IL DL INFRASTRUTTURE

Ponte sullo Stretto, il Governo corregge la rotta e ‘blinda’ l’opera per arrivare a una nuova delibera del Cipess

Il Dl affida la regia al Mit e traccia il percorso che dovrà portare alla nuova delibera del Cipess sanando le violazioni riscontrate dalla Corte dei Conti. Controlli preventivi da parte della magistratura contabile, aggiornamento del Pef, parere dell’Art sui pedaggi, misure per la piena applicazione della direttiva europea Habitat: così il Governo fa ripartire l’iter

 

 

06 Feb 2026 di Maria Cristina Carlini

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Ponte sullo Stretto, il Governo corregge la rotta e ‘blinda’ l’opera per arrivare a una nuova delibera del Cipess

MATTEO SALVINI MINISTRO INFRASTRUTTURE

Si riparte. Il governo prova a rimettere in carreggiata il Ponte sullo Stretto dopo la pesante bocciatura della Corte dei Conti, arrivata a fine ottobre. Non ci sarà una nuova gara ma proprio per ottemperare ai rilievi mossi dalla magistratura contabile, l’articolo 1 del Dl Infrastrutture in materia di disposizioni urgenti sulla prosecuzione dell’iter approvativo del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, traccia la nuova rotta per sanare le violazioni riscontrate E’ un percorso complesso e articolato quello che si snoda nei sei commi del provvedimento,  che Diario Diac ha preso in visione. Ci sono alcuni capisaldi sui quali poggia il nuovo impianto che si possono sintetizzare in una ‘blindatura’  procedurale e contabile con tutti gli atti decisivi (accordo di programma, delibera CIPESS, atto aggiuntivo) che passano dal controllo preventivo della Corte dei conti, chiudendo i rilievi di legittimità; una revisione tecnico-finanziaria con l’aggiornamento del PEF aggiornato con coperture certe, validato da ART (pedaggi), NARS e Consiglio superiore dei lavori pubblici per i profili tecnici più complessi del progetto; le misure per l’applicazione piena della Direttiva Habitat, con valutazione delle alternative, dichiarazione dei motivi imperativi di interesse pubblico e dialogo strutturato con la Commissione UE.

Ma ecco, più nel dettaglio, cosa prevedono le nuove norme. Il Mit – come si legge nel primo comma dell’articolo – è chiamato a svolgere una serie di adempimenti necessari “a sottoporre al controllo di legittimità della competente sezione della Corte dei Conti l’accordo di programma” e “a svolgere, in raccordo con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con le altre amministrazioni competenti gli adempimenti istruttori propedeutici all’adozione di una nuova delibera Cipess”. E questo attraverso l’aggiornamento del piano economico-finanziario della società concessionaria anche al fine di recepire le variazioni alle autorizzazioni di spesa per la realizzazione dell’opera disposte dall’ultima legge di bilancio; l’acquisizione del parere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti sulle tariffe di pedaggio (l’esclusione dell’Art era stata censurata dalla Corte dei Conti), definite nel nuovo piano economico-finanziario della società concessionaria; la sottoposizione del progetto al Consiglio superiore dei Lavori Pubblici per un parere mirato sui profili tecnici più complessi.

Altro punto cruciale  è l’ottemperanza alla direttiva europea Habitat. Su questo versante,  il Mit dovrà svolgere, in raccordo con la Presidenza del Consiglio e le altre amministrazioni, gli adempimenti istruttori sull’articolo 6 che consente l’opera solo se ci sono motivi imperativi di interesse pubblico. Il Dl fissa tre passaggi. Il primo: Il Ministero dell’Ambiente deve svolgere una ricognizione formale delle valutazioni ambientali, dell’incidenza sui siti Natura e anche sulle alternative, inclusa la “non realizzazione”. Il secondo: è prevista una delibera del Mit per l’individuazione delle conseguenze sulla salute umana e sulla sicurezza pubblica confrontando l’opera con le alternative, compreso il non fare nulla. Il terzo: la delibera del Consiglio dei ministri. Sulla base delle delibere di Mase e Mit, viene portata al Consiglio dei ministri una nuova proposta di deliberazione “in merito ai motivi imperativi di rilevante interesse pubblico che giustificano la realizzazione dell’opera”.  E’ da ricordare che il ricorso ai “motivi imperativi di rilevante interesse pubblico” (IROPI) è stato giudicato illegittimo per carenza di istruttoria, mancata analisi delle alternative e assenza del parere della Commissione europea. Il Mit deve poi portare avanti un confronto formale e continuativo con la Commissione UE sulla compatibilità del progetto con il diritto europeo. Questo per prevenire infrazioni e bocciature ex post. Il MIt trasmette poi  al Cipess il Pef aggiornato e tutti gli altri atti previsti dal Dl 35/2023, dopo aver acquisito il parere del Nars sul Pef.

Si arriva al nodo del controllo della Corte dei Conti sulla delibera Cipess. Una volta adottata viene trasmessa alla competente Sezione della Corte dei conti, per il controllo preventivo di legittimità. Solo dopo che l’accordo di programma è efficace e la delibera CIPESS è efficace, il Mit può procedere a firmare un atto aggiuntivo alla convenzione con il concessionario, allegando il nuovo Pef. Anche questo atto passa dal controllo preventivo della Corte dei conti.

Il decreto, come lo stesso ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini, aveva preannunciato, non prevede la nomina di un commissario straordinario, che era stato indicato nella persona di Pietro Ciucci. C’è, comunque, un commissario straordinario ed è l’amministratore delegato di Rfi per la parte relativa alla realizzazione opere ferroviarie complementari al ponte. Avrà poteri straordinari (che gli derivano dal Dl Sblocca Cantieri), resta in carica fino all’entrata in esercizio delle opere, usa strutture esistenti e non percepisce compensi: serve, dunque, a velocizzare la parte ferroviaria e non il ponte in sé.

“Con il Decreto Legge approvato oggi in CdM si è definito ulteriormente l’iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte dei Conti. Nello specifico, si intende rafforzare – sottolinea il Mit in una nota –  il coordinamento tra le varie Amministrazioni Centrali (oltre alla Presidenza del Consiglio, MIT, MEF, MASE e Interno, Difesa, Protezione Civile, Salute) per produrre le integrazioni tecnico-istruttorie necessarie; individuare una procedura per fasi per lo svolgimento degli adempimenti istruttori sull’attuazione della Direttiva Habitat, con il coinvolgimento coordinato di tutte le Amministrazioni interessate; chiarire il rapporto logico e cronologico dell’adozione dei due atti (decreto interministeriale di approvazione del terzo atto aggiuntivo alla convenzione MIT-SDM e delibera CIPESS di approvazione del progetto); nominare l’amministratore delegato di Rfi quale Commissario straordinario sulle opere ferroviarie a terra, previste dall’accordo di programma, per garantire che le infrastrutture di accesso vengano realizzate rapidamente e in parallelo all’opera principale”. Per l’amministratore delegato della società Stretto di Messina,  “il contenuto del decreto conferma la volontà del governo di realizzare il Ponte sullo Stretto di Messina, ponendo l’obiettivo primario di conformarsi ai rilievi
della Corte dei conti sulla Delibera Cipess e sul III Atto aggiuntivo alla convenzione. In questo quadro confermo che la società Stretto di Messina continuerà nel suo costante impegno per completare la procedura approvativa e per avviare al più presto la fase realizzativa del progetto”.

Tornano all’attacco le opposizioni. Nel mirino di Avs finisce, in particolare, il passaggio relativo all’esame del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. “Salvini inserisce una norma per evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, limitando il parere alla sola relazione della società che ha progettato l’opera. Siamo alle solite furbizie. La norma, così come proposta, prevede l’acquisizione di un parere del CSLLPP unicamente sui profili tecnici di particolare complessità e rilevanza della relazione del progettista di aggiornamento del progetto definitivo approvato nel 2011, richiamando il fatto che l’organo dello Stato abbia espresso, nel lontano 1997, un parere su un progetto di massima”, dichiara Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde.
“È bene ricordare che quel parere si limitava a dire che il progetto di massima esaminato, con le considerazioni, osservazioni e prescrizioni espresse in 244 pagine, poteva essere sviluppato in sede di progettazione esecutiva. Dunque, al CSLLPP deve essere richiesto un parere sull’intero progetto definitivo del Ponte, dal momento che l’organo non ha esaminato neanche il progetto preliminare approvato dal CIPE nel 2003”.

Parlando più in generale del dl Infrastrutture, il sottosegretario al Mit, con delega  al coordinamento funzionale delle opere commissariate, Tullio Ferrante, parla di “un ulteriore tassello nel percorso di modernizzazione del Paese”. “E’ fondamentale continuare, nel solco del lavoro svolto in questi ultimi anni, ad accelerare la realizzazione delle opere commissariate che rappresentano interventi prioritari per lo sviluppo infrastrutturale”. “Ringrazio i commissari uscenti per il prezioso contributo assicurato in questi anni e – aggiunge – auguro buon lavoro agli ad di Anas e Rfi, Claudio Gemme e Aldo Isi, che subentrano nel ruolo di commissari per le opere stradali e ferroviarie di rispettiva competenza”.

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