CITTA' IN SCENA A SAVONA / 1

Cuneo, la ex Montezemolo diventa bosco urbano

18 Feb 2026 di Nicola Pini

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Cuneo, la ex Montezemolo diventa bosco urbano

La città di Cuneo allarga la sua dotazione di verde pubblico e di spazi per la socialità con la riqualificazione dell’ex Caserma Montezemolo, che diventerà un parco urbano attrezzato chiudendo una lunga stagione di inutilizzo e di abbandono. Proprio ieri il Comune della città piemontese ha comunicato il nome della nuova area pubblica, scelto con sondaggio tra un migliaio di cittadini. Il “BUM”, Bosco Urbano Montezemolo – questa la denominazione vincente – è un sito di circa 30mila metri quadrati all’interno del nucleo cittadino e a circa due chilometri di distanza dal centro storico.  Il progetto di rigenerazione urbana è in fase di attuazione e risponde a una serie di obiettivi: rendere l’area fruibile nella quotidianità dei cittadini, collegare la parte est ed ovest della città, creare uno spazio per ospitare eventi ed iniziative che potranno attrarre anche i turisti, valorizzare il verde e recuperare l’edificio posto su Corso Francia per far nascere un nuovo spazio aggregativo. Il risultato, assicura l’amministrazione di Cuneo, sarà una nuova area verde in cui saranno possibili attività diverse, un’infrastruttura capace di integrare elementi naturali, valori storici e funzioni sociali, restituendo alla collettività un ambito per lungo tempo escluso dalla libera fruizione cittadina. Il nuovo sito è affiancato al Parco Parri, area pubblica a sua volta riqualificata e inaugurata nel 2022 grazie ai fondi del Piano periferie. Le due superfici hanno caratteristiche diverse ma con i loro 10 ettari di territorio complessivo rafforzano in continuità funzionale il sistema ecologico urbano cuneese.

“I lavori alla ex Montezemolo sono partiti circa un anno fa ed è previsto si concludano a dicembre 26”, racconta l’assessore all’Urbanistica Alessandro Spedale, che ha presentato il progetto – insieme all’assessora a Turismo e Manifestazioni Sara Tomatis – nel corso di “Città in Scena”, l’evento a cura di Ance e Mecenate 90 dedicato alla rigenerazione urbana che ha fatto tappa a Savona la settimana scorsa.

Il sito era stato ceduto dal Demanio militare al Comune di Cuneo nel 2017. Il risanamento è stato avviato con la partecipazione a un bando regionale di Agenda Urbana, che ha permesso alla città di intercettare dai fondi europei Fers gli oltre 5 milioni di euro necessari per la realizzazione.

L’area interessata dal nuovo parco è in realtà solo una parte della ex caserma Montezemolo. Il resto, dove c’era tra l’altro il poligono di tiro, è ancora di proprietà militare e il Comune di Cuneo non dispera, prima o poi, di poterlo mettere a sua volta a disposizione della città. “Una seconda porzione del sito stava per essere ceduta poi la cosa si è fermata ma potrebbe ripartire in un futuro”, spiega Spedale.

Il progetto architettonico e paesaggistico in corso di attuazione porta la firma di Politecnica e Paisà Architettura del Paesaggio, i lavori sono affidati alle imprese Massucco e Balaclava, mentre la società Paysage ha curato la comunicazione e il sito internet dedicato. L’intervento prevede il recupero degli alberi storici esistenti e l’introduzione di nuove specie autoctone, circa 100 nuove alberature, con un incremento della biodiversità e alla creazione di un ecosistema più resiliente. Ci sarà un viale alberato, un’area boschiva e una radura. Saranno allargate le aree verdi permeabili, compresi gli 8 mila metri quadrati (sugli oltre 30mila complessivi) destinati all’area eventi all’aperto. Previsti spazi dedicati al gioco, al tempo libero e alla pratica sportiva. E nuovi percorsi ciclo-pedonali per favorire la mobilità sostenibile e la ricucitura urbana tra i quartieri. La struttura sarà quindi ad accesso libero, senza recinzioni.

Centrale nel ridisegno e rifunzionalizzazione dell’area sarà il recupero strutturale, architettonico ed impiantistico-energetico dell’edificio dismesso affacciato su corso Francia, candidato a  diventare un nuovo punto di riferimento per la comunità locale e per i visitatori.  Con una superficie coperta di  760 metri quadrati su piano terra  la struttura, si spiega, “accoglierà funzioni integrate, tra cui un info-point dedicato alla promozione del territorio montano e dell’offerta turistica, con particolare attenzione alla dimensione naturalistica, uno spazio espositivo ed educativo finalizzato alla valorizzazione e alla trasmissione del patrimonio storico-culturale locale, nonché un’area ristoro concepita come luogo di sosta e relax”.
La ristrutturazione prevede una facciata vetrata per dare luminosità e trasparenza e comunicare un’immagine di apertura e accessibilità tra interno ed esterno. La copertura è caratterizzata da un profilo articolato a falde multiple che vuole esprimere un valore identitario attraverso linee ispirate ai profili montani, puntando a consolidare il senso di appartenenza e la riconoscibilità dell’intervento.

L’amministrazione sta valutando le modalità di gestione del sito.  “Non sarà una gestione diretta del Comune – anticipa l’assessore – Nei prossimi mesi faremo un bando per affidare la struttura che immaginiamo come un hub multifunzionale che possa dare risposte a esigenze diverse. Stiamo valutando la modalità migliore di concessione dell’area per dare un’unicità alla gestione ed evitare di mettere troppi paletti e vincoli. Vogliamo scegliere un percorso durevole e soprattutto sostenibile, un aspetto, questo, spesso problematico. Ci sarà una zona per somministrazione e ristoro mentre la parte restante vorremmo fosse usata in modo molto flessibile, con la possibilità di utilizzare gli ambienti in modo modulare consentendo così anche più attività in contemporanea e una fruizione degli spazi tarato sulle specifiche attività”.

Per quanto riguarda le attività da svolgere “daremo dei macrocontorni lasciando la possibilità a chi partecipa al bando di portare idee più specifiche. L’idea è quella di una destinazione di natura sociale nel senso più ampio del termine con l’obiettivo di unire le persone di essere punto di aggregazione per giovani, studenti, anziani e famiglie, un luogo dove si possano fare specifiche attività, meeting, riunioni ed eventi, o magari solo fermarsi a studiare”.

Il percorso di riqualificazione della ex Montezemolo, racconta ancora l’assessore, “non ha seguito una vera e propria progettazione partecipata con la cittadinanza ma è stata oggetto di una campagna informativa costante, abbiamo cercato di andare il più possibile nella direzione di rendere l’area permeabile, un’esigenza molto sentita, e abbiamo coinvolto i cittadini nella scelta del nome”.

Da caserma a parco senza disperdere la memoria del luogo. Per questo il “BUM” conserverà nella sua denominazione estesa l’intitolazione a Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, l’ufficiale dell’esercito Italiano di origine cuneese divenuto poi esponente di primo piano della Resistenza e trucidato alle Fosse Ardeatine. L’identità storica del sito sarà valorizzata anche con la conservazione della garitta della sentinella e delle lapidi commemorative presenti nell’ex sito militare.

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