Salsomaggiore, le Thermae Berzieri tornano a vivere: oltre 44 milioni per far rinascere il sogno Dèco del Novecento

28 Gen 2026 di Giusy Iorlano

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Salsomaggiore, le Thermae Berzieri tornano a vivere: oltre 44 milioni per far rinascere il sogno Dèco del Novecento

Ripartire da un capolavoro, quello di Galileo Chini, per far rinascere una città e il suo territorio. A oltre un secolo dalla sua realizzazione, lo storico complesso delle Terme Berzieri, inaugurato nel 1923 e diventato simbolo dell’Art Déco, riapre al pubblico e torna a essere uno dei simboli del rilancio di Salsomaggiore Terme e del termalismo italiano. Dopo due anni di lavori, Cdp Real Asset ha completato la riqualificazione dello storico complesso, restituito alla collettività dopo un lungo periodo di abbandono grazie all’intervento della sgr e alla partnership con Qc Terme, gruppo leader nel turismo del benessere.

Il progetto è stato promosso attraverso il Fondo Nazionale del Turismo, finanziato da Cassa Depositi e Prestiti e dal Ministero del Turismo, in collaborazione con Qc Terme. L’investimento complessivo supera i 44 milioni di euro, configurandosi come uno dei più rilevanti interventi di rigenerazione del patrimonio termale italiano degli ultimi anni.

Una riqualificazione strategica del patrimonio esistente

Un’operazione questa che non ha solo recuperato un capolavoro architettonico, ma ha riattivato un motore di sviluppo economico e sociale rimasto fermo troppo a lungo. “Questo investimento farà sì che arriveranno altri investimenti, ritengo che in un tempo abbastanza breve Salsomaggiore diventerà l’hub del benessere e quindi un elemento distintivo importante per far arrivare le persone”, ha detto il ministro del Turismo, Daniele Santanchè.

A leggere l’analisi presentata da Cassa Depositi e Prestiti, la ristrutturazione ha già generato 90 milioni di euro di valore nella filiera edile e circa 600 posti di lavoro. Ma è sul medio-lungo periodo che il rilancio promette di incidere maggiormente: entro il 2030 si prevedono 390 mila presenze turistiche, quasi il doppio rispetto al 2024, con un impatto economico annuale stimato in oltre 100 milioni di euro e più di 850 addetti coinvolti a regime.

Come spiegato da Antonino Turicchi, amministratore delegato di Cdp Real Asset, il progetto interpreta pienamente la strategia della sgr: “‘Riutilizzare’, ossia valorizzare ciò che già c’è e che attende nuove vocazioni e rinascite; ‘Rigenerare’ cioè dare nuove funzioni agli immobili in chiave attuale e moderna; ‘Restituire’ ovvero rendere l’immobile nuovamente fruibile dalla collettività, con impatti importanti sul territorio in termini di benessere economico e sociale, come già sono in atto e ci aspettiamo di vedere anche in futuro a Salsomaggiore”.

Alla base della rinascita delle Berzieri vi è un impegno economico diretto del gruppo Cdp pari a oltre 35 milioni di euro, tra acquisizione e lavori, ma soprattutto una collaborazione strutturata tra pubblico e privato e con le istituzioni del territorio, considerata elemento chiave per il successo dell’operazione.

La storia di un progetto che rinasce

Nate dal sogno del Novecento, le Terme Berzieri affondano le loro radici nel 1912, quando Salsomaggiore decise di trasformare la propria vocazione termale in un grande progetto architettonico. Coinvolgendo artisti e progettisti di primo piano come Ugo Giusti, Giulio Bernardini e Galileo Chini, la città diede vita a uno stabilimento unico, concepito insieme come luogo di cura e monumento. Un palazzo straordinario, ricco di affreschi, mosaici e simbolismi, celebrato all’epoca come “le terme più belle del mondo” e per decenni cuore pulsante di un turismo elegante e internazionale. A partire dagli anni Novanta, con la fine del termalismo assistito, Salsomaggiore è entrata in crisi: erano ancora 684 mila le presenze nelle strutture ricettive nel 2004, vent’anni dopo erano scese a 200 mila. L’acquisizione da parte di Cdp nel 2021 e il successivo intervento di recupero hanno avviato un’inversione di tendenza.

L’intervento ha interessato lo storico stabilimento Berzieri e l’ex centrale termica adiacente, culminando nella realizzazione di una spa di 9 mila metri quadrati.

Il progetto ha puntato, in particolare a valorizzare l’anima originaria dell’edificio, restaurando affreschi, decorazioni e pavimentazioni storiche e integrandole in spazi ripensati per nuove funzioni dedicate al benessere contemporaneo. L’ingresso monumentale torna a essere il fulcro del percorso, tra saune, aree relax, bistrot e lounge per i trattamenti, mentre una rete di collegamenti esterni unisce il palazzo storico alla ex centrale termica.

Proprio quest’ultima rappresenta uno degli elementi più caratterizzanti del nuovo complesso: reinterpretata senza perdere la sua identità industriale, accoglie vasche sviluppate in altezza, lucernari, ponti in vetro e terrazze panoramiche. Un “design liquido” che dialoga con materiali grezzi, installazioni a vista e richiami al territorio, dalla tradizione vinicola locale alle pratiche sensoriali ispirate alla storia produttiva del luogo. Così, tra memoria e innovazione, le Terme Berzieri tornano a essere non solo un simbolo architettonico, ma un motore di rinascita per Salsomaggiore e il suo territorio.

Turismo wellness e crescita di lungo periodo

Nel medio-lungo periodo, gli effetti economici sono destinati, infatti, ad ampliarsi grazie al nuovo modello di sviluppo turistico introdotto dalla gestione Qc Terme, orientata al wellness contemporaneo. L’obiettivo è rilanciare Salsomaggiore come destinazione attrattiva a livello nazionale e internazionale, stimolando consumi, investimenti e riqualificazione dell’offerta ricettiva.

Le stime indicano un incremento delle presenze turistiche fino a 390 mila entro il 2030, quasi il doppio rispetto alle circa 200 mila del 2024. A regime, i maggiori consumi turistici potranno generare oltre 100 milioni di euro l’anno di impatti economici sull’intera filiera e circa 850 addetti. L’adeguamento delle strutture ricettive necessarie a sostenere i nuovi flussi potrebbe inoltre attivare ulteriori 100 milioni di investimenti di cantiere e oltre 600 occupati.

“I dati sul termalismo in Emilia-Romagna sono oggi molto incoraggianti e confermano la vitalità di uno dei comparti turistici più trasversali e rappresentativi dell’identità regionale – ha affermato Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna annunciando che “l’obiettivo è ora quello di attivare un effetto leva anche sul settore ricettivo, favorendo nuovi investimenti e accompagnando la crescita dell’offerta. In questa direzione, nel 2026 la Regione rivedrà le norme sulla classificazione delle strutture, per semplificare i percorsi di chi intende investire nell’ospitalità. Il rilancio delle Terme rappresenta il motore principale di attrazione: un motore che oggi riparte con forza e che può trainare un più ampio sviluppo del territorio e del sistema turistico locale”, ha concluso.

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