capitale di Milione S.p.A da parte di Finint Infrastrutture insieme a Sviluppo 87 e di Ardian. Contestualmente è stato nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione di SAVE S.p.A., così composto: Enrico Marchi (Presidente), Monica Scarpa (Amministratore Delegato), Rosario Mazza (Senior Managing Director and head of Infrastructure Italy Ardian), Federica Vasquez (Managing Director Infrastructure team, Ardian), Elisabetta Oliveri (consigliere indipendente), Luca Bettonte (consigliere indipendente), Bruno Cherchi (consigliere indipendente) e Giovanni La Croce (consigliere indipendente). Il Gruppo SAVE comprende gli aeroporti di Venezia, Verona, Treviso, Brescia e una partecipazione in Charleroi in Belgio. Nel corso del 2025 complessivamente gli aeroporti hanno registrato oltre 30 milioni di passeggeri, cos? suddivisi: 19 milioni di passeggeri sono transitati per i tre aeroporti veneti del Gruppo con una crescita del 4% rispetto all’anno precedente; Charleroi ha totalizzato 11 milioni di passeggeri, in crescita del 7%.
Officine Maccaferri rafforza il team per sostenere la crescita nella regione del Sud-Est asiatico, Pacifico e India
Officine Maccaferri, platform company di Ambienta SGR e leader globale nelle soluzioni di ingegneria civile e ambientale, annuncia il rafforzamento del proprio management team nella regione ISEAP (India, South East Asia & Pacific), con l’inserimento di figure di profilo senior, provenienti da realtà strutturate del settore dell’ingegneria e con consolidata esperienza internazionale in contesti ad alto contenuto tecnico. L’iniziativa ha l’obiettivo di incrementare la capacità di sviluppo e penetrazione dei mercati e il presidio tecnico-ingegneristico in aree strategiche e a più alto potenziale di crescita, integrando il know-how di prodotto con una profonda conoscenza dei contesti locali. Le nuove nomine si inseriscono in un percorso di consolidamento organizzativo nelle aree chiave per la crescita del Gruppo, in coerenza con la strategia di rafforzamento della leadership nei mercati ad alto potenziale. L’ingresso di figure con solide competenze manageriali e significativa esperienza nello sviluppo del business contribuirà a potenziare il coordinamento tra funzioni tecniche e commerciali e ad accrescere il supporto a progettisti e contractor lungo l’intera filiera, dalla fase progettuale fino alla realizzazione delle opere. Sostenendo lo sviluppo di sistemi ad alto valore aggiunto, il Gruppo intende consolidare il proprio posizionamento come piattaforma ingegneristica di riferimento per affrontare le sfide legate all’adattamento al cambiamento climatico e per guidare l’industrializzazione dei cantieri infrastrutturali, leva strategica per l’evoluzione del settore. In questo quadro, Francesco Paolo Lipartiti ha assunto il ruolo di Region Head – South East Asia & Pacific (SEAP), rispondendo direttamente a Vikramjiet Roy, Head of Region ISEAP. Entrato in Officine Maccaferri nel 2008, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, operando in diversi mercati internazionali. Negli anni, ha contribuito allo sviluppo del business in contesti complessi e ad alto potenziale, consolidando una profonda conoscenza delle dinamiche regionali e una solida capacità di execution sul territorio. Nel nuovo incarico, Lipartiti sarà responsabile della definizione e dell’implementazione delle strategie regionali nel Sud-Est Asiatico e nel Pacifico, con l’obiettivo di sostenere una crescita duratura e rafforzare la resilienza del business nei diversi mercati dell’area. Il suo ruolo comprende il coordinamento end-to-end delle attività regionali, l’allineamento dei team cross-funzionali e l’espansione della copertura dei mercati, in continuità con il modello di prossimità ai clienti promosso dal Gruppo. Continuerà inoltre a ricoprire la carica di Managing Director di Maccaferri Malaysia e Maccaferri Thailand, assicurando continuità operativa e un forte presidio dei mercati chiave. “Il rafforzamento della leadership nella regione SEAP è un passaggio chiave per sostenere lo sviluppo infrastrutturale e la crescita economica di mercati in forte evoluzione,” ha affermato Vikramjiet Roy, Head of Region ISEAP. “La profonda conoscenza del territorio e l’esperienza internazionale di Francesco rappresentano un elemento essenziale per consolidare la presenza di Maccaferri e valorizzarne il contributo nei Paesi dell’area.” Nel quadro dell’ulteriore sviluppo della presenza del Gruppo nel Sud-Est Asiatico, Aryanto Wibowo è stato recentemente nominato President & Managing Director di Maccaferri Philippines, la società commerciale del Gruppo responsabile delle attività di go-to-market nel Paese, con il compito di guidare lo sviluppo del business, il presidio dei clienti e il consolidamento della presenza sul mercato locale. Basato a Manila e a riporto di Francesco Paolo Lipartiti, Region Head – SEAP, Wibowo raccoglie il testimone da Thomas C. Wintermahr che, oltre a mantenere il ruolo di Managing Director di Maccaferri Australasia, continuerà a supportare la transizione garantendo continuità industriale anche come Presidente ad interim di Maccaferri Philippines Manufacturing, Inc. (MPMI). “Le Filippine rappresentano un mercato strategico per il nostro sviluppo nel Sud-Est Asiatico” ha commentato Francesco Paolo Lipartiti, Region Head – SEAP. “L’esperienza ventennale di Aryanto, unita al contributo di continuità assicurato da Thomas, rafforzerà la nostra capacità di supportare clienti e partner in un contesto di crescita sostenuta.” Per rafforzarsi in India, il Gruppo ha inoltre nominato Varun Sikand come Director, Sales & Business Development – Region India, con responsabilità sull’intero Go-To-Market del Paese. Con oltre due decenni di esperienza internazionale tra Stati Uniti, Australia e India, Sikand guiderà l’integrazione delle funzioni Sales, Business Development, Technical e Marketing, con l’obiettivo di rafforzare l’efficacia commerciale e la vicinanza ai clienti. “Queste nomine nella regione ISEAP riflettono la volontà di Officine Maccaferri di continuare a investire in competenze e leadership per sostenere la crescita delle infrastrutture e delle economie locali nei mercati ad alto potenziale,” ha dichiarato Stefano Susani, Amministratore Delegato di Officine Maccaferri. “La regione ISEAP è centrale nella nostra strategia di sviluppo globale: Francesco, Aryanto e Varun incarnano la nostra visione di crescita responsabile, basata su prossimità ai clienti, competenze locali, esperienza internazionale e soluzioni infrastrutturali sostenibili”.
De Nora accelera sulla decarbonizzazione, nuovo fotovoltaico in Giappone e Cina
Industrie De Nora, multinazionale italiana quotata su Euronext Milan specializzata in elettrochimica, leader nelle tecnologie sostenibili e nell’industria dell’idrogeno verde, prosegue nel progetto globale di decarbonizzazione dei propri siti produttivi attraverso l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici negli stabilimenti in Giappone e Cina. I nuovi impianti portano la capacità complessiva installata potenziale del gruppo a 6,3 Gigawatt/anno, contribuendo al progressivo raggiungimento degli obiettivi del Piano di Sostenibilità di De Nora al 2030. Nel dettaglio, sono state completate le installazioni presso il sito produttivo di Okayama, in Giappone, e presso lo stabilimento di Suzhou in Cina con una capacità potenziale annua complessiva di circa 1,2 GWh. Gli impianti installati entreranno progressivamente in funzione nel corso dei prossimi trimestri dell’anno. I nuovi impianti fotovoltaici copriranno a regime circa il 35% del fabbisogno energetico del sito giapponese e il 15% di quello del sito cinese e rappresentano un ulteriore tassello del processo di decarbonizzazione di tutti i siti produttivi di De Nora a livello globale. Le nuove installazioni si aggiungono infatti a quelle già realizzate ed entrate in funzione negli ultimi due anni presso i siti produttivi del gruppo in Brasile, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Cina e Italia, portando a undici il numero complessivo di siti dotati di impianti fotovoltaici e rafforzando ulteriormente l’impegno di De Nora nella transizione energetica Il progetto rientra nel Piano di sostenibilità del gruppo e contribuisce al raggiungimento del target di riduzione del 50% delle emissioni Scope 1 e 2 e dell’obiettivo di 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030, mirato alla riduzione della propria carbon footprint. Nel 2024 l’energia da fonti rinnovabili aveva rappresentato il 29% dei consumi, in forte crescita rispetto al 3% del 2023. “Il nostro percorso di sostenibilità prosegue con determinazione, grazie all’impegno costante del management e al contributo attivo di tutti i siti produttivi internazionali”, commenta Paolo Dellachà, amministratore delegato di De Nora.
“Le strategie di decarbonizzazione e di incremento dell’energia rinnovabile non rispondono esclusivamente a obiettivi ambientali, ma rappresentano anche una leva strategica per aumentare l’efficienza operativa, ridurre i rischi legati alle fonti di approvvigionamento e creare valore economico nel lungo periodo, generando al contempo un impatto positivo sull’ambiente”, conclude Dellachà.
Trasporto marittimo e PMR: emanate prescrizioni tecniche per il trasporto pubblico su nave
Un nuovo passo avanti per l’accessibilità del trasporto pubblico via mare: il MIT ha adottato il decreto n. 18 del 5 febbraio 2026 che introduce le Prescrizioni tecniche per l’accessibilità e la mobilità a bordo delle navi adibite al trasporto pubblico da parte delle persone a mobilità ridotta (PMR).
Per la prima volta vengono definiti in modo organico requisiti tecnici puntuali relativi alla progettazione delle strutture navali e all’installazione degli impianti di bordo, con l’obiettivo di garantire alle persone a mobilità ridotta la possibilità di utilizzare il mezzo nave in condizioni di autonomia, sicurezza e dignità. Tali Prescrizioni forniscono indicazioni, tra l’altro, sui seguenti punti: informazioni prima del viaggio; addestramento dell’equipaggio; accesso alla nave e mobilità al suo interno; ascensori; imbarco e parcheggio dei veicoli a bordo; sistemazione a bordo e posti riservati; cabine e servizi igienici; segnaletica; illuminazione e percorsi tattili per persone con disabilità visiva. La stesura delle Prescrizioni tecniche rappresenta il risultato finale di un lungo lavoro condotto da un tavolo tecnico, fortemente promosso dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, coordinato dalla Direzione generale per il mare, il trasporto marittimo e per vie d’acqua interne, che ha visto l’apporto di tutti gli stakeholders: Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità; Comando generale del Corpo delle capitanerie di porto; Organismi di classifica; Rappresentanti della cantieristica (Fincantieri) e dell’armamento (Assarmatori e Confitarma); Associazioni rappresentative delle persone con disabilità ( FAND- Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità; F.I.S.H. – Federazione italiana per il superamento dell’handicap; ADV – Associazione Disabili Visivi Onlus; FIABA Onlus – Fondo Italiano Abbattimento Barriere Architettoniche). Continua dunque il percorso, avviato e sostenuto dal Ministro, con l’obiettivo di rendere il trasporto pubblico via nave sempre più accessibile e inclusivo per le persone con disabilità
Tim e Microsoft insieme per innovazione, AI e sovranità digitale
TIM e Microsoft annunciano una collaborazione a supporto della transizione digitale che mette a fattor comune tecnologie quali il cloud, la cybersecurity e l’intelligenza artificiale. Le due aziende collaboreranno per progettare soluzioni cloud e digitali pensate per le esigenze delle imprese italiane, con l’obiettivo di accelerarne l’adozione su larga scala. Combinando competenze, risorse, connettività e capacità tecnologiche, TIM e Microsoft intendono abilitare nuovi servizi per aziende, Pubblica Amministrazione e cittadini. La collaborazione valorizza il ruolo di TIM come abilitatore di soluzioni cloud e digitali per aziende e Pubblica Amministrazione, in linea con la propria strategia sulla sovranità digitale: un modello che mira a garantire controllo, resilienza e protezione del dato lungo l’intera catena del valore, attraverso piattaforme e servizi gestiti sul territorio. Microsoft mette a disposizione l’esperienza maturata nell’affiancare le aziende nel percorso di adozione di piattaforme cloud, intelligenza artificiale generativa e agentica, oltre a soluzioni di sicurezza. Un primo ambito di applicazione riguarda la trasformazione interna a TIM attraverso l’evoluzione del digital workplace. Al centro dell’iniziativa c’è l’implementazione su larga scala di Microsoft 365 Copilot, insieme alla piattaforma low-code Power Platform, come leva per rendere l’intelligenza artificiale una capacità trasversale a supporto dei processi e delle persone. L’estensione della collaborazione si articola in un insieme di iniziative finalizzate ad aumentare la produttività e la capacità di innovazione su scala organizzativa. Al tempo stesso si valuteranno iniziative congiunte per portare sul mercato italiano soluzioni e servizi integrati rivolti a imprese e Pubblica Amministrazione. Il focus sarà sui processi che possono trarre il massimo beneficio dall’AI generativa come customer operations, gestione documentale, supporto alle funzioni operative e automazione, contribuendo alla modernizzazione dei servizi e alla diffusione delle competenze digitali. “La crescita digitale dell’Italia richiede infrastrutture affidabili, sicurezza e una governance solida di cloud e AI. Con un partner come Microsoft andiamo a rafforzare un’alleanza che unisce tecnologia e capacità industriale, con l’obiettivo di portare innovazione concreta a imprese e Pubblica Amministrazione”, ha dichiarato Pietro Labriola, Amministratore Delegato di TIM. “Cloud e intelligenza artificiale stanno diventando fattori decisivi per la competitività e la crescita dell’Italia. Con TIM, uniamo competenze locali e tecnologia globale per favorire un’adozione dell’AI sicura, governata e responsabile, a partire dalla trasformazione stessa di TIM con Copilot fino all’estensione di soluzioni che supportano imprese e settore pubblico in tutto il Paese”, ha dichiarato Samer AbuLtaif, Presidente Microsoft Europa, Medio Oriente e Africa. In questo quadro, TIM, attraverso la business unit TIM Enterprise, adotta un approccio multicloud che mette a disposizione dei clienti un portafoglio completo di soluzioni: dalle piattaforme proprietarie a più elevata indipendenza tecnologica, fino ai servizi dei principali hyperscaler, integrati e governati per rispondere a esigenze diverse di sicurezza, performance e compliance. È in questa logica che si inserisce il rafforzamento della collaborazione con Microsoft, che consente di portare sul mercato italiano le tecnologie di Microsoft.
Microsoft e TIM lavoreranno congiuntamente per accelerare l’adozione di soluzioni digitali avanzate in Italia lungo tre direttrici principali: · Cloud e modernizzazione: supporto alla trasformazione di applicazioni e servizi verso architetture cloud scalabili, con particolare attenzione alla continuità operativa e alla conformità normativa; sicurezza e governance del dato: rafforzamento di soluzioni per la cybersecurity e modelli di gestione dei dati, dall’identità digitale alla protezione delle informazioni, con approcci strutturati e misurabili; intelligenza artificiale per la produttività e i servizi: sviluppo e adozione di use case AI orientati all’efficienza, alla qualità del servizio e al supporto alle decisioni, con un’attenzione specifica ai controlli, alle policy e alla gestione del rischio. Questa collaborazione rafforzata riflette una visione condivisa per un’Italia più connessa e digitalmente avanzata, in cui l’intelligenza artificiale generativa gioca un ruolo centrale nell’accelerare la crescita e l’innovazione delle imprese e della società.
Studio Maire-Ipsos: nuove prospettive per la transizione energetica. L’India al top per consapevolezza e impegno percepito nelle strategie di decarbonizzazione
La necessità di competenze sia soft che hard, per formare professionisti completi, è essenziale per portare avanti la transizione energetica. Le competenze tecniche nelle energie rinnovabili e nelle tecnologie sostenibili sono fondamentali per favorire l’innovazione e l’implementazione, mentre le soft skill – come problem solving, adattabilità e pensiero critico – sono cruciali per affrontare le sfide dinamiche della transizione energetica. È quanto emerge dall’edizione 2025 dello studio di Fondazione MAIRE – ETS, la fondazione del gruppo italiano di tecnologia e ingegneria MAIRE, realizzato in collaborazione con IPSOS, riconosciuta società internazionale di ricerche di mercato. Lo studio, “Climate goals: winning the challenge of climate goals through the creation of skills and competences worldwide. Addendum 2: focus Qatar – Argentina”, sponsorizzato da MAIRE, aggiunge due nuovi Paesi – Qatar e Argentina – portando il panel a oltre 2.300 interviste raccolte dal 2023 in 14 Paesi di 4 continenti, in aggiunta a opinion leader. Climate Goals copre un gruppo eterogeneo di nazioni: Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti per il Medio Oriente; India, Cina, Azerbaigian, Kazakistan e Turchia per l’Asia; Stati Uniti, Cile e Argentina per le Americhe; Italia e Regno Unito per l’Europa; Algeria per l’Africa. L’India si distingue come leader per consapevolezza sulla transizione energetica, con il 63% degli intervistati che dichiara un’elevata familiarità con il tema. Il Kazakistan si colloca all’ultimo posto, con solo il 29% che si definisce molto familiare con il concetto, seguito da vicino dall’Argentina con il 36%. La transizione energetica è una priorità per il 70% degli individui in India e Turchia, seguiti dal Qatar con il 67%, mentre l’Argentina mostra il livello più basso di priorità, con appena il 34%. Anche l’impegno dei Paesi è valutato più alto in India (71%), seguita dall’Arabia Saudita (62%), e più basso in Kazakistan (15%) e Argentina (23%). Tra le principali sfide emergono l’aumento della consapevolezza (Algeria, Cina), il coinvolgimento delle imprese private (Cile) e l’ingaggio degli stakeholder (Cina e India). Lo sviluppo delle infrastrutture è una priorità negli Emirati Arabi Uniti, in Kazakistan e negli Stati Uniti, mentre l’Azerbaigian punta sulla formazione professionale e il Qatar esprime la maggiore preoccupazione per la perdita di posti di lavoro nei settori tradizionali. Il Kazakistan teme che i costi della transizione superino i benefici, mentre l’Arabia Saudita si aspetta vantaggi già nel breve termine. I bisogni di istruzione e formazione sono diffusi, con un’urgenza particolarmente elevata in Cina e Cile. Competenze tecniche e soft skill come problem solving, pensiero critico e creatività sono richieste a livello globale. Tra le competenze tecniche specifiche figurano l’analisi dell’impatto ambientale (Azerbaigian), la conoscenza delle energie rinnovabili (Algeria) e le competenze sui materiali alternativi (Algeria, Qatar, Cina, Stati Uniti). La disponibilità di una forza lavoro qualificata è considerata inadeguata in Kazakistan, ma adeguata in Cina e India. Fabrizio Di Amato, Presidente di MAIRE e di Fondazione MAIRE, ha commentato: “La transizione energetica è un percorso irreversibile: i suoi benefici, ambientali ed economici, sono riconosciuti a livello globale e supereranno, o bilanceranno, i costi nel breve termine per 13 Paesi su 14 e nel lungo termine per il 100% dei Paesi del panel. Il successo dipende dall’allineamento strategico tra visione, politiche, innovazione e – soprattutto – capitale umano. Investire in nuove competenze tecniche e soft per gli obiettivi climatici e la circolarità è essenziale per costruire la competitività futura delle nazioni. I Paesi emergenti riconoscono la necessità di aumentare la disponibilità di professionisti della transizione energetica: è qui che vediamo il maggiore dinamismo che sta ridisegnando la geo‑economia globale.”
Competitività, I-Com: “La poliarchia regolatoria è un freno all’attività d’impresa. Impatti negativi sui settori energia, salute e telecomunicazioni”
Il sistema italiano della regolazione economica si conferma come un ecosistema multilivello e policentrico, in cui competenze e poteri decisionali sono distribuiti tra Unione europea, Stato centrale, Regioni, enti locali e autorità amministrative indipendenti. Un assetto che, se da un lato risponde alla complessità crescente dei settori strategici, dall’altro ha prodotto nel tempo frammentazione delle responsabilità, sovrapposizioni, conflitti di attribuzione e difficoltà di coordinamento, con ricadute dirette su imprese, cittadini e consumatori. In questo quadro, la semplificazione avviata a livello UE e nazionale potrà produrre effetti reali solo se accompagnata da una migliore attuazione e da un uso sistematico degli strumenti di better regulation in linea con i criteri OCSE. Sono questi alcuni degli elementi contenuti nello studio “EX PLURIBUS UNUM. Una roadmap verso una regolazione economica pro-competitiva” realizzato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e presentato oggi a Roma nel corso di un convegno pubblico al quale hanno partecipato numerosi tra esperti della materia e rappresentanti delle istituzioni. Secondo l’analisi del think tank guidato dall’economista Stefano da Empoli, la poliarchia regolatoria costituisce oggi una condizione strutturale dei settori ad alta complessità tecnica, economica e istituzionale. In assenza di efficaci meccanismi di coordinamento, tuttavia, può trasformarsi in una patologia sistemica, generando incertezza normativa, inefficienze amministrative e rallentamenti nei processi decisionali che, unitamente a un utilizzo improprio delle leve sanzionatorie, rischiano di produrre effetti dissuasivi sugli investimenti e sull’innovazione. Lo studio esamina in particolare gli impatti negativi della poliarchia regolatoria in tre comparti strategici: energia, salute e telecomunicazioni. Nel settore energetico, l’attribuzione alle Regioni di competenze ambientali e autorizzative e l’inclusione dell’energia tra le materie di legislazione concorrente hanno determinato un quadro decisionale frammentato, segnato da contenziosi e disomogeneità territoriali. La decarbonizzazione del trasporto stradale europeo procede tra obiettivi ambiziosi e ritardi nell’adozione delle tecnologie. Nel 2024 l’elettricità ha coperto appena lo 0,73% dei consumi energetici del settore nell’UE, mentre in Italia le auto elettriche sono meno di 280.000 su 41,3 milioni di veicoli, lontane dal target di 4,3 milioni al 2030.
In questo scenario, i biocarburanti rappresentano una leva strategica, anche alla luce del sostanziale bando ai motori endotermici previsto per il 2035 e dei nuovi obiettivi europei sulle rinnovabili con le direttive RED (29% al 2030). Dalla RED I (10% di rinnovabili nei trasporti al 2020) si è arrivati alla RED III (2023), che fissa al 2030 un obiettivo del 29% di rinnovabili nei trasporti oppure una riduzione del 14,5% dell’intensità di gas serra, includendo anche aviazione e navigazione e promuovendo biocarburanti avanzati e idrogeno verde. Nonostante l’aumento dell’ambizione, molti Stati membri sono in ritardo nel recepimento. In Italia il D.lgs. n. 5/2026 ha recepito la direttiva fissando al 42,5% (con target aspirazionale al 45%) la quota di rinnovabili sui consumi finali lordi entro il 2030, imponendo un’accelerazione significativa in tutti i settori. Tuttavia, il sistema regolatorio multilivello – tra UE e autorità nazionali – genera elevati oneri burocratici e una rendita regolatoria, ossia una componente di costo prodotta dalla regolazione stessa e trasferita sul prezzo finale indipendentemente dal livello di competizione. Per ridurre strutturalmente tali costi è necessaria una maggiore armonizzazione europea, ad esempio con un sistema unico UE di certificazione e conteggio, fino alla possibile creazione di un mercato europeo dei certificati. Nel comparto salute, la poliarchia regolatoria assume una forma peculiare: la tutela costituzionale del diritto alla salute si intreccia con competenze scientifiche, tecniche e istituzionali, in un sistema fortemente decentrato. Il paper analizza il caso dell’uso dei dati sanitari e dell’intelligenza artificiale, con particolare riferimento al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE) e all’Ecosistema dei Dati Sanitari (EDS), il cui percorso attuativo è stato segnato da frizioni tra livelli di governo e da un ruolo determinante del Garante per la protezione dei dati personali (GDPD). Secondo I-Com, è essenziale garantire una valorizzazione dell’uso secondario del dato sanitario in modo sicuro, trasparente ed etico, anche in vista dell’evoluzione europea dell’European Health Data Space (EHDS).In questo quadro, dove la frammentazione è particolarmente impattante, la definizione di un Testo Unico della legislazione farmaceutica è auspicabile solo se accompagnata non soltanto da riordino normativo, ma da una vera semplificazione e riduzione degli oneri burocratici. Una situazione analoga riguarda i dispositivi medici, settore strategico ma ancora trattato come secondario rispetto al pharma. L’assenza di un organismo nazionale dedicato, equivalente ad AIFA, contribuisce a una frammentazione che indebolisce le politiche pubbliche. La creazione di un’agenzia autonoma per i dispositivi potrebbe rafforzare la governance, valorizzare il settore e alleggerire il carico su AIFA e AGENAS.
Nel settore TLC il processo autorizzativo per le infrastrutture digitali risulta spesso rallentato da disomogeneità locali, resistenze e interpretazioni autonome delle amministrazioni. A fronte di un intenso processo di semplificazione normativa – dai decreti “Semplificazioni” al recepimento del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche, fino ai più recenti interventi collegati al PNRR e al Gigabit Infrastructure Act – a livello territoriale permangono applicazioni disomogenee e, in diversi casi, rallentamenti che incidono concretamente sui tempi di realizzazione delle reti. L’indagine I-Com evidenzia un miglioramento dei tempi medi per la rete fissa (105 giorni per i cavidotti e 92 giorni per gli scavi), ma persistono criticità nelle conferenze dei servizi: a livello nazionale è convocato solo il 15% delle richieste presentate, con percentuali particolarmente elevate di mancata convocazione in Campania (96%), Puglia (94%), Lazio (88%9 e Toscana (87%). Nel segmento mobile si registra un andamento più positivo, con una quota di convocazioni salita al 59%, ma restano situazioni problematiche in diverse regioni, a conferma di una disomogeneità territoriale che continua a rappresentare uno dei principali ostacoli al pieno raggiungimento degli obiettivi di connettività. Per evitare paralisi infrastrutturali, è prioritario affiancare gli enti locali con linee guida operative, strumenti di monitoraggio, supporto tecnico e misure di incentivo e responsabilizzazione. In parallelo, risultano strategiche campagne di comunicazione istituzionale per ridurre conflitti sociali e favorire la comprensione pubblica del ruolo abilitante delle infrastrutture digitali, anche in relazione allo sviluppo dell’IA.Lo studio colloca le evidenze settoriali dentro una cornice più ampia: la legislatura europea 2024-2029 ha assunto la semplificazione come priorità politica, con l’obiettivo di rimuovere barriere nel Mercato Unico e ridurre gli oneri amministrativi per imprese e PMI. In Italia, i provvedimenti degli ultimi anni – dai Decreti Semplificazioni alla recente Legge Semplificazioni 2025 – hanno prodotto segnali positivi. Tuttavia, la competitività e l’attrattività del Paese dipenderanno dalla continuità e dalla reale messa a terra di queste misure, in particolare superando disomogeneità territoriali e tempi ancora eccessivi. In linea con i principi OCSE di better regulation, l’UE dovrebbe oggi rafforzare soprattutto la fase implementativa, il supporto alla compliance e la cooperazione tra istituzioni e autorità. L’Italia, invece, appare ancora arretrata nell’adozione sistematica di strumenti di qualità regolatoria – consultazioni pubbliche, valutazioni ex-post, monitoraggi – e dovrebbe renderli finalmente operativi e routinari.