Intelligenza artificiale agentica: tra occupazione, formazione e qualificazione

18 Feb 2026 di Angelo Ciribini

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Alcuni recenti studi, condotti da economisti dell’innovazione, negli Stati Uniti, hanno evidenziato come l’introduzione della Intelligenza Artificiale Generativa (o Generative AI) stia effettivamente causando un incremento significativo della produttività nei settori economici. (…)

In particolare, Erik Brynjolfsson se ne è occupato negli ultimi anni con alcuni contributi scientifici come: The Turing Trap: The Promise & Peril of Human-Like AI, Generative AI at Work, Canaries in the Coal Mine? Six Facts about the Recent Employment Effects of AI, A Research Agenda for the Economics of Transformative AI.

Questa rilevazione, di per se stessa positiva, si accompagna, però, alla possibilità che vi sia una riduzione di occupazione inerente alla fascia dei tirocinanti e dei praticanti: in altre parole, il raffreddamento delle assunzioni di livello di ingresso nei settori più esposti all’Intelligenza Artificiale potrebbe estendersi progressivamente.

Le recenti ricerche avevano, in precedenza, dimostrato che i benefici maggiori relativi al ricorso alla Intelligenza Artificiale erano incentrati sui lavoratori meno esperti e che gli esiti migliori che si possano attendere riguardano il potenziamento delle attività, mentre la sostituzione delle stesse potrebbe rivelarsi controproducente.

Del resto, già Scagliotti, Agrawal e Fischer in AI for the Built Environment: An Opportunity to Improve Safety, Efficiency, and Sustainability, avevano proposto diverse figure specifiche per far fronte alla innovazione occupazionale nel settore dell’ambiente costruito: observer, analyst, decision maker, action executor.

Naturalmente, la questione concerne, in prima istanza, società di consulenza, studi in cui operano commercialisti e giuristi, e così via, ma, secondariamente, il tema potrà estendersi al lavoro intellettuale del settore, nelle strutture di committenza, negli organismi professionali e nelle imprese di costruzioni.

In una recente indagine conoscitiva parlamentare sul rapporto tra Intelligenza Artificiale e mondo del lavoro 

Si tenga presente che queste considerazioni valgono, appunto, per l’Intelligenza Artificiale Generativa, ma l’avvento dell’Intelligenza Artificiale Agentica porrà il fenomeno sotto una luce ancora più impegnativa, poiché i Sistemi Agentici richiedono capacità elevata per la definizione degli obiettivi da parte dei soggetti umani e per la rettifica e la validazione degli esiti.

Tutto ciò significa probabilmente che, a medio termine, via via che l’Intelligenza Artificiale Generativa e quella Agentica si diffonderanno nel settore della costruzione e dell’immobiliare, non si daranno eventi di disoccupazione, ma potrebbero ridursi le assunzioni di neodiplomati e di neolaureati.

Oltre a questa potenziale condizione, occorre notare come la soluzione agentica potrebbe richiedere competenze disciplinari maggiori rispetto all’attualità.

È palese come le istituzioni formative, vale a dire gli atenei, le ITS academy e gli istituti dell’istruzione superiore, debbano ripensare la propria offerta formativa alla luce di questi scenari, nel senso di comprendere quale debba essere il livello del neodiplomato o del neolaureato e quali compiti esso debba espletare.

Un argomento collegato è quello attinente ai profili professionali, per cui UNINFO ha stilato la profilazione di alcune professionalità specifiche per l’Intelligenza Artificiale, certificabili ai sensi di una legge nazionale.

Di là della loro presenza, le attività di prompting e di tasking esigeranno, piuttosto, saperi delle proprie discipline sempre maggiori, al fine di conservare la centralità dell’essere umano nel contesto della mediazione e dell’interazione con intelligenze aliene.

Che cosa, ad esempio, l’Intelligenza Artificiale Generativa e, soprattutto, l’Intelligenza Artificiale Agentica potrebbe svolgere al posto del livello di ingresso presso le committenze, gli studi e le imprese? 

Esse sono le seguenti attività:

  • Gestione procedurale: estrazione e organizzazione di informazioni dai progetti, analisi delle normative e della documentazione tecnica, compilazione della modulistica, gestione di pratiche amministrative, analisi di mercato per materiali e tecnologie, svolgimento della ricerca normativa e giurisprudenziale, verifica della completezza documentale, sorveglianza continua delle scadenze, degli obblighi, degli aggiornamenti normativi, generazione delle notifiche automatiche;
  • Gare e offerte: estrazione di requisiti, svolgimento di analisi di prezzari, redazione di bozze tecniche, svolgimento di controlli di coerenza con capitolati speciali, presenza di agenti artificiali che orchestrano fonti e vincoli e che chiedono chiarimenti, esecuzione di confronti tabellari tra offerte;
  • Progettazione: generazione automatica di elaborati CAD e di modelli informativi a partire da specifiche scritte, disponibilità di assistenti per analisi preliminari dei conflitti, per controlli di conformità normativi, generazione di varianti e di rapporti, presenza di agenti artificiali che coordinano discipline, creazione di render e visualizzazioni 3D per presentazioni ai clienti;
  • Pianificazione e programmazione dei lavori: generazione automatica di cronoprogrammi e planning di cantiere, monitoraggio avanzamento lavori tramite analisi di foto/video, aggiornamento dei cronoprogrammi, simulazioni di scenari, rilevazione di ritardi da giornali di cantiere, presenza di agenti artificiali che monitorano vincoli e che propongono recovery plan;
  • Controllo dei costi: analisi dei costi e comparazione con database storici, analisi di stime e di scostamenti, riconciliazione dei SAL, controllo della quantità, presenza di agenti artificiali che incrociano contabilità, ordini, avanzamenti e che segnalano anomalie;
  • Gestione della catena di fornitura: confronto tra le offerte dei fornitori, risk scoring delle consegne, tracciamento dei materiali, presenza di agenti artificiali che gestiscono solleciti, alternative e compatibilità tecniche;
  • Gestione della salute e della sicurezza: compilazione e aggiornamento di PSC e di POS, analisi dei near-miss, gestione dei toolbox talk personalizzati, generazione di alert su rischi ricorrenti;
  • Controllo della Qualità: redazione di check-list digitali, gestione di non conformità, gestione della tracciabilità delle prove, presenza degli agenti artificiali che gestiscono le risoluzioni di non conformità;
  • Gestione documentale e contrattuale: gestione delle varianti e delle riserve: analisi dei precedenti presenza degli agenti artificiali che tengono memoria di scadenze e impatti.

Sono solo le attività ripetitive, a basso contenuto decisionale e ad alto contenuto procedurale a essere coinvolte?

La Intelligenza Artificiale Generativa potrebbe, in taluni casi, ridurre il carico operativo del 50–80% su attività ripetitive, ma l’Intelligenza Artificiale Agentica esegue processi, interagisce con sistemi, monitora, verifica, prende iniziative entro predefiniti vincoli.

Di conseguenza, si dovrebbe affermare che il livello di ingresso per i soggetti umani nel mondo del lavoro abilitato dall’Intelligenza Artificiale debba avere a che fare con la capacità di supervisione degli agenti artificiali e di coordinamento di sistemi intelligenti, con conseguenti difficoltà di operare con continuità sulla supervisione.

Si potrebbe, pertanto, immaginare una ripartizione delle responsabilità tra gli attori, umani e artificiali, di questo genere.

Quali conclusioni? Gli istituti di istruzione della media superiore, le its academy e gli atenei dovrebbero ragionare sinergicamente sulle competenze minime necessarie a far fronte a questo scenario in gran parte inedito, mentre le rappresentanze dovrebbero riflettere sulle modalità con cui introdurre efficacemente le soluzioni predette, senza perderne il controllo, tanto più che queste competenze, disciplinari, divengono più intense.

Paradossalmente, non si tratta tanto di formare orizzontalmente i giovani diplomati e laureati sull’Intelligenza Artificiale quanto, invece, sulla propria disciplina e sul modo di interagire con i sistemi artificiali.

Parimenti, occorre comprendere, oltre il livello elementare di ingresso al mercato, in che misura al settore servano competenze specificamente dedicate all’Intelligenza Artificiale, competenze ibride e competenze disciplinari relative al settore della costruzione.

In conclusione, le competenze di ingresso riguarderanno principalmente ruoli di orchestrazione, che implicano una proattività del soggetto umano nel tasking e nella validazione, mentre le competenze avanzate esigeranno profili cognitivi elevati ad alta responsabilità.

Se, perciò, per paradosso, l’Intelligenza Artificiale dovrà risolversi in augmentation sarà indispensabile che i soggetti umani abbandonino l’idea della supplenza per abbracciare quella della maggiore competenza rispetto all’attualità.

Ecco perché sarebbe un grave errore nutrire aspettative semplicistiche sulla produttività intesa come riduzione delle risorse umane.

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