IL PIANO DI LAVORO

Civitavecchia, sprint reindustrializzazione. Il commissario ‘politico’ Roberta Angelilli: “I fondi ci sono, ora attiriamo investimenti”

03 Feb 2026 di Mauro Giansante

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Civitavecchia tenta l’accelerata sul piano di reindustrializzazione. Ieri, alla Regione Lazio, la neo commissaria Roberta Angelilli (già vicepresidente di Francesco Rocca e assessore allo sviluppo economico) ha spiegato i pilastri della strategia che partirà con i primi tavoli tecnici dalla prossima settimana. Transizione energetica, rilancio industriale, innovazione e sviluppo del settore logistico: queste priorità coinvolgeranno l’intero comprensorio industriale, incluse le aree retroportuali e sarà sviluppato in sinergia con il Comune di Civitavecchia, l’Autorità di Sistema Portuale, Enel, i ministeri competenti, imprese e parti sociali. Primo incontro fissato, appunto, l’11 febbraio con tutti i diretti interessati. 

Angelilli è stata nominata dal governo la scorsa settimana con il compito proprio di coordinare il completamento dei progetti di riconversione industriale, accelerare la produzione di energia da fonti rinnovabili, sostenere le imprese, tutelare l’occupazione e attrarre investimenti strategici. Una nomina proposta dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso e formalizzata dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano. La stessa commissaria, però, ha ricordato ieri che “già dal 2023 è attivo un tavolo permanente Regione–Mimit sulla riconversione dell’area di Civitavecchia”. Adesso parte la svolta vera, però e “per attuare questa profonda ma graduale trasformazione, puntiamo su un combinato di opportunità amministrative e finanziarie, a partire dalla zona logistica semplifica. La Zls rappresenta infatti per Civitavecchia una grande opportunità di semplificazione amministrativa, attrazione investimenti e accesso alle agevolazioni fiscali del credito d’imposta”.

Dal presidente del Lazio Rocca, che ha parlato di “fase storica”, è poi arrivato un appello al comune di Civitavecchia affinché valuti l’adesione al Consorzio industriale del Lazio, anche per dare la possibilità alle imprese del territorio di beneficiare dei fondi previsti dal Dpcm contro la deindustrializzazione, che per il Lazio ammontano a 100 milioni di euro. Più i fondi comunitari, tra cui un bando appena partito da 20 milioni per attirare investimenti. “Dobbiamo attivarne di importanti perché ci sono tutte le condizioni, di risorse ce ne sono molte. È prevista – ha spiegato Angelilli – l’apertura di uno Spazio Attivo di Lazio Innova dedicato alla transizione energetica, all’innovazione, alla logistica e alla blue economy”. E sono state ricordate le manifestazioni d’interesse arrivate a Invitalia (si veda l’intervista di Diac al sindaco Marco Piendibene qui accanto) per la centrale termoelettrica Torre Valdaliga Nord, che resterà a riserva fredda e quindi non verrà coinvolta in questo processo di reindustrializzazione. Il Mimit ha avviato la procedura per 29 manifestazioni per un totale di 48 progetti nei settori della logistica, dell’economia circolare e dell’Ict. “Si tratta quindi di una pianificazione strategica degli interventi, mettendo a fattore comune tutte le opportunità finanziarie, anche relative ai bandi europei», ha concluso Angelilli. Che ha precisato come quella di aderire al consorzio sarebbe una scelta priva di alcun condizionamento sulle aree o cessione.  Ancora, Francesco Rocca: “il sogno nel cassetto è trovare le risorse per recuperare la Civitavecchia-Capranica-Orte e lavorare sul ferro per ampliare la parte merci. È frustrante vedere alcune banchine sottoutilizzate a Civitavecchia e tante merci che passano e vanno verso il nord”.

Insomma, il percorso sembra finalmente tracciato e, secondo quanto raccolto da Diac, questa accelerazione più politica può essere la via giusta per l’amministrazione civitavecchiese per compiere il processo di reindustrializzazione dell’area. Lo stesso primo cittadino Piendibene (ieri, però, assente in conferenza stampa) lo ha dichiarato parlando di Roberta Angelilli: “Una figura autorevole, che conosce bene le tematiche del territorio e che può rappresentare un interlocutore fondamentale per sbloccare questioni rimaste ferme troppo a lungo e che oggi necessitano di una decisa accelerazione”. Piendibene che ha in questi giorni menzionato anche il rilancio dell’ex area Italcementi: “Il Comune è ora soggetto credibile e pronto ad avviare una partnership con il privato: una sinergia che, nel giro di due anni, potrebbe tradursi nei primi interventi significativi di riqualificazione. (…) Il 2026 segnerà anche un passaggio operativo fondamentale: l’avvio delle demolizioni. Un passaggio chiave che consentirà a chi vorrà investire di trovare un’area già pronta, senza dover perdere tempo prezioso in bonifiche preliminari”. Anche se, “sappiamo bene di non poter contare sui sei milioni di euro dell’Enel ed è per questo che ci stiamo muovendo in altre direzioni, prima fra tutte la tassa di imbarco. Il nostro impegno è totale affinché le risorse mancanti non gravino sui civitavecchiesi”.

Tornando al piano del commissario, “il futuro è adesso. In questi mesi il Parlamento, con parere favorevole del Governo, ha approvato diversi provvedimenti specifici, a mia prima firma. In particolare due: l’istituzione del comitato interministeriale ad hoc sul phase out (con 52 idee progettuali ufficialmente già presentate al Mimit e al vaglio di Invitalia) e la previsione del Commissario governativo, con il compito di sostenere e accelerare, in sinergia con le altre Istituzioni, tutti i percorsi. Non impegni generici ma leggi dello Stato ad hoc sulla transizione a Civitavecchia”, ha rivendicato anche Alessandro Battilocchio, deputato di Forza Italia e primo firmatario della norma per l’istituzione del Commissario di Governo ad hoc su Civitavecchia. Già la scorsa settimana, la nomina di Angelilli a commissario era stata salutata con favore da Massimo Tabacchiera, presidente di Confapi Lazio e Roma. Il quale aveva evidenziato come tale passaggio sia decisivo per “dare finalmente una risposta concreta a un territorio che da troppo tempo sconta criticità industriali, occupazionali e infrastrutturali”. Un passaggio chiave anche per coinvolgere direttamente il tessuto delle piccole e medie imprese. Simili plausi erano arrivati anche da Confcommercio e Unindustria. 

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