LA RICERCA DI EY
I dazi e le tensioni internazionali cambiano il volto delle aziende ma in Italia solo il 5% ha una strategia con l’IA e le nuove tecnologie
Le aziende sono in trasformazione e nei loro processi tengono d’occhio l’impatto dei dazi e delle tensioni geopolitiche sempre più all’ordine del giorno in tante regioni internazionali. Nelle nuove strategie stanno entrando sempre più le nuove tecnologie, su tutte l’intelligenza artificiale e la gestione dei dati, ma per automatizzare i nuovi processi serve fiducia nei propri mezzi, intesi come tecnici e come risorse umane. E se per il discorso contestuale le imprese italiane appaiono in primo piano, sul fronte dell’adattamento tecnologico lo sono molto meno.
Alcuni numeri per fotografare lo stato di queste cose arrivano dalla ricerca di Ey sulle Tax & Finance Operations. Concentrata soprattutto sulla trasformazione dei comparti fiscali e finanziari, dall’analisi emerge che l’88% delle aziende italiane sta apportando cambiamenti significativi alle proprie operation per effetto delle tensioni geopolitiche, rispetto all’81% globale e in forte crescita rispetto all’anno precedente (63%). Inoltre, nei prossimi due anni la tendenza è destinata a rafforzarsi. Di contro, se quasi nove aziende su dieci (l’88%) considera dati, intelligenza artificiale e tecnologia come priorità assoluta per la funzione fiscale e finanziaria, superando la media globale (86%), soltanto in poche si sentono pronte all’uso di questi strumenti. Manca la strategia, per il 64% delle aziende nostrane. E soltanto il 5% dichiara un elevato livello di fiducia nella propria strategia tecnologica, a fronte del 17% registrato a livello globale.
In particolare, spiega Ey, l’intelligenza artificiale incide soprattutto sulla gestione dati, sull’automazione dei processi e sugli analytics avanzati. Eppure, oltre la metà delle realtà sondate (il 54%) delle aziende italiane si considera poco o per nulla preparato a sviluppare e implementare agenti Ai nelle funzioni fiscali e finanziarie (contro il 61% registrato a livello globale). Sui dati, poi, c’è un tema di qualità e qui, nel focus legato ai comparti fiscali-finanziari delle aziende, Ey rileva che solo il 16% dei responsabili fiscali si dichiara molto sicuro nella gestione dei dati e il 38% ritiene che la propria strategia sia allineata a quella aziendale complessiva.
Venendo, invece, al discorso del capitale umano il 70% delle imprese sta investendo in programmi di formazione interna e nell’assunzione di nuovi talenti con competenze innovative, in aumento rispetto all’anno precedente. Ma a spaventare è la riduzione dei nuovi ingressi. “Investire su upskilling, co-sourcing e partnership innovative sarà fondamentale per rafforzare la competitività e la resilienza delle imprese italiane nei prossimi anni”, spiega Marta Pensotti Bruni, Partner e Lead Managed Services Tax Ey Italia. “Le aziende hanno bisogno di professionisti capaci di integrare competenze tecniche, visione strategica e padronanza delle tecnologie emergenti”. Altra strada non c’è per dare nuovo volto alle aziende.