IL RECEPIMENTO ENTRO MAGGIO

Epbd, Foti smentisce i ritardi: “Già raggiunto il primo target al 16%, dal Pnrr facilities per 1,7 mld”

All’evento di presentazione del Sim, sistema integrato di monitoraggio e previsione del Mase contro i rischi ambientali e climatici, il ministro per il Pnrr (in foto) si è detto tranquillo anche sul raggiungimento degli altri step per efficientare gli edifici. “Con i fondi coesione abbiamo lavorato con le Regioni, sta a loro decidere come intervenire”. Pichetto vago sul recepimento.

12 Feb 2026 di Mauro Giansante

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Epbd, Foti smentisce i ritardi: “Già raggiunto il primo target al 16%, dal Pnrr facilities per 1,7 mld”

Tommaso Foti, ministro per il Pnrr

“Sul primo step del 16% noi ci siamo, occorrono poi i decreti attuativi per arrivare al secondo step ma l’obiettivo non è gigantesco da raggiungere”. Il ministro Pnrr, Tommaso Foti, si dice tranquillo sul percorso italiano di attuazione delle regole europee sull’efficientamento degli edifici. Regole contenute nella famosa direttiva Epbd. “Parlano i dati”, ha detto ieri a Diario Diac, poco prima dell’evento del Ministero dell’Ambiente presso la sede di Confindustria per presentare il sistema digitale Sim per il monitoraggio e la previsione contro i rischi ambientali e climatici. “D’altronde, le nuove abitazioni sono già green. Noi, con il Pnrr abbiamo stanziato 1,7 miliardi di facilities, che quindi potranno andare oltre il 30 giugno 2026, per adeguare ambientalmente le case popolari (oggi Erp ed Ers). Ma non solo, con la Coesione abbiamo fatto un discorso con le Regioni: decideranno loro se intervenire e come sull’efficientamento e le nuove case. Ognuna – ha concluso – ha una situazione diversa, così come i Comuni e altri enti”. 

Molto più vago sulla situazione è rimasto, invece, il ministro Pichetto Fratin, titolare del Mase. Che, sempre ai nostri microfoni, ha semplicemente ribadito che “dobbiamo recepire la direttiva entro maggio, stiamo valutando sullo stato 2020 e i target Ue 2030-2050. Terminata la fase di studio vanno previste azioni e recepimento”. Tutto noto. E tutto fermo, come aveva ribadito due settimane fa al convegno Pd di Milano sull’energia (ne avevamo scritto qui) il vicepresidente Ance Piero Petrucco: “La direttiva Epbd è completamente uscita dall’agenda politica, non è stato fatto nulla di quanto era in programma. Eppure, questo tema si incrocia col piano affordable housing dell’Ue. Sono intrecciati”.

Inoltre, se è vero che il target del 16% è stato raggiunto, va specificato che è solo grazie al superbonus 110% (misura non proprio simpatica al governo in carica) che è stato possibile accumulare parecchio risparmio energetico edilizio. Parlano i dati Enea.

Dall’altro lato, tornato sul fronte dei territori, proprio ieri il Tribunale Regionale di Giustizia Amministrativa di Bolzano ha annullato il regolamento provinciale in materia di prestazione energetica degli edifici, rilevando significative violazioni dei principi stabiliti dalla Direttiva Epbd in corso di recepimento (c.d. “Case Green”), nonché profili di irragionevolezza, sproporzione e carenza di istruttoria. La sentenza sottolinea, ad esempio, che il teleriscaldamento “non è presente nella maggior parte del territorio… e, ove presente, non costituisce una scelta tecnicamente percorribile”. E che il vincolo di coprire il 30% del fabbisogno energetico con fonti rinnovabili non sia realizzabile, dal momento che “non è in concreto disponibile agevolmente nei condomini esistenti né l’opzione fotovoltaico né quella della caldaia a pellets”. Quanto alle pompe di calore elettriche, innalzate dal legislatore provinciale a tecnologia sostitutiva di default per le caldaie a gas, il Tribunale ha rilevato che l’installazione è ostacolata dai “notevoli spazi richiesti” e da “costi mediamente tre volte superiori a quelli di una caldaia a condensazione”. Infine, sul principio di neutralità tecnologica, “pur non essendo codificato come regola generale vincolante (…) costituisce un criterio interpretativo desumibile dal diritto dell’Unione europeo e dalla giurisprudenza”. “Auspichiamo che queste riflessioni – ha commentato il Presidente Proxigas Pier Lorenzo Dell’Orco – possano costituire un riferimento anche per le Istituzioni chiamate a recepire la Direttiva Epbd affinché possa essere definito un percorso efficace che, partendo dal nostro contesto nazionale, offra ai consumatori soluzioni tecnicamente fattibili ed economicamente accessibili”. Anche per Giuseppe Lorubio, numero uno di Assotermica, serve “una transizione energetica che poggi su solide basi tecnico-economiche invece che su facili prese di posizione di matrice ideologica”.

In tutto ciò, ieri la cornice di queste dichiarazioni è stata, come detto, la presentazione del Sim – Sistema integrato di monitoraggio e previsione. La piattaforma del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per prevenire e gestire i rischi ambientali e climatici. Sviluppato da Leonardo e Dxc con oltre 30 aziende specializzate, si tratta di una piattaforma nazionale, unica in Europa, all’avanguardia per l’apparato tecnologico e che sarà utilizzata per la prevenzione e il monitoraggio dell’instabilità idrogeologica, la gestione delle emergenze a supporto della protezione civile, l’agricoltura della precisione, il monitoraggio dell’inquinamento marino e litorale, l’individuazione degli illeciti ambientali e il monitoraggio degli incendi sul territorio nazionale. E’ stata finanziata dal Pnrr con un budget complessivo di 500 milioni e sarà al servizio di Ministeri, Regioni, amministrazioni pubbliche, Forze dell’Ordine e Protezione Civile, tramite l’utilizzo di un’infrastruttura tecnologica all’avanguardia, intelligenza artificiale e supercalcolo di dati provenienti da Enti centrali, Regioni, Forze dell’Ordine, oltre 40 amministrazioni e più di tremila datasource. Tra le voci principali di investimento, ha spiegato il Mase, circa 250 milioni sono destinati al potenziamento delle reti di monitoraggio e delle dotazioni, 35 milioni per il rilievo lidar e gravimetrico nazionale, 35 milioni per la lotta attiva agli incendi e 180 milioni alla progettazione, allo sviluppo applicativo e alle infrastrutture digitali. 

Sempre rispondendo alle domande di Diario Diac, invece, il ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida ha ribadito sul fronte delle aree idonee per le rinnovabili che “il nostro ministero è riuscito a promuovere la produzione di energia solare, che è stata quadruplicata” ma “abbiamo chiesto di non sacrificare terreno agricolo”. L’Italia – ha aggiunto il ministro – “è una nazione piccola, abbiamo pochi milioni da coltivare e non ne possiamo sprecare nessuno, quindi abbiamo chiesto alle imprese di non speculare ma di valorizzare questo tipo di esperienza”. Interpellato da altri cronisti, invece, Foti ha ribadito che sull’idroelettrico il governo non si smuove sulla famosa quarta via per le concessioni: “Noi non vogliamo stravolgere le regole ma ci pare opportuno fare questa riflessione: se si deve andare a gara sull’idroelettrico questo non può essere una limitazione che riguarda soltanto l’Italia ma per un principio di pari trattamento, di par condicio deve riguardare tutta l’Europa”. Mentre Pichetto Fratin ha annunciato, incalzato, che il Dl Energia sbarcherà in Cdm la prossima settimana. Sarà la volta buona?

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