LA GIORNATA
Dl Bollette ok in Cdm. Meloni: tra risparmi e benefici vale 5 miliardi
- Musumeci, dal Cdm oltre un miliardo per ciclone e Niscemi, Ciciliano commissario straordinario
- Milleproroghe, Anci: accolta la richiesta di proroga delle “opere medie”
- Legacoop-Prometeia: Pil 2026 a +0,7% in linea con 2025, in frenata nel 2027 e 2028
IN SINTESI
Disco verde del Consiglio dei ministri al decreto Bollette. Un provvedimento che, per la premier Giorgia Meloni, vale 5 miliardi, fra risparmi e benefici per famiglie ed imprese. Tra le misure previste, ci sono la sterilizzazione della tassa europea sulle emissioni Ets dal costo del gas per i produttori elettrici (meccanismo che dovrà essere approvato dalla Ue) e misure per favorire i contratti di fornitura di lungo periodo di rinnovabili, che sono le fonti più economiche, disaccoppiando di fatto il costo delle fonti pulite da quello del gas. Si rafforzano i bonus. C’è la possibilità per le aziende elettriche di tagliare volontariamente le bollette di almeno 60 euro ai consumatori con Isee fino a 25mila euro e di spalmare nel tempo gli incentivi alle rinnovabili. E’ previsto un bonus elettrico ulteriore da 115 euro all’anno per le famiglie vulnerabili, quelle con Isee fino a 10mila euro, che si aggiunge ai 200 euro già previsti, salendo così a 315 euro. Ma nel decreto legge spunta a sorpresa un aumento dell’Irap del 2% per le imprese energetiche, per finanziare il taglio degli oneri di sistema in bolletta. Come era stato anticipato, verrà venduto il gas stoccato durante la crisi energetica del 2022 per eliminare la differenza di prezzo (spread) fra il gas alla borsa europea Ttf e a quella italiana Psv.
Il decreto prevede una “gas release” a prezzo calmierato per le industrie energivore e misure di sostegno alle piccole e medie imprese, con la revisione degli incentivi del Conto energia. Ci sono anche una razionalizzazione delle procedure per la realizzazione dei “Data Center” e per l’accelerazione nello sviluppo delle rinnovabili, con una norma per evitare la “saturazione virtuale della rete”.
“Oggi il governo ha approvato un provvedimento molto significativo – ha commentato la premier Meloni in un video sui social – che tocca una delle priorità che ci eravamo dati dall’inizio, cioè fare il possibile per ridurre il peso dellebollette su famiglie e imprese. E’ un decreto che avrà un impatto rilevante, e che garantirà risparmi e benefici diretti nell’ordine di oltre 5 miliardi di euro”. La premier ha fatto qualche esempio concreto dei risparmi attesi: “Un artigiano o un piccolo ristoratore avrà una riduzione media di oltre 500 euro l’anno sulla bolletta elettrica e di 200 su quella del gas. Per le piccole e medie imprese di maggiori dimensioni il beneficio stimato cresce fino a circa 9 mila euro l’anno per l’elettricità, 10 mila euro l’anno per il gas. Arriviamo poi alle imprese più grandi, che potranno arrivare ad un taglio di oltre 220 mila euro l’anno sul gas”.
Il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto, che ha presentato il Decreto bollette, ha commentato che con il provvedimento “interveniamo su una priorità assoluta: garantire energia a prezzi più bassi per famiglie e imprese, con risparmi effettivi”. Il ministro delle Imprese e del made in Italiy, Adolfo Urso, parla di “benefici concreti a oltre 4 milioni di imprese e 2 milioni e 700 mila famiglie”.
“Accogliamo con favore il decreto bollette varato dal Governo guidato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. È positivo che si intervenga con misure concrete a sostegno di famiglie e imprese, ma soprattutto che si inizi a delineare una visione più ampia e strutturale di politica industriale per il nostro Paese”, ha dichiarato in un comunicato il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini che chiede “contestualmente di “monitorare che queste misure non incidano sullo sviluppo del settore energetico italiano” e di aprire un confronto con l’Ue sui temi energetici. “Apprezziamo l’impegno del Governo per la riduzione degli oneri di sistema a carico degli artigiani e delle piccole imprese con risorse immediatamente disponibili”: è il primo commento di Confartigianato e Cna. In attesa di conoscere i dettagli del provvedimento, Confartigianato e Cna sottolineano che “è stata colta la nostra preoccupazione per gli alti costi energetici sopportati dai piccoli imprenditori e la sollecitazione a diminuire fin da quest’anno il peso iniquo che grava sulle loro bollette e ne compromette la competitività”.
“Critico, invece, il giudizio di Confartigianato e Cna – si legge in una nota – sul meccanismo di fuoriuscita volontaria dagli incentivi del Conto Energia con obbligo di repowering che si applicherà dal 2028 con extracosti per il sistema che si possono stimare in 3 miliardi circa in dieci anni.
Musumeci, dal Cdm oltre un miliardo per ciclone e Niscemi, Ciciliano commissario straordinario
Oltre un miliardo e cento milioni di euro – dopo i primi cento milioni già stanziati – per i danni del ciclone in Sicilia, Sardegna e Calabria e 150 milioni per la frana di Niscemi. Lo ha deliberato il Consiglio dei ministri, dopo la relazione del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci. A renderlo noto il ministro Musumeci. Saranno i presidenti delle tre Regioni colpite, in quanto commissari delegati, a disporre gli interventi necessari a sostegno delle famiglie e imprese colpite dalle violente mareggiate e dall’ondata di maltempo nelle aree interne e al ripristino delle infrastrutture danneggiate. Per la frana di Niscemi, si è invece deciso di seguire un percorso diverso, con la nomina di un commissario straordinario, nella persona del capo dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano che dovrà provvedere alla erogazione del contributo per una nuova casa alle famiglie che hanno dovuto abbandonare per sempre la loro e all’esecuzione dei lavori necessari sul versante franoso. Nel provvedimento sono anche previsti interventi per la sospensione dei termini in materia di tributi e contributi finanziari, semplificazioni in materia ambientale, sostegno al reddito dei lavoratori subordinati del settore privato e dei lavoratori autonomi. Previsto anche il sostegno in favore delle imprese esportatrici e delle attività produttive del settore turistico. Dal canto suo, “Arera ha disposto la sospensione per sei mesi del pagamento di bollette dei servizi essenziali a favore della popolazione colpita”.
Legacoop-Prometeia: Pil 2026 a +0,7% in linea con 2025, in frenata nel 2027 e 2028
Nonostante una forte instabilità geopolitica e livelli di incertezza ai massimi storici, nel 2025 la tenuta del ciclo economico mondiale è stata superiore alle attese e l’Italia, dai dati preliminari diffusi dall’Istat, ha registrato una crescita media annua dello 0.7%, restando però sotto la media dell’Area Euro, stimata all’1.5%. Il contesto resta comunque complesso, le prospettive fragili. Se nel 2026 la crescita del PIL dovrebbe confermare lo 0.7% dell’anno precedente, si delinea un rallentamento nel 2027 e nel 2028, quando il tasso di crescita è previsto attestarsi, rispettivamente, allo 0.6% e allo 0.5%, decisamente inferiori all’1% e sotto la media dell’Area Euro prevista all’1.1%. La domanda interna sostiene l’attività economica, specialmente con gli investimenti in costruzioni non residenziali legati al PNRR, e dai consumi. Consumi che, però, crescono lentamente: nel 2026, come nel 2025, sono previsti in crescita dello 0.8%, con una leggera flessione nel biennio successivo (+0.7% nel 2027, +0.6% nel 2028). Le famiglie restano infatti prudenti, privilegiando il risparmio (i giovani risparmiano di più per garantirsi pensione e copertura sanitaria), nonostante l’occupazione elevata, una crescita, pur lenta, dei salari (nel terzo trimestre 2025 le retribuzioni orarie reali restano comunque inferiori del 4.6% rispetto a quelle di fine 2019) ed un’inflazione contenuta anche se il “carrello della spesa” ha fatto registrare incrementi più consistenti. Attestatasi all’1.5% nel 2025, l’inflazione è attesa su valori in linea con l’obiettivo del 2.0% della BCE: + 1.6% nel 2026, + 2.1% nel 2027 e + 1.9% nel 2028. Sono alcune delle principali evidenze sulle prospettive dell’economia italiana per il triennio 2026-2028 contenute nel Rapporto annuale elaborato da Area Studi Legacoop in collaborazione con Prometeia.
“Ci troviamo in un quadro di sostanziale tenuta dell’economia italiana, ma anche di evidente fragilità in prospettiva”, sottolinea Simone Gamberini, presidente di Legacoop. “I dati del Rapporto Area Studi Legacoop–Prometeia -aggiunge- indicano con chiarezza che l’Italia rischia una fase di crescita debole e progressivamente in rallentamento, stabilmente al di sotto della media europea. Non siamo di fronte a una crisi, ma a una stagnazione strisciante che può diventare strutturale se non si interviene con decisione. Il PNRR si conferma decisivo: senza il suo contributo il Paese sarebbe fermo. Per questo chiediamo che l’ultima fase di attuazione sia gestita con la massima efficacia e che si apra fin d’ora una strategia di politica industriale e sociale capace di dare continuità agli investimenti, rafforzare il lavoro e sostenere i redditi, ancora penalizzati rispetto al periodo pre-pandemia. Pesano le tensioni internazionali e l’impatto dei dazi, così come un percorso di finanza pubblica che rischia di comprimere ulteriormente la crescita. Serve una linea chiara: più Europa, più investimenti produttivi, più attenzione alla coesione sociale. In questo contesto, il sistema cooperativo, dati anche i numeri consolidati nella fase post pandemia, è pronto a fare la propria parte, ma è necessario un quadro di politiche economiche che metta al centro sviluppo, lavoro e riduzione delle disuguaglianze. Senza una scelta netta in questa direzione, il rischio è quello di un Paese che galleggia, anziché crescere”.
Nel Rapporto si evidenzia come il PNRR rappresenti un fattore chiave per la crescita italiana, sostenendo in modo determinante il PIL ed evitando una fase di stagnazione. Nel 2025 l’attuazione ha accelerato, superando i 100 miliardi di spesa cumulata e beneficiando di una revisione del piano con minori vincoli operativi. Il picco di spesa è atteso nel 2026, con circa 44 miliardi di euro, ed un impatto sulla crescita del PIL reale pari allo 0.3%, che scendono a 41 miliardi nel biennio successivo (31 nel 2027 e 10 nel 2028) per il completamento di opere già avviate reso possibile dall’introduzione di determinati veicoli finanziari.
Sul fronte estero, permane ancora l’incertezza sugli effetti dei dazi USA, anche in attesa del verdetto della Corte Suprema sulla legittimità dei provvedimenti assunti facendo ricorso all’IEEPA (International Emergency Economic Powers Act). Allo stato attuale, l’aumento dei dazi USA comporta per l’Italia un impatto negativo sulla crescita del PIL pari a -0.3/-0.4 punti percentuali nel biennio 2026-2027. I dazi medi effettivi UE-USA passano da circa l’1.9% nel 2024 al 15.4% dopo gli accordi del 2025 (incremento di 13.5 punti). Peggioramento più marcato per l’Italia, in quanto si passa dal 2.2% del 2024 al 16.2% del dopo accordo, con un aumento di 14 punti percentuali. Sul piano della finanza pubblica, ricordando che la politica di bilancio è vincolata alla riduzione del disavanzo indicata dal Piano a medio termine, il Rapporto lo prevede più elevato rispetto alle stime ufficiali, ipotizzandolo al 2.8% nel 2027 (contro il 2.6%) e al 2.6% nel 2028 (contro il 2.3%), a motivo del ciclo elettorale, della spesa militare e per la transizione climatica, oltre che per un quadro macroeconomico meno favorevole.
Anche in uno scenario di aumento progressivo dell’avanzo primario, la riduzione del debito resta decisamente lenta. Nello scenario a politiche invariate, secondo le previsioni contenute nell’analisi di Area Studi Legacoop e Prometeia, il rapporto debito/PIL passa, infatti, dal 136.9% del 2025 al 138.2% nel 2026, per poi flettere al 137% nel 2027 e al 136% nel 2028. Inoltre, con il progressivo disinvestimento della BCE (73 miliardi nel 2025, altrettanti nel 2026 e poco meno anche negli anni 2027-2030) il totale dei titoli del debito pubblico che dovranno essere assorbiti dal settore privato è a livelli molto più alti rispetto alla storia, rappresentando il 7.5% del PIL nel 2026, il 6.0% nel 2027 e il 5.7% nel 2028.
Milleproroghe, Anci: accolta la richiesta di proroga delle “opere medie”
Anci esprime soddisfazione per l’approvazione, nelle commissioni riunite Affari costituzionali e Bilancio della Camera, di un emendamento dell’Associazione che proroga il termine di ultimazione lavori delle cosiddette opere medie dal 31 marzo 2026 al 30 settembre 2026. Si tratta, spiega l’associazione dei Comuni italiani, di una richiesta nata dall’esigenza manifestata da molti Comuni, soprattutto di piccole dimensioni, di avere più tempo per la chiusura dei lavori di opere importanti quali la messa in sicurezza di edifici scolastici, interventi per la riduzione del rischio idrogeologico dei territori, manutenzione straordinaria strade, ponti e infrastrutture. Nell’apprezzare e ringraziare dunque il Parlamento per l’attenzione prestata ad una richiesta molto importante, Anci auspica che si possa intervenire, anche in un prossimo provvedimento, su una revisione complessiva delle complesse e diverse scadenze previste in materia di aggiudicazione dei lavori di queste opere così strategiche, ed evitare la revoca di finanziamenti nel caso di mancato e incolpevole rispetto dei termini stessi.
Ddl su procedure autorizzazione paesaggistica, Ance: riforma segnale importante per una disciplina più equilibrata ma punti da rafforzare
La riforma delle procedure di autorizzazione paesaggistica torna al centro del dibattito istituzionale con il Disegno di legge n. 2606, che affronta uno dei nodi più critici dell’attività amministrativa in materia edilizia. Secondo ANCE, l’attenzione posta dal legislatore sulla necessità di una revisione sistematica delle procedure rappresenta un segnale importante, in quanto l’autorizzazione paesaggistica costituisce da tempo uno dei principali “colli di bottiglia” per cittadini e imprese. A sottolinearlo è stato il vicepresidente dell’Ance, Stefano Betti, in audizione ieri presso la Commissione Ambiente della Camera. Nonostante la rilevanza del bene paesaggio e la necessità di garantirne un’elevata tutela, il sistema attuale continua a generare rallentamenti significativi e, in alcuni casi, veri e propri blocchi delle iniziative edilizie private. Ciò avviene soprattutto nei numerosi ambiti soggetti a vincolo paesaggistico, dove interventi spesso necessari e compatibili con i valori tutelati si scontrano con iter complessi, frammentati e caratterizzati da tempistiche incerte. In questo contesto, il DDL 2606 – come approvato in prima lettura dal Senato – viene valutato come “un primo passo verso una disciplina più equilibrata, capace di coniugare la tutela del paesaggio con esigenze di semplificazione e di certezza procedimentale”. Particolarmente apprezzabile è la volontà di rafforzare il coordinamento tra la normativa paesaggistica e le principali leggi che regolano il procedimento amministrativo e l’attività edilizia. L’attuale mancanza di dialogo tra queste fonti normative, infatti, è all’origine di sovrapposizioni, duplicazioni e interpretazioni non uniformi che incidono negativamente sull’efficacia dell’azione amministrativa.
Di rilievo è anche l’attenzione al rapporto tra Stato e Regioni nella pianificazione paesaggistica. A oltre vent’anni dall’introduzione dell’obbligo di dotarsi di un Piano paesaggistico, solo un numero limitato di Regioni ha completato questo percorso. Le difficoltà legate alla co-pianificazione istituzionale, unite alla complessità degli adempimenti e alla scarsità di risorse, hanno prodotto tempi estremamente lunghi, come dimostrano casi in cui l’approvazione dei piani ha richiesto oltre un decennio. In questa prospettiva, il rafforzamento del coordinamento interistituzionale appare una condizione essenziale per rendere effettiva la pianificazione e ridurre l’incertezza applicativa. Il paesaggio, del resto, non è solo un bene da preservare, ma anche una risorsa strategica per lo sviluppo sostenibile, in grado di integrare dimensioni ambientali, culturali, sociali ed economiche in una visione di lungo periodo. Proprio per questo, secondo ANCE, è necessario intervenire sulle criticità strutturali del sistema, investendo su risorse finanziarie adeguate, sulla formazione del personale, sull’elaborazione di linee guida nazionali e sull’adozione di strumenti digitali condivisi per la gestione dei dati territoriali. Accanto agli elementi positivi, emergono tuttavia alcuni aspetti che potrebbero essere ulteriormente rafforzati. In particolare, viene segnalata l’opportunità di procedere a una revisione complessiva della disciplina sugli interventi esclusi o assoggettati ad autorizzazione paesaggistica semplificata, valorizzando le deleghe già previste dall’ordinamento. Per gli interventi di lieve entità, è considerata favorevole la scelta di attribuire la competenza autorizzatoria in via esclusiva a Regioni e Comuni delegati, ma si auspica una maggiore flessibilità nei criteri che subordinano tale competenza alla piena conformità dei piani urbanistici ai piani paesaggistici regionali, soprattutto alla luce del numero ancora limitato di questi ultimi. Ulteriori proposte riguardano l’allineamento della durata dell’autorizzazione paesaggistica ai termini di efficacia dei titoli edilizi, l’adozione di modulistica standardizzata, la completa digitalizzazione delle pratiche e la semplificazione dell’iter di approvazione dei piani urbanistici attuativi, al fine di eliminare passaggi duplicativi e ridurre il carico amministrativo. Infine, viene evidenziato come alcune soluzioni contenute in altri disegni di legge in discussione – in particolare quelle relative al silenzio-assenso in caso di inerzia della Soprintendenza e all’estensione delle ipotesi di sanatoria paesaggistica – potrebbero utilmente confluire in un quadro normativo più organico.
Porti, Confetra: serve una governance centrale forte e un sistema coordinato
“I porti sono un anello essenziale della catena logistica nazionale e rivestono un ruolo sempre più strategico. Tuttavia, l’assenza di un efficace coordinamento centrale ha alimentato negli anni una competizione dannosa tra gli scali, indebolendo la posizione dell’Italia nello scenario internazionale. Per uno sviluppo organico del sistema portuale è quindi necessario rafforzare la governance centrale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, attribuendogli chiari poteri di indirizzo, controllo e coordinamento”. È questa la posizione espressa da Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra – Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica, che anticipa i contenuti del documento comune sulla riforma portuale elaborato dal sistema confederale come primo contributo al disegno di legge di riforma approvato lo scorso dicembre dal Consiglio dei Ministri. Tra i temi centrali del documento, Confetra pone l’attenzione sulle relazioni tra la nuova Porti d’Italia S.p.A. e le Autorità di Sistema Portuale (AdSP). “È necessario un coordinamento efficace tra i soggetti coinvolti, evitando sovrapposizioni operative e appesantimenti procedurali” sottolinea De Ruvo, evidenziando il rischio di un’eccessiva concentrazione di poteri che potrebbe ridurre l’autonomia delle AdSP e la loro capacità di rispondere alle esigenze dei territori. Preoccupa inoltre la riduzione di funzioni e risorse in capo alle AdSP, legata al prelievo di canoni concessori e tasse portuali destinati a finanziare la nuova società, con possibili ricadute sulla qualità dei servizi e sugli oneri a carico delle imprese. Confetra indica inoltre come priorità l’obbligo per le AdSP di pubblicare la Carta dei Servizi,
definendo standard di qualità chiari e misurabili. “Uno strumento fondamentale – spiega De Ruvo – per monitorare e migliorare le performance operative dei porti, affrontando inefficienze e congestioni, anche alla luce delle nuove disposizioni sui tempi di attesa introdotte dal DL Infrastrutture”. In un contesto internazionale segnato da forti incertezze, Confetra ribadisce infine l’importanza di semplificazione e digitalizzazione dei porti, valorizzando la Piattaforma Logistica Nazionale come hub di interconnessione e garantendo lo sviluppo coordinato e interoperabile dei Port Community System. “Resta infine da affrontare il tema del reale coinvolgimento degli operatori portuali – conclude De Ruvo – che oggi hanno un ruolo solo consultivo. È necessaria una revisione dell’Organismo di partenariato della Risorsa Mare per assicurare una partecipazione più incisiva nelle fasi di pianificazione strategica, a partire dal Piano Regolatore Portuale e dal Piano Operativo Triennale”.
Aeroporti, Enac e Sea: lavori sulla pista 35L/17R di Malpensa, operatività ridotta e voli riprogrammati su Linate
La pista 35L/17R dell’Aeroporto di Milano Malpensa, sarà temporaneamente chiusa alle operazioni di volo nel periodo compreso tra il 16 marzo e il 9 maggio 2026, per consentire interventi di manutenzione straordinaria e innovazione tecnologica dell’infrastruttura. Durante il periodo dei lavori, che rientrano nell’ambito del programma di manutenzione delle infrastrutture aeroportuali, Milano Malpensa resterà regolarmente operativo grazie all’utilizzo della seconda pista, con una riduzione della capacità complessiva dello scalo. Lo rendono noto Enac e Sea che hanno messo in campo, in raccordo con ENAV, Assoclearance e i vettori, una serie di azioni volte ad assicurare il massimo impegno per una gestione coordinata delle attività, con l’obiettivo di minimizzare gli impatti sull’operatività e garantire la continuità del servizio nel rispetto dei più elevati standard di sicurezza. “La nostra priorità assoluta – ha dichiarato il presidente Enac Pierluigi Di Palma – è tutelare i passeggeri, nella consapevolezza che si tratta di lavori volti al miglioramento continuo delle infrastrutture e dei servizi. Garantiamo il diritto alla mobilità dei cittadini limitando al minimo i giorni di chiusura della pista e riprogrammando i voli su Linate: una soluzione concreta per azzerare i disagi e assicurare la continuità del servizio”.
“I lavori programmati su una delle piste di Milano Malpensa rientrano in un piano di investimenti strutturato per garantire nel tempo solidità infrastrutturale, sicurezza e affidabilità operativa dello scalo, rafforzandone la competitività” – ha dichiarato Armando Brunini, amministratore delegato di SEA Milan Airports. – “La pianificazione anticipata degli interventi permette di contenere al minimo l’impatto sull’utenza e di assicurare continuità operativa e qualità del servizio per i passeggeri del sistema aeroportuale milanese”. I lavori riguarderanno il rifacimento della pavimentazione della pista e delle superfici adibite al rullaggio degli aeromobili, nonché l’ammodernamento degli impianti tecnologici (AVL), previsti nel ciclo di vita delle infrastrutture e finalizzati a garantire nel tempo elevati standard di sicurezza e affidabilità operativa. È inoltre prevista la completa sostituzione dell’impianto di illuminazione, attraverso l’impiego di innovative lampade a LED e l’installazione di un nuovo sistema di monitoraggio delle luci. Gli interventi interesseranno anche parte delle vie di rullaggio, rendendo necessarie alcune modifiche alle consuete modalità di gestione della movimentazione a terra degli aeromobili. I lavori, eseguiti 7 giorni su 7 h24, rientrano nella pianificazione prevista dal ciclo di vita utile delle infrastrutture. Enac, su proposta del gestore, in via esclusivamente temporanea e limitatamente al periodo di chiusura della pista 35L di Malpensa, ha incrementato la capacità operativa dell’aeroporto di Milano Linate, al fine di consentire la temporanea riallocazione di una parte del traffico storico operato da Milano Malpensa. In particolare, la capacità dell’aeroporto di Milano Linate, fissata a 18 movimenti orari, è stata elevata fino a un massimo di 8 movimenti aggiuntivi/ora, solo per i
voli da/per destinazioni Schengen, operati con aeromobili narrow-body. Nell’ambito della nuova capacità temporanea, l’effettivo utilizzo, finora, è pari a 2 movimenti aggiuntivi all’ora, solo in alcune fasce orarie.
Emilia-Romagna, Mit: completato quadro esigenziale della SS12, nfrastruttura fondamentale per l’Appennino Modenese
Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in collaborazione con Anas ha completato il quadro di esigenzialità sul prolungamento della Strada Statale 12 già denominata Nuova Estense. Si tratta di una importante opera che l’Appennino Modenese attende ormai da più di quarant’anni: due i progetti, complementari l’uno all’altro, che prevedono sia il tratto di circonvallazione del centro abitato di Pavullo nel Frignano, che il tratto che collega la galleria di Strettara alla chiesetta di Pratolino. Di questo secondo tratto, il quadro esigenziale ha evidenziato come la realizzazione dell’infrastruttura avvicini in modo vitale ampie zone di appennino ai centri sedi di servizi primari e, al contempo, possa migliorare la viabilità a turisti ed aziende insediate tra i poli manifatturieri di Pievepelago, Lama Mocogno e Montecreto, divenuti nel tempo i primi presidi contro lo spopolamento di un’ampia zona montana del territorio modenese. Il lavoro di redazione del quadro esigenziale è stato completato in sinergia con il Comitato “La Via Maestra”, promotore del progetto di collegamento – che rappresenta una ulteriore connessione tra Emilia – Romagna e Toscana -seguito con grande attenzione dal Vicepresidente del Consiglio e Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.
Gse, il notaio Becchetti nominato presidente
Cambio al vertice del Gestore dei servizi energetici (Gse), l’ente pubblico che segue le direttive del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per promuovere lo sviluppo sostenibile dell’Italia, ovvero delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e della mobilità sostenibile. Il ministero dell’Economia e delle Finanze, azionista unico del Gse, ha nominato il notaio Alfredo Maria Becchetti consigliere di amministrazione della società, conferendogli l’incarico di presidente del board. Becchetti, che è stato coordinatore a Roma della Lega Salvini premier, subentra al dimissionario Paolo Arrigoni (anch’egli in quota Lega del quale è stato senatore), alla guida del Gse da marzo 2023 e che ha lasciato l’incarico il 27 gennaio scorso per motivi personali, a un anno dalla scadenza naturale. Becchetti resterà in carica proprio fino alla fine dell’attuale consiliatura, prevista con l’approvazione del Bilancio dell’esercizio 2026. Becchetti, 58 anni, lascia la presidenza di Infratel Italia, la società pubblica controllata al 100% da Invitalia – l’Agenzia nazionale per lo sviluppo che fa capo al ministero delle Imprese e del Made in Italy – responsabile della progettazione, realizzazione e manutenzione di reti in fibra ottica, per assicurare l’accesso a internet a banda larga e ultralarga, dunque colmare il divario digitale e favorire la diffusione di servizi di connettività avanzati su tutto il territorio nazionale.
Maire: Nextchem si aggiudica licensing e Process Design Package in Cina
Maire annuncia che Nextchem, attraverso la controllata CONSER, licensor di tecnologie per derivati chimici di alto valore e plastiche biodegradabili, si è aggiudicata un contratto di licensing e Process Design Package per l’implementazione delle proprie tecnologie proprietarie NX CONSER™ MAN e NX CONSER™ Duetto per la co‑produzione di dimetil succinato (DMS) e 1,4‑butandiolo (BDO) da parte di un primario operatore chimico statale in Cina. L’accordo riguarda la produzione integrata di BDO e DMS, abilitando applicazioni a valle quali il polibutilene succinato (PBS) e altri polimeri speciali, a supporto della transizione verso materiali bio‑based e circolari. Sono inoltre previsti successivi tender per la fornitura di catalizzatori e apparecchiature proprietarie. Le tecnologie adottate garantiscono livelli particolarmente elevati di efficienza di conversione e purezza del prodotto, consentono una riduzione del consumo di materie prime a beneficio della sostenibilità complessiva e offrono una perfetta integrazione con le unità a valle, permettendo configurazioni produttive flessibili e diversificate per i biopolimeri avanzati. Fabio Fritelli, Managing Director di NEXTCHEM, ha commentato: “Questo risultato testimonia la crescente fiducia del mercato nel nostro approccio innovativo, basato sulla combinazione di tecnologie complementari e su un’evoluta integrazione dei processi, in grado di garantire vantaggi competitivi in termini di costi, efficienza energetica e qualità del prodotto. Un traguardo che rafforza ulteriormente la nostra eccellenza tecnologica e la competitività nel settore delle bioplastiche in un mercato industriale di rilevanza strategica come la Cina”.
Edison: Monti, investiremo tra 1-1,5 mld anno per transizione energetica
‘Confermiamo il percorso di sviluppo strategico gia’ illustrato in occasione del nostro 140esimo anniversario nel 2023. Edison investira’ tra 1 e 1,5 miliardi di euro all’anno nei prossimi anni per sostenere la transizione energetica del Paese e raggiungere i propri obiettivi di sostenibilita’ a lungo termine’. Lo afferma l’ad di Edison, Nicola Monti, commentando i dati del 2025. ‘Il perimetro delle nostre attivita’ resta incentrato su tre pilastri: rinnovabili e sistemi di flessibilita’, sicurezza energetica, in particolare attraverso il Gnl e lo sviluppo dei green gas, e rafforzamento del portafoglio clienti e servizi B2C, B2B e B2G. Destineremo l’85% dei nostri investimenti a progetti pienamente allineati agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite’, ha aggiunto. Il gruppo Edison ha chiuso il 2025 con ricavi di vendita a 17,74 miliardi di euro, in aumento rispetto ai 15,4 miliardi dell’anno precedente, per effetto dell’incremento dello scenario prezzi e dei maggiori volumi venduti di energia elettrica (+26,2%), nonché della crescita dei volumi venduti di gas (+13,3%). Il margine operativo lordo (Ebitda) si attesta, in linea con le previsioni, a 1,3 miliardi da 1,7 miliardi del 2024, con le minori opportunità di ottimizzazione del portafoglio gas e dal calo della produzione rinnovabile, parzialmente compensata dal termoelettrico (+20%). Nell’esercizio 2025 le attività rinnovabili e l’area clienti e servizi hanno generato il 53% dell’Ebitda di Edison. L’utile netto si riduce a 240 milioni di euro rispetto ai 403 milioni di euro del 2024, principalmente in conseguenza del calo dell’Ebitda. L’indebitamento finanziario registra un saldo a credito di 219 milioni di euro. Nel corso del 2025 gli investimenti sono cresciuti complessivamente del 19%, con un focus marcato sulla crescita organica della capacità installata da fonti rinnovabili, settore in cui gli investimenti sono balzati di oltre il 90% con 200 Mw di cantieri conclusi, altri 250 Mw in costruzione al 31 dicembre 2025 e altri 500 Mw i cui lavori saranno avviati nel corso dei prossimi 18 mesi a seguito dell’aggiudicazione delle aste Fer-X.
Ansaldo Energia, nel 2025 depositati 13 nuovi brevetti
Nel 2025 Ansaldo Energia ha depositato 13 nuovi brevetti, portando il patrimonio complessivo a 1.954 brevetti attivi. Un risultato, spiega una nota, presentato oggi in occasione dell’Innovation Day 2026 dell’azienda e che ‘conferma la centralita’ dell’innovazione per il Gruppo, impegnato nello sviluppo di tecnologie a supporto della sicurezza e della transizione energetica’. L’evento e’ stato l’occasione per presentare i brevetti e le storie dietro il progresso tecnologico dell’azienda, ma anche i 30 progetti di innovazione di processo e di prodotto sviluppati dai dipendenti di tutte le sedi di Ansaldo Energia nel corso dell’ultimo anno.
Il nostro obiettivo nel 2030 e’ quello di arrivare a 4 Gigawatt nelle rinnovabili con un focus sull’eolico e sul fotovoltaico. Oggi abbiamo 2,2 gigawatt installati con 250 megawatt di cantieri gia’ aperti e 55 ancora da aprire’. Lo ha affermato l’ad di Edison, Nicola Monti, nel corso della conference call dei conti del 2025. Sul fronte idroelettrico ‘vogliamo continuare a operare e siamo molto impegnati sulle concessioni che sono gia’ tutte scadute. In questo senso abbiamo annunciato un accordo con la Regione Lombardia che potrebbe dare dei benefici anche agli utenti industriali. Un accordo che potrebbe essere replicabile in altre regioni. Vogliamo sviluppare l’idroelettrico anche nel sud Italia da dedicare agli accumuli elettrici. Abbiamo due progetti, uno in Basilicata e uno in Sicilia: stiamo cercando di costruire il quadro normativo adeguato per realizzarli’. Altro settore su cui punta Edison e’ quello dele batterie e il termoelettrico. Inoltre ‘vogliamo incrementare il Gnl per avere una maggiore flessibilita’ di destinazione e mantenere vivi i nostri rapporti con fornitori storici come Sonatrach e il Qatar. L’obiettivo e’ di inserire almeno un altro contratto in Lng da qui al 2030′. Infine sul fronte contratti l’obiettivo e’ arrivare a 4,5 mln al 2030′.
Deutsche Bahn: colpita da attacco di notevole portata
La compagnia ferroviaria tedesca Deutsche Bahn e’ stata colpita da un cyberattacco ‘di notevole portata’ che da ieri pomeriggio sta perturbando i sistemi informatici e di prenotazione dei biglietti ferroviari. Lo annuncia il gruppo in una nota. ‘La Deutsche Bahn e’ stata ed e’ tuttora esposta ad attacchi informatici’, ha indicato l’azienda, precisando che questi avvengono ‘a ondate’. Il gruppo ha dichiarato di aver subito quello che viene chiamato un DDoS, ovvero un ‘attacco distribuito di negazione del servizio’ contro i propri sistemi informatici, che consiste nell’inviare un numero molto elevato di richieste per sovraccaricarli. Riguardo ai possibili responsabili del cyberattacco, nessun commento arriva dal Ministero dell’Interno tedesco poiche’ l’indagine e’ ancora in fase preliminare. ‘Le nostre misure di difesa sono efficaci’, ha assicurato Deutsche Bahn, aggiungendo di essere in ‘stretto contatto con le autorita’ federali’.
Italgas e Terna tra i leader mondiali della sostenibilità nel Sustainability Yearbook 2026
Italgas e Terna si confermano tra le aziende leader a livello globale in ambito ESG, ottenendo il massimo riconoscimento (“Top 1%”) nel S&P Global Sustainability Yearbook 2026, la pubblicazione che raccoglie le imprese con le migliori performance di sostenibilità a livello mondiale. Entrambe le società sono state valutate nell’ambito del Corporate Sustainability Assessment 2025 (CSA), il processo di analisi ESG di S&P Global che quest’anno ha coinvolto oltre 9.200 aziende globali, di cui 848 selezionate per l’inclusione nel Yearbook. Per il settimo anno consecutivo, Italgas entra nel Sustainability Yearbook, confermando la propria posizione tra i migliori performer globali e assicurandosi la classificazione “Top 1% S&P Global CSA Score”. Il riconoscimento si aggiunge ad altri risultati ottenuti negli ultimi 12 mesi, tra cui: inclusione negli indici FTSE4Good, inserimento nella “A List” di CDP per il cambiamento climatico, rating “AA” di **MSCI ESG Ratings, rating “Low Risk” di Sustainalytics, che segnala una bassa esposizione a rischi finanziari materiali legati a fattori ESG. Terna ottiene per il nono anno il massimo livello di valutazione nel Sustainability Yearbook, con un punteggio di 90/100 nel CSA 2025, risultando la migliore a livello mondiale tra oltre 200 utility elettriche analizzate (media di settore: 42 punti). La valutazione di S&P Global si basa su criteri economici, ambientali e sociali che coprono tutte le dimensioni ESG: strategia climatica, governance, gestione del capitale umano, sicurezza sul lavoro, stakeholder engagement, diritti umani, gestione della supply chain e qualità della rendicontazione. Il risultato conferma il ruolo di Terna come abilitatore della transizione energetica, con un impegno concreto verso il target Net Zero al 2050 e con oltre il 99% degli investimenti considerati sostenibili secondo i criteri della Tassonomia Europea.
Venture Capital: nel 2025 chiuse 419 operazioni per 2,3 miliardi
La filiera del venture capital chiude il 2025 con 419 operazioni per un ammontare investito di oltre 2,3 miliardi di euro. Gli investimenti in startup italiane salgono a 1,6 miliardi (da 1,2 mld nel 2024) per 313 operazioni (da 270) tra initial e follow on, esclusi i business angel. Diminuisce invece l’ammontare investito in startup estere fondate da imprenditori italiani, che si attesa a quasi 600 milioni di euro su 32 operazioni (oltre 700 milioni in 30 round nel 2024). Sommando queste due componenti, il totale complessivo supera i 2,2 miliardi di euro (erano 1,9 miliardi l’anno precedente) con un bilancio annuale di 345 operazioni (initial e follow on), pari a una crescita del 15%, rispetto alle 300 operazioni del 2024. I soli business angel hanno investito 71 milioni in 72 round. E’ quanto emerge dal rapporto di ricerca 2025 del Venture Capital Monitor, realizzato dall’Osservatorio Venture Capital Monitor-VeM attivo presso Universita’ Liuc e Aifi. L’Ict resta il primo settore con il 40% degli investimenti e la Lombardia resta la Regione con il maggior numero di societa’ target (99) coprendo il 48% del mercato (da 36% nel 2024). Seguono Lazio (8%) e Piemonte (6%). Il totale degli investimenti in TT (Technology Transfer) nel 2025 e’ stato pari a 592 milioni di euro su 93 operazioni.
Nhood lancia in Italia eLeaseLoop che accelerare la commercializzazione degli spazi commerciali temporanei
Nhood, società internazionale specializzata nel commercial real estate e nella rigenerazione urbana, ha lanciato in Italia eLeaseLoop, la piattaforma digitale internazionale di intermediazione tra tenant e landlord pensata per innovare la gestione degli spazi commerciali temporary nelle gallerie. Grazie a un’interfaccia intuitiva e a una procedura di adesione lineare, eLeaseLoop propone un modello di gestione integrato ed efficiente, in grado di semplificare le attività di commercializzazione, negoziazione e amministrazione degli spazi temporanei. La piattaforma online, accessibile all’indirizzo www.eLeaseLoop.com/it, mette in contatto in modo semplice e veloce i proprietari di spazi commerciali e gli operatori interessati al loro uso. Attraverso il sito, i brand possono consultare le disponibilità, inviare una richiesta di utilizzo, firmare digitalmente il contratto di concessione e gestire i pagamenti all’interno di un ambiente unico e controllato. Nhood, ideatore della piattaforma, accompagna gli operatori lungo l’intero processo, dalla selezione dello spazio alla fatturazione, offrendo assistenza tecnica e facilitando l’incontro tra domanda e offerta per garantire un flusso operativo semplice e ordinato. “Dai brand tradizionali ai concept più innovativi, eLeaseLoop offre un catalogo diversificato di spazi e un approccio di retail as a service supportato da competenze specialistiche. Centralizzando e semplificando la gestione delle attività operative e amministrative legate allo specialty leasing, la piattaforma libera i proprietari da processi complessi, consentendo di risparmiare tempo e concentrarsi sulle leve strategiche del proprio business e sulla crescita del valore degli asset”, afferma Giancarlo Porcu, Head of Leasing & Specialty Leasing di Nhood in Italia. “eLeaseLoop rappresenta una leva strategica del modello commerciale di Nhood: una combinazione unica di tecnologia e competenza commerciale pensata per accelerare la monetizzazione degli spazi a breve termine e rendere più efficienti le operazioni sia per i proprietari sia per gli operatori. Grazie a un’interfaccia intuitiva e a un processo di adesione lineare, la piattaforma offre un modello di gestione integrato che semplifica le attività di commercializzazione, negoziazione e amministrazione dello specialty leasing”, commenta Daniel Lorenzo, International Head of Specialty Leasing & Marketing di Nhood e responsabile internazionale del progetto. Al suo ingresso in Italia, eLeaseLoop conta già oltre 3.000 insegne aderenti e più di 2.500 spazi commerciali disponibili nei centri commerciali in tutta Europa tra cui pop-up store, chioschi, food truck e aree eventi. Lanciata inizialmente in Spagna, eLeaseLoop ha già dimostrato il proprio impatto concreto sul mercato: oltre 2,5 milioni di euro di prenotazioni generate, più di 400 prenotazioni concluse, con un incremento del 20% delle attività di specialty leasing rispetto all’anno precedente. Risultati che confermano la capacità della piattaforma di generare valore reale per proprietari e operatori, favorendo una commercializzazione più rapida degli spazi temporanei, attraverso l’accesso al portafoglio internazionale di brand di Specialty Leasing di Nhood. Con eLeaseLoop anche l’AI entra al servizio dello specialty leasing. La piattaforma integra un servizio basato su intelligenza artificiale, operativo 24 ore su 24, in grado di rispondere autonomamente a richieste e necessità generali dei brand e dei proprietari. Addestrato su centinaia di FAQ e casi reali, il sistema migliora costantemente le proprie prestazioni e, in caso di tematiche sensibili o urgenti, trasferisce automaticamente la conversazione a un operatore umano. Nel solo primo mese di servizio, il chatbot ha risolto positivamente 8 casi su 10, con un tasso di risoluzione autonoma dell’81%. Questa combinazione di automazione e interfaccia intuitiva stabilisce un nuovo standard per il retail temporaneo, accelerando l’incontro tra domanda e offerta e ottimizzando i processi operativi. Lo sviluppo di eLeaseLoop proseguirà secondo una roadmap internazionale: dopo l’Italia, a febbraio è prevista l’apertura in Francia, seguita da Portogallo, Polonia e Romania, con l’obiettivo di estenderla entro l’estate a tutti i Mercati in cui Nhood è presente. Grazie alla rete internazionale di Nhood, la piattaforma punta infatti a diventare progressivamente il punto di riferimento per tutti gli operatori short-term attivi sul mercato.
Transizione green, a Treviso la roadmap del futuro sostenibile
Treviso, prima città vincitrice European Green Leaf 2025, accoglie il terzo importante momento di confronto sui temi della sostenibilità, della resilienza urbana e delle politiche europee per il clima. Il convegno “Transizione green – verso una roadmap sostenibile” promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Treviso, dal Rotary Club Treviso e dal Patto Europeo per il Clima, con il patrocinio della Città di Treviso, vuole parlare ai cittadini e offrire una visione chiara e operativa delle trasformazioni in atto, mettendo in dialogo istituzioni, mondo professionale, imprese e ricerca. “Il focus della giornata sarà pragmatico e orientato alle soluzioni, con un incontro al mattino rivolto alle scuole e un pomeriggio aperto alla cittadinanza – dice Arvea Marieni, Ambasciatrice e rotariana -. Nello spirito di servizio del Patto e dei service del Rotary, siamo impegnati a offrire un contributo professionale e competente, volto anche a depoliticizzare temi urgenti che sono al contempo industriali, economici, sociali, di competitività e di programmazione territoriale, a sostegno delle amministrazioni pubbliche”. L’appuntamento è per venerdì 20 febbraio 2026, presso l’Auditorium dei Musei Civici di Santa Caterina. L’evento, gratuito e aperto al pubblico. “Il 20 febbraio rappresenterà, quindi, non solo un momento di confronto, ma anche l’occasione ufficiale per annunciare il lancio di una prima attività pilota concreta di servizi qualificati, capacity building e formazione per i comuni italiani medi e piccoli, realizzata in collaborazione con la DG CLIMA attraverso il Segretariato Italiano del Patto Europeo per il Clima – continua l’ambasciatrice Arvea Marieni -. Si tratta di un pilota che auspichiamo possa essere co-disegnato fin dall’inizio con il più ampio coinvolgimento della Regione e degli stakeholder territoriali”. Al centro del dibattito: le strategie europee per la neutralità climatica, le sfide per i territori e le città, le opportunità della transizione ecologica e la condivisione di buone pratiche e progetti concreti Il programma prevede interventi di alto profilo da parte di esperti nazionali ed europei: rappresentanti del European Climate Pact, climatologi, ricercatori del CNR, docenti universitari, professionisti e imprese innovative affronteranno temi che spaziano dal cambiamento climatico e le sue implicazioni geopolitiche, alla pianificazione urbana per la resilienza, dalla mobilità elettrica ai nuovi modelli energetici e di business, fino all’integrazione delle Nature-Based Solutions nei processi di rigenerazione urbana.
Un appuntamento che si propone non solo come momento di approfondimento, ma come spazio di costruzione condivisa, capace di tradurre gli obiettivi europei in azioni concrete a livello locale, coinvolgendo professionisti, cittadini e decisori pubblici.
Piano Casa, Ferrante: grazie a programmi già finanziati, entro dicembre riqualificheremo 27.371 alloggi
Parco del Mare: nuovo incontro tematico sull’ambiente
Roma Capitale prosegue il percorso di confronto con il territorio dedicato al progetto “Parco del Mare”, finalizzato alla riqualificazione del litorale di Ostia. Dopo l’incontro pubblico di apertura e l’avvio dei tavoli di approfondimento, è convocata la seconda seduta del tavolo di approfondimento tematico dedicato all’ambiente. L’appuntamento si terrà lunedì 23 febbraio, dalle ore 15.00, presso la sede del Municipio Roma X in Largo Capelvenere 13, Acilia.
L’incontro mira a consolidare il dialogo tra l’amministrazione, i cittadini, i tecnici e le associazioni per raccogliere contributi e approfondire le soluzioni progettuali che interesseranno il nuovo volto del lungomare. L’ordine del giorno della seduta prevede la discussione delle seguenti tematiche:
* Resoconto della prima seduta del tavolo;
* Valutazioni ambientali in relazione alle specie selezionate e alle variazioni;
* Il nuovo paesaggio del frontemare;
* Soluzioni tecniche di gestione del verde.
L’obiettivo del processo partecipativo è garantire che le istanze territoriali siano valutate attentamente nelle successive scelte tecniche, accompagnando l’intero percorso di realizzazione dell’opera. Le attività sono coordinate dal Dipartimento Programmazione Urbanistica con il supporto della società in house Risorse per Roma, incaricata di facilitare il confronto e documentare gli esiti dei tavoli tematici.
Linea C Roma, partono i nuovi cantieri
Ieri mattina in Campidoglio, insieme al Sindaco, Roberto Gualtieri, alla Commissaria straordinaria di Governo per la Linea C della metropolitana di Roma, Maria Lucia Conti, e ai rappresentanti di Roma Metropolitane e della società Metro C, Contraente Generale dell’opera, abbiamo annunciato l’avvio dei cantieri, previsto per mercoledì 25 febbraio, per la realizzazione delle stazioni della Tratta T2 della Linea C oltre Piazza Venezia: Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel S. Angelo, Ottaviano e Mazzini. I cantieri per la realizzazione delle stazioni della Tratta T1, Auditorium e Farnesina, saranno avviati entro il mese di luglio 2026, non appena completata la verifica e approvato il relativo progetto esecutivo. Lavoriamo per chiudere i cantieri di tutte le nuove stazioni – Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel S. Angelo, Ottaviano, Mazzini, Auditorium, Farnesina –, che da programma dovrebbero finire nel 2037, con un anno di anticipo.
Complessivamente le opere della Linea C nelle tratte oltre Venezia hanno un valore di oltre 3,1 miliardi e allungano il tracciato di circa 7 km con 6 nuove stazioni. In particolare: la Tratta T2 fino a Mazzini si estende per 4 km e comprende 4 nuove stazioni, tra cui 2 archeo-stazioni (Chiesa Nuova e Piazza Pia/Castel S. Angelo); la Tratta T1 fino a Farnesina si sviluppa per 2,9 km e prevede la realizzazione di 2 nuove stazioni, Auditorium e Farnesina. I lavori procederanno in parallelo sulle 6 stazioni. La linea arriverà quindi a 31 stazioni complessive. Grazie all’alta capacità di trasporto della metropolitana pesante “driverless”, che arriverà a 24.000 passeggeri l’ora per senso di marcia, la Linea C porterà a Roma Capitale un notevole vantaggio ambientale, stimato in 310.000 tonnellate l’anno in meno di emissioni di CO2 dovute al traffico.
Insieme alla stazione Farnesina saranno realizzate anche le predisposizioni per garantire – senza dover interrompere il servizio – la realizzazione del futuro prolungamento della Linea C fino a Grottarossa (Tratta C2) nonché il possibile sfiocco verso Tor di Quinto (T1A). La stima complessiva dell’investimento di questo ulteriore intervento è di circa 2,5 miliardi di euro.
Mobilità attiva, presentata proposta di legge alla Camera
Marciapiedi più larghi, maggiore protagonismo dei comuni nella realizzazione delle città 30, un comitato interministeriale che segua l’andamento delle politiche, l’introduzione della gerarchia delle responsabilità quando si tratta di incidenti stradali. E, a questo proposito, un cambio lessicale non da poco: non più incidenti, ma scontri stradali.
Ieri mattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge che ha come prima firmataria l’onorevole Valentina Ghio, alla quale ha preso la parola anche il presidente FIAB Luigi Menna. La Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta è stata coinvolta nella stesura del testo, che inizia ora l’iter parlamentare e che come obiettivo ha quello di raccogliere un’adesione trasversale. “L’attenzione alla mobilità attiva è fondamentale – ha spiegato Menna in conferenza stampa – Bisogna rendere le città più vivibili e l’obbligo di costruire marciapiedi in maniera diversa la dice lunga sull’importanza che si vuole riconoscere alle persone. Ci sono tutti i presupposti, fondi compresi, per poter ottenere risultati interessanti”.
Di seguito i punti chiave che compongono il testo della proposta di legge: Modifica del Codice Civile con una nuova gerarchia delle responsabilità che mette in cima l’utente più forte, quello alla guida di mezzi a motore; Per quanto riguarda la sicurezza dei pedoni si rafforza il concetto di precedenza e si fa leva su attraversamenti che inducano gli automobilisti a rallentare; previsto poi il miglioramento dei marciapiedi come luogo di promozione della socialità; Sul fronte della sicurezza dei ciclisti è previsto l’obbligo del sorpasso a un metro e mezzo in qualsiasi condizione stradale; Nel testo la velocità delle auto da moderare viene intesa come un elemento fondamentale per migliorare la sicurezza e la vivibilità di città e quartieri; Rispetto ai mezzi pesanti è prevista la dotazione obbligatoria di adesivi per gli angoli ciechi; Protagonismo dei comuni perché non vengano ostacolati ma favoriti nella realizzazione di politiche di sicurezza stradale come le città 30; Introduzione di indicatori di monitoraggio a livello locale e istituzione del Comitato Interministeriale per le Politiche di Mobilità Attiva (CIPOMA).